CUP - Il riordino degli Albi in diciannove tappe

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Professionisti/2. Il riordino degli Albi in diciannove tappe. Il testo del «Documento sulla riforma» che verrà presentato oggi dal Cup al presidente del Consiglio, Romano Prodi. Tra le priorità la tutela delle categorie esistenti e il controllo pubblico sui compensi

Pubblichiamo il documento del Comitato unitario delle professioni (Cup) che sarà presentato oggi a Roma al presidente del Consiglio Romano Prodi.

IL DOCUMENTO SULLA RIFORMA:GENESI E OBIETTIVI
In occasione della manifestazione del 12 ottobre 2006 il Cup ritiene necessario offrire un contributo sui «Principi fondamentali» per la definizione di una «Riforma delle professioni intellettuali». che tenga conto del dibattito interno alle categorie professionali che aderiscono al Comitato. Il documento vuole promuovere una comune riflessione con le Istituzioni e i Cittadini e intende esprimere una base comune di convergenza culturale, al di là e oltre le distinzioni di area e di appartenenza all'una o all'altra categoria professionale.

Il Cup è un Comitato costituito dai Consigli nazionali degli Ordini e Collegi delle professioni per il cui esercizio ai sensi dell'articolo 33, comma 5, della Costituzione è richiesto il superamento di un esame di Stato e la conseguente iscrizione in albi o elenchi.

Esso si propone come fine il raccordo tra le diverse categorie professionali e le relative Organizzazioni nonchà di promuovere il confronto con le Istituzioni in modo da rendere effettivo la tutela degli interessi generali e collettivi connessi con l'esercizio professionale.

L'espressione e la diffusione del Documento risponde ad una precisa esigenza di trasparenza e insieme di assunzione di responsabilità nei confronti degli Iscritti e dei Cittadini tutti, che vengono messi così in condizioni di partecipare attivamente al confronto e di contribuire alla definizione di una riforma quanto più condivisa.

Due sono gli obiettivi essenziali, che si intendono raggiungere: il primo è di carattere conoscitivo e investe la riflessione sulla natura, il ruolo e le funzioni delle professioni. regolamentate ed emergenti. e delle loro Organizzazioni, pubbliche e private; il secondo è di carattere politico e concerne l'individuazione di una precisa linea strategica sulla base del quale possa essere svolta dal Cup quella attività di raccordo propria della sua missione, in funzione della valorizzazione delle professioni intellettuali, come risorsa economica e sociale del Paese, e della indispensabile tutela degli interessi generali e collettivi ad esse connesse.

Il Documento si propone, anzitutto, l'individuazione dei Principi cardine per un intervento del Legislatore, nazionale e regionale, che risponda compiutamente alle esigenze e priorità del settore; dall'altro ha l'ambizione di essere centro di riferimento per la predisposizione di una compiuta proposta di Riforma funzionale al raggiungimento di questi obiettivi.

Il Documento è premessa alla predisposizione di una proposta di disegno di legge, da elaborare con il confronto e il contributo degli Ordini, dei Cup territoriali e di tutti gli interessati -Professionisti e Cittadini -nella tradizione del sistema professionale.

La proposta sarà sottoposta, nel rispetto della sovranità del Parlamento, alle forze politiche nella ferma convinzione che,in una democrazia partecipativa, sia dovere di tutti i Cittadini concorrere alla programmazione del futuro del Paese.

Il Documento e la Proposta divengono infine premessa e punto di riferimerito per la delineazione delle iniziative che il Cup in accordo con le articolazioni territoriali degli Ordini e in stretta collaborazione con le altre Organizzazioni professionali, Casse di previdenza e Sindacati, potranno perseguire al fine di promuovere e/o agevolare l'attuazione del Titolo V della Costituzione.

Le Professioni intellettuali vivono un momento importante, di profondo cambiamento per il carattere transnazionale dei mercati e le trasformazioni che interessano l'assetto istituzionale del Paese, dopo la riforma costituzionale del 2001.

Si è pienamente consapevoli delle esigenze improrogabili di attuazione di un vero processo riformatore che investa le professioni in tutti i loro profili (percorsi formativi, competenze, regole di esercizio) e lo stesso sistema di conttolli che, a garanzia del Cittadino e della Collettività tutta, presidiano la correttezza e la qualità delle prestàzioni.

L'ingresso in Europa impone il conseguimento in tempi ravvicinati di livelli e di standard di innovazione del sistema del settore, che ne faccia emergere le risorse ancora latenti senza, però, abdicare ai principi di civiltà giuridica che lo ha connotato da sempre.

Il Paese e la Comunità professionale sono chiamati ad uno sforzo del tutto straordinario. Il Cup, in tutte le sue articolazioni, nazionali e territoriali, deve partecipare ad esso svolgendo quel ruolo attivo e propositivo che è invocato non solo dagli Iscritti, ma dai Cittadini e dalle Istituzioni. Di qui scaturisce l' esigenza di individuare la natura e il ruolo da assegnare alle professioni e alle loro Organizzazioni, pubbliche e private, a garanzia del Cittadino e a tutela degli interessi generali e collettivi connessi con l'esercizio delle professioni intellettuali.

