Vittoriano, rivolta contro gli ascensori

rassegna stampa

LA POLEMICA -  Vittoriano, rivolta anti-ascensore: «Intervenga Rutelli, è da rimuovere». Architetti e storici dell'arte guidano la protesta: «È uno sfregio».

«Bruttura criminale», «sfregio insopportabile», «progetto indecente», «soluzione infelicissima»: c'è una parte consistente del mondo della cultura che ha messo sotto accusa i due nuovi ascensori panoramici che conducono alla terrazza più alta del Vittoriano, l'Altare della Patria. Ad essere criticato non è l'accesso al panorama sotto le «Quadrighe» bronzee, ma il progetto così come è stato realizzato. Da Italia Nostra a Paolo Portoghesi, a Cesare De Seta l'opera non «piace e il segretario della Uil Beni culturali annuncia un impegno del Consiglio superiore dei Beni culturali, organo consultivo presieduto da Salvatore Settis, volto a chiedere al ministero «iniziative urgenti per l'eliminazione o la modifica degli attuali ascensori».

Tra i primi a fare «outing» era stato una archeologo dei Musei capitolini, Francesco Paolo Arata, con un intervento intitolato, senza giri di parole, «Vittoriano, l'ascensore più brutto del mondo». La visuale dal Campidoglio è infatti una delle più compromesse, stando ai detrattori dei nuovi elevatori panoramici che dal 2 giugno portano sulla terrazza dell'Altare della Patria.

Inaugurati il 2 giugno scorso dal ministro Francesco Rutelli, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal sindaco Walter Veltroni, gli ascensori infatti non a tutti piacciono. Anzi, in molti li trovano «orrendi». È di pochi giorni fa la presa di posizione anti-ascensori (e anti-progetto ristorante) dell'associazione Italia Nostra, con il presidente della sezione romana Carlo Ripa di Meana, che ha definito gli ascensori «orrende superfetazioni esterne», e il ristorante sulla terrazza «uno sfregio insopportabile di un luogo sacro».

Ieri, a tuonare di nuovo contro «una simile bruttura che altera in maniera criminale l'Altare della Patria» è stato il segretario della Uil Beni Culturali Gianfranco Cerasoli, che è anche membro del Consiglio superiore dei Beni culturali, organo consultivo di cui fanno parte (oltre ai segretari di settore dei due maggiori sindacalisti) anche eminenti personalità della cultura. Lo stesso Cerasoli ha annunciato ieri «un ordine del giorno che censura gli ascensori da parte proprio del Consiglio» (di cui è membro) di lunedì: «Affinché il Ministero faccia chiarezza e soprattutto indichi con trasparenza le responsabilità di quanto è stato realizzato e metta in moto le iniziative urgenti e necessarie per l'eliminazione e/o modifica degli attuali ascensori».

«L'odg - ha aggiunto Cerasoli - a partire dal Presidente Salvatore Settis, è stato approvato all'unanimità e ora sarà trasmesso al ministro Rutelli affinché le strutture ministeriali mettano a disposizione del Consiglio Superiore tutti gli atti e i provvedimenti assunti che peraltro non sono mai stati sottoposti al parere del Comitato Tecnico Scientifico per i Beni Architettonici nonché dello stesso Consiglio Superiore. In più con l'odg si è chiesto di acquisire informazioni in merito a ipotesi alternative pregresse, dal momento che da ambienti ministeriali sembra ve ne fossero almeno altre due, che non avevano alcun impatto» (di certo esisteva un progetto elaborato dall'ex soprintendente e direttore regionale Ruggero Martines, che prevedeva in sostanza l'accesso alle terrazze, sì, ma potenziando gli ascensori già esistenti all'interno del monumento).

Intanto il «partito» anti-ascensori annovera di ora in ora nuovi adepti, compreso il sito internet «Patrimonio sos», cha ha da poco lanciato la petizione on line intitolata «L'Archimostro degli ascensori al Vittoriano». Ma a criticare gli ascensore sono molti architetti e storici dell'arte di fama. Paolo Portoghesi: «Progetto inammissibile. Si vede sporgere la tettoia già da largo Chigi. Non è certo colpa del ministro, né di Ciampi, i quali volevano l'agibilità della terrazza. Ma è colpa del progetto. Rutelli disse che l'opera è reversibile. Bene, prendiamolo in parola». Cesare De Seta, anche lui membro del Consiglio superiore: «Alla riunione di lunedì ho partecipato ma sono andato via mezz'ora prima del termine. Di un ordine del giorno a dire il vero non so nulla e mi pare strano. Comunque, a titolo personale, e non certo a nome del Consiglio, posso tranquillamente esprimere la mia opinione sugli ascensori. Non mi piacciono proprio. Trovo soprattutto la tettoia che sporge dalla terrazza una soluzione infelicissima, si vede anche da via del Corso. Siamo di fronte a una vera alterazione del monumento. Il risultato tecnico-estetico dell'intervento è davvero deludente».

«Davvero un odg del Consiglio contro gli ascensori? Era ora. Alè, champagne, mi pare davvero un'ottima notizia», esordisce scherzando Giorgio Muratore, architetto, ordinario di cattedra e storico dell'architettura di fama. Che poi si fa serio e aggiunge: «Stavo preparando anche io un documento di protesta. È un progetto volgare, nel segno di una deriva merceologica da tour operator che ormai ci affligge e affligge Roma. Si pensa solo alla redditività, ai numeri. E così si avallano cose che fanno schifo. Quegli ascensori sono uno dei progetti più indecenti che si siano mai prodotti».

