Fuksas e il giallo del progetto sparito

Roma - sede dell'Agenzia Spaziale Italiana

IL CASO  - Roma, lo sfogo dell'architetto. "Dovevo realizzare la sede dell'Agenzia spaziale italiana. Ma ora la farà un altro". Fuksas e il giallo del progetto sparito "Ho vinto il concorso, me lo hanno rubato".

ROMA - «È uno dei miei progetti più belli. Una scatola di cristallo con dentro un nastro che si svolge e che crea le funzioni: gli uffici, le sale per le conferenze, il museo. Avevo vinto un concorso internazionale per la nuova sede dell'Agenzia Spaziale Italiana, che doveva sorgere al Flaminio, accanto al nuovo museo Maxxi di Zaha Hadid, al palazzetto dello Sport di Nervi, all'Auditorium di Renzo Piano. E, dopo sette anni, leggo che quella sede la costruiranno altrove, nel campus dell'Università di Tor Vergata con un altro progetto. È un problema italiano, una cosa del genere non sarebbe successa in nessuna parte del mondo».

Massimiliano Fuksas, una delle archistar internazionali, si affaccia alla finestra del suo studio con vista nel cuore del centro di Roma. «Una beffa, un caso da manuale del Bel Paese. Darò mandato ad uno studio legale per capire che cosa è successo. Un fatto del genere non dovrebbe più ripetersi. Quel progetto è stato pubblicato sulle riviste di architettura di mezzo mondo. E loro? Cambiano luogo e architetti e non mi fanno nemmeno, dico, nemmeno una telefonata».

Nella Roma che ormai vede realizzate o in cantiere le opere di tanti celebri di architetti contemporanei, da Piano a Meier, da Zaha Hadid a Odil Decq, fino a Gregotti, lo stesso Fuksas e Richard Rogers, va in scena un caso che ha come protagonisti la matita di Fuksas e le scelte degli uffici dell'Agenzia spaziale.

«Nel 1999 - racconta il progettista - partecipai al concorso internazionale per la nuova sede dell'Asi, quando era presidente un'ottima figura di scienziato come De Iulio. C'era una formidabile giuria, con dentro nomi del calibro di Richard Rogers e Odil Decq. E alla fine la short list selezionata comprendeva, oltre a me, l'inglese William Alsop e l'americano Bernard Tshumi. Alla fine ho vinto io con l'idea del nastro e il progetto fu presentato ufficialmente con una mostra alla presenza dell'allora ministro della Cultura Melandri».

Ma nel frattempo cambia il governo, all'Asi arriva un nuovo presidente e poi un commissario. «Io avevo già preparato e fornito il progetto esecutivo, c'erano 30 milioni di euro stanziati dal governo. Dovevano solo bandire la gara. Con il nuovo presidente ci vediamo una sola volta» racconta ancora Fuksas «poi non ricevo più nessuna telefonata, anzi sorge anche un problema per i pagamenti. E ora scopro che la sede non nascerà più al Flaminio ma a Tor Vergata e che l'opera è stata affidata ad altri. Il mio disegno? Messo in un cassetto, dimenticato. In qualsiasi altro Paese una cosa del genere sarebbe stupefacente».

«Abbiamo cambiato il luogo che ospiterà la nuova sede - risponde Pasquale Cangiano dell'Asi - ed ora a Tor Vergata si sta costruendo una struttura più ampia. Le previsioni del governo adesso parlano non più di 200 addetti, ma di 400: servono parcheggi e mense. E il progetto di Fuksas era tarato su altri numeri. Per il piano preliminare ha collaborato la Facoltà di Ingegneria di Tor Vergata, quello esecutivo, invece, è opera del Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio, che si è avvalso della società di ingegneria di Genova "5+1". ».

«Incredibile - conclude Fuksas - Decidiamoci: o non si fanno più concorsi oppure si onorano i risultati. Per fortuna che esiste una legge europea. Da rispettare».