LE FINALITÀ E GLI OBIETTIVI
La riforma delle professioni intellettuali ha come finalità e obiettivi prioritari:

  • garantire e tutelare gli interessi generali e collettivi connessi con l'esercizio delle professioni intellettuali;
  • valorizzare il ruolo della professione e dei professionisti, quali primaria risorsa, economica e sociale, del sistema Paese;
  • garantire la qualità dèlla prestazione professionale, ridurre le asimmetrie informative e assicurare condizioni di offerta che rendano effettivo il diritto di scelta del cliente;
  • potenziare la competitività dei professionisti sui mercati interni e transnazionali;
  • promuòvere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro, con particolare riferimento ai giovani;
  • favorire le iniziative dei professionisti e delle loro organizzazioni per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà.

Questi obiettivi sono stati selezionati alla luce della situazione di ordine giuridico e socio-economico che connota il sistema.

Negli anni scorsi, taJe situazione ha favorito interventi in sede di legislazione speciale, diretti a fronteggiare problematiche eccezionali.

Con tale constatazione non si vuole certo esprimere un giudizio di valore, ma piuttosto evidenziare che all'inizio di una nuova legislatura ci sono tutte condizioni affinche si proceda ad una riforma complessiva e sistematica della materia.

Il Cup ha preso atto con soddisfazione .delle dichiarazioni con cui le Forze politiche -in Parlamento e al Governo -hanno espresso l'intenzione di predisporre una legge di riforma: l'auspicio è che alla stessa si addivenga con la più ampia condivisione possibile e nel rispetto dei principi che connotano le singole professioni, principi che -più che rispondere E ad esigenze corporative -tengono conto della molteplicità e diversità degli interessi sui quali incidono le diverse attività. In questa direzione il Cup -nell'esprimere il convinto sostegno all'iniziativa di riforma del sistema professionale, per contribuire alla modernizzazione del Paese -manifesta la volontà di contribuire, con le iniziative di cui innanzi a quel confronto pubblico -annunciato nel programma diGoverno dell'Ulivo- che consenta alle forze politiche, al Parlamento ed al Governo, di acquisire tutti gli elementi utili ad avviare a conclusione positiva l'iter della riforma.

I PRINCIPI
Le finalità e gli obiettivi sopra enunciati si traducono nelle seguenti posizioni:

Accesso alle professioni
1. Necessità di definire il valore normativo della «professione intellettuale» al fine di consentire l'attuazione del riparto di competenza tra Stato e Regione ai sensi dell'articolo ll7 della Costituzione.
2. Necessità di ridefinire i criteri per la tradizionale ripartizione tra:

  • professioni che possono essere liberamente svolte ai sensi dell'articolo 4 (diritto al lavoro) e dell'articolo 41 (libertà di iniziative economica) Costituzione;
  • professioni che possono essere svolte solo a seguito di un percorso formativo che, a garanzia del cittadino, garantisca la competenza dell' esercente (cosiddette professioni regolamentate);
  • professioni che, a tutela . degli interessi generali sui quali incidono, richiedono altresì di essere svolte sotto il presidio di controlli pubblicistici (cosiddette professioni di interesse generale o ordinistiche).

3. Necessità di salvaguardare tutte le professioni esistenti, che devono essere riconsiderate alla luce dei principi della riforma senza pregiudizio dei loro connotati fondamentali.
4. Necessità di defmire i criteri sulla base dei quali le professioni che incidono su interessi generali sono soggette a un sistema di controlli giuspubblicistici in funzione dell'esigenza di garantire idoneità, tecnica e morale, degli esercenti, il loro aggiornamento e, più in generale; la loro professionalità.
5. Necessità dell'esame di Stato ai sensi dell'articolo 33, comma 5, Costituzione e concorso nel caso di delega di pubbliche funzioni per le sole professioni di interesse generale il cui esercizio deve essere condizionato all'iscrizione presso albi tenuti da Ordini.
6. Necessità del tirocinio per l'ammissione all'esame di Stato e al concorso per l'integrazione della formazione universitaria con i fondamenti, teorici e tecnici, della professione, ove previsto, per il tramite di un sistema che assicuri il diritto dei praticanti al suo svolgimento, a una conoscenza pratica e a un equo compenso per l'attività svolta.

Ordini professionali
7.
Necessità di una ridefmizione del ruolo degli Ordini che, nella loro qualità di enti pubblici di autogoverno e con rappresentanza istituzionale della categoria, devono essere messi nelle condizioni di esercitare al meglio i compiti loro affidati, a presidio dell'interesse geherale e collettlvo, con particolare riferimento a: deontologia; promozione dell'aggiornamento professionale; rispetto della legge professionalè; adozione delle iniziative a sostegno dei giovani e delle attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà.
8. Necessità di ridefinire la struttura degli Ordini al fine di rendere effettiva l'autonomia organizzativa e finanziaria coerentemente e nei limiti richiesti all'attuazione dei compiti istituzionali; al fme di assicurare quelle condizioni di terzietà indispensabili per il compiuto svolgimento delle funzioni deontologiche e disciplinari; al fine di promuovere, la partecipazione degli iscritti agli organi di governo e, più in generale, la trasparenza e democraticità del loro funzionamento;
9. Necessità di razionalizzare il sistema ordinisticq coerentemente con quanto previsto al,punto successivo e salvaguardando i principi tipici di ogni professione, anche in prospettiva di procedere alla istituzione di comparti affini, ove funzionali al migliore syolgimento dei compiti istituzionali.

