Ruspe al Mausoleo di Augusto

Partono i lavori per il riassetto - breve rass.stampa

Ruspe al Mausoleo di Augusto. Partono i lavori per il riassetto di tutta la piazza. Il progetto di riordino è dell'architetto Francesco Cellini. Il sovrintendente La Rocca: "Scavi per scoprire cosa c'è sotto il manto stradale". Per il cantiere eliminate decine di posti-auto.

Si sta componendo anche l'ultimo tassello del riordino dell'area intorno al Mausoleo di Augusto. Da pochissimi giorni infatti sono partiti i lavori per l'attuazione del progetto vincitore del concorso bandito dal Comune per tutta la piazza, che dovrà diventare uno spazio trait d'union tra il Mausoleo e la teca di Richard Meier che contiene l'Ara Pacis.

Cantiere aperto e ruspe in azione quindi nella parte di piazza Augusto Imperatore prospiciente l'ingresso del Mausoleo, alle spalle di San Rocco. Con qualche mugugno di chi lavora e vive qui perché la prima cosa ad essere sacrificata è stata una porzione della piazza nella quale c'erano alcune decine di posti-parcheggio. Spiega Eugenio La Rocca, sovrintendente ai beni culturali del Comune di Roma: «Si sta procedendo agli scavi propedeutici alla sistemazione dell'area intorno al Mausoleo. Dobbiamo capire cosa c'è sotto prima di cominciare i lavori di attuazione del progetto di Francesco Cellini che ha vinto il concorso. I lavori nella piazza infatti prevedono interventi anche sotto il manto stradale, come le fondazioni, e dobbiamo sapere che cosa andiamo a trovare».

Questi primi scavi, insomma, permetteranno di capire se si dovranno introdurre modifiche al progetto della piazza. Anche se, aggiunge La Rocca, si tratterà comunque di modifiche minime: «Il progetto nella sostanza non sarà alterato».

Quanto ai parcheggi, il sovrintendente spiega che si tratta di una strada senza ritorno: «Tutti i parcheggi di piazza Augusto Imperatore sono destinati a scomparire. D'altra parte questa è una scelta precisa del sindaco Veltroni, che ha voluto il parcheggio di Villa Borghese proprio per toglierne altri dalla zona del Tridente e dal centro della città. I residenti si dovranno rassegnare».

 

di Renata Mambelli
da La Repubblica del 12.09.07


Roma: largo Augusto cambia dal 2007

È il progetto ´Urbs et civitas', del gruppo di Francesco Cellini, il vincitore del concorso internazionale per la riqualificazione del Mausoleo di Augusto e della piazza Augusto Imperatore a Roma. Prevede la realizzazione di due cordonate che partono dall'abside di San Carlo e dal nuovo museo dell'Ara Pacis. Queste giungono a una piazza che avrà le misure della piazza del Pantheon, una piazza dove sarà impiantata una bassa vegetazione. Una scelta, questa, che permetterà di realizzare, anche in momenti successivi, nuovi scavi per la conoscenza archeologica dell'area. Per quel che riguarda il mausoleo, dove venne sepolta l'intera dinastia del primo imperatore di Roma, esso verrà svuotato dalle aggiunte degli anni 30, mentre le sale disposte ad anello intorno al grande cilindro verranno rese accessibili alla visita. Anche qui non verrà pregiudicata la possibilità di realizzare in futuro interventi di ricostruzione.

Per la riqualificazione del mausoleo e della piazza che lo contiene il comune ha stanziato 20 milioni che si sommano così ai 16 milioni spesi per l'opera di Meier e ai 25 già approvati per il sottopasso del lungotevere adiacente, il cui progetto esecutivo sarà individuato l'estate prossima e i cui lavori inizieranno subito dopo quelli per la piazza. ´È un concorso voluto per ristabilire un equilibrio con l'opera di Meyer che prevedeva già allora un piano per la piazza', ha spiegato l'assessore all'urbanistica della capitale, Roberto Morassut.

I due cantieri partiranno nell'autunno 2007, dopo l'approvazione degli esecutivi da parte delle conferenze dei servizi, e dovrebbero chiudere entro il 2009. I lavori prevedono tra l'altro il restauro del mausoleo del primo imperatore romano (che sarà così riaperto) e un abbassamento del piano stradale in modo da recuperare il monumento. ´Si tratta di una strategia che punta a una riqualificazione crescente ed è una vera e propria rivoluzione urbanistica', ha aggiunto Morassut. Una rivoluzione che mira al recupero dell'intero tridente i cui lavori partiranno a gennaio e che una volta terminato costituirà una delle aree pedonali metropolitane più grandi d'Europa. (...)

