Albi, la Giustizia riapre il cantiere

aggiornamento rassegna stampa

Professioni. Albi, la Giustizia riapre il cantiere. Il sottosegretario Scotti: entro fine mese una bozza di Ddl delega. Da domani confronti sulla riforma fra Via Arenula e i rappresentanti di Ordini e associazioni.

ROMA - Si comincia domani con le professioni sanitarie e legali. Si conclude, entro venerdì 22, con le associazioni non regolamentate il cui calendario è in via di definizione.

Con un ventaglio di consultazioni, il ministero della Giustizia riaccende il confronto con i vertici di Ordini e associazioni non regolamentate per mettere le ali alla legge quadro di riforma delle professioni. Che prenderà la forma di un disegno di legge delega da presentare in Consiglio dei ministri forse già entro fine settembre.

A ufficializzare il round di consultazioni è stata una nota di via Arenula.

Il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Scotti, su incarico del Guardasigilli,Clemente Mastella, ha infatti programmato una serie di incontri con gli Ordini e le associazioni professionali per predisporre il testo di riforma.

«Gli incontri - spiega Scotti - si concluderanno la prossima settimana e fanno seguito a quelli già realizzati con rappresentanti del ministero per lo Sviluppo Economico, della Salute e delle Politiche giovanili». Inoltre, Mastella - che aveva annunciato la predisposizione di un testo governativo con un telegramma durante il Congresso nazionale degli ingegneri di Treviso (si veda «Il Sole-24 Ore» dell'8 settembre - ndr in calce) - intende anche inaugurare un «tavolo tecnico di costante confronto» con i profili professionali, anche dopo il varo della legge-quadro.  «Come dicastero - ha sottolineato Scotti - entro 10-15 giorni saremo in grado di produrre un testo che sarà un disegno di legge delega con una serie di principi e di regole molto precise. Così che il Parlamento abbia piena consapevolezza degli obiettivi che si vogliono raggiungere».

Una scelta auspicata anche dagli avvocati. Il presidente del Cnf, Guido Alpa, ha infatti sottolineato «la disponibilità a condividere principi generali con le altre professioni, ma anche la necessità di "regole speciali" che tengano conto delle tipicità dei diversi profili».

I contenuti del provvedimento, ha proseguito Scotti, sintetizzano in gran parte «gli elementi convergenti dei diversi testi depositati alle Camere. Dal testo Vietti al più recente testo Mantini, sino all'ultimo, depositato lo scorso 21 luglio da Giancarlo Laurini (Fi)».

«I vertici professionali - ha sottolineato Scotti - saranno sentiti per delegazioni di "famiglie omologhe"». Si comincia domani con chirurghi, odontoiatri, psicologi, biologi e chimici. Nello stesso giorno, a seguire (ma separatamente), notai e avvocati. Martedì 19 toccherà all'area tecnica (ingegneri, architetti pianificatori e paesaggisti, geometri, geologi e periti industriali). Il giorno dopo sono convocati agrotecnici, dottori agronomi e forestali, periti agrari, giornalisti e tecnologi alimentari. Giovedì 21 sono attesi agenti di cambio, dottori commercialisti, consulenti del lavoro, assistenti sociali, ragionieri e attuari. A chiudere il cerchio saranno i rappresentanti delle associazioni non regolamentate, il cui calendario è però in via di defInizione.

«Andremo ad ascoltare cosa il Governo ha da dire - ha concluso Raffaele Sirica, presidente del Consiglio nazionale architetti e del Cup - ma anche a ribadire quelle correzioni al decreto Bersani che devono trovare spazio nella riforma delle professioni. A partire dalla tariffa minima per i lavori pubblici».

  • LE POSIZIONI - Il Governo farà leva anche su proposte già elaborate e presentate. Sirica (Cup): necessario correggere il Dl Bersani

Il calendario

  • 15 settembre - Chirurghi, Odontoiatri, Farmacisti, Psicologi, Biologi, Chimici, Notai, Avvocati (queste due categorie saranno sentite separatamente).
  • 19 settembre - Ingegneri, Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, Geometri, Geologi, Periti industriali.
  • 20 settembre - Agrotecnici e Agrotecnici laureati, Dottori agronomie forestali, Periti agrari e periti agrari laureati, Giornalisti, Tecnologi alimentari.
  • 21 settembre - Agenti di cambio, Dottori commercialisti, Consulenti del lavoro, Assistenti sociali, Ragionieri e periti commerciali, Attuari.

Da definire - La convocazione dei coordinamenti che rappresentano le associazioni non regolamentate è in via di ultimazione. Nelle intenzioni del ministero della Giustizia, tutte le audizioni dovrebbero concludersi entro venerdì 22 settembre.

Le linee generali - Il disegno di legge delega dovrebbe recepire l'impianto di base dei precedenti testi depositati in Parlamento: ridefinire il ruolo e le funzioni degli Ordini professionali riconoscendo le associazioni.

 

di Laura Cavestri
da Il Sole 24ore del 14.09.06


Liberalizzazioni. All'Antitrust il confronto tra avvocati e ministro. Dopo la circolare Cnf sul Dl Bersani.

ROMA - Fatta la legge trovato il modo di depotenziare la spinta liberalizzatrice del decreto Bersani per quanto riguarda l'esercizio della professione forense? È questa la domanda cui i funzionari dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato stanno cercando di rispondere soppesando i passaggi della circolare del Cònsiglio nazionale forense (Cnf) del 4 settembre sull'applicazione del decreto legge 223/06.

La circolare (si veda «Il Sole-24 Ore» del 5 settembre - ndr in calce) è costruita sulla premessa che la deregulation «dovrebbe essere transitoria», perchè la disciplina potrebhe essere rimodellata in seguito alla sentenza della Corte di giustizia sulle tariffe stragiudiziali, all'eventuale pronuncia della Corte costituzionale e alla riforma della disciplina forense. Detto questo, gli organismi istituzionali della professione mantengono - anche quando il Codice deontologico dovesse venire modificato, entro il 1° gennaio 2007, per tener dietro all'articolo 2 del decreto legge 223 - il loro potere di vigilanza. E sulle tariffe, per esempio, sarà sempre possibile «sindacare il comportamento, ai sensi degli articoli 5 e 43, comma 2 del Codice, se il comportamento sia sproporzionato all'impegno».

Un orientamento, quello del Consiglio nazionale forense, che ha messo sul chi vive il ministro dello Sviluppo economico PierLuigi Bersani, l'ispiratore delle norme sulla concorrenza. «Trovo singolare -ha detto Bersani al Sole-24Ore - la tempestività con cui il Consiglio nazionale forense ha fornito indicazioni interpretative, ben sapendo che il termine per l'adeguamento delle norme deontologiche alle disposizioni del decreto legge sulle liberalizzazioni è il 1° gennaio 2007. Non vorrei che questa tempestività sia dettata dalla volontà di non tenere conto della volontà del legislatore».