  • TERRAZZA. Sullo sfondo, si vede la cabina di arrivo dell’ascensore, definita una «superfetazione»
  • FRANCESCO RUTELLI. Il ministro ha inaugurato gli ascensori definendo l'opera «reversibile»
  • CESARE DE SETA. «Un ordine del giorno? Non lo so, comunque non mi piacciono»
  • PAOLO PORTOGHESI. «Progetto inammissibile, si vede sporgere la tettoia già da largo Chigi»


IL PROGETTO - Vetro e acciaio per 12 persone alla volta. Oppure 196 scalini.

Gli ascensori sono stati progettati dall'ingegnere strutturista Paolo Rocchi, già intervenuto in passato sulla facciata di San Francesco d'Assisi e vincitore con il suo progetto dell'appalto bandito nel 2003 (già nel 2000 era in corso lo studio sulla possibilità d'accesso alla terrazza). Costo degli ascensori 1 milione e 155 mila euro. La struttura in acciaio e cristallo è semicilindrica, separata dal monumento.

Realizzati in vetro e acciaio gli ascensori possono trasportare, ognuno, 12 persone alla volta, per un totale di 720 persone ogni ora. Sulla terrazza delle Quadrighe possono salire non più di 2.000-2.500 persone ogni giorno. Gli ascensori funzionano tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, venerdì e sabato fino alle 23.30, con interruzione dell'accesso un'ora prima. Il biglietto costa 7 euro. Per chi vuole risparmiare si possono fare 196 scalini e si arriva lo stesso sulla terrazza. Gli ascensori, posti sul retro del monumento, salgono per circa 40 metri in 34 secondi (esattamente conducono da quota 25,85 fino a un'altezza di 62,26 metri). Il cilindro ascensionale è considerato «un'addizione estranea al monumento» e pertanto si tratta di un'opera autoportante dotata di «reversibilità totale».

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 25-07-07


VITTORIANO - Ministero: studi per migliorare l'impatto dei due ascensori. La polemica. Dopo il coro di critiche di architetti e urbanisti. Interpellanza di An. Vittoriano, interviene il Ministero. Sugli ascensori «allo studio miglioramenti per ridurre l'impatto».

Il Vittoriano e quegli ascensori che una parte significativa del mondo della cultura giudica «orrendi», «indecenti», una «bruttura criminale». Il giorno dopo il j'accuse di storici dell'arte, architetti e urbanisti di fama, e a 48 ore dalla «censura» espressa dal Consiglio superiore dei Beni culturali presieduto da Salvatore Settis, arriva la replica del ministero dei Beni Culturali, che quegli ascensori panoramici ha voluto.

Una replica che, un po' a sorpresa, implicitamente ammette che qualcosa non va nell'opera che svetta sopra il monumento, visibile anche da molto lontano. Fin dagli inizi a dire il vero, oltre un anno fa, lo stesso ministro Francesco Rutelli aveva sempre sottolineato come gli ascensori fossero opera «reversibile» (se non piace, si disse nella prima conferenza stampa di presentazione dei lavori, si toglieranno). E nella nota diffusa ieri in serata il Ministero dei Beni culturali informa che un gruppo di lavoro, voluto dal ministro, è insediato «da diverse settimane» per «valutare la realizzazione del progetto» e «stabilire possibili miglioramenti all'impatto della struttura». La nota è della direzione regionale del Lazio per i beni culturali e paesaggistici, alla cui guida è l'ingegner Luciano Marchetti, «responsabile - come ricorda un intervento di Gianfranco Cerasoli, segretario della Uil Beni Culturali, uno delle voci più critiche nei confronti dei nuovi ascensori ascensori - del procedimento che ha validato e autorizzato il lavoro della commissione che ha scelto il progetto». «La scelta del progetto - ha scritto il sindacalista - fu fatta da una commissione composta da Antonio Giovannucci, direttore Regionale della Basilicata, Giovanni Belardi, architetto della Soprintendenza di Roma, e Corrado Bozzani, docente universitario. Il Direttore dei lavori fu l'architetto Federica Galloni, attuale soprintendente di Roma per i beni architettonici, una delle nomine più contestate a Rutelli».

Ora, del gruppo di lavoro «insediato praticamente dall'apertura dei nuovi ascensori», fanno parte, oltre al capo di gabinetto del ministero Guido Improta e al segretario generale Giuseppe Proietti, appunto il direttore regionale Luciano Marchetti e la soprintendente Federica Galloni, con il sovrintendente capitolino Eugenio La Rocca. Obiettivo, precisa la nota del Mibac, «valutare la realizzazione del progetto presentato da Paolo Rocchi, vincitore della gara d'appalto, e stabilire possibili miglioramenti all'impatto della struttura, anche nella prospettiva della rimozione dell'impalcatura che attualmente ricopre tutto il Vittoriano e che rimarrà in sede fino ai primi mesi del 2008».

Il gruppo di lavoro - conclude la nota - «darà presto gli esiti delle sue riunioni». La nota della Direzione regionale sottolinea inoltre come i nuovi ascensori panoramici siano un successo, «con 32 mila visite alle terrazze nel mese di giugno e un incasso di 137 mila euro».