I progetti presentati al concorso (...) costituiscono una riflessione progettuale e culturale sul significato, sul valore, sul ruolo di una trasformazione urbana di grande consistenza che, in particolare durante gli anni 30, ha conferito un aspetto completamente diverso all'area di piazza Augusto Imperatore, con la demolizione di un quartiere storico, il bel palazzo Correa e il grande Augusteo (lo storico auditorium di Roma da 3 mila posti) e relegando a un ruolo di secondo piano la tomba di Augusto che era stata edificata nel 28 a. C. nella grande piana del Campo Marzio.

 

di Loredana Diglio - Andrea Battistuzzi
da Italia Oggi del 01.12.06


Il progetto Cellini vince la gara per la riqualificazione: due anni di lavori dal 2007. Via le auto, sarà verde piazza Augusto Imperatore. Le novità: due cordonate scenderanno verso il Mausoleo dalla chiesa di San Rocco e dall'abside di San Carlo. 

Avrà un giardino attorno al mausoleo di Augusto e due cordonate che dal museo dell'Ara Pacis scenderanno verso l'ingresso del monumento, collegando la chiesa di San Rocco con l'abside di San Carlo. Tanto verde e niente auto per la nuova piazza Augusto Imperatore, così come è stata disegnata dal progetto vincitore del concorso indetto dal Campidoglio. Porta la firma di Francesco Cellini, preside della facoltà di architettura di Roma Tre, come coordinatore di un gruppo che ha tra gli altri nomi quello di Renato Nicolini e Mario Manieri Elia. «Non sarà “semplice” architettura su carta, diventerà presto realtà», ha detto Walter Veltroni: l'idea è di indire la gara per la metà del 2007 perché la nuova piazza possa essere pronta per la fine del 2009 o i primi del 2010. Il costo nelle attuali previsioni è di 20 milioni di euro, e altri due milioni saranno necessari per il restauro del mausoleo.

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 26.11.06


LA CITTÀ CHE CAMBIA - L'ARA PACIS 
L'ARCHITETTO - Soleri: «Troppo Museo per la piccola Ara Pacis». Paolo Soleri, 87 anni, guru dell'eco-architettura, visita l'Ara Pacis di Meier: «Il contenitore è troppo pesante rispetto alla delicatezza dell'altare romano». Ma aggiunge: «Se Roma vuole restare viva deve accogliere le continue trasformazioni». La lezione di Soleri «Troppo Museo per il piccolo altare». Roma è una città «piena di sovrapposizioni ma resta viva solo se continua a trasformarsi».

Un uomo minuto con un'immensa energia. Oltre che intellettuale, anche fisica. A 87 anni Paolo Soleri si muove agilmente negli spazi dell'Ara Pacis di Meier, li valuta attentamente. «Roma è un esempio di sviluppo storico di ogni cosa, delle idee, delle forme. È una città piena di sovrapposizioni, di contrasti» nota appena entra nel museo.

Il guru dell'eco-urbanistica, conosciuto nel mondo intero per i suoi studi e per la realizzazione di Arcosanti, la città-modello nata dalla sua matita in Arizona e dove risiede da decenni, passa per due ore da Roma diretto alla mostra- workshop che si tiene a Napoli in suo onore. Dopo venti ore d'aereo, non ha un cedimento. «Mangio molta frutta, banane, mele. Ma anche pesce e carne. L'uomo è onnivoro».

Premette Soleri: «Non sono qui per criticare un collega». Ma aggiunge subito: «Quelle ringhiere esterne non mi piacciono, e la copertura interna, il tetto della grande sala mi sembra troppo pesante rispetto al resto, poteva essere più sophisticated». Il gran muro di travertino all'entrata e il disegno dell'edificio in generale sono invece giudicati positivamente. Il Maestro resta assorto davanti all'Ara antica mentre le scolaresche in visita le girano chiassose attorno. Osserva: «Meier ha costruito un monumento per celebrare un altro monumento. Ma è un po' troppo pesante rispetto alla leggerezza di quello romano».

Ecco il punto. Come dirà l'anziano architetto al termine della visita, l'edificio di Richard Meier lascia nel suo insieme una buona impressione al guru di Arcosanti. Ma ciò che lo colpisce «è il contrasto tra una certa pesantezza del contenitore rispetto alla delicatezza dell'Ara Pacis. È un peccato che il soggetto di questa celebrazione architettonica sia diventato così piccolo rispetto al contesto». L'onestà intellettuale di Soleri gli fa aggiungere: «Ma io non ho proposte alternative, ed è per questo che mi rifiuto di esprimere una critica generica all'opera di un bravo collega. Criticare è facile, costruire è tutt'altra cosa». L'abbondante uso del travertino, liscio negli interni e appena sbozzato nei lastroni all'esterno, desta meraviglia in Soleri che chiede dove sia cavata questa pietra. E commenta: «È per questo, allora, che per tutto il travertino usato al Getty Center di Los Angeles Meier ha fatto spendere più di un miliardo di dollari». Il grande mosaico di Mimmo Paladino nell'atrio sul Lungotevere attira il Maestro, che ne apprezza l'effetto cromatico tridimensionale. Osservando il bianchissimo lucernario a cono traverso e spezzato, sulla terrazza, Soleri nota «la giungla» che sovrasta il Mausoleo di Augusto: «Fa l'effetto di quei templi Maja ricoperti dalla foresta nel Centroamerica».

