Crepe al Vittoriano, gigante malato

rassegna stampa

IL MONUMENTO - Crepe al Vittoriano, il gigante malato. E ora supercontrolli sugli scavi della metrò C. I tecnici: "Da anni le fondamenta del monumento cedono, ma i nuovi cantieri potrebbero peggiorare la situazione". E gli scavi per la metro C ora sono sotto stretto controllo. Verranno sistemati sensori nei punti strategici del monumento. "Non c'è nessun rischio crollo, ma le lesioni potrebbero peggiorare".

Le crepe si vedono a occhio nudo, evidenti e profonde. Attraversano dall'alto in basso i fianchi del Vittoriano. Già dai tempi della sua costruzione, alla fine dell'800, la struttura aveva da subito mostrato segni di cedimento, ma ora i cantieri della metro C trasformano in emergenza una questione storica.

Il progetto della stazione di piazza Venezia prevede tre accessi in banchina, uno dei quali proprio sotto al Vittoriano, lato via dei Fori Imperiali. Ma i lavori e l'opera potrebbero creare nuovi problemi di staticità al complesso dedicato a Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia. Per questo, appena conclusa la fase degli scavi archeologici, inizierà un monitoraggio per indagare l'interazione tra le gallerie della metro C e il monumento.

«Il Vittoriano si muove, è risaputo - spiega Federico Bortoli, amministratore delegato di Roma Metropolitane, la società che gestisce la realizzazione delle nuove metro della capitale - anno dopo anno le sue fondamenta si abbassano causando le lesioni che si vedono sulla fiancata sinistra. Quando, per il ritrovamento di una vetreria del Rinascimento, era stata messa in discussione la localizzazione della stazione Venezia al centro della piazza, avevamo avanzato l'ipotesi di uno spostamento sotto al Vittoriano. Che però è stata subito esclusa per i problemi statici del monumento. Non potevamo scavare lì il pozzo della stazione, che avrà un diametro di 25 metri e una profondità di 35. Le ripercussioni sul monumento sarebbero state pericolose».

Le cause del cedimento storico del Vittoriano stanno tutte nella sua localizzazione, alle pendici del Campidoglio. In quel punto il terreno è disomogeneo, percorso da innumerevoli gallerie. Già all'epoca della costruzione furono necessarie gigantesche opere di fondazione, che però non bastarono per rendere stabile il monumento. Un colosso dai piedi d'argilla, dunque: 14.500 metri quadrati di superficie, che si abbassano progressivamente, attaccati anche dalle infiltrazioni d´acqua, che entra nelle fessure.

  • fondamenta. Le crepe sono causate dal cedimento delle fondamenta
  • gallerie. Il Vittoriano si appoggia su un'area il cui sottosuolo è un dedalo di gallerie
  • infiltrazioni. L'acqua piovana che penetra attraverso le fessure è un'altra causa del degrado
  • le macchie. Le polveri da traffico che si depositano giorno dopo giorno scuriscono il marmo

 

 

INTERVISTA - Parla Luciano Marchetti, direttore regionale dei Beni culturali: "L'uscita metro? Si potrà fare". "E adesso scatta un´indagine sulle fessure entro l´anno dati esatti sulla staticità"

L'ingegner Luciano Marchetti è il direttore regionale dei Beni culturali che, insieme al soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini segue passo passo tutte le fasi di progettazione e di cantiere della linea C.

  • Ingegner Marchetti, il Vittoriano è a rischio?
    «A rischio crollo sicuramente no. Ma se il cedimento delle fondamenta che ha provocato le lesioni dovesse accelerare, allora comincerebbero a cadere gli stucchi e i pezzi di muratura, come è successo recentemente alle Mura Aureliane. Sarebbe prima di tutto in pericolo l'incolumità delle persone, inoltre ci troveremmo in una situazione di grave degrado del monumento».
  • Perché sulle pareti laterali del Vittoriano adesso si vedono evidenti crepe?
    «Sono appunto il risultato di un cedimento lento, ma progressivo, delle fondamenta del monumento che si ripercuote sul marmo dell'edificio. E poiché il marmo è un materiale rigido e non flessibile, si producono le crepe che ora tutti possono notare».
  • Quanto misurano le lesioni del monumento?
    «Finora non è mai stata fatta una misurazione, né una campagna di monitoraggio sistematico. La faremo adesso insieme alla società Roma Metropolitane, che sul lato San Pietro in Carcere deve realizzare una delle tre uscite della stazione di piazza Venezia della metro C. Per il momento dunque non è neanche possibile sapere di quanto ogni anno si allargano le fessurazioni delle pareti. Siamo comunque di fronte ad un fenomeno di frazioni di millimetro».
  • Quando si conosceranno gli esiti del monitoraggio effettuato da Roma Metropolitane?
    «Entro la fine del 2007».
  • In cosa consiste?
    «Sono stati sistemati nei punti strategici del Vittoriano una serie di sensori che registrano di quanto si sposta l'asse del monumento».
  • Se i risultati mettessero in evidenza un cedimento accelerato, salterebbe l'accesso alla stazione?
    «No. L'indagine serve appunto a farci capire con quali tecniche costruttive e a quale distanza dal Vittoriano andrà realizzato l'accesso in banchina. In questo modo potremo garantire la staticità del monumento e la sicurezza della nuova opera».