E sull'affaire Vittoriano, da ieri, soffia anche il vento della polemica politica, con il centrodestra che si aggiunge a Italia Nostra e agli intellettuali: «Deturpano irrimediabilmente uno dei monumenti più significativi della Repubblica», ha detto l'ex sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono (An), che sul tema ha presentato un'interrogazione a Rutelli. Di «ennesimo scempio» parla Davide Bordoni, consigliere capitolino di Fi. Mentre per il capogruppo di An nel I municipio Federico Mollicone, si tratta di un «monumento all'orrendo urbano. Unica soluzione, abbatterli».

  • LA DIFESA - I nuovi ascensori panoramici hanno registrato «32 mila visite alle terrazze nel mese di giugno e un incasso di 137 mila euro

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 26-07-07


L'INTERVENTO - Il Vittoriano e gli ascensori: questione di misura e rispetto

Dunque, un gruppo di lavoro del Ministero per i Beni Culturali cercherà, non so come, di "ridurre l'impatto" del maxi-ascensore sul Vittoriano e dintorni (e i dintorni si chiamano Campidoglio e Ara Coeli, nientemeno).

Hanno avuto un primo esito la denuncia del sito Patrimonio.Sos e la campagna di Gianfranco Cerasoli, segretario della Uil BAC, sfociata nell'unanime voto di censura del Consiglio Superiore dei BC. Con ampi consensi all’esterno. Nel gruppo di lavoro - come nell'intera vicenda non figura, mi pare, un solo storico dell'arte. Non a caso. La categoria degli storici dell'arte, unitamente a quella degli archeologi, è, da anni, come espulsa dai posti-chiave del MiBAC, e si vede.

Eppure la deturpazione del paesaggio storico è palese: l'ascensore incombe infatti sul profilo della bella chiesa dell'Ara Coeli e dello stesso, mirabile complesso capitolino. Dalla scesa di Palazzo Caffarelli è un autentico pugno nell'occhio, e non da lì soltanto. Poi c'è l'evidente lesione inferta al Vittoriano. So bene che sull'Altare della Patria dell'architetto Giuseppe Sacconi, inaugurato dal sindaco Nathan nel 1911, ci sono le opinioni più disparate, in prevalenza negative. A me pare un colossale, algido «alieno» ficcato a forza fra i Fori e il centro storico con una brutta architettura e con un bellissimo décor interno (per esempio, quello dello stesso colonnato frontale). Ma poi penso che è lì da quasi cent'anni e che comunque ci rappresenta.

Perciò quell'ingombrante ascensore tutto e soltanto turistico proprio non lo sopporto. Ammesso che si dovessero portare masse di gitanti a passeggiare/pasteggiare sopra le vestigia dell'Unità d'Italia, sopra la tomba del Milite Ignoto, non lo si poteva realizzare con tecnologie più discrete? Certamente sì. Nelle due torri laterali del Vittoriano gli ascensori esistono fin dal 1906-1908.

Qualche anno fa, l'allora soprintendente Ruggero Martines aveva redatto un dettagliato progetto per potenziarli, per condurre uno di questi alla terrazza e l'altro sottoterra, ad incrociare la futura linea C della metropolitana. Purtroppo non se ne è fatto nulla. Né si è pensato ad una struttura esterna soltanto vetrata. Come quelle operanti al Reina Sofia di Madrid. Peccato, davvero. Il concessionario dell'intero immobile, e quindi dell'ascensore, si fregherà pure le mani dalla contentezza. Ad altri, però, resta il diritto ad un amaro scontento. Se il fascismo abusò in modo cinico e brutale del concetto risorgimentale di Patria e di patriottismo, oggi non possiamo fare di ogni marmo un fascio. Non più. Perché dunque dovremmo accettare senza riserve un uso così «commerciale» del monumento-simbolo che da una parte onoriamo con riti e corone e dall'altro lasciamo invadere da un turismo di massa anche a Roma sempre più debordante, fra mille abusi? Una cosa del genere sarebbe stata pensabile a Parigi, a Londra o nella stessa Washington? Penso proprio di no. Questione di stile, di misura, di rispetto. Di senso della storia: dell'arte e non.

 

di Vittorio Emiliani
dal Corriere della sera del 27.07.07


L'APPELLO - Italia Nostra scrive a Napolitano: "Smantellare l'ascensore del Vittoriano".

Il nuovo ascensore dell'Altare della Patria non piace a Italia Nostra. E così l'associazione, che da tempo si batte a difesa dei monumenti italiani e capitolini, così come dell'integrità del Vittoriano, ha lanciato un appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché l'ascensore e la caffetteria vengano rimossi prima del prossimo 4 novembre, giornata dedicata alle celebrazioni dell'unità nazionale, e il sito ripristinato.

«Le chiediamo di intervenire - scrive a Napolitano il presidente d'Italia Nostra Carlo Ripa di Meana - affinché sia smantellata la struttura di cristallo verde e acciaio recentemente appoggiata dall'esterno al monumento e che venga chiuso il punto di ristorazione allestito sulla terrazza e che, con i suoi ombrelloni e tavolini, risulta incompatibile con l'alta sacralità del luogo».

 

pag. IX - Roma
da La Repubblica del 31.07.07


«No agli ascensori e bar al Vittoriano».

Continua la battaglia in difesa dell’integrità dell'Altare della Patria da parte dell'associazione Italia Nostra. Via le strutture dei nuovi ascensori dal Vittoriano, ma anche la caffetteria sulla terrazza al primo piano: questa la richiesta dell'organizzazione, che si occupa di salvaguardia e tutela dell'ambiente. «Offendono la sacralità del monumento», così, con una lettera firmata il presidente di Roma dell'associazione, Carlo Ripa di Meana, lancia un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, perché ascensori e caffetteria vengano rimossi prima del prossimo 4 novembre.

