In Gazzetta la manovra

DL Bersani - breve aggiornamento rassegna stampa

In Gazzetta la manovra: da oggi nuove regole sui pagamenti. Con la pubblicazione in "Gazzetta" entra in vigore oggi la versione definitiva del Dl 223/06. Compensi, parte la tracciabilità. Parcelle dei professionisti pagabili in contanti solo al di sotto di mille euro.

Da oggi i professionisti possono incassare compensi in contanti solo se la parcella non arriva a mille euro, mentre si azzerano le spese di chiusura del conto in banca. E nei cantieri arriva la stretta sul lavoro nero. Sono queste alcune delle novità al via con l'entrata in vigore della legge di conversione della manovra d'estate, pubblicata nelle "Gazzetta Ufficiale" di ieri.

LE NOVITA' IN VIGORE SUBITO

  • Limiti ai contanti. Da oggi e fino al 30 giugno 2007, i professionisti possono incassare in contanti solo le parcelle sotto i mille euro.
  • Contro il lavoro nero. Torna la diaria degli ispettori e scattano nuove sanzioni per chi ricorre al nero: nei cantieri edili, si rischia lo stop dei lavori.

La manovra d'estate arriva a fine corsa. Con la pubblicazione della legge di conversione 248 del 2006 (nella "Gazzetta Ufficiale" n. 186 di ieri - Supplemento ordinario n.183/L) si chiude il viaggio del decreto 223/06, che apre alle liberalizzazioni, volute dal ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani e che contiene il pacchetto di misure anti-evasione, messo a punto dal vice-ministro dell'Economia Vincenzo Visco.

Le disposizione, modificate nel corso del passaggio parlamentare, entrano in vigore già oggi. Scatta così il divieto per i professionisti di incassare pagamenti in contanti per somme di almeno mille euro, mentre si azzerano le spese di chiusura dei conti correnti bancari. Non solo. E' efficace da oggi anche la norma transitoria che fa slittare di un giorno, dal 4 al 5 luglio l'entrata in vigore del Dl 223/06, per "salvare" i contratti posti in essere, seguendo le regole previgenti, il 4 luglio.

Sono queste solo alcune delle correzioni al testo originario, inserite durante l'iter del provvedimento. Infatti non poche tra le misure, varate d'urgenza dal Consiglio dei ministri del 30 giugno, hanno scatenato le proteste delle associazioni di categoria. Di qui gli aggiustamenti, proposti nel corso del passaggio parlamentare e recepiti dal maxi-emendamento del Governo, poi approvato con voto di fiducia, prima a Palazzo Madama e poi a Montecitorio.

Così, il testo uscito dalla Camera il 3 agosto, si distanzia in più punti da quello varato dall'Esecutivo. Come nel caso della tracciabilità dei compensi professionali: se il decreto legge fissava in 100 euro il limite oltre il quale le parcelle non potevano essere pagate solo con assegni, bonifici o moneta elettronica, in sede di conversione la soglia si è alzata a mille euro.

Via alle liberalizzazioni. Il parlamento è intervenuto anche sulle disposizioni scritte a tutela dei consumatori, correggendo e, talora, riscrivendo, le misure che aprono alle liberalizzazioni. Così, la cancellazione delle tariffe minime, decisa dall'Esecutivo, si è colorata di eccezioni, accogliendo in parte le critiche dei professionisti. I codici deontologici dovranno adeguarsi, entro il 1° gennaio 2007, all'eliminazione dei minimi, che continueranno, però, a essere obbligatori quando è il giudice a liquidare i compensi e in caso di gratuito patrocinio. Inoltre, nelle procedure a evidenza pubblica, gli appaltatori potranno fare riferimento alle tariffe per fissare i compensi.

Meno fortuna ha avuto la levata di scudi dei farmacisti contro la vendita dei medicinali da banco negli esercizi commerciali: già a metà luglio i primi "corner" sono stati aperti negli esercizi della catena Helty di Vicenza e, da oggi, i farmaci acquistabili senza ricetta approdano nelle ipercoop di Carpi, Ferrara e Bari.