Il fatto che il mondo forense non sia granitico rispetto alle misure di liberalizzazione diventa una leva per il ministro. «Faccio notare - ha commentato Bersani - che l'associazione dei giovani avvocati ha preso le distanze dalla circolare e che alcuni legali, favorevoli alla nuova disciplina normativa, ci hanno manifestato il loro disorientamento». Nel merito delle indicazioni dell'avvocatura «posso dire - ha concluso Bersani - che l'Autorità Antitrust, da me interpellata, aveva già deciso autonomamente di mettere sotto esame la circolare. All'Antitrust spetta infatti il compito di verificare se le indicazioni fornite dal Cnf rappresentino una restrizione della concorrenza rispetto all'applicazione dei nuovi principi che regolano le libere professioni».

Il presidente del Cnf, Guido Alpa, sposa per ora una tattica attendista sul fronte Antitrust: «Non credo che la nostra circolare possa essere esposta a censure per possibile lesione alla disciplina sulla concorrenza. L'intenzione è stata quella di fornire a tutti gli avvocati una serie di indicazioni operative su norme tanto rilevanti. E si tratta di un lavoro che andrà proseguito, visto che saremmo comunque chiamati ad adeguare il nostro codice deontologico, per esempio, sul fronte dell'abolizione del divieto del patto di quota lite».

E se Alpa vuole sfuggire alle polemiche di questi giorni, non per questo intende passare per rinunciatario. Tanto da far capire che il Consiglio nazionale forense non ha ancora messo da parte l'ipotesi di chiamare in causa la Corte costituzionale. Tanto più che due pareri ricevuti nelle settimane scorse dal Consiglio nazionale forense hanno messo in luce possibili profili di illegittimità che vizierebbero più di un aspetto delle norme sulle liberalizzazioni. «Il nostro dissenso - precisa Alpa - resta tutto. Ma non pensiamo certo di disapplicare una legge dello Stato».

  • IL SOSPETTO - L'Autorità sta verificando se le indicazioni del Consiglio nazionale sulle tariffe limitano la concorrenza.

Deontologia vigile - Come pubblicato su «Il Sole-24 Ore» del 5 settembre, con la circolare 22-C/2006 del giorno precedente, il Consiglio nazionale forense ha fornito ai propri iscritti le indicazioni per l'applicazione del decreto Bersani.Il Cnf, sottolineando che gli effetti del decreto si produrranno dal 1°gennaio 2007, ricorda che gli Ordini continueranno a vigilare contro le posibili azioni di dumping e i comportamenti illeciti. Nonostante l'abolizione dei minimi e la possibilità del patto di quota lite (definito in forma scritta) si fa riferimento alla possibilità di sindacare dal punto di vista deontologico il comportamento degli iscritti quando il compenso sia sproporzionato ai risultati.

 

di Maria Carla De Cesari - Giovanni Negri
da Il Sole 24ore del 13.09.06


Lettera. Liberalizzazioni contrarie all'Europa

Caro direttore, devo, anzitutto, manifestarLe il mio compiacimento per il fatto che «Il Sole 240re» ha assunto una posizione obiettiva in relazione alla vicenda della legge Bersani che, all'articolo 2, prevede una sorta di liberalizzazione delle professioni. Il provvedimento, approvato con il ricorso alla fiducia prima della pausa estiva, costituisce un passo falso.

Abolire i minimi di tariffa senza alcuna esclusione per le "attività riservate" (come, invece, previsto nel programma elettorale illustrato da Romano Prodi), prevedere professionisti sostanzialmente soci (con il patto di quota lite) dei clienti e soci di capitali per tutte le società professionali, eliminare con la sanzione di nullità le regole e i principi contenuti nei codici deontologici radicati nei comportamenti centenari dei professionisti: sono questi gli ingredienti della legge Bersani.

La protesta delle professioni è, quindi, più che giustificata. La legge Bersani va corretta prima che si possano verificare irrimediabili guasti nello sviluppo del lavoro professionale che impone rinnovamento ma anche gradualità e specificità. Come ha sottolineato Mario Monti a Cernobbio, sarebbe stato preferibile affrontare il problema con una visione organica e di ampio respiro.

A questo punto, per evitare un periodo di forti scontri con le professioni c'è un solo rimedio: aprire e favorire una stagione di dialogo e di concertazione. A tal fine va spostata la scadenza del 31 dicembre 2006 per l'adeguamento dei codici deontologici, con sospensione per lo stesso periodo dell'efficacia delle norme di liberalizzazione. Nel frattempo si può avviare una fase utile e positiva di concertazione per varate nei tempi brevi una definitiva ed esauriente legge-quadro sulle professioni.

In questa fase di costruzione dello statuto rinnovato delle professioni italiane occorre, tra l'altro, riflettere sulla portata della risoluzione del Parlamento Ue (marzo 2006) che ha posto l'accento sulle funzioni pubbliche e di pubblico interesse delle professioni legali «al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali, lo stato di diritto, la sicurezza e l'applicazione della legge sia quando gli avvocati rappresentano e difendono i clienti in tribunale che quando danno parere legale ai propri clienti».

Questi principi sottraggono le attività legali alle norme della concorrenza. Anche la direttiva Bolkestein esclude dalle liberalizzazioni «i servizi legali prestati con riferimento all'assistenza e alla difesa».

Il professionista forense deve conservare sempre la propria indipendenza, garantire una sufficiente qualità alla prestazione professionale (di qui l'esigenza di mantenere le tariffe e i minimi tariffari), non avere con il cliente conflitti di interesse, attenersi a principi di segretezza e confidenzialità, contenendo la pubblicità nel senso di informare la clientela con cautela e con riferimento alle sole caratteristiche salienti della propria attività professionale.

La legge Bersani ignora questi doveri del difensore e contiene in sè il germe di abusi informativi in danno proprio di quei soggetti che la norma vorrebbe tutelare (la grande maggioranza degli utenti che non possiede strumenti per comprendere se titoli e specializzazioni vantate siano davvero sussistenti) con un risultato paradossalmente opposto a quello preso in considerazione.

L'Oua ha sottolineato in un documento diffuso in questi giorni che fare pubblicità e farla in modo efficace costa e che una liberalizzazione non adeguatamente meditata rischia di risolversi anche in un grave pregiudizio per i giovani o quelli meno provveduti economicamente. Che vedrebbero paradossalmente aumentare, anziche ridursi, le difficoltà di accesso al mercato.

Se si vuole davvero liberalizzare e modernizzare - e non solo favorire coloro che già vantano una posizione forte sul mercato o che hanno i mezzi per assicurarsela - è necessario apprestare un'adeguata cautela e assicurare il rispetto della proporzionalità dei mezzi rispetto agli obiettivi. Anche l'innovazione in materia di servizi professionali di tipo interdisciplinare va modificata con la previsione che, per la professione forense, i soci debbano essere solo professionisti, con l'esclusione di soci di capitale. Ne va, anche in questo caso, della trasparenza e della effettiva libertà di scelta da parte degli utenti.