«Le chiediamo di intervenire - scrive a Napolitano Ripa di Meana - perché sia rimossa la struttura di cristallo verde ed acciaio recentemente appoggiata dall’esterno al monumento, di cui sfonda con 3-4 metri di fuori corpo, la cornice superiore del Sacrario, disegnata dall architetto Giuseppe Sacconi alla fine dell’Ottocento».

Italia Nostra, aggiunge Ripa di Meana, «ritiene che in vista della giornata del prossimo 4 novembre, quando la Repubblica celebrerà l'Unità nazionale e rievocherà l'inumazione del Milite Ignoto nel 1921, il manufatto estraneo al monumento possa essere rimosso». Convinto parere dell’associazione, fa notare il responsabile per Roma dell'associazione, è anche «che sia necessario, anzi urgente, che venga chiusa la caffetteria-catering, sistemata nella prima terrazza dell'Altare della Patria, con i suoi ombrelloni, tavolini, sedie e tendaggi, incompatibile con l'alta sacralità del luogo, per l'Italia intera e per la memoria dei tanti suoi Caduti lì sublimata dal sottostante sepolcro del Milite Ignoto».

 

 

di redazione
da Il Giornale del 31.07.07


VITTORIANO - Ascensori, un contributo alla chiarezza

La procedura per la realizzazione dei nuovi ascensori panoramici inizia con l'appalto concorso bandito nel 2002 dall'allora Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e Patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico di Roma e che prevedeva «il nuovo impianto elevatore, con due cabine, sarà posizionato in modo tale da poter sbarcare sui terrazzi di copertura occupando lo stesso vano dell'ascensore che raggiunge gli uffici del Museo del Risorgimento».

Ai concorrenti venivano forniti dei grafici che la relazione tecnica a base di gara «facendo riferimento ad un rilievo esistente» descriveva come aggiornati dimensionalmente ed integrati, con l'ausilio di strumentazioni elettroniche, «onde raggiungere un maggior grado di definizione e di verifica del Monumento».

In questo progetto preliminare, che sulla stampa erroneamente è stato definito un progetto dettagliato i due ascensori sono indicati unicamente con una campitura a retino, adimensionale!

Purtroppo nello sviluppo in esecutivo del progetto preliminare, ci si è accorti come il vano esistente, che avrebbe dovuto ospitare i due nuovi ascensori, fosse assolutamente inidoneo, poiché la stessa «canna muraria», al livello di copertura avrebbe intercettato, demolendole, le murature perimetrali ed il coronamento del Monumento e sarebbe sbarcata nel vuoto in quanto a quella quota il prospetto del Monumento si arretra di circa m. 1.20. Non a caso, nessuno degli undici concorrenti è riuscito a seguire le indicazioni della «saggia ipotesi» del progetto preliminare!

Neppure l'idea di non prolungare in alto i due nuovi ascensori ed invece di raggiungere le terrazze di copertura mediante una scala, è risultata percorribile poiché il vano angusto esistente, ove avrebbe potuto essere realizzata e che attualmente ospita una stretta scaletta curva, non avrebbe in nessun modo consentito due rampe di scale a doppio senso e comunque escluso dall'accesso alle terrazze stesse i diversamente abili.

Ecco quindi che, in ossequio allo spirito del bando che si autodefinisce di «restauro conservativo funzionale del Monumento» ed alla importanza della prescrizione per la quale «la terrazza posta a quota m. 59,50, (…) sarà attrezzata come punto di osservazione della città di Roma (…)» - raggiungibile dalla sottostante terrazza di smistamento visitatori a quota 26,36 - si è individuata l'unica soluzione possibile costituita da due ascensori esterni, alla quale peraltro non è ricorso soltanto il progetto vincitore.

La visibilità summitale degli ascensori, è conseguente alla loro quota di sbarco che scavalca il marmoreo coronamento curvilineo del terrazzo di copertura ed è anch'essa frutto dell'orientamento conservativo del bando che si è ritenuto non consentisse di poter modificare od intaccare i profili del Monumento.

Questa è la verità inoppugnabile che, naturalmente, lascia aperto il dibattito sull'opportunità dell'inserimento dell'architettura contemporanea in quella storica, sull'aggiornabilità delle Carte del Restauro (tentata inutilmente da 35 anni, date le contrapposizioni), nonché sulla valutazione del progetto vincitore (peraltro esaminato in 4 anni da una Commissione nominata dal Ministero per i Beni culturali) e per il quale, oltre al compiacimento delle più alte Autorità dello Stato presenti all'inaugurazione, si registrano - chiarite le premesse - numerosi consensi, non vocianti, di esponenti del mondo dell'Architettura e più in generale della Cultura.

 

di Paolo Rocchi, Ordinario di Consolidamento degli Edifici Storici - Università di Roma, La Sapienza - Progettista degli ascensori panoramici del Vittoriano
dal Corriere della sera del 02.08.07


Vittoriano, 35 senatori contro gli ascensori. Interpellanza a Rutelli. Ma è polemica fra due esponenti Dl, Manzione e Giachetti.