L'ATTRAZIONE - Ascensori di cristallo, 20mila visitatori. Il direttore Nicosia: "Tante richieste, è un grande successo".

Oltre 20.000 persone in due settimane. Tante hanno utilizzato i due nuovi ascensori di cristallo del Vittoriano, aperti al pubblico dallo scorso 1° giugno. «Un grande successo - dice il direttore del monumento Alessandro Nicosia - considerando anche che lo scorso sabato 9 giugno siamo stati chiusi per motivi di sicurezza, perché c'era Bush in visita a Roma». «Il sabato e la domenica - continua Nicosia - sono i giorni del pienone e delle file, ma l'affluenza è forte anche durante la settimana».

Il servizio funziona tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, il sabato e la domenica fino alle 23.30, con interruzione dell´accesso un´ora prima. Il biglietto costa 7 euro.

 

di Cecilia Gentile
da La Repubblica del 17.06.07


Se l'ascensore del Vittoriano sovrasta l'Ara Coeli.

La vista da lassù è splendida. I due ascensori panoramici, inaugurati a ridosso della festa della Repubblica (costo sette euro per trenta secondi di viaggio e ci si trova nel cielo blu), permettono l'accesso alla terrazza del Vittoriano e da lì si può apprezzare una Roma inedita, con una apertura sulla città a trecentosessanta gradi. È questo il dato incontrovertibile.

Non altrettanto incontestabile è invece il risultato architettonico: da qualsiasi parte si giri lo sguardo, la «cabina» di acciaio e cristallo svetta, sovrastando l'Ara Coeli dell'XI secolo e mutando definitivamente lo skyline urbano. Non uno skyline qualsiasi ma il cuore michelangiolesco di Roma. La pensilina trasparente incombe minacciosa sull'attico ornato dalle statue del palazzo del museo capitolino, come fosse un semplice abuso edilizio anni Settanta. Né nasconde la sua struttura dal Palatino e meno che mai da piazza. Venezia.

Voluta fortemente da Francesco Rutelli, avallata dai tecnici del ministero per i beni culturali, compresa la direzione regionale, ha esaudito il sogno del progettista del Vittoriano Giuseppe Sacconi e, fino ad oggi, ha destato solo cori di ammirazione indistinta. L'archeologo Francesco Paolo Arata, della direzione dei Musei Capitolini, invece, è sconcertato. Lavora proprio sotto il «fungo», ha scattato molte fotografie e soprattutto si chiede «come sia stato possibile, in spregio del delicato equilibrio architettonico dei luoghi, permettere la realizzazione di un simile mostro». Racconta come diversi colleghi stranieri, giunti nella capitale per un convegno, siano rimasti stupefatti notando la costruzione fuori misura, così ingombrante anche se posta dietro al Vittoriano (non si poteva realizzare un corpo architettonico più basso?).

Costato circa un milione e centoquantamila euro (dieci quelli dei lavori di consolidamento e restauro del monumento), l'ascensore a due cabine preserva il Complesso (è staccato dal corpo principale e ha fondamenta proprie) ma sacrifica totalmente il «panorama» antico, forse meno mediatico della vista mozzafiato promessa dalla terrazza delle Quadrighe. Al giorno, per quel viaggio nell'astronave di cristallo, sono previste più di duemila persone. E i proventi del caro biglietto? Un mistero, ma è difficile che entrino nelle tasche dello stato. Unica consolazione: sia l'architetto Paolo Rocchi, che ha progettato l'ascensore, sia il ministro Rutelli, hanno sottolineato che la struttura è reversibile e si può smontare in due settimane. Se la previsione di durata è breve, allora sarebbe stato meglio chiamare Christo e proporre un magnifico impacchettamento con tanto di ascensore: lui lascia in sede soltanto per quattordici giorni le sue installazioni.