Le aule hanno poi cercato di rendere più trasparenti i rapporti tra assicurazioni, banche e clienti. Dal 4 luglio, data di entrata in vigore del decreto legge 223/06, le nuove clausole di esclusiva stipulate tra le compagnie di assicurazione Rc e i loro agenti sono nulle, ma da oggi l'intermediario che offre un contratto al cliente deve informarlo sulle provvigioni che le imprese gli riconoscono. Confermata poi la possibilità, per gli istituti di credito, di modificare in via unilaterale le condizioni contrattuali, ma solo 30 giorni dopo aver avvisato, con modalità chiare, il cliente. Non solo: al correntista è riconosciuto il diritto di recedere dal contratto in qualsiasi momento e senza spese.
Giustizia.

Da oggi si fa più mobida la stretta sulle spese di giustizia. L'anticipazione da parte degli uffici postali torna a essere ammessa per le notifiche del contenzioso civile e per le espropriazioni. Ricorrere al Tar diventa meno pesante rispetto a quanto previsto dal decreto legge: resta il contributo unificato di 500 euro, ma da oggi, per le istanze cautelari, nulla è dovuto. Scende invece a 250 euro la tassa per i ricorsi sui diritti di cittadinanza, residenza, soggiorno e ingresso in Italia.

La stretta fiscale. Correzione in ordine sparso per il pacchetto fiscale. Il Parlamento ha smussato le norme più aspre, a partire dalla tassazione degli immobili. Durante l'iter di conversione, è stato anche regolato il "periodo transitorio" legato all'introduzione di alcune nuove norme. E' il caso della tassazione delle stock option e degli incentivi all'esodo: la prima esclusa per i piani deliberati prima del 4 luglio, i secondi confermati per chi ha lasciato il lavoro o firmato un accordo di uscita prima dell'entrata in vigore del decreto.

Meno vincoli e paletti.

  • MINIMI TARIFFARI - Abrogati con l'eccezione dei compensi liquidati dal giudice e in caso di gratuito patrocinio. Le norme deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina dei professionisti devono adeguarsi entro il 1° gennaio 2007.

Come cambia il fisco.

  • STOP AI CONTANTI - Da oggi fino al 30 giugno 2007, i professionisti non possono incassare compensi in contante per somme pari o superiori a mille euro. Dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008 il limite scende a 500 euro e, dal 1° luglio 2008, a 100 euro.
  • APPALTI - L'appaltatore è responsabile in solido con il subappaltatore per le ritenute fiscali e i contributi dei dipendenti. Ma la responsabilità solidale si applica solo dopo l'approvazione di un decreto, da emanarsi entro 90 giorni a partire da oggi.
  • RISTRUTTURAZIONI - Dal 1° ottobre 2006 scende al 10% l'Iva sui materiali per le ristrutturazioni edilizie. Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2006 la detrazione Irpef è ridotta al 36% fino al limite di 48mila euro per abitazione.
  • LAVORO NERO - Da oggi, scattano nuove sanzioni per i datori che ricorrono al lavoro nero nei cantieri edili, l'obbligo del Durc per ottenere le agevolazioni e torna la diaria per gli ispettori. Dal 1° ottobre, tessera di riconoscimento obbligatoria per i lavoratori.

 

di Valentina Maglione
da Il Sole 24ore del 12.08.06


Il cantiere finisce sotto tiro. Da oggi in vigore regole rafforzate contro il sommerso nell'edilizia. Sospensione dei lavori se è irregolare il 20% degli addetti.

Continua la lotta al lavoro nero, con particolare attenzione al mondo edile. Infatti, l'articolo 36 bis del decreto legge 223/06 - convertito nella legge 248/06 pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" 186 dell'11 agosto, supplemento ordinario 183/L - prevede, da oggi, una serie di misure che hanno come destinatari quasi esclusivamente i cantieri edili.

L'articolo è stato introdotto come emendamento in sede di conversione del decreto legge: le misure sono destinate a complicare la gestione del personale edile.

L'inizio del rapporto. L'articolo 86 del decreto legislativo 276/03 aveva già previsto l'obbligo per i datori di lavoro del settore edile, in deroga alle disposizioni di carattere generale, di comunicare l'assunzione di lavoratori non contestualmente, ma il giorno prima dell'inizio del rapporto di lavoro. Tuttavia, aveva anche stabilito che l'obbligo sarebbe decorso "dalla data stabilita dal decreto di cui al comma 7 dell'articolo 4-bis, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181". Vale a dire dalla data che avrebbe dovuto essere fissata dal decreto di approvazione del modulo da utilizzare per la comunicazione. Il comma 6 dell'articolo 36 bis della legge 248 modifica il decreto legislativo, elimando il periodo nel quale era previsto che l'obbligo sarebbe scattato dopo il decreto di approvazione del modello. Da oggi, dunque, i datori di lavoro edili saranno tenuti a comunicare al Centro provinciale dell'impiego l'assunzione di lavoratori il giorno prima dell'inizio del rapporto di lavoro. La comunicazione deve essere effettuata mediante documentazione avente data certa (raccomandata, consegna a mano con ricevuta, eccetera).