Gli ascensori del Vittoriano aprono una polemica nei Dl: «Trentaquattro colleghi di maggioranza hanno firmato con me una interpellanza al ministro Rutelli per chiedere la rivisitazione delle scelte già fatte per il Vittoriano». Lo dice il senatore della Margherita Roberto Manzione. «I due ascensori costituiscono - spiega Manzione - uno scempio artistico indifendibile. Quello che non si comprende è come la Soprintendenza abbia potuto autorizzarne la realizzazione. L'altro aspetto negativo è rappresentato dalla blasfema violazione della sacralità del monumento. L'Altare della Patria rappresenta per gli italiani una evocazione di alti valori ideali che conferisce al monumento una sacralità incompatibile con quelle attività turistico-ricreative che vengono offerte sulla terrazza, attraverso l'uso di una caffetteria-catering e dei suoi civettuoli orpelli». A Manzione, risponde però un collega di partito, Roberto Giachetti: «Il senatore Manzione animato dalla difesa della sacralità? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca...». Nelle ultime settimane, spiega il deputato dl, «Manzione ha avuto gli onori delle cronache per la sua infaticabile azione al Senato per mettere in atto trabocchetti contro i provvedimenti della maggioranza. Ora decide di rivolgere la sua attenzione alla sacralità del Vittoriano e si preoccupa per le attività turistico-ricreative che verrebbero offerte sulla terrazza». Sentitosi tirato in ballo, interviene anche il Complesso Monumentale del Vittoriano, per ricordare che «l'apertura della caffetteria, alla presenza del Capo dello Stato, risale al 2 giugno 2002, nell'ambito del rilancio dell'intero Complesso» e che il monumento «visitato nel 2006 da un milione e 600 mila persone non può non offrire un veloce servizio di ristorazione».

 

di R. Do.
dal Corriere della sera del 04.08.07


ALTARE DELLA PATRIA - Chiuso un ascensore del Vittoriano. In frantumi due vetri panoramici, due grandi lastre di cristallo. L'ingresso transennato per sicurezza. 

Due grandi lastre di cristallo poste ad altezza vertiginosa andate in frantumi, con i vetri incrinati in milioni di piccolissimi frammenti. E ieri per questo motivo uno dei due ascensori del Vittoriano è stato immediatamente chiuso, con la zona transennata e il divieto di passaggio per i turisti. Il calore, la causa più probabile. Il fatto che i vetri in frantumi siano due, e che siano «scoppiati» a distanza di tempo, esclude infatti l'ipotesi accidentale e apre interrogativi sui materiali usati per l'opera, costata 1 milione e 155 mila euro e inaugurata solo due mesi fa. Non c'è pace dunque per i già contestati ascensori, di recente sottoposti a censure e interrogazioni in Parlamento. Ma ora il problema non è più solo estetico.

Un'elegante transenna con nastro blu a bloccare il passaggio per tutti. E un cartello che non diceva nulla più di questo: «L'accesso agli ascensori panoramici - si leggeva ieri - è consentito solo dal lato di Piazza Ara Coeli».

Un'indicazione insolita, che in un sabato ad alto tasso di frequentazione turistica costringeva comunque tutti i visitatori a un lungo e tortuoso giro all'interno del museo del Risorgimento anche solo per raggiungere il bar.

Il vero motivo di quella deviazione, sul cartello, non era dunque spiegato. Né chiedendo il perché si ottenevano ieri spiegazioni di quella improvvisata variante.

Il vero motivo della chiusura del passaggio al pubblico la si è scoperta solo osservando con attenzione proprio i nuovi ascensori panoramici in cristallo del Vittoriano, quelli che in questi giorni stanno infiammando il dibattito culturale e politico per la loro presunta «bruttezza» (e con lo stesso ministero dei Beni culturali, guidato da Francesco Rutelli, che si è dichiarato disponibile ad applicare varianti del progetto attualmente già allo studio).

Dal basso, con il sole accecante di ieri che rifletteva sul bianchissimo marmo botticino con cui è costruito l'Altare della Patria, non era infatti facile accorgersi dalla doppia «magagna». Ma fissando lo sguardo in verticale quell'opera nuova di zecca, ogni dubbio è stato subito svelato: quella lastra lassù, a circa 50 metri di altezza, che dal basso appariva inizialmente connotata soltanto da una sfumatura diversa di colore verde, era in realtà una lastra in frantumi. E salendo con uno dei due ascensori (l'altro, che fiancheggia le lastre rotte, è stato chiuso) se ne aveva certezza: una miriade di frammenti, come se qualcuno avesse preso quel vetro a martellate.

A quell'altezza però sferrare un colpo di qualsiasi tipo è davvero impossibile (così come è impossibile, versione che pure ieri girava tra i custodi, che si sia trattato di gabbiani!).

Tanto più che il viaggio con l'altro ascensore, l'unico in funzione, rivelava immediatamente dopo che di lastre rotte ce n'era in realtà anche una seconda, più centrale e collocata più in basso. «La prima - ha raccontato uno dei custodi in servizio sulla terrazza delle Quadrighe - è scoppiata stamattina (ieri, n.d.r.) verso le 10.30, l'altra qualche giorno fa. E si è sentito un gran botto».

Due lastre danneggiate dunque in poco spazio di tempo ma in due giorni diverse. Ora i tecnici dovranno stabilire il perché e soprattutto sostituirle, cercando di capire se anche le altre sono a rischio. Probabilmente, vista l'altezza, dovranno anche essere montati dei ponteggi. Ed è certo che le già accesissime polemiche sull'opera pubblica - realizzata su progetto dell'architetto Paolo Rocchi per conto del ministero dei Beni culturali - troveranno nuova linfa: dopo le critiche di Italia Nostra, dopo la censura degli ascensori da parte del Consiglio superiore dei Beni culturali, dopo la bocciatura arrivata da noti architetti e storici dell'arte, dopo le interrogazioni parlamentari bipartisan (An, e quella firmata da 35 senatori della maggioranza) e dopo l'imbarazzata nota del ministero che ha comunicato la volontà di studiare alternative al progetto (della commissione di studio fanno parte gli stessi responsabili che hanno autorizzato i lavori degli ascensori, ovvero il direttore regionale del Mibac Luciano Marchetti e la soprintendente per i Beni architettonici di Roma Federica Galloni). 