 

di Arianna Di Genova
da Il Manifesto del 13.06.07


L'ascensore del Vittoriano. Da ieri alle 9.30 aperta al pubblico la cabina di cristallo sull'Altare della Patria. Il primo a salire: "Quassù è una meraviglia". In fila per l'ascensore sulla città: "Così sembra bello anche il Vittoriano". Tanti romani e turisti capitati per caso nel primo giorno di visita panoramica. "Il biglietto è caro". "No, ne vale la pena". E fa discutere l'estetica della nuova struttura.

Scendono le autorità, salgono i cittadini. E, dopo il battesimo ufficiale, arriva il primo, vero giorno di lavoro. Ieri, alle 9.30 in punto, l'ascensore panoramico del Vittoriano ha aperto le porte ai visitatori. Fino alle undici e mezza di sera, ha portato centinaia di persone in cima. Niente ressa al botteghino, fino a ora di pranzo. Ma, nel corso della giornata, la gente si è messa in fila per scalare la "Patria di marmo".

Da giù a su. Due mondi molto diversi, ieri. È mattina e al piano terra ancora si mettono a punto le ultime cose: si lustrano i cristalli e si controlla la cabina di destra che dà qualche problema (viaggerà con meno frequenza della gemella, per tutta la mattinata).

Ma intanto, di sopra, la gente inizia a godersi il panorama mozzafiato di "Roma dal cielo". Ed è romana la maggioranza delle persone salite sulla Terrazza delle Quadrighe. «Dovevo venire nei paraggi per un appuntamento di lavoro e ho deciso di passare qui», dice Giorgio De Lorenzi, che stringe in mano il biglietto numero 00001, «Sono contento che sia stata fatta quest'opera: apprezzo tutto ciò che valorizza quello che abbiamo. Poi la struttura a me piace: amo questo accostamento tra antico e moderno». De Lorenzi arriva in cima: «Beh, c'è poco da dire: è un posto unico al mondo. È un puzzle di tutti i punti panoramici di Roma: qui la vista è a 360 gradi, non come al Gianicolo e allo Zodiaco. Mostra la grande progettualità di questo monumento e lo riscopre nella sua bellezza: fuori a molti non piace, ma dentro, e sopra, è davvero una meraviglia».

Gli ascensori promettono bene: il primo pagante esce estasiato. E non è il solo: «Sono fiera di guardare dall'alto quanto è bella la mia città - spiega quasi commossa Margherita De Santis - . Non mi piace molto l'architettura in vetro e acciaio, ma se non altro è funzionale e poi, tanto, davanti a questo panorama ci si scorda di tutto». Da lontano, nonostante la foschia, si vedono anche i Castelli. «Sono venuto per lavoro da Colleferro e ho colto l'occasione per portare qui mio figlio - racconta Gilberto Perica - sono rimasto stupito di non trovare molta gente: se fosse sempre così tranquillo, sarebbe fantastico».

Ma non ci sono solo i romani. Anche turisti, stranieri o italiani, capitati un po' per caso. «Eravamo già saliti con l'ascensore interno nel 1999 - racconta Angela Ferroni di Piacenza - ma questo nuovo, anche se caro, è molto più comodo. La struttura degli ascensori non è molto bella, ma almeno non è sulla facciata. Non c'è molto da dire: basta guardarsi intorno». In effetti. Il panorama parla da sé. Ma per salirci bisogna per forza prendere gli ascensori pagando 7 euro (3.50 i ridotti). Ci sarebbero anche le scale interne, sotto le Quadrighe. Ed era stato annunciato che la salita con i 196 scalini sarebbe stata gratuita. Ieri, invece, la porta d'accesso alla scala è rimasta chiusa. E, quando abbiamo aperto quella della terrazza per scendere a piedi, il personale ci ha bloccati.

Oggi, in concomitanza delle celebrazioni per la festa della Repubblica, la terrazza rimarrà chiusa come tutto il Vittoriano. L'attrazione si rimette in moto domani dalle 9.30 alle 20.30.

 

di Carlo Alberto Bucci - Maria Elena Vincenzi
da La Repubblica del 02.06.07

 

invia la tua opinione!

 


 

 

 


 


data pubblicazione: venerdì 24 agosto 2007
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web Crepe al Vittoriano, gigante malato