 

di Paolo Boccacci
da La Repubblica del 01.03.07

 

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Commenti

03/03/2007 16:50: Ha ragione, ma...
Fuksas ha ovviamente ragione. E' un problema a cui siamo tutti abituati ormai, e tristemente. Ha ragione da vendere, ma... Se si lamenta lui, cosa dovremmo dire e fare noi "normali" che svolgono o provano a svolgere questa professione, tentando spesso la qualità, ogni santo giorno, in questo paese di cialtroni... Dove la mancanza di rispetto, l'ignoranza e l'arroganza verso il nostro lavoro sono a tal punto quotidiane, che ormai persino le leggi in merito tendono sempre più a confermare. Da un certo punto di vista non è un male che anche un'archistar sbatta il muso su queste nostre cose italiane. Quindi... Fermo restando il condiviso dispiacere per la perdita di un progetto molto bello, Fuksas usi il suo carisma, la sua fama, la sua posizione per fare qualcosa di più incisivo e utile a tutti, per denunciare in modo più organico e "politico", per aggregare e convogliare il disagio per queste cose, per portare queste anomalie alla luce a livello europeo e nelle giuste sedi. Sarebbe... E' una occasione preziosa. Invece di lamentarsi solamente, come un bimbo a cui hanno rubato la bicicletta nuova... Con tutto il rispetto ed ammirazione.
Marco Bisulchi - architetto

03/03/2007 17:16: OCCHIO X OCCHIO
E' la giusta ricompensa per chi prende l'incarico di riqualificare il lido di Ostia dopo che il concorso venne vinto da un gruppo di "giovani architetti"!!!!!
Un giovane architetto

05/03/2007 08:45: Suggerimento
Nella vita ciascuno di noi,che piaccia o meno, prima o poi,raccoglie ciò che ha seminato; non è solo un proverbio od un luogo comune come a molti piace credere. Se ciascuno di noi qualche volta si soffermasse a riflettere sul proprio modo di agire, forse tante amarezze alla gente si riuscirebbero a risparmiare. Peccato che ci accorgiamo dei torti solo quando ci riguardano.
Il grillo parlante

05/03/2007 11:21: titolo
Appunto !!! Non avendo seguito direttamente la vicenda ho evitato di citarla, per non dire fesserie. Allora bisogna aggiungere l'ipocrisia... Chissà se si è preoccupato, a suo tempo, dei diritti e della dignità dei vincitori dei concorsi (...i quali concorsi, per dovere di completezza, nel nostro bel paese funzionano come "funzionano", in sede di giudizio, intendo dire, lo sappiamo tutti). Comunque... Vincitori ci sono e con progetti di qualità, e non mi risulta che all'annuncio dell'incarico da parte del sindaco, Fuksas abbia manifestato preoccupazioni o scandalo per la sorte dei progetti vincitori di un concorso internazionale. Ne tantomeno si sia preoccupato che qualcuno li abbia ufficialmente avvertiti del fatto compiuto... Chissà se qualcuno inoltra questo link al sindaco o a Fuksas, e se hanno voglia di leggere... Per tutti, da rileggere, specialmente i commenti, la pagina a riguardo sul nostro sito: http://www.architettiroma.it/dettagli.asp?id=7503
Marco Bisulchi - architetto

05/03/2007 13:24: OCCHIO PER OCCHIO..bis
Fuksas dovrebbe spiegare allo studio 5+1 e all' Asi le modalità più raffinate per accaparrarsi progetti e incarichi destinati ad altri..Ci eviteremmo questo simpatico teatrino ( ostia è stato un vero colpo da maestro..complimenti architetto Fuksas ci insegna anche a noi?) .. Fuksas, direbbero a Napoli, chiagne e fotte..
un altro giovane architetto

09/03/2007 10:21: autolesionismo
dobbiamo costruire una cultura della meritocrazie, una prassi delle regole. se vogliamo che un domani si facciano sempre più concorsi e se vogliamo che se ne rispettino le regole da qualche parte dobbiamo cominciare. siamo giovani architetti? almeno comportiamoci in modo maturo. ciò che mi interessa sono i miei di comportamenti
stefano ciccani

11/03/2007 11:19: Solidale....
Concordo con quanto ricordato dal giovane architetto...in merito al progetto del lungomare di ostia...
autore

vedi anche:

«Una legge per la progettazione»

Codice appalti - breve agg. rassegna stampa

Di Pietro e l'Architettura

In GU la modifica del Codice degli Appalti

Codice appalti, otto proposte di modifica

Intervento del presidente Amedeo Schiattarella


data pubblicazione: sabato 3 marzo 2007
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