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 05.08.07


Il Vittoriano in ascensore  

Curioso destino quello del Vittoriano. Per decenni, chiuso al pubblico, era avvolto in un vistoso degrado, tutti a denigrarlo e ad appiccicargli dispregiativi: una torta, una macchina da scrivere, un monumento da buttar giù, arrivò a proporre Bruno Zevi. Ora che è risorto, come monumento, come museo e come finestra panoramica sui tetti di Roma, giù critiche per i nuovi servizi che lo deturpano.

Un attacco sferrato dai puristi di Italia Nostra che prima ha investito il nuovo ascensore, appena varato, che porta i visitatori sulla balaustra più alta, la terrazza delle Quadrighe: un abuso e uno sfregio, troppo ingombrante, troppo eccessivo l’impatto. Poi ha preso di mira la caffetteria allestita in uno spazio morto sul retro, disegnata negli anni ’30 dall’architetto Brasini, che si affaccia sulla spianata dai Fori: l’accusa, rilanciata anche dal senatore Manzione, è che la presenza di questo baretto offende la sacralità del luogo, consacrato al Milite ignoto e ai martiri del Risorgimento.

Dimenticando nel furore della polemica che l’ascensore, progettato sotto la vigilanza della soprintendenza, è una struttura mobile, che cessato il suo uso può essere smontata senza alcun danno. E che l’obiettivo per cui è stato realizzato, consentire a tutti la vista panoramica sotto le Quadrighe, era uno dei sogni che un ambientalista doc come Antonio Cederna aveva per anni accarezzato.

Quanto alla caffetteria, tenuta a battesimo nel 2002 dal Presidente della Repubblica Ciampi, e anch’essa prevista nei progetti di Cederna, parlare di offesa al monumento, è curioso, vista la distanza che lo separa da altri luoghi del Vittoriano sotto speciale tutela, come il Sacello del Milite Ignoto e la Sala delle Bandiere. E il suo inserimento, da parte del ministero, in una fascia aperta alla fruizione del pubblico e all’installazione di servizi d’accoglienza. Tra cui, non poteva mancare un posto di ristoro, per offrire pausa e sollievo ai turisti che affollano il Vittoriano: oltre un milione e 600 mila persone a ingresso gratuito e altri seicentomila visitatori, tra gratuiti e paganti, attratti dalle mostre allestite a getto continuo all’interno del sacrario e nell’ala progettata dall’architetto Brasini, aggiunta negli anni 30 come raccordo con la piazza del Campidoglio.

 

di D.M.
da Il Messaggero del 05.08.07


Vittoriano, vetri in frantumi - Gli ascensori nella bufera. Italia Nostra: rimuoveteli. La sovrintendenza: indagheremo. «Rimuovete gli ascensori dal Vittoriano». Dopo la denuncia sui cristalli in frantumi, Italia Nostra all'attacco. La Sovrintendenza: «Rottura inspiegabile, ma oggi stesso andremo su a cercare di scoprirne i motivi». Oggi sarà montato un ponteggio per scoprire le cause del danneggiamento.

Vittoriano, il giorno dopo la notizia, rivelata ieri dal Corriere, della rottura di due lastre di cristallo che compongono la cabina degli ascensori panoramici inaugurati due mesi fa sul retro dell'Altare della Patria. Italia Nostra, che già aveva criticato l'opera dal punto di vista estetico, ne chiede ora la totale rimozione. Ancora si ignora, per il momento, la causa che ha portato alla frantumazione delle due lastre poste a un'altezza considerevole. Uno dei due ascensori ieri era ancora chiuso, mentre l'area al di sotto delle due lastre danneggiate è stata chiusa al passaggio. Per il ministero dei Beni culturali, che ha commissionato l'opera (progetto scelto nel 2003) risponde Federica Galloni, soprintendente ai Beni architettonici e di Roma: «Domani mattina (oggi, n.d.r.), già alle sei, verrà montato un ponteggio e salendo lassù si cercherà, noi, il progettista, i responsabili della ditta che ha fornito le lastre, di capire cos'è accaduto. Per ora posso dire che le lastre scelte sono le migliori».

Solo oggi, forse, si conoscerà il motivo per cui due grandi lastre di cristallo - come raccontato ieri sulle pagine del Corriere - dei nuovi e contestatissimi ascensori panoramici del Vittoriano sono andate in frantumi a pochi giorni di distanza l'una dall'altra. E a soli due mesi dall'inaugurazione di un'opera pubblica costata 1 milione e 155 mila euro.

Questa mattina presto sul retro dell'Altare della Patria sarà infatti montato un ponteggio (le lastre si trovano a un'altezza considerevole) e i tecnici saliranno lassù per chiarire quello che a tutt'oggi risulta «un mistero». Ci saranno i vertici del ministero, il direttore regionale Luciano Marchetti, il progettista Paolo Rocchi, la ditta che ha fornito le lastre (costate 350 mila euro) e l'architetto Federica Galloni, soprintendente ai Beni architettonici di Roma (da cui dipende il Vittoriano) nonché direttore dei lavori durante la realizzazione degli ascensori.