Quando passa al sottostante auditorium avvolto nella luce naturale che cade dall'alto Soleri sembra ritrovare i toni caldi del «suo» deserto americano. Batte le mani per testare la sonorità della sala. «Mi piace, it is pleasant».

«Roma è una città eccezionale - torna la visione generale del grande "visionario" di Arcosanti - perchè esprime la continuità della Storia, della vita stessa. Se vuole mantenersi viva, deve accogliere trasformazioni continue anche in architettura». Lasciando l'edificio di Meier Soleri si dice «soddisfatto della visita». Sposta il discorso sul senso profondo del cosmo, «una realtà che si auto-progetta» e invita la teologia «a passare all'estetica». Giudica la religione «una catastrofe», invoca il diritto degli spiriti liberi a vivere guardando lontano, oltre.

  • LA VISITA - Due ore tra la nuova teca e la piazza. L’architetto Paolo Soleri «scopre» l’Ara Pacis in viaggio dall’Arizona a Napoli: «Mi rifiuto di esprimere una critica generica all'opera di un bravo collega».
  • LE RINGHIERE - «Quelle ringhiere esterne non mi piacciono e il tetto della grande sala mi sembra troppo pesante».
  • L'AUDITORIUM - «Mi piace, it's pleasant» esclama l'architetto, dopo aver battuto le mani per testare la sonorità della sala.
  • IL TRAVERTINO - «Una meraviglia, per questo Meier ha fatto spendere un miliardo di dollari al Getty Center di Los Angeles».
  • PROTAGONISTI - Richard Meier, Architetto - Meier ha costruito un monumento per celebrare un altro monumento, un po' pesante rispetto a quello romano. Cesare Ottaviano Augusto - Il suo Mausoleo fa l'effetto di quei templi Maja ricoperti interamente dalla foresta in Centroamerica
  • MAESTRO - Paolo Soleri, 87 anni, è un capostipite della eco-architettura. Da Torino all'Arizona, allievo di Frank L.Wright. Allievo di Frank L. Wright, Paolo Soleri, nato a Torino 87 anni fa, dal dopoguerra si è stabilito negli Usa. E nel deserto Mojave, in Arizona, ha realizzato la città-modello Arcosanti applicando i principi della sua eco-urbanistica basata sulla concentrazione edificatoria (l'Hyper Building prevede centomila abitanti) che limita al massimo gli spostamenti umani con positivi effetti anti-inquinamento. Soleri è diventato un autentico filosofo e guru del mondo dell'architettura, con le sue visioni e i suoi progetti proiettati nel futuro dell'umanità. Nei mesi scorsi ha ricevuto due premi: alla carriera dal Cooper-Hewitt Design Museum, e il National Design Award dalla Casa Bianca. I più recenti di una lunga serie di riconoscimenti internazionali.

 

di Giuseppe Pullara
dal Corriere della sera del 26.11.06


I PROGETTI  - La nuova piazza dell'Imperatore. Due rampe verso il Mausoleo d´Augusto: ecco il progetto vincitore. Scelto tra i dieci in concorso, è firmato da Francesco Cellini. Costerà 20 milioni e sarà realizzato entro il 2010. Quando si è aperto il museo dell'Ara Pacis - dice Veltroni - abbiamo sentito l'esigenza di contestualizzarlo. Il presidente della giuria: Il Mausoleo verrà svuotato delle aggiunte degli anni 30 e valutiamo l'ipotesi di ricoprirlo.

C'è già una data, anche se, come ha detto Veltroni, è più un auspicio che una promessa: il 2010. Per allora intorno al Mausoleo di Augusto nascerà una nuova piazza, grande all'incirca come quella del Pantheon, dalla quale sarà possibile accedere al monumento romano attraverso due rampe che degradano dolcemente dalla chiesa di San Carlo e dal nuovo museo dell'Ara Pacis. Nel mezzo della piazza 80 alberi e nuovi spazi verdi, che la renderanno un´oasi in pieno centro storico.

È questo che prevede il progetto proclamato ieri vincitore del concorso internazionale per la riqualificazione del Mausoleo di Augusto e di piazza Augusto Imperatore, scelto tra 10 gruppi interdisciplinari composti da architetti, archeologi, storici dell'arte e paesaggisti. La giuria presieduta da Francesco Venezia, ordinario di architettura all'università di Napoli, ha scelto il progetto del gruppo - di cui fa parte anche Renato Nicolini - guidato dal preside della facoltà di architettura di Roma Tre Francesco Cellini, che ha battuto la concorrenza di altri progettisti come Franco Purini, Paolo Desideri, Salvador Perez Arroyo, Francis Soler, Marco Navarra e Donatella Fiorani. La proclamazione del vincitore è stata fatta ieri dal sindaco Veltroni, dagli assessore capitolini all'urbanistica e alla cultura, Roberto Morassut e Gianni Borgna, e dal professor Francesco Venezia.