  • UN PASSO INDIETRO - La riforma Bersani produce risultati opposti agli obiettivi dichiarati: occorre sospenderla e avviare la concertazione
  • OLTRE LA CONCORRENZA - Il Parlamento europeo e la direttiva Bolkestein escludono gli avvocati dalla deregulation dei servizi professionali

 

di Maurizio de Tilla, Presid.Federaziane Ordini forensi d'Europa e Cassa naz.forense
da Il Sole 24ore del 12.09.06


Il congresso. La mozione finale. Per gli ingegneri tariffe minime da ripristinare

MILANO - Sessione dedicata alla formazione quella dell'ultima giornata, a Treviso, per il Congresso nazionale degli ingegneri. A concludere un'edizione caratterizzata dalle forti critiche agli effetti del decreto Bersani e al diffuso timore di una contrapposizione tra Governo e professioni intellettuali, è intervenuto il sottosegretario all'Università ed alla Ricerca, Nando Dalla Chiesa(Margherita). Che ha negato, da parte del Governo, qualunque «tentativo di ghettizzazione» dei professionisti, richiamando i primi provvedimenti in cantiere dell'Esecutivo sull'università e rimproverando una certa superficiale proliferazione degli Ordini.

«Il problema Ordini - ha detto Dalla Chiesa - in questo Paese c'è. Abbiamo avuto una proliferazione delle professioni fino quasi a perdere il senso sociologico del termine. La politica ha lasciato andare, facendo nascere Ordini professionali in ambiti in cui questo non ha senso. Si propongono nuovi Ordini come si propongono nuove Provincie o nuove università: l'Ordine per i traduttori,i sociologi, i recuperatori di crediti. Ma così una società non funziona. Esistono nuove attività, che possono produrre Albi, forme di controllo interno, ma va delimitato il campo».

Dalla Chiesa si è poi soffermato sulla vigilanza deontologica che gli Albi affermano di voler tutelare. «Gli Ordini rivendicano il merito di esercitare un controllo etico e di serietà sull'esercizio della professione. Mi chiedo però perchè, per esempio, l'Ordine degli avvocati non abbia mai vigilato su come si diventava avvocati a Catanzaro, oppure perchè, di fronte alle note vicende di Milano, alla fine degli anni'8o, l'unico architetto verso cui l'Ordine ha preso un provvedimento disciplinare è stato quello che ha denunciato quelle vicende. Gli Ordini vogliono davvero assumersi questo compito di tutela verso la società?».

Sulla formazione, Dalla Chiesa conferma la revoca dell'apertura di nuove università telematiche, quelle già create saranno costrette a convenzionarsi con università statali. Ma anche la progressiva dismissione del sistema che consente di laurearsi in un solo anno per crediti maturati nella pubblica amministrazione. Infine, un freno alla nascita delle piccole università sotto casa.

A conclusione della giornata l'assemblea dei delegati ha approvato la mozione congressuale che impegna il Consiglio nazionale degli ingegneri a dare corso a tutte le iniziative per riaffermare la centralità della progettazione delle opere pubbliche e l'utilità dei minimi tariffari nella regolazione dei rapporti economici tra professionisti e committenza pubblica e privata. Ma a promuovere anche un'arialisi dei costi per valutare l'effettiva sostenibilità dell'offerta professionale (e le sue anomalie), nonchè una serie di "pacchetti" di linee guida che, sulla scorta di quanto già fatto dagli avvocati, consentano di interpretare l'applicazione dell'articolo 2 del Dl 223/06.

  • VIGILANZA DIFFICILE - Dal sottosegretario Dalla Chiesa il richiamo a realizzare il controllo sulla deontologia.

 

di Laura Cavestri
da Il Sole 24ore del 09.09.06


Il Cni chiede i minimi per gli appalti

La sicurezza nelle opere pubbliche prima di tutto. È un ruolo da riaffermare quello degli ingegneri soprattutto dopo il decreto Bersani sulle liberalizzazioni delle professioni. Che abolendo i minimi tariffari negli appalti ha di fatto equiparato i liberi professionisti alle imprese. Ma gli ingegneri decisamente non ci stanno. Lo hanno dimostrato nei giorni passati al 51° congresso nazionale di categoria che si è svolto a Treviso dal 5 all'8. E che si è concluso con una mozione finale che dà mandato al Consiglio nazionale di attuare una serie di iniziative atte a dare istruzioni operative ai professionisti dopo il dl Bersani e a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza del ruolo degli ingegneri. Come? Avviando, attraverso i media, un'attività di pubblicizzazione del ruolo e dell'importanza degli ingegneri nella moderna società del lavoro e della conoscenza.

Non solo.
Primario impegno del Cni sarà quello di riaffermare la centralità della progettazione, nonché la necessità e l'utilità dei minimi tariffari nella regolazione dei rapporti economici tra professionisti e committenza pubblica e privata al fine di differenziare l'attività professionale dall'attività meramente economica, nell'interesse generale di fondare la professione su principi qualitativi e non solo quantitativi. In questa nuova stagione che verrà il consiglio nazionale elaborerà protocolli o mansionari con la definizione dei criteri di redazione e dei contenuti della prestazione professionale, tali da superare l'asimmetria informativa della normativa attuale.

Ancora elaborerà linee guida per la organizzazione da parte degli Ordini o per l'accreditamento (se svolti da altri soggetti) delle attività di formazione e aggiornamento continuo, che consentano agli iscritti di mantenere ed incrementare le proprie competenze, certificate mediante il riconoscimento di crediti professionali. Più alta, rispetto al passato, sarà il controllo della qualità delle prestazioni.

Sarà, inoltre, elaborata una "carta dei servizi" da fornire agli iscritti da parte degli Ordini. Altro impegno a breve termine è quello di adeguare il codice deontologico alle norme sancite del Bersani. A tal proposito per evitare che altre situazioni del genere si verifichino i vertici degli ingegneri si sono impegnati a favorire la costituzione di un più incisivo coordinamento interprofessionale avente rilevanza politica e sociale per il necessario confronto con gli organismi istituzionali e politici.

 

pag. 43
da Italia Oggi del 09.09.06


Il congresso degli ingegneri. Mastella apre sulle tariffe. Per il Guardasigilli «un'analisi approfondita è ancora utile». I professionisti restano diffidenti - Cup diviso sulla strategia.

TREVISO - L'impegno in prima persona del Guardasigilli, Clemente Mastella, di assumere la regia della riforma delle professioni arriva con un telegramma firmato dallo stesso ministro, nella seconda giornata di lavoro, a Treviso, del congresso nazionale degli ingegneri. «I miei uffici - si legge nel messaggio - stanno lavorando sul disegno di legge-quadro, utilizzando anche le indicazioni delle categorie».

Le linee per la riforma. Nessun accenno specifico al metodo, ma un'attenzione ai punti caldi del dibattito. Il ministro si dichiara convinto che il sistema degli Ordini sia una garanzia per i professionisti e per l'utenza e che quindi non vada abolito. Sulle tariffe, Mastella ritiene che «un'analisi più approfondita sia ancora utile e produttiva».