Le tessere. In tutti i cantieri edili, i lavoratori (compresi quelli autonomi che vi lavorano direttamente) dovranno essere immediatamente identificabili. Il comma 3 dell'articolo 36 bis dispone infatti che dal 1° ottobre 2006 i datori di lavoro debbono munire il personale dipendente di tessera di riconoscimento, corredata da fotografia e contenente l'indicazione del datore di lavoro. I lavoratori autonomi che operano nei cantieri devono provvedere autonomamente a questo obbligo. Se nel cantiere lavorano più imprese con lavoratori dipendenti e più lavoratori autonomi, è prevista una responsabilità solidale nei confronti del committente.

Sono esonerati dall'obbligo della tessera individuale i datori di lavoro con meno di dieci dipendenti, che in alternativa dovranno registrare i lavoratori occupati giornalmente in registri vidimati dalla direzione provinciale del Lavoro.

Il datore di lavoro che viola le disposizioni è soggetta ad una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro per ogni lavoratore non munito di tessera di riconoscimento o registrato. Una sanzione amministrativa, da 50 a 300 euro, è prevista anche per il lavoratore che non provvede ad esporre la tessera.

Le sanzioni. L'utilizzo di personale non registrato nei cantieri edili oltre determinati limiti, e la violazione delle disposizioni sull'orario di lavoro e dei riposi, in aggiunta alle sanzioni previste per le singole omissioni, può comportare anche la sospensione dei lavori. Il comma 1 dell'articolo 36 bis stabilisce infatti che il personale ispettivo della direzione provinciale del Lavoro, anche su segnalazione degli ispettori Inps e Inail, può adottare il provvedimento di sospensione dei lavori qualora:

  • riscontri l'impiego di personale non risultante da scritture e/o documenti obbligatori in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori regolarmente occupati;
  • registri ripetute violazioni della disciplina in materia di orario di lavoro e di riposo giornaliero e settimanale (decreto legislativo 276/03).

Al provvedimento di sospensione adottato dalla direzione provinciale del Lavoro farà seguito un provvedimento del ministero delle Infrastrutture con il quale verrà interdetto all'impresa di partecipare a gare pubbliche e di stipulare contratti con la pubblica amministrazione per tutta la durata della sospensione.

Le agevolazioni contributive. Il comma 8 dell'articolo 36 bis introduce una nuova limitazione al diritto a fruire delle agevolazioni contributive spettanti alle imprese edili in virtù della legge 244/95 (pari all'11,50%).

Da oggi, non potranno usufruire della riduzione contributiva, anche se in possesso di tutti i requisiti precedentemente previsti:

  • i datori di lavoro non in possesso dei requisiti per il rilascio del Durc;
  • i datori di lavoro che abbiano riportato condanne passate in giudicato per la violazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per la durata di 5 anni dalla pronuncia della sentenza.

Giro di vite

  • Le nuove sanzioni - L'articolo 36-bis, oltre alle specifiche misure adittate per il settore edile, modifica le disposizioni introdotte nel 2002 dal decreto legge 12/2002 sull'utilizzo di lavoratori irregolari. Viene meno la determinazione in misura proporzionale della sanzione (dal 200% al 400% del costo del lavoratore, dall'inizio dell'anno alla data di constatazione della violazione) e viene sostituita da una sanzione in cifra fissa che va da un minimo di 1.500 euro a un massimo 12mila euro, maggiorata di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo.
  • La competenza - A irrogare le sanzioni non sarà più l'agenzia delle Entrate ma la Direzione provinciale del lavoro con la conseguenza che il contenzioso non sarà più di competenza delle commissioni tributarie.
  • Le commissioni contributive - Appesantite le sanzioni civili riguardanti le omissioni contributive connesse all'utilizzo di lavoratori irregolari soprattutto se di breve durata. L'importo non può essere inferiore 3mila euro.

 

di Nevio Bianchi - Alberto Massara
da Il Sole 24ore del 12.08.06

 

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data pubblicazione: lunedì 21 agosto 2006
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