La sistemazione di piazza Augusto Imperatore, ha detto il sindaco, si inserisce in una vera e propria «rivoluzione» del centro storico in cui si sottrae altro spazio alle auto per restituirlo ai cittadini e ai turisti: «Quando abbiamo fatto il museo dell'Ara Pacis di Meier - ha detto Veltroni - abbiamo sentito l'esigenza di contestualizzarlo. Ecco il perché di questo progetto. Sta per partire la gara per il sottopasso dell'Ara Pacis, faremo il parcheggio del Pincio, la pedonalizzazione del Tridente, risistemeremo via Tomacelli, abbiamo pedonalizzato piazza di Spagna. Ed ora si fa una nuova piazza verde nel cuore del centro». «Si tratta di una strategia generale per tutta l'area archeologica di Campo Marzio», ha spiegato l'assessore Morassut, che ha aggiunto che agli interventi in questa zona il Campidoglio riserverà una fetta importante del bilancio 2007: «Per la sistemazione della piazza Augusto Imperatore stanzieremo 20 milioni di euro, per il sottopasso lungo il Tevere 25 milioni, di cui 20 già in bilancio». E 2 milioni di euro, ha detto l'assessore alla Cultura Gianni Borgna, saranno impiegati per nuovi scavi: «Cominceremo nuovi scavi per conoscere esattamente com'è la situazione», ha detto, «perché il Mausoleo va recuperato e restaurato». Il presidente della giuria esaminatrice Francesco Venezia ha spiegato che «il grande monumento romano verrà svuotato delle aggiunte degli Anni Trenta e si sta valutando l'ipotesi di ricoprirlo per ripristinare e integrare la struttura per riportarla all'antico ipogeo, spazi virtualmente sotterranei», e ha sottolineato che i progetti presentati durante il concorso hanno offerto una gamma di soluzioni anche per il futuro soprattutto dal punto di vista del recupero archeologico del monumento.

 

pagina VI - cronaca di Roma
da La Repubblica del 26.11.06


Dopo l'Ara Pacis, la nuova piazza. Due cordate fino al Mausoleo e un giardino: ecco il progetto per il restyling di largo Augusto imperatore. La giuria internazionale ha scelto, tra dieci lavori, quello del preside di Architettura dell'Università Roma Tre. Morassut: "Una stagione di lavori, cercheremo di ridurre i disagi al traffico". Augusto Imperatore ritrova la sua piazza. Dopo storici abbattimenti e ricostruzioni frettolose scelto il progetto che rifarà splendere il Mausoleo integrandolo con la nuova Ara Pacis. 

È la “nuova” piazza Augusto Imperatore. Ieri, infatti, la giuria internazionale presieduta dall’architetto napoletano Francesco Venezia ha scelto tra i dieci progetti presentati quello guidato da Francesco Cellini, preside della facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre. Del gruppo fa parte anche l’ex assessore alla Cultura Renato Nicolini. 

Uno spazio pedonale grande quanto Piazza del Pantheon. Due cordonate che dalla nuova Ara Pacis accompagnano il visitatore fino all’ingresso del monumento. E il resto, quello che un tempo era il giardino Soderini, trasformato in un’area verde aperta a tutti.

Ecco come sarà Piazza Augusto Imperatore, un pezzo nobile di centro storico da sempre in cerca di autore. Fino a qualche tempo fa fungeva da capolinea degli autobus.

Un’area piena di memorie storiche, abbattimenti e di ricostruzioni frettolose. Il primo a metterci le mani in tempi recenti cambiandone la prospettiva è stato l’architetto americano Richard Meier scelto dall’allora sindaco Rutelli tra mille polemiche.

Inaugurata la nuova Ara Pacis, il problema è un altro. Non solo il recupero del Mausoleo, consegnato all’abbandono dopo l’uso improprio che se ne fece negli anni Trenta. Ma anche l’inserimento dell’involucro extralarge di Meier in un contesto che lo facesse apparire meno esuberante, più contenuto, in scala, un equilibrio nuovo, insomma.

Nel frattempo è cambiata la procedura. Dalla chiamata diretta al concorso internazionale celando il tema “vero”, quello che nel concorso bandito dall’assessorato all’Urbanistica non poteva essere manifesto Molto di più di una generica «riqualificazione di Piazza Augusto Imperatore» ma la messa in assetto di tutta l’area rielaborata da Meier.

Ieri la giuria internazionale presieduta dall’architetto napoletano Francesco Venezia ha scelto. Tra dieci progetti ha vinto quello guidato da Francesco Cellini, preside della facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre. Stesso gruppo impegnato a realizzare, tra l’altro, il Parco Urbano di Bagnoli.