  • Che a questo proposito ci tiene a specificare una cosa: «Non sono io - spiega - che ho autorizzato i lavori. All'epoca in cui il progetto fu scelto, in seguito a un appalto concorso, ero un semplice funzionario. Come direttore dei lavori il mio unico compito, stabilito per legge, è stato quello di controllare e verificare che le indicazioni del progettista fossero eseguite a regola d'arte. Lo stesso vale per l'ingegner Marchetti, anche lui non coinvolto nella scelta del progetto, che dal punto di vista della disciplina del restauro oltretutto è perfetto. È stato ritenuto il migliore tra undici progetti, o comunque il meno peggio. Se poi lo fosse, non sta a me dirlo».
  • E le lastre? «Sono state fornite dalla Saint Gobain - dice la Galloni - la miglior scelta possibile sulla piazza. Lastre certificate antisfondamento, a norma, con tutte le certificazioni necessarie esibite dalla ditta. Siamo tutti stupiti, ma affrontiamo il problema con animo sereno».
  • Cosa può essere successo? «Lo capiremo. La mia idea è che le due lastre si siano danneggiate per cause diverse. Per la prima non mi sento di escludere un problema fisiologico, dovuto magari all'urgenza dei lavori, nel montaggio e nella posa in opera potrebbe esserci stato un problema, forse la posa non è stata eseguita in modo estremamente corretta. Ma ripeto, è solo una mia ipotesi. Per la seconda, davvero non so ancora darmi una spiegazione. Anche rispetto agli ancoraggi è stata scelta la soluzione tecnicamente migliore, non del tipo che buca la lastra. Con cuscinetto di neoprene e aggancio "a ragno". A ogni minima variazione tecnica il vetro può muoversi senza subire danni, il modello è simile a quello del giunto autostradale. Vedremo...».
  • Escluso, ovviamente, considerata l'altezza del danno, anche qualsiasi fenomeno accidentale: «Di fronte c'è la Basilica dell'Ara Coeli, dubito che i frati abbiano lanciato pietre con la mazzafionda».

Qualcosa di più dunque si potrebbe sapere in serata, dopo le analisi condotti dagli esperti. Ma il già acceso dibattito sugli ascensori, alla notizia delle due lastre di vetro «scoppiate» si infiamma ancor di più. E ora il problema non è più solo estetico, ma tecnico.

Tra i primi a scagliarsi contro il progetto di Rocchi era stata l'associazione ambientalista Italia Nostra, che ieri è tornata sull'argomento con un comunicato del presidente della sezione romana Carlo Ripa di Meana: «Dopo la rottura delle maxi lastre chiedo al ministero dei Beni Culturali che sia recintata l'area per motivi di sicurezza e che siano rimossi gli ascensori addossati all'Altare della Patria». Parole di fuoco sono arrivate anche da un altro «nemico » storico degli elevatori panoramici, il responsabile della Uil Beni culturali Gianfranco Cerasoli, che è tornato a chiedere «l'immediata rimozione dell'opera» e che invece, dal canto suo, insiste «sulle gravi incapacità di Marchetti e della Galloni». «Personalmente - dice - farò una denuncia alla Corte dei Conti per i soldi spesi che serviranno a riparare i danni dei vetri rotti e per quelli necessari a qualsiasi intervento necessario a sistemare lo scempio degli ascensori».

  • FEDERICA GALLONI - Soprintendente ai Beni architettonici di Roma (da cui dipende il Vittoriano) e direttore dei lavori durante la realizzazione degli ascensori: «Non sappiamo ancora il motivo per cui le lastre di cristallo sono andate in frantumi. Oggi montiamo un ponteggio e cercheremo di saperne di più».
  • LE LASTRE - «Sono state fornite dalla Saint Gobain, la migliore scelta possibile»
  • IL SINDACATO - Cerasoli (Uil): «Presenterò subito una denuncia alla Corte dei Conti»

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 06.08.07


VITTORIANO - Vittoriano, le lastre dei misteri. Ascensori panoramici per il ministero c'è una sola lastra rotta: il comunicato del ministero parla di un vetro rotto, in realtà sono due. In corso le verifiche per scoprire le cause dei guasti agli ascensori panoramici appena inaugurati.

Un comunicato ufficiale del ministero dei Beni culturali, diffuso ieri pomeriggio, sulla
querelle dei nuovi ascensori panoramici del Vittoriano inaugurati il 2 giugno scorso, costati 1 milione e 155 mila euro, e che nei giorni scorsi hanno subito la rottura di due lastre di vetro, rottura non simultanea e in due diversi punti: uno centrale, più in basso; l'altro sul lato destro, quasi alla sommità dell'opera, a circa 40-50 metri di altezza.

Un comunicato ufficiale di tre fitte pagine in cui la notizia più rilevante si trova nelle ultime due righe. Dove si legge: «Si è richiesto all'impresa Ati Mannelli costruzioni srl di avviare con la massima urgenza tutte le verifiche tecniche del caso inviando come campione in laboratorio la lastra rotta onde poter relazionare in tempi brevi su quanto accaduto».

«Lastra rotta», al singolare. Espressione ripetuta più volte nel documento congiunto firmato dal direttore regionale per i Beni culturali del Lazio, Luciano Marchetti, e dal soprintendente per i beni architettonici di Roma Federica Galloni (i due sono anche, rispettivamente, responsabile unico del procedimento, dal 4 agosto 2004, e direttore dei lavori dell'opera). Le lastre andate in frantumi in realtà, come documentato dal Corriere
e poi da altri organi di stampa, sono appunto due.