Professioni
10. Necessità di razionalizzare i percorsi formativi e le competenze delle professioni attualmente disciplinate, siano esse organizzate o meno in Ordini, sulla base del principio di professiol1alità ex articolo 33, comma 5, Costituzione e dei superiori vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.
11. Necessità di rideflnire il regime dei liberi professionisti e dei professionisti dipendenti - la cui iscrizione all'Ordine deve essere obbligatoria - garantendo l'autonomia di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista, nel rispetto delle regole del rapporto di lavorp e salvaguardando le condizioni di incompatibilità che garantiscono nelle singole professioni o in relazione alla pubblica funzione il corretto esercizio dell'attività.
12. Necessità di prevedere un sistema giuspubblicistico per il riconoscimento delle attività che presentano i connotati di professione intellettuale al fine di consentire l'istituzione di un sistema organizzativo coerente con gli interessi connessi al loro esercizio: inserimento nel sistema ordinistico per le professioni di interesse generale; libertà di associazione per le altre professioni, siano esse regolamentate o meno.
13. Necessità che vengano definiti criteri per il riconoscimento delle nuove attività che accertino l'esistenza di fondamenti, teorici e pratici, conformi al valore giuridico proprio delle professioni intellettuali, evitando le sovrapposizioni con le attività svolte da altre professioni.
14. Necessità che si proceda a valorizzare l'attività professionale come risorsa economica del professionista e della sua famiglia:

  • dettando condizioni e limiti per il trasferimento dello studio professionale, nel rispetto del rapporto fiduciario con il cliente;
  • prevedendo una specifica disciplina dei segni distintivi dello studio professionale, che ne assicuri la protezione e l'utilizzazione, anche econ/;)mica, nel rispetto del decoro della professione;
  • stabilendo una disciplina dei rapporti di collaborazione nell'ambito dell'organizzazione interna dello studio professionale, che tenga conto delle esigenze di tutela dei diversi interessi coinvolti;
  • riordinando la legislazione che dispone finanziamenti, agevolazioni e incentivi, di qualunque natura, per le imprese al fine di estenderla, per quanto compatibile e nel rispetto dell'artico 117 della Costituzionee dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, ai professionisti, con particolare riferimento ai giovani.

Svolgimento della professione
15.
Necessità che le professioni di interesse generale siano esercitate conformemente alle regole deontologiche stabilite dagli Ordini in funzione della tutela degli interessi generali e collettivi connessi alloro esercizio.
16. Necessità che il professionista sia messo nelle condizioni di avvalersi delle regole concorrenziali, come la pubblicità informativa, salvaguardando in ogni caso.la tutela del cliente, anche per il tramite di forme di assicurazione obbligatoria.
17. Necessità che siano assicurate condizioni di aggiornamento professionale obbligatorio.
18. Necessità che il principio della libera determinazione del compenso tra cliente e professionista sia integrato per le prestazioni riservate ovvero soggette a procedura di evidenza pubblica da un regime tariffario stabilito, nell'interesse generale, dal Ministro competente su proposta dei Consigli nazionali.
19. Necessità che si potenzino, nel rispetto del principio di professionalità specifica, le forme organizzative, associative e societarie, per l'esercizio dell'attiVità professionale, a carattere temporaneo e stabile, anche di carattere multidisciplinare e, se del caso, con la partecipazione di soci non professionisti; tali forme, in ogni caso, devono assicurare che le prestazioni riservate siano rese esclusivamente dai soggetti competenti e salvaguardare i requisiti di indipendenza e le condizioni di incompatibilità poste a presidio del corretto esercizio della professione dai codici deontologici.

L'INIZIATIVA LEGISLATIVA
Da queste considerazioni emerge come la riforma delle professioni, per essere compiuta ed efficace, richieda il concorso, per quanto di competenza, dello Stato e delle Regioni.

Il Cup, pertanto, con le articolazioni territoriali, anche intercategoriali, degli Ordini intende attivarsi presso il Legislatore, nazionale e regionale, affinche la questione venga affrontata con il dovuto raccordo.

Su questo terreno, gli Ordini professionali non possono assolutamente abdicare ad una responsabilità primaria che ad essi compete quali enti pubblici ausiliari dello Stato e in forza della natura della propria rappresentanza, espressione irrinunciabile dell'autonomia del sistema e di quel principio di sussidiarietà che costituisce un cardine fondamentale di' ogni democrazia partecipativa.

 

pag. 34
da Il Sole 24ore del 12.10.06

 

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data pubblicazione: domenica 15 ottobre 2006
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