INTERVISTA - «Una stagione di lavori: massimo coordinamento per contenere il traffico». Tutto è bene quel che finisce bene. Il progetto scelto ieri dalla giuria presieduta da Francesco Venezia servirà a ritrovare una piazza ripetutamente ridisegnata e “persa”. Dove la confusione oggi regna sovrana: l’ “immensa Ara Pacis”, le due chiese gemelle, gli edifici Inps, i cipressi intorno al Mausoleo, le auto parcheggiate. Una sovrapposizione di lamiere e di epoche ammucchiate una sull’altra. Nel nuovo progetto questa commistione di stili si scioglie in due cordonate «che scenderanno dolcemente», secondo i progettisti «un’evocazione della scalinata dell’antico Porto di Ripetta».

  • Assessore Morassut, ora lo può dire: il tema del concorso era anche ridare il senso delle proporzioni che con Meier si è perso. Lo ammetta...
    «Non vi è dubbio che la realizzazione di Meier pone un problema di relazioni. La copertura dell’Ara Pacis ora è chiaramente più grande di quella del Morpurgo. E questo con il dislivello della quota archeologica, circa 7 metri, ha creato una mancanza di sintonia».
  • L’Imperatore troverà finalmente pace?
    «Tolti i cipressi, tolte le attuali superfetazioni verranno eliminati anche gli elementi impropri che si sono accumulati dopo gli interventi del ’38. Lo spazio verde verrà riportato all’attuale piano di calpestio e sarà fruibile a tutti. L’accesso al monumento nella direzione del Pantheon sarà molto semplice, un elemento che affonda e lo scavo che scende. Tra gli obiettivi c’è anche la riconfigurazione delle volumetrie interne e anche il ritrovamento dell’antico sacello, la cella funeraria di Augusto. Se esiste la troveremo».
  • Quanto dureranno i lavori?
    «Contiamo di partire a settembre. E da quel momento ci vorranno circa 24 mesi».
    Lavori per il Tridente, lavori per il parcheggio del Pincio, per il Sottopasso del lungotevere».
  • Sopravvivremo?
    «Ci aspetta un periodo molto impegnativo. Ne ho parlato con i sindaco Veltroni, servirà un coordinamento del sistema della Mobilità».
  • Concorso internazionale, vincitore un gruppo romano. Coincidenza?
    «Che la giuria fosse autorevole e istituzionale mi sembra fuori discussione. Dal presidente ai soprintendenti . Che abbia vinto un gruppo romano mi sembra molto positivo, un riconoscimento alla città».
  • E il ritorno di Nicolini? Non era stato tenero con voi e neanche con Meier.
    «Sono felice per Renato. La sua sincerità e la sua schiettezza per noi non sono mai stati un problema».

 

di Claudio Marincola
da Il Messaggero del 26.11.06

 

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Commenti

18/09/2007 15.03: Antani Volante
...che dire, continua lo scempio della città in ogni sua forma e parte. Dall'Ara Pacis al Rione Rinascimento, dagli ascensori al Vittoriano all'Auditorium... la nostra città sta assumendo sempre di più l'aspetto di un grande "Water". Che sia un idea del nostro sindaco per assonanza nominale? Chi può dirlo, fatto stà che se imbruttiamo Roma le conseguenze economiche non tarderanno ad arrivare: come si potrà pretendere il turismo se si arriverà di questo passo a fare del Colosseo una rampa di partenza per razzi e di San Pietro una moschea? Perchè tutti questi architetti non vanno a fare i loro mostri da altre parti? Ad esempio in pieno deserto? Ecco, questa sì che sarebbe una bella idea... a parte gli scherzi e le provocazioni, bisognerebbe riflettere su dove stiamo andando!!!!
Antani Volante

24/09/2007 16.41: riferito ad Antani Volante
Non che non trovi inquietanti o meno le realizzazioni nel centro storico. Certo è che lasciare la piazza Augusto Imperatore allo stato attuale sarebbe uno scempio peggiore del toccarla. Con ragionamenti sterili come il precedente, nessuna architettura sarebbe stata mai realizzata a Roma. Pensate che "scempio" deve essere stata la scalinata di Trinità dei monti! E che sventramenti avranno attuato per realizzare il Tridente! Quanto tessuto consolidato perso! Che maledetti palazzinari i Papi e gli Imperatori!
Arch. Federico Scaroni

30/09/2007 12.32: hai ragione
caro collega mi è piaciuto molto il tuo sintetico ma efficace commento relativo alla questione dell'AraPacis: chi lo ha detto (portoghesi , Purini ..) E CHI SENNE FREGA ! condivido in pieno ciao
arch. Paolo Riccetti