Il comunicato del ministero contiene anche un resoconto del sopralluogo effettuato ieri agli ascensori del Vittoriano (presenti anche membri della ditta «F.lli Paci» fornitrice delle lastre di cristallo modello «Saint-Gobain»): «Il 5 agosto - vi si legge - si è verificata la rottura di una lastra di cristallo della tamponatura della struttura portante degli ascensori panoramici, il giorno successivo, 6 agosto (ieri, n.d.r.) si è montato il ponteggio necessario all'esame ispettivo ravvicinato».

Le cose in realtà non stanno esattamente così: la lastra non si è rotta il 5 ma il 4 agosto (il 5 se ne dava notizia da queste colonne); la lastra che si è rotta il 4 agosto, inoltre, è la seconda lastra danneggiata, mentre la prima si è in realtà rotta quasi subito dopo l'apertura della nuova opera (come dichiarato dall'architetto Galloni due giorni fa).

Ancora, il ponteggio montato ieri, «necessario all'esame ispettivo», non riguarda la seconda lastra rotta il 4 agosto, bensì quella più in basso, danneggiata precedentemente e più facile da raggiungere. Per analizzare e sostituire l'altra, quella a 40 metri di altezza, bisognerà montare un secondo e più alto ponteggio, con tempi - come confermato ieri dal capocantiere - che non potevano assolutamente esaurirsi nella giornata di ieri. Per la giornata di oggi intanto, informa sempre il comunicato ministeriale, «sentito telefonicamente il progettista (Paolo Rocchi, n.d.r.) si è congiuntamente concordato di sostituire la lastra rotta». «Non essendoci alcun pericolo per la pubblica incolumità - si legge ancora nel documento Marchetti-Galloni - gli ascensori hanno infatti continuato a funzionare e tuttora funzionano regolarmente». Per la precisione, dal 4 agosto e fino a ieri uno dei due ascensori è stato chiuso, e l'area al di sotto dei due vetri danneggiati resa inaccessibile.

  • PONTEGGIO - Campioni dei cristalli rotti in laboratorio. Il Ministero: «Chiesta verifica con la massima urgenza»

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 07.08.07


Ascensori del Vittoriano - Marchetti, a settembre cambieremo la seconda lastra

Ascensori del Vittoriano, delle due lastre di cristallo danneggiate una è stata sostituita ieri, mentre l'altra, quella più in alto, verrà sostituita e analizzata solo a settembre: «Ne avevamo pronta una di riserva - spiega il direttore regionale del Ministero Luciano Marchetti - per l'altra bisognerà aspettare, l'abbiamo ordinata». Per la lastra già sostituita si procederà ora ad analisi di laboratorio per capire la causa della rottura: «Gli esami verranno fatti vicino Milano, in un laboratorio di cui si serve la ditta fornitrice o più probabilmente a Murano, dove sono specialisti del settore. Stiamo cercando un laboratorio aperto. Non è facile, siamo ad agosto. Anche da questo dipendono i tempi della risposta, per ora non so dire di più».

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 08.08.07

 

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Commenti

10/09/2007 14:24: difendo gli ascensori
Ho visitato la terrazza delle Quadrighe sabato scorso e con molta franchezza, pur trovando alcuni dettagli della nuova struttura perfettibili (in particolare la copertura) non riesco a vedere tutto questo scempio! la vista è nuova e magnifica, i turisti sono contenti ed in fin dei conti nessuno ci obbliga a spendere 7 € per salire sui nuovi ascensori! Ripenso ai tanti decenni in cui il Vittoriano è stato letteralmente ignorato se non peggio. Ho ancora nelle orecchie gli strali di Bruno Zevi per il suo abbattimento! non vorrei che le polemiche attuali siano l'ennesima riprova di un tipico atteggiamento moralistico italico, spesso, diciamo così, fluttuante a seconda del caso o delle convenienze.
Stefano D'Amico

23/10/2007 14:50: sì agli ascensori al vittoriano
da quando ci sono gli ascensori al vittoriano sono andata due volte sulla terrazza. trovo che sia una trovata straordinaria che consente al pubblico di entrare in contatto con un monumento tra i più ignorati in coerenza forse con il milite ignoto che accoglie. forse 7 euro sono tanti ma la spesa vale l'esperienza e gli ascensori non sono affatto antiestetici. di brutture a roma ce ne sono ben altre. salire sulla terrazza dà una bellissima immagine dei fori cosa che a distanza ravvicinata non è dato le pessime condizioni in cui è tenuta l'aerea, dalla sporcizia all'abbandono. credo che in questo nostro paese ci sia un po' troppo di tutto quello che riguarda monumenti e altro e per i cittadini tutto ciò è scontato al punto da non rispettare le tante ricchezze che abbiamo il privilegio di avere. insisto nel dire che c'è ben altro a cui dedicarsi in termini di difesa del patrimonio artistico piuttosto che constestare due sobri ascensori che portano chi sale alla terrazza a riconciliarsi con una città spesso cannibale e respingente.
maria palliccione

vedi anche:

Vittoriano, spunta l'ascensore

Inaugurato il 31 maggio - rassegna stampa

Sampietrini, monumenti a rischio

via da piazza Venezia

Riflessioni sull'Architettura

di Cesare De Sessa

E Bellocchio abbatte l'Altare della Patria

verde ed alberi al suo posto


data pubblicazione: venerdì 24 agosto 2007
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