Insomma, come ha poi ribadito dal palco Pier Luigi Mantini, responsabile per le professioni della Margherita, «il decreto Bersani è stato un input, un enzima per far fermentare una riforma ormai matura e che, nonostante una lunga fase di concertazione durata cinque anni, la coalizione di centro-destra, nella scorsa legislatura, non è stata in grado di portare a termine». Un decreto, ha aggiunto Mantini, che va interpretato alla luce dell'attività quotidiana e che deve tener conto delle esigenze specifiche delle attività di pubblico servizio». Il riferimento è al pressing delle categorie tecniche per ripristinare le tariffe minime relative alla progettazione delle opere pubbliche e della Dia. Un problema che anche Ermete Realacci, presidente della commissione Ambierite e Lavori pubblici della Camera (e ieri presente a Treviso), si è impegnato ad esaminare nell'ambito dell'attuazione del Codice appalti.

Tuttavia, anche per la scelta del decreto legge, l'assemblea dei delegati è diffidente nei confronti dei parlamentari e accusa il Governo di essere disponibile al dialogo solo con imprese e sindacati. La stessa assemblea dei delegati degli ingegneri ha stabilito che lo stato di agitazione sul decreto Bersani sarà stabilito «da ogni singolo Ordine sovrano», e non dall'intera categoria come corpo unico. E qui emerge il vero equivoco che forse penalizza la rappresentanza professionale.

Le reazioni. Se, da un lato, Ordini e Consigli nazionali sono enti pubblici e non "parti sociali" a tutela degli interessi delle categorie, il Cup (il comitato unitario delle professioni intellettuali) si sente sotto assedio. La base degli ingegneri rimprovera il Cup di scarsa incisività e assenza di risultati. I vertici delle categorie finora non sono riusciti a esprimere una posizione unitaria. Nella stessa riunione che mercoledì il Cup ha tenuto a Treviso, sono emerse due linee di approccio. Roberto Orlandi, presidente del Consiglio nazionale degli agrotecnici e vice presidente del Cup, punta a una linea «di
maggioranza» e «non di unanimità». Senza la convocazione di un tavolo tecnico sul Dl 223/06 «l'unica strada - per Orlandi - è quella di farsi sentire con una grande manifestazione di piazza a Roma, a ottobre». Mentre alcuni presidenti spingerebbero per evitare lo scontro e cercare nuove porte per il dialogo. Il presidente del Cup, Raffaele Sirica, ha invece annunciato che «il 14 settembre il direttivo del Cup si farà carico di presentare una proposta di legge di iniziativa popolare. L'occasione della raccolta delle firme potrà essere, in parte, la manifestazione a Roma del 12 ottobre».

Il documento - Il telegramma del ministro Mastella agli ingegneri
(...) Sono fermamente convinto che il sistema degli ordini è una garanzia per i professionisti e per l'utenza e che quindi debba essere ammodernato, ma non abolito. Le aspirazioni di altre professionalità ben possono trovare riconoscimenti in forme associate secondo un sistema duale ormai sedimentato nella elaborazione degli ultimi anni.
Quanto alla problematica legata alle tariffe, ritengo che una analisi più approfondita sia ancora utile e produttiva, soprattutto per le cosiddette prestazioni imposte o che formano oggetto di riserva di competenza (...).

 

di Laura Cavestri
da Il Sole 24ore del 08.09.06


Il messaggio del guardasigilli

Pubblichiamo il testo del telegramma inviato ieri dal ministro della giustizia, Clemente Mastella, al 51° Congresso nazionale degli ingegneri.

Il tema del Congresso tocca tre aspetti di grande importanza e di forte suggestione culturale: la creatività dell'opera dell'ingegno, che insieme ai profili di alta tecnologia caratterizza la vostra professione; l'innovazione, che è il lievito necessario della dinamica operativa; la concorrenza, che è un portato necessario per lo sviluppo di ogni iniziativa in un'economia globalizzata.

Colgo l'occasione per esprimere con chiarezza il mio pensiero sulla riforma delle professioni, che costituirà un punto caldo del dibattito. Sono fermamente convinto che il sistema degli ordini sia una garanzia per i professionisti e per l'utenza e che quindi debba essere ammodernato, ma non abolito. Le aspirazioni di altre professionalità ben possono trovare riconoscimenti in forme associate secondo un sistema duale ormai sedimentato nella elaborazione degli ultimi anni.

Quanto alla problematica legata alle tariffe, ritengo che un'analisi più approfondita si ancora utile e produttiva, soprattutto per le cosiddette prestazioni imposte o che formano oggetto di riserva di competenza. I miei uffici stanno lavorando sul disegno di legge-quadro, utilizzando anche le indicazioni delle categorie interessate. Mi è gradito inviarvi un cordiale augurio di buon lavoro e resto in attesa degli atti del Congresso.

 

pag. 32
da Italia Oggi del 08.09.06


Il congresso degli ingegneri. Riforma, rilancio con Ddl. Il ministero della Giustizia al lavoro sul progetto di riordino. Il sottosegretario Giaretta conferma l'iniziativa sulle professioni.

TREVISO - La riforma delle professioni arriverà «prima di quanto si pensi e attraverso un disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia». Ad annunciare l'iniziativa governativa alla platea degli ingegneri - riuniti da ieri a venerdì a Treviso per il 51° congresso nazionale - è il sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Giaretta (Margherita). Ma la conferma che il Guardasigilli si sta preparando ad assumere l'iniziativa arriva dalla segreteria del ministro. Il testo dovrebbe recepire anche alcuni aspetti del testo Vietti-bis, presentato dall'ex sottosegretario alla Giustizia dell'Udc, Michele Vietti. In ogni caso, sarà «un disegno di legge - assicura Giaretta - aperto ai contributi e coerente con le novità contenute nel decreto Bersani».

Le liberalizzazioni. E proprio le liberaiizzazioni sono il filo conduttore dell'agenda del congresso e del malessere che emerge dal parterre dei presidenti degli Ordini. Assai più della spada di Damocle dell'«illegittimità» del Consiglio nazionale, espressa dal Tar Lazio (si veda «Il Sole-24 Ore» del 23 agosto), che gli stessi presidenti, con un condiviso e disciplinato gentlemen's agreement, hanno deciso ieri di non sollevare.
«Per non far prevalerè le polemiche sterili - ha spiegato il presidente del Cni, Ferdinando Luminoso - e lasciare spazio ai temi più tipici della categoria: tariffe, riforme, formazione e innovazione». E tuttavia se la pesante pronuncia del Tar scompare dalla platea, certamente aleggia a bassa voce nel foyer del teatro che a Treviso ospita il congresso.

In attesa di conoscere il responso del Consiglio di Stato sia sulla richiesta di sospensiva che nel merito della vicenda, i delegati si dividono tra chi preferirebbe tornare alla conta dei voti e chi alle urne per una nuova tornata elettorale.

Maggioranze e minoranze sono tutt'altro che chiare. Anche se il presidente dell'Ordine di Treviso, Vittorino Dal Cin, nel suo intervento, ha chiesto «di non proseguire con ripetuti ricorsi e conseguenti sentenze», sollecitando tutti «per il bène della categoria» a «un passo indietro per chiudere la vicenda ormai a un anno dal voto».

Fratture che si ricompattano davanti al "fantasma" del decreto Bersani e non solo. L'intervento di Luminoso davanti alla platea chiede soprattutto di salvare l'ingegneria dalla selva oscura dell'abolizione delle tariffe minime e dagli onorari su conto corrente, voluti dal ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani.

La tariffa sui lavori pubblici "deve essere ripristinata, per non lasciare alle società oligopoliste la fetta più consistente del mercato degli appalti". Ma la professione, prosegue Lumimòso, deve essere salvata anche "dalla moltiplicazione dei corsi di laurea, che diluiscono la preparazione dei giovani e rendono più faticoso e ritardato l'accesso alla professione".

Il nodo pensioni. Save the quality, come recita la maglietta indossata da un delegato durante l'intervento di Giaretta. Ma va salvato anche l'importo delle pensioni della càtegoria, alla quale il presidente di Inarcassa, Paola Muratorio, chiede sacrifici equi, "perche il 5O% degli iscritti alla Cassa ha meno di 45 anni, le donne sono in aumento e noi dobbiamo garantire prestazioni adeguate anche nel futuro di lungo periodo" sia dal punto di vista previdenziale che assistenziale. Tuttavia, la platea non sembra riflettere il volto di una professione che càmbia. Giovani e donne restano, nel parterre, un'esigua minoranza. E sinora, come negli anni passati, sono mancati (o restano rari) gli interventi dei laureati triennali o dei giovani con laurea specialistica "figli" del nuovo sistema universitario che ha parcellizzato le qualifiche.

Ma i giovani restano lontani anche dai temi pensionistici, come ha ricordato il presidente di Inarcassa, Paola Muratorio, che punta a una previdenza complementare di categoria. «Ingegneri e architetti hanno espresso un orientamento molto favorevole a un secondo pilastro gestito da Inarcassa.

Ora stiamo informatizzando tutto il sistema di gestione per assorbire ulteriormente le spese, abbiamo poi calcolato che il costo di gestione della previdenza obbligatoria è pari allo 0,5% del capitale complessivo investito. Dunque, saremo in grado di gestire quella complementare senza esborsi.

Il progetto sarà presentato a ottobre all'assemblea dei presidenti perchè vogliamo essere pronti dal 1° gennaio 2008, data imposta dalla riforma Maroni sulla previdenza».

  • IL DECRETO BERSANI - Il Consiglio nazionale torna a chiedere di ripristinare i minimi tariffari sui lavori pubblici.

 

di Laura Cavestri
da Il Sole 24ore del 07.09.06


Congresso nazionale ingegneri. Liberalizzazioni, scossa agli ordini. Dopo il dl Bersani la palla passa alla giustizia. Pronto un ddl. Il sottosegretario allo sviluppo economico giustifica il decreto e promette che non ci sarà il bis.

In fin dei conti il decreto Bersani sulle liberalizzazioni delle professioni se lo sono un po' tutti meritato. Dieci anni di concertazione, del resto, non avevano portato a nulla. Così, con un sasso nello stagno buttato dal ministro per lo sviluppo economico, le acque si sono particolarmente agitate scatenando una marea di proteste.

Non ha voluto utilizzare mezzi termini Paolo Giaretta, sottosegretario allo Sviluppo economico, rivolgendosi agli ingegneri presenti ai lavori del 51° congresso nazionale di Treviso: ´Il problema era quello di affrontare la concorrenza dei servizi professionali. Il decreto è stato senza dubbio un modo efficace per cominciare a svecchiare il sistema'.
L'esponente di governo ha però assicurato che nelle intenzioni dell'esecutivo non c'è quella di fare il bis con un altro decreto. ´La riforma delle professioni si farà con l'ausilio delle rappresentanze delle professioni', ha spiegato.

La base di partenza sarà la bozza Vietti che tanto è piaciuta agli ordini seppur confrontata con quella di Pierluigi Mantini (Margherita) e a occuparsene sarà il ministero della giustizia. Interpellata telefonicamente la segreteria di Clemente Mastella, che ieri era atteso a Treviso, hanno fatto sapere ´di essere al lavoro per presentare prima di quanto ci si aspetti' un disegno di legge ad hoc di iniziativa governativa per assicurare una corsia preferenziale. Sarà la riforma più organica l'occasione per cercare di porre rimedio anche alla questione delle tariffe minime nei lavori pubblici. Ingegneri e architetti, in primis, infatti, stanno denunciando ormai da settimane il rischio paralisi nelle gare pubbliche per via della confusione creata nel settore dopo che a pochi giorni dal varo del dl (che ha abolito i minimi tariffari obbligatori) è entrato in vigore il nuovo codice degli appalti (che invece li prevede).

Problemi che potranno essere riscontrati dalla commissione interministeriale (giustizia-sviluppo economico-lavori pubblici) che dovrà essere istituita a giorni per monitorare gli effetti del Bersani.

A guidare l'organismo, la cui istituzione era stata richiesta a gran voce dalle categorie in fase di conversione in legge del decreto, potrebbe essere lo stesso Giaretta. Che ha spiegato alla platea dei congressisti la strategia dell'esecutivo di dare una scossa alle professioni e difeso lo stesso decreto. ´Trovo assurdo', ha detto, ´che un giovane avvocato per farsi conoscere attraverso un sito internet debba rischiare una sanzione disciplinare e poi vediamo grandi professionisti passare da un salotto televisivo all'altro. Bisognava dare le stesse opportunità a tutti e, quindi, permettere la pubblicità. Stesso discorso sulle società: servivano. Capisco, invece, che con le tariffe qualche problema si sia creato'.

Da qui l'invito alla collaborazione degli ordini. ´Sia chiaro', ha concluso il sottosegretario, ´che la discussione della riforma più organica non sarà subordinata alla rilevazione degli effetti del Bersani: le due cose al massimo andranno di pari passo'. Dura la replica di Maurizio Sacconi, ex sottosegretario al welfare e oggi senatore di Forza Italia. Che ha denunciato preventivamente la fine del confronto democratico all'interno delle sedi istituzionali qualora il governo dovesse continuare a fare decreti legge su materie come le professioni e usare la fiducia al senato per la loro conversione in legge. Metodo già condannato da tutte le categorie. Compresi gli ingegneri.
Il presidente del Cni Ferdinando Luminoso, replicando a distanza Romano Prodi, ha detto: ´L'esecutivo e lo stesso premier, parlando a Caorle di ”scrostare” gli ordini professionali, hanno manifestato un modus operandi e un lessico che trasmette la volontà di ghettizzare le professioni. Ma io mi auguro che il mondo politico possa subire innovazioni forti quanto quelle che hanno vissuto gli ordini e mi auguro che a scrostarsi siano i settarismi e le ghettizzazioni. Noi non ci sottraiamo al confronto e rispettiamo le decisioni della politica, ma diciamo ad alta voce il nostro pensiero, più che di liberi professionisti, di professionisti liberi'. Intanto durante i lavori poca voglia di parlare della sentenza del Tar Lazio che ha giudicato illegittimo il Consiglio nazionale. L'assemblea dei presidenti, nella giornata di mercoledì, ha deciso di non far rientrare l'argomento fra i lavori congressuali. C'è una richiesta si sospensiva presentata al Consiglio di stato. E c'è l'attesa per una presa di posizione da parte del ministero della giustizia. Qualche congressista più intraprendente spiega: ´Noi non ci possiamo fare niente. Dobbiamo solo aspettare'.

 

di Ignazio Marino
da Italia Oggi del 07.09.06


Congresso nazionale ingegneri. Architetti-ingegneri, il confronto sulla previdenza all'inizio di ottobre

Atteso per l'inizio del mese di ottobre il confronto sulla previdenza di ingegneri e architetti. È stato subito accolto da Luminoso l'invito di Paola Muratorio. Quest'ultima, presidente di Inarcassa, presa la parola durante le parole ha infatti sottolineato l'importanza di un confronto a 360° per discutere del futuro previdenziale delle due categorie e capire insieme quale nuove strade intraprendere.

Il presidente della cassa, forte di un bilancio 2005 più che positivo, infatti, vorrebbe sviluppare in completa autonomia la previdenza complementare. ´Ma per fare questo', ha spiegato a margine della mattinata, ´occorre valutare il costo della gestione del secondo pilastro e capire come ottimizzare i costi'.

La stessa Muratorio non nasconde la voglia di andare avanti su un segmento che fino ad oggi è stato al centro solo di discussioni, anche all'interno dell'Adepp (l'associazione che raggruppa tutti gli enti previdenziali privatizzati) e non di iniziative concrete. ´Ma la legge Maroni', ha continuato la Muratorio, ´ha fissato al primo gennaio 2008 l'avvio della previdenza complementare. Noi ci vogliamo presentare puntuali all'appuntamento'. Parlando delle misure per combattere l'evasione fiscale varate con il decreto Visco-Bersani, poi, il numero uno di Inarcassa ha fatto notare che ´se il 30% degli iscritti ha redditi sotto i dieci mila euro non è per fregare il fisco, ma solo perché il mercato si è fortemente ampliato mentre non è cresciuto di pari passo il mondo delle opportunità'.

Allora si ripensi a come articolare meglio il passaggio dall'università al mondo del lavoro. E soprattutto, per la Muratorio, occorrerebbe mettere un freno alla proliferazione di nuovi corsi di laurea ´istituiti spesso per dare una cattedra ai professori. Propongo', allora, ´di pagarli lo stesso i docenti ma facendoli stare a casa'.

Quanto alle presunte barriere all'accesso della categoria, si è fatto notare che negli ultimi dieci anni gli iscritti alla cassa sono praticamente raddoppiati. Numeri che hanno permesso, infatti, di far crescere le entrate dell'ente. Il bilancio 2005, infatti, ha registrato un avanzo economico di circa 381 milioni di euro, in crescita del 5,5% rispetto al risultato del 2004, e un patrimonio che ha raggiunto quota 3,4 miliardi di euro (in aumento del 12,8% rispetto all'anno precedente). La componente immobiliare, valutata al costo storico, rappresenta il 23%, quasi un quarto del patrimonio complessivo di Inarcassa, mentre quella mobiliare rappresenta il 77%. Il patrimonio immobiliare nel 2005 ammonta a oltre 700 milioni di euro, per un rendimento netto di circa il 3%. Nel complesso, il patrimonio di Inarcassa ha dato un rendimento netto contabile del 4,3%.

 

di Ignazio Marino
da Italia Oggi del 07.09.06


Sponda di Rutelli per le professioni. La Margherita apre alle richieste delle categorie sulla riforma. Nel corso di un dibattito con ordini e associazioni alla Festa di Caorle, Mantini assicura l'appoggio.

Mai più una riforma delle professioni per decreto. Come quella sulle liberalizzazioni ideata dal ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani. Che, a detta delle professioni interessate, sta portando più danni che benefici. Come negli appalti pubblici.

Il malumore degli ordini ieri è arrivato fino a Caorle, dove in questi giorni si sta svolgendo la festa della Margherita. E dove proprio lunedì il premier Romano Prodi aveva detto che l'opera di ´scrostamento' delle professioni, avviata da Bersani, deve continuare.

Ma il fronte governativo non pare essere così compatto nel fare muro contro muro con le categorie professionali. Il leader della Margherita e vicepremier Francesco Rutelli, attraverso un suo stretto collaboratore, per esempio, fa sapere di seguire ´con interesse l'evolversi dei fatti per farsi portavoce nella compagine di governo delle istanze dei professionisti'.

Insomma, se da sempre Pierluigi Mantini, responsabile del dipartimento delle professioni, ha curato i rapporti con le categorie oltre a scrivere e aggiornare le proposte di riforma di settore (suo il primo pdl sulla materia presentato in commissione giustizia alla Camera e già calendarizzato), da ieri tutto il suo partito si è impegnato nella causa comune di arrivare ad una riforma condivisa. Presente ai lavori anche l'ex ministro del lavoro e senatore Tiziano Treu.

Del resto, una volta di più, le professioni si sono mostrate particolarmente agguerrite contro la politica perseguita fino ad oggi dal governo. Come non ricordare da ultimo lo stop all'istituzione di cinque nuovi ordini nell'area sanitaria per esplicito volere di Bersani e altri ministri dei Ds. Non a caso a Caorle c'erano praticamente tutti i presidenti degli ordini. Cui Mantini ha rinnovato l'impegno di avviare da subito una nuova stagione di confronti.

A far notare in quale caos, dopo che il dl Bersani ha eliminato l'obbligatorietà dei minimi tariffari anche nelle gare sui lavori pubblici, sono caduti i rapporti con le pubbliche amministrazioni ci ha pensato per primo Raffaele Sirica, numero uno degli architetti (ma anche del Cup, il comitato unitario delle professioni). Che ha denunciato: ´Avvertiamo una totale confusione visto che il dl è arrivato a pochi giorni dall'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti. Una confusione che ci fa temere l'avvio di contenziosi e la conseguente paralisi degli appalti. Ci faremo carico, come se non bastasse, di fare un po' di ordine a favore della chiarezza'. Sirica ha anche annunciato per metà mese una riunione del Cup per mettere in campo nuove iniziative ´di proposta e protesta'. E Armando Zingales, presidente dei chimici, ha aggiunto: ´Le liberalizzazioni devono essere un mezzo per migliorare l'esistente, e non peggiorarlo'. Sempre per le categorie tecniche erano presenti anche gli ingegneri. Il presidente del Cni, Ferdinando Luminoso, ha sottolineato come si stia per aprire una stagione piena di congressi (oggi inizia a Treviso il 51° per gli ingegneri) che avrà come fine quello si approfondire il dibattito interno sull'innovazione e sulla concorrenza in modo da rispondere in altro modo a quell'ammodernamento che Bersani ha voluto tentare con decreto.

Ma non è tutto. Il numero uno del notariato, Paolo Piccoli, ha invitato la politica a guardare bene sotto lo ´scrostamento' delle professioni che ha voluto il governo. ´Perché spesso', ha spiegato, ´come accade con le pareti si possono trovare dei bellissimi affreschi che vanno valorizzati e non cancellati'. Insomma un appello ad usare la risorsa delle professioni per il paese.

Guido Alpa, presidente del consiglio nazionale forense, ha invece annunciato una prima circolare di interpretazione delle norme del Bersani: ´Ok all'abolizione dei minimi obbligatori, ma resterà sanzionabile l'eventuale accaparramento della clientela a prezzi stracciati'. Poi ha ribadito l'esigenza di una nuova legge che regoli l'accesso ad una categoria, come quella degli avvocati, che ogni anno cresce a ritmi impressionanti. Mentre Alessandro Visparelli, vicepresidente del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ha voluto richiamare l'attenzione sul ruolo che ogni giorno riveste la sua categoria nella semplificazione dei rapporti fra cittadini e p.a. ´Il tutto senza mai prendere un euro', ha detto. Presente al simposio di Caorle anche Amedeo Bianco dell'ordine dei Medici che ha voluto porre l'accento sull'esigenza di altre riforme, più strutturali. Come quella della formazione continua per garantire la qualità della prestazione.

Altro capitolo toccato ieri è stato quello del riconoscimento delle associazioni, con il vicepresidente del Colap Riccardo Alemanno che è andato all'attacco per chiedere una legge soprattutto per regolamentare l'attività dei tributaristi che da più di 25 anni sono sul mercato. Un appello condiviso anche da Arvedo Marinelli dell'Ancot, da Luigi Pessina dell'Ancit e Roberto Falcone della Lapet. Quest'ultimo, in rappresentanza di Assoprofessioni, ha aggiunto: ´Bersani ha dato il via. La riforma va completata'.
´Sono più di dieci anni che se ne parla. I contenuti sono chiari', ha sottolineato Antonino Mirone, ex parlamentare, autore di uno dei progetti di riforma delle professioni e oggi al Cnel, rivolgendosi a Mantini. ´È solo una questione di scelta politica. Ormai non c'è molto da aggiungere'. A concludere i lavori lo stesso Mantini. Che parlando alla platea ha rinnovato, anche a nome del suo partito, l'impegno per una riforma condivisa.

 

di Ignazio Marino
da Italia Oggi del 06.09.06


Professioni. Gli ordini puntano sulla deontologia. Resta valido il limite tariffario legato al decoro professionale. La contromossa di ingegneri e avvocati all'abolizione dei minimi è il controllo sulle prestazioni.

Gli ordini puntano sulla deontologia. Se è vero infatti che il pacchetto Bersani ha di fatto affossato le tariffe minime dei professionisti, è altrettanto vero che un limite al prezzo della prestazione ancora c'è: quello legato al decoro. E proprio su questo confine faranno leva i vertici delle categorie per ´tenere d'occhio' la correttezza dei compensi richiesti dagli iscritti. Almeno questa sembra la linea strategica che adotteranno gli ordini per far fronte alle liberalizzazioni volute dal ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani. Che potrebbero scatenare, per gli addetti ai lavori, una vera e propria rincorsa al prezzo stracciato. Dopo la circolare dove il Consiglio nazionale forense comunica agli iscritti che i limiti tariffari resteranno validi dal punto di vista deontologico, e che l'ordine effettuerà una vera e propria attività di vigilanza, anche gli ingegneri sembrano infatti indirizzati verso questa via. Ed è lo stesso presidente del Consiglio nazionale, Ferdinando Luminoso, ad annunciare che ´presto ci pronunceremo per enfatizzare il rispetto del legame che corre tra compenso e decoro'. Il tema delle tariffe, infatti, sarà tra i più scottanti che verranno affrontati dagli ingegneri al 51° congresso della categoria, che parte oggi a Treviso. Già perché, secondo Luminoso, ´le tariffe, per quanto ci riguarda, sono necessarie per assicurare la qualità delle prestazioni, e in particolare per le opere pubbliche e più in generale per il lavoro progettuale. Proprio su questo aspetto, il decreto Bersani va rivisto. Il congresso di Treviso servirà proprio per delineare una strategia di dialogo con il governo. Noi, infatti, siamo convinti che la rivisitazione del ruolo degli ordini non possa non passare dal confronto. E abbiamo percepito, da parte dell'esecutivo, un'apertura in questo senso'. Al congresso, che si concluderà venerdì, terranno banco due temi in particolare: l'innovazione tecnologica e la concorrenza. Sul primo argomento, il Consiglio nazionale si propone di sottolineare come oggi non si debba più vedere gli ingegneri solo come civili. Ma vanno considerati come professionisti a 360°, dall'industria all'informatica.

´Guardare al futuro ed essere competitivi', ha commentato Luminoso, ´vuol dire investire soprattutto nei settori che in questi anni hanno visto l'ingegnere in primo piano. Rispettivamente, il comparto aerospaziale, quello dell'ict e delle nanotecnologie'.
Per quanto riguarda, invece, la concorrenza, gli ingegneri manifestano preoccupazione per il metodo adottato dal governo nel redigere il programma di riforma delle professioni contenuto nel decreto Bersani, che, per la categoria, non ha tenuto conto della consultazione necessaria con gli ordini.

´Tra l'altro', sottolinea il presidente del Cni, ´il timore è che il Decreto Bersani diventi un viatico per smontare il sistema degli ordini e non per una riforma delle professioni, che rappresenta invece un'esigenza condivisibile e condivisa dal consiglio'. ´Il congresso', ha concluso Luminoso, ´acquista una connotazione importante in un momento in cui siamo nell'occhio del ciclone. Il nostro obiettivo è infatti quello di conquistare la fiducia dei cittadini'.

 

di Gabriele Ventura
da Italia Oggi del 06.09.06


Professioni. La circolare del Consiglio nazionale forense

Il consiglio nazionale forense vigilerà sui compensi percepiti dagli avvocati. Questo perché, anche se il decreto Bersani (convertito nella legge 248/06) ha di fatto abolito i minimi tariffari, i limiti restano validi dal punto di vista deontologico. E i vertici della categoria possono applicare delle vere e proprie sanzioni qualora il compenso richiesto per la prestazione venga giudicato non proporzionato all'obbligo di correttezza nei confronti del cliente. Questo il senso della circolare (la 22-C/2006) inviata dal Consiglio nazionale forense ai propri iscritti, dove vengono comunicate le prime indicazioni applicative per l'interpretazione del decreto Bersani. Secondo il documento, quindi, i minimi tariffari restano comunque validi in chiave deontologica, cioè sotto gli aspetti che riguardano la qualità e la dignità della professione legale. La prestazione, infatti, non può avere un prezzo stracciato, e il giudizio, in questo senso, spetta proprio agli ordini professionali. Che possono verificare la sproporzione e, per chi non rispetta i limiti, predisporre sanzioni disciplinari per violazione di divieti deontologici. Come può essere l'accaparramento della clientela. È infatti definito scorretto un comportamento quale quello di attrarre nuovi clienti attraverso mezzi che nulla hanno a che vedere con le qualità professionali. (...)

pag. 31
da Italia Oggi del 06.09.06


Albi & mercato. L'Ordine vigila sui compensi. Anche senza tariffe minime sono possibili sanzioni contro il dumping. Dal consiglio nazionale forense una circolare con le prime indicazioni applicative del decreto Bersani. Gli avvocati preparano sanzioni deontologiche contro le tariffe "sleali". Dopo l'abolizione dei valori minimi.

Le tariffe minime sono state abolite, ma gli Ordini continueranno a vigilare, pronti a colpire con procedimenti disciplinari i ribassi eccessivi. A precisare questa funzione di vigilanza anti-dumping è una circolare diffusa dal Consiglio nazionale forense agli Ordini territoriali, in cui il vertice dei legali fornisce istruzioni sulle novità della manovra bis per le professioni.

Gli Ordini professionali continuano a vigilare sulla correttezza dell'operato dei loro iscritti, anche se non vi sono più tariffe fisse o minime. Questo è il nucleo delle osservazioni che il Consiglio nazionale forense ha inviato ai propri iscritti attraverso la circolare 22-C/2006 con le osservazioni per interpretare il "pacchetto liberalizzazioni" (Dl 223/06, convertito nella legge 248/06).

Secondo il documento, dunque, i limiti tariffari che la legge Bersani sembra aver abolito rimangono infatti validi in chiave deontologica, cioè sotto quegli aspetti che riguardano la dignità e qualità della professione legale.

Tariffe e deontologia. Aver eliminato i minimi tariffari e ammesso i compensi correlati al risultato ottenuto non esclude il controllo degli Ordini sui professionisti. In precedenza, gli Ordini potevano irrogare sanzioni a chi applicasse tariffe inferiori ai minimi, ma anche oggi esistono limiti di correttezza. Limiti non più leggibili nella legge (o in tariffe approvate con decreto), ma che si desumono combinando vari elementi relativi alla correttezza del rapporto con il cliente. Il compenso quindi non può essere irrisorio, non adeguato o sproporzionato all'impegno. Questo giudizio spetta agli Ordini professionali, che possono verificare l'irrisorietà e la sproporzione in relazione all'impegno necessario per una dignitosa prestazione professionale (valutabile in termini di tempo, di spese vive, di struttura operativa indispensabile, di aggiornamento essenziale). Chi non rispetta i minimi, ad esempio per dumping, per entrare in un mercato o per acquisire clienti, può incorrère in sanzioni disciplinari perchè viola divieti deontologici quale quello di accaparramento di clientela. È infatti scorretto attrarre nuovi clienti attraverso mezzi che poco o nulla hanno a che vedere con le qualità professionali.

Cliente e avvocato. I patti in tema di compensi professionali devono essere scritti, sia per i minimi che per i massimi. Se manca una forma scritta si applica la tariffa professionale. Il patto si riferisce solo al cliente che lo ha sottoscritto e non può essere invocato nei confronti dell'avversario soccombente. La legge Bersani non modifica ne limita le tariffe massime esistenti, che sono quelle prevìste dal decreto ministeriale. Sotto l'aspetto deontologico, rimane anche in tema di compensi massimi il sindacato dell'Ordine professionale, qualora vi sia sproporzione nel patto scritto tra la parte e illegale.

È quindi possibile che un avvocato riesca a farsi pagare una parcella superiore ai massimi tariffari, se liberamente accettata - per iscritto - all'inizio della lite, ma questo professionista rischia una sanzione deontologica da parte dell'Ordine. Rimane poi possibile parametrare il compenso al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, concordando, sempre con forma scritta, un premio proporzionato ai risultati conseguiti, ma anche in questo caso vi sono limiti di correttezza valutabili sotto aspetti deontologici.

La pubblicità. Probità, dignità, decoro, lèaltà, correttezza, segretezza e riservatezza devono caratterizzare la pubblicità degli avvocati, che deve avere carattere informativo. Non potrà essere ingannevole, nè comparativa, nè disdicevole. Il Cnf esclude che si possa esercitare la professione «in un supermercato o in un esercizio commerciale aperto sulla via pubblica» o affiggendo cartelli, ma nega anche la possibilità di associare il nome di un professionista a un server telematico.

Le società. Gli avvocati possono partecipare a società professionali multidisciplinari soltanto nella forma delle società di persone, esercitando un'impresa ed eseguendo pèrsonalmente l'incarico, anche se il compenso è imputato alla società. La rappresentanza in giudizio può invece essere esercitata solo attraverso una "società tra avvocati" (Dlgs 96/2001), mentre la consulenza può essere svolta in una società multidisciplinare prevista dalla legge Bersani.

  • LE ATTIVITA' - La rappresentanza in giudizio può essere esercitata solo da società fra avvocati per la consulenza spazio a soggetti multidisciplinari

Pubblicità decorosa

  • Norme e deontologia. La circolare 22-C/2006 ricorda che le norme di legge possono abrogare norme deontologiche. Inoltre, gli effetti del Dl 223/06 si produrranno solo dal 1° gennaio 2007.
  • Tariffe. Anche se le tariffe minime non sono più obbligatorie, non si esclude che i contraenti possano concludere un accordo con riferimento ai tariffari del Dm che li disciplina. In vigore le massime, derogabili solo con patto scritto e se non implicano compensi sproporzionati. Parametrare il compenso agli obiettivi raggiunti deve tradursi in un «premio» proporzionato a impegno e risultati conseguiti.
  • Patto di quota lite. Il patto è valido se informa scritta e con effetti solo tra le parti. È ammesso se il compenso è correlato al risultato pratico dell'attività svolta (in percentuale al valore della lite). No alla cessione del credito o del bene litigioso.
  • Pubblicità. Ammessa se informativa e istituzionale. Già ora è consentito esibire titoli ma non il termine "specializzazione". Vietata la comparativa, le insegne e l'esercizio non può avvenire in supermarket.
  • Società. La novità introdotta consente l'esercizio di attività multidisciplinari nella forma della società di persone. Ma resta necessario un decreto attuativo.

 

di Guglielmo Saporito
da Il Sole 24ore del 05.09.06

 

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data pubblicazione: venerdì 15 settembre 2006
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