01/10/2007 15.09: In risposta all'Arch. Scaroni
Egregio architetto, quanto a sterilità di argomenti potremmo fare una gara... ma certamente finchè sterili rimarranno gli argomenti si potrà sempre continuare a vivere. I problemi sorgono piuttosto quando sterile diventa la terra... quando le città perdono la loro linfa vitale, si inaridiscono e sfociano nell'immensamento vuoto. Nel nulla direbbero gli antichi. Ma vedo purtroppo che il nulla, tuttavia, continua ad essere difeso. Nulla è la nuova teca dell'ara-pacis (meglio definita come mostro), nulla è il quartiere in costruzione Rione rinascimento, nulla sono gli ascensori del Vittoriano. Quanto a piazza Augusto imperatore si potrebbe traquillamente buttare giù tutto a questo punto... tanto tra "nulla" e "nulla" non è che vi sia molta differenza!!!! Il mio è uno sfogo, è evidente, ma prima di dare dello sterile ad un ragionamento la invito a pensarci prima la prossima volta. Io non condivido la Sua percezione del bello, ciò tuttavia cerco di replicare con esempi e motivazioni. Non mi sono mai permesso di dire che le Sue oservazioni siano sterili... piuttosto, direi che non le condiviido, cercando di illustrare i motivi al fine, ovviamente, di fare più proselitismo possibile alla mia idea. Cercherei sempre di rimanere sul piano dialettico e non scendere mai al discorso personale. Detto questo non condivido un acca del ragionamento: "i papi sono palazzinari". Come ho già scritto su questo 3D c'è una grande differenza tra l'arte in senso proprio e l'architettura contemporanea, a mio parere rilegata ad una mera scelta di materiali e tecnologia. Rimango dell'idea che per Arte deve intendersi la capacità di trasformare la materia trasmettendo sentimenti a chi guarda... non di "usarla a proprio piacimento" per fare soldi. Gli architetti Papalini hanno operato nella prima direzione... Meier e compagnia, invece, si sono limitati ad ammassare materiali coprendo il preesistente. Ma è possibile che ci voglia tanto ad ammettere che le nuove costruzioni a Roma, specie quelle in centro, sono semplicemente brutte?
Antani Volante

01/10/2007 17.29: Non hai ragione
Da qualche tempo, suggestionato dagli organi di stampa, cercavo di afferrare il senso vero di una nuova categoria del pensiero europeo, "il Relativismo", quando un intervento in questo sito ha risposto in maniera lampante e in via definitiva, ai miei dubbi. La Scalinata di Trinità dei Monti di Francesco De Sanctis é, relativamente, stessa cosa dell'Ara Pacis di Meier; il Tridente é, relativamente, stessa cosa degli sventramenti mussoliniani; un muro disegnato da un writer é, relativamente, stessa cosa della Cappella Sistina e, via continuando, Rutelli e Veltroni sono, relativamente, stessa cosa di Sisto IV e Sisto V. Fantastico! Una volta che, culturalmente, ci siamo calate le braghe, qualsiasi scalzacane uscito dalle nostre facoltà di Architettura potrà, relativamente, sentirsi stessa cosa di Borromini e proporsi di costruire accanto al San Carlino alle Quattro Fontane e, per via della rima, potrà sentirsi emulo di Quaroni di cui, immagino, non avrà mai letto il libro "Immagine di Roma" così come, insolentemente, avrà disdegnato, se mai l'ha letto, il libro di Insolera su "Roma, città moderna" e sui suoi guasti. Mi permettete di aggiungere che, relativamente parlando, l'enorme vuoto che sta per essere scavato nella pancia del Pincio ha, relativamente, lo stesso valore semantico del vuoto del Pantheon e che vorrei consigliare al nostro Sindaco, una volta compiuta l'opera, di elevare una colonna tortile alta quanto lo scavo sotto il colle perche, relativamente, come un novello Traiano, optimus princeps. possa vantare le sue gesta?
sergio marzetti

02/10/2007 19.50: Sono d'accordo con Sergio Marzetti
Egregio Arch. Mazzetti, non capisco chi "non ha ragione". Dalla sua lucida critica al relativismo apprezzo tutto ed è proprio per questo, credo, che quel "hai" non sia riferito alla mia riflessione. Come ho già più volte concordato con Lei la mia è una ricerca del "bello" in senso pieno e condiviso... non soggetto a futili relazionalismi del tipo "è bello ciò che piace...". E proprio per questo che, come lei, fuggo il relativismo oggigiorno dominante, così radicato nella nostra neo-non-cultura da non farci più prendere alcuna posizione... calandoci le braghe come ha anche detto Lei parafrasando la Fallaci sulla questione islamica, ad esempio. Noi italiani e più in generale noi europei, stiamo perdendo come punto di riferimento la nostra stessa cultura, la nostra identità, la tradizione, la nostra appartenenza ad un popolo con un determinato modus vivendi, con la conseguenza di accostare impunemente, come ha detto lei, Trinità dei monti all'opera di Meier e senza che di ciò nessuno si scandalizzi. Sono d'accodo con Lei... ha perfettamente ragione... non si può, in nome del relativismo, permettere tutto a tutti. E se domani il nostro sindaco decidesse di spianare il colosseo per costruirci sopra, che sò, un super-mega-iper cinematografo? Ci deve essere un limite... oggettivo e vero, non succube al relativismo. Questa volta sono dalla sua parte... sempre se ho capito bene il senso di ciò che intendeva. Cordialità.
Antani Volante

03/10/2007 15.54: Sono d'accordo con Antani Volante
Caro Antani, sto con Lei, come diceva una vecchia canzone, sulla "sunny side of the street". Forse troppo spesso su questo lato della strada ci stanno i barboni della nostra professione che se non si scaldassero al calore della nostra storia ne morirebbero. Sull'altro lato oscuro si muovono nell'ombra i maneggioni, quelli che, omaggiato il Principe, ottengono l'incarico di ripittare le mura li dove muggivano le vacche o, a poca distanza, lì dove si contrattavano carciofi, zucche e scorfani. Il Principe, una volta acquietati con poche briciole i clientes nostrani, può lanciarsi nella chiamata diretta delle archi-stars il cui nome, qualche dotto consigliere, gli ha sottolineato. E così "prego! si accomodi" agli Isozaki, Meier, Hadid, ecc., nomi che adoro e che apprezzo in quel che fanno nel mondo ma che qui paiono perdere ogni capacità critica di fronte a quello che si trovano davanti. Isozaki a Firenze emula pigramente la Loggia dei Lanzi; con il Maxxi Zaha Adid vuole forse (sto inventando, eh!) rievocare lo scorrere del fiume vicino?. Ultimo arrivato l'ottimo Calatrava che ci regala un impianto urbano simil Circo Massimo, un ponte strallato e uno ziggurat simil minareto di Samarra! Non é facile costruire in casa d'altri! Volendo risalire al passato, il progetto che l'immenso Bernini presentò per la reggia di Versailles venne rifiutato perchè non abbastanza congruo al locale "esprit". Noi invece accettiamo tutti e guai! a porsi domande perplesse. Fortunatamente (sic!) a casa nostra abbiamo chi progetta di ricostruire l'anello mancante del Colosseo come ha costruito la nuova stalla del Marco Aurelio. Questo mi ricorda l'aneddoto della meraviglia dell'imperatore Costanzo II davanti alla statua equestre di Traiano nella Basilica Ulpia e la risposta ironica del principe bizantino che notò che tale cavallo aveva bisogno di una altrettanto degna stalla. Stalla per stalla, amavo di più la sistemazione sobria del Marco Aurelio nel Palazzo Nuovo.
sergio marzetti

27/10/2007 00.11: Quanta commozione!
Da una parte sono assolutamente entusiasta del dibattito apertosi su questo articolo. Dall'altra sono tristemente sconsolato del fatto che il dibattito stesso si sia fermato a dei paragoni volutamente esagerati. Lo Specchi come Meier? Ma vogliamo scherzare? Fermo restando che l'area dell'Ara Pacis non è mai stata ferma per 30 anni consecutivi nella sua storia, e quindi non vedo improbabile una demolizione del nuovo museo fra tre generazioni, i discorsi che si fanno su quell'opera sono gli stessi che si facevano sulla teca precedente (p.e. un articolo su Primato del gennaio 1940). Il problema a Roma è che la discussione è sempre più importante del fare qualunque cosa. Chi realizza non discute. E chi realizza a Roma ORA sono i palazzinari, i quali son bene contenti che gli architetti e gli intellettuali si spacchino la cervice discutendo di Meier. Così possono realizzare indisturbati i VERI MOSTRI, come i nuovi centri commerciali o i terribili quartieri periferici fatti in fotocopia. E quelli si che levano il lavoro e la voglia di vivere alle nuove generazioni di architetti. Quello che voglio dire, è che bisogna prendere al balzo il caos creato dalla realizzazione di un opera (anche se è quello che è) in centro storico (la prima vera dagli anni sessanta, altre non me ne ricordo) per far nascere un dibattito reale sul ruolo che l'architetto romano DOVRA' avere nella Roma di domani. Roma non morirà se si muoverà, morirà se rimarra ferma. I Papi non l'hanno mai fermata, hanno sempre avuto il coraggio di cambiarla, qualche volta sbagliando. E' così che Roma è divenuta eterna. Cordiali saluti a tutti.
Arch. Federico Scaroni

29/10/2007 11.52: Sono d'accordo con Federico Scaroni
Egregio arch. Scaroni, non posso che essere d'accordo anche con Lei. I paragoni esagerati che lei lamenta lo sono perchè esagerata è stata l'iniziativa di affidare a Meier l'operazione ecc. ecc. Poi, siccome tutto è relativo, qualcuno potrebbe dire che, come il porto dello Specchi fu un'operazione essenzialmente commerciale, anche la teca losangelegna ha lo stesso scopo commerciale, denunciato dalla mostra del Valentino; con quale spirito si potrà rifiutare un domani l'uso degli stessi spazi ad altri campioni del "Made in Italy"? Logicamente sto celiando mentre un altro aspetto della sua lettera mi trova in perfetta consonanza. Ara Pacis, ascensori vittoriani, parcheggi pinciani, confermano quanto da Lei asserito: essere queste realizzazioni lo specchietto delle allodole mentre altri realizzano i VERI MOSTRI, dove si fanno i soldi veri. Voglio corregere per concludere, e mi scuserà, una sua errata definizione: chi costruisce oggi non sono i "palazzinari"; così definimmo i costruttori che, dopo i tempi eroici della prima ricostruzione pubblica post-bellica, edificarono le case per una borghesia emergente affidando gli incarichi a tutta una classe di architetti, giovani e meno giovani, che poterono offrire prove tuttora degne. Chi invece costruisce oggi sono "immobiliaristi finanziari", i Caltagirone, i Lamaro, i Toti, protetti e tutelati da chi ci governa. Questi saturano ciò che resta della Campagna Romana con, come dice Lei, "nuovi centri commerciali e terribili quartieri fotocopia". Così Roma, dopo che le giunte democristiane lasciarono costruire senza controllo le borgate abusive delle Torri Angele, Torri Maure e via elencando, ha visto costruire, con le ultime giunte "progressiste", le Tor Bella Monache (che non è neanche la peggiore!), Tor Pagnotte, Tor Vergate, Torrini lasciando che negli interstizi sorgano nuove baraccopoli. Che cosa dire? Conserviamo amorevolmente il lascito della Roma Storica e costruiamo, se ne siamo capaci, una Roma altrettanto degna.
sergio marzetti

29/10/2007 14.54: Finalmente qualcosa si muove.... bene, bene...
La discussione sta finalmente prendendo i giusti toni... è bello sentire idee che convogliano verso la ricerca del bene comune. Concordo pienamente con quanto detto da Scaroni e Marzetti. Nuovi ed incredibili mostri stanno sorgendo in periferia... mostri che si nutrono dei pochi scampoli di campgna rimasti... e che si arrogano pure il diritto di proporsi come campioni del "vivere bene", di città a misura d'uomo!!! Mi riferisco, in particolare, a quanto sta accadendo a nord di Roma, in zona Talenti, ove sta nascendo il cd "Rione Rinascimento". Mi domando spesso come sia stato possibile che il Comune abbia dato l'autorizzazione a costriuire dei mostri tali. E mi chiedo: "possibile che l'intellighenzia romana non abbian saputo dire nulla contro lo scempio?". Ma forse è vero... eravamo tutti così occupati a sparlare di Meier e della sua BRUTTTA teca... da dimenticare la città nel suo insieme. E se veramente fosse stato tutto pianificato a tavolino? Come si dice, a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca! I nuovi quartieri sono oggettivamente brutti... e mi auguro che con il ridimensionamento della bolla immobiliare queste nuove strutture si ritorcino contro i propri costruttori. La perdita di valore di questi cespiti sarà inevitabile... mi dispiace solo per chi ha già comprato... ma sono sicuro che saranno i primi a subire il crollo dei prezzi. Del resto, in periferia, ci si è sempre andati perchè le case erano più belle... ma rinunciare al centro e quindi alla città per un appartamento brutto, caro, popolare e mal collegato... viene da chiedersi: "ma chi lo fa fare!" E se allora qualcosa incominciasse a muoversi... possiamo ancora sperare che nuovi amministratori pongano un freno a queste costruzione di nuovi mostri? C'è solo da sperare per ora... ma non escludo che potrebbe anche accadere, un giorno. Ad ogni modo propongo al WM di aprire un 3D proprio sui nuovi mostri in periferia, anche per dimostrare che c'è ancora la voglia e la capicità per confrontorsi su questi argomenti.
Antani Volante

13/01/2008 08.33: titolo
a Marco quando sei in macchina cerca di guardare la strada invece che ...l'ara e poi gli infissi sono da casa popolare... ciao
Rob

27/02/2010 13.21: mausoleo di Augusto
Che fine farà con Alemanno il progetto di Purini per la sistemazione del Mausoleo e dell'area. Perchè la nuova amministrazione non riprende il programma per sistemare questa zona ? Dove sono finiti i finanziamenti già stanziati? JCW
Arch. Giancarlo Càpici

18/02/2013 12.06: .
ROMA 2013 24febbraio--- A VELTRONI - Che fine ha fatto il progetto con i relativi finanziamenti ? E' una vergogna che il Mausoleo Augusteo, grande valore storico e risorsa culturale della città sia ridotto simile a una discarica. !!!!
Arch. Giancarlo CAPICI

vedi anche:

Fori, restano le false colonne

Tempio di Venere - breve rassegna stampa

Ara Pacis, su il sipario

Rassegna stampa dell'inaugurazione

Non c'è pace per l'Ara Pacis

Oggi l'inaugurazione

La malasorte di Augusto

torna un suo tesoro ma la Domus resta chiusa


data pubblicazione: lunedì 17 settembre 2007
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