Una gara internazionale per l'ex fiera di Roma

Cristoforo Colombo - breve rass. stampa

Una gara internazionale per il progetto. Ex Fiera sulla Colombo Nasceranno abitazioni, uffici e una «Città dei bambini».

Una gara internazionale per la, ormai ex, «Fiera di Roma» sulla Cristoforo Colombo. Le linee guida del progetto sono pronte e verranno presentate nei prossimi giorni dal presidente della Camera di Commercio Andrea Mondello, che è uno dei proprietari dell'area. Un «Piano di riqualificazione» che prevede l'abbattimento di tutti i capannoni oggi esistenti, alcuni dei quali anche fatiscenti, e che è stato discusso con i cittadini della zona alla presenza dell'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut e del presidente dell'XI Municipio Andrea Catarci.

Sarà principalmente dedicata ai bambini e alle bambine la vecchia «Fiera», ma non mancheranno nuovi edifici destinati ad abitazione, una piccola parte delle quali, «circa il 10 per cento, trenta o quaranta appartamenti - spiega Andrea Catarci - sarà di housing sociale». Una quota delle future costruzioni sarà destinata ad uffici e una parte a commerciale: unicamente, però, negozi di vicinato e non grandi strutture. Un «mix» di funzioni d'uso, in sintesi, per i nuovi edifici, mentre il 50 per cento dell'area dovrà essere destinata a verde, parchi pubblici, piazze ed aree pedonali. Inoltre una parte della superficie sarà occupata da servizi pubblici o sociali, tra i quali sono stati individuati una scuola materna ed un asilo nido. L'accordo raggiunto, prevede in ogni caso, che le nuove cubature non potranno superare quelle degli attuali padiglioni, all'incirca 71 mila metri quadri.

E all'interno della superficie disponibile la nuova «Città dei bambini» occuperà 8 mila metri quadri, più altri 8 mila di verde attrezzato.

«Non vogliamo certo un luna-park - aggiunge Andrea Catarci - ma grande attenzione a progetti educativi con ludoteche e biblioteche, che potrebbero essere anche all'interno delle nuove costruzioni».

Una gara internazionale per un progetto di riqualificazione (sarà selezionato il progetto migliore sulla base della qualità architettonica e della sostenibilità urbana) che, come è riportato nel «Piano», rappresenta «il volano di un nuovo spirito di rinnovamento della città all'insegna dello sviluppo ecocompatibile e della sostenibilità urbana».

Ma forse la novità più grande di quella che era la «Fiera» sarà la compenetrazione di questo spazio con la città. Cadrà il muro che oggi la divide dalla Cristoforo Colombo e dalle strade circostanti e saranno creati percorsi di collegamento con tutta la zona circostante: sarà realizzato un tessuto urbano concepito per fungere da connettore tra l'area della vecchia fiera e i quartieri di Tor Marancia e della Garbatella. Infine è previsto un «corridoio di mobilità » adiacente alla Cristoforo Colombo, e circa 2.800 posti auto prevalentemente interrati.

  • Tra i servizi individuati una scuola materna, l'asilo nido, una ludoteca e una biblioteca

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 19.09.07


In vendita l'ex Fiera alla Colombo case, verde e la "Città dei bambini". Via al bando d'invito alle imprese interessate all´acquisto. Un'operazione immobiliare da 90 milioni. Venerdì scatta l'avviso pubblico, sette ettari da "ricostruire". Ma è già polemica sui metri cubi.

Una "Città dei bambini", un'area parco attenta al biologico e nuove case per il mercato privato. Un'operazione che ai proponenti dovrà fruttare almeno 90 milioni di euro e che cambierà, una volta realizzata, il volto di un intero quadrante di città.

Si parla delle aree della ex Fiera di Roma sulla Colombo, quei capannoni un po' caotici che per anni hanno ospitato mostre-mercato, rassegne, prime spose e Natali Oggi, e che ora, con la realizzazione del nuovo Polo fieristico sulla Roma-Fiumicino, la Camera di Commercio, principale azionista dell'ente, punta a valorizzare con l'apporto di capitali interamente privati. Come? Vendendola in toto, terreno e cubature, a un'impresa privata che ancora deve essere scelta e che dovrà realizzare in parte aree e spazi di uso pubblico ma anche, e qui arriva la convenienza per i privati, nuovi spazi residenziali. Un mix sul cui equilibrio si fonderà la correttezza e, insieme, l'appetibilità dell'affare.

Venerdì prossimo i tecnici della ex Fiera, affiancati dagli esperti della banca d'affari Lazard, pubblicheranno il bando per avviare una pre-selezione delle imprese che potranno poi concorrere a realizzare questa "idea progettuale" pubblico-privata. Verrà chiesto pubblicamente a imprese italiane e estere di presentare la loro "manifestazione d'interesse" e, al più tardi tra aprile e maggio, verrà scelta l'offerta più conveniente, l'impresa più affidabile.

Un passo indietro. La ex Fiera di Roma, sette ettari al fianco della Colombo, è ormai dismessa da mesi, ed è di proprietà di una spa controllata al 48% dalla Camera di Commercio, dal Comune al 27% e dalla Regione Lazio e la sua controllata Sviluppo Lazio al 24%. Ha come direttore generale Vincenzo Alfonsi. L'attività fieristica di fatto è stata sospesa in contemporanea con l'avvio della nuova Fiera alla Magliana realizzata dallo studio d'architettura Valle. Da tempo si ragionava come trasformare quegli spazi ormai vuoti e non più di tre anni fa sembrava cosa fatta il trasferimento in quelle aree di nuovi uffici della Regione Lazio, spazi per la burocrazia politica senza di fatto alcun uso veramente pubblico della grande struttura.

Adesso, però, è prevalsa una correzione di rotta. E i soldi che saranno incassati dalla vendita, finanzieranno la fase due della nuova Fiera, altri 8 nuovi padiglioni per completare la nuova grande struttura alla Magliana.

Ma cosa sorgerà nel dettaglio al posto dei capannoni sulla Colombo? Il mix è deciso, con ampia enfasi soprattutto alla parte della cosiddetta nuova "Città dei bambini" ma anche al parco pubblico con particolare attenzione al bio. Meno definito, viceversa, l'impatto dei nuovi edifici residenziali e il Wwf, prima ancora di vedere i progetti, già punta il dito contro nuove colate di cemento. Su questo punto però appare chiara, almeno sulla carta, la linea di Andrea Catarci, presidente del municipio XI. «Su come cambierà la ex Fiera di Roma abbiamo già fatto una grande assemblea pubblica con i cittadini, e abbiamo avviato quattro diversi workshop pubblici per consolidare una "progettazione partecipata". Gli sos degli ambientalisti? Li abbiamo ascoltati, approvando in municipio un documento che impone che nell'area della ex Fiera, in ogni caso, non ci dovrà essere nessun aumento della cubatura esistente, che la struttura dovrà autoprodurre l'energia elettrica e dovrà essere realizzata con materiali ecosostenibili». Così Catarci.

Ma non è tutto così semplice e stabilito. C'è, ad esempio, in corso un contenzioso tra l'Ente Fiera e l'assessorato all'Urbanistica da una parte, e le associazioni ambientaliste dall'altra. Portando a prova due diversi documenti, Fiera e Comune quantificano le cubature esistenti in 288 mila metri cubi, mentre il Wwf cita con altrettanta certezza che le cubature attuali sono non più di 220 mila. E qui la partita si fa più delicata.  

 

di Simona Casalini
da La Repubblica del 19.09.07

 

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Commenti

22/11/2007 01:19: ex fiera di roma
Mi scuso, sono un cittadino che abita in via dell'arcadia (ex fiera di roma) ho appreso che sono pronti ad una colata di cemento si parla di 288.000 mc spacciandola per la città dei bambini. Ci stiamo costituendo in comitato per cercare di fermare questo scempio ma abbiamo bisogno di visibilità. Ci potete aiutare? Grazie
Antonio Iannattone

08/01/2008 18:20: Basta con le colate sevagge di cemento
Salve sono Andrea De Santis ed abito vicino alla ex fiera di Roma. Il timore che avverto e che come sempre, questi progetti che in origine tendono a riqulificare le zone e i quartieri della città (parchi per bambini, piazze, verde ecc.), poi, in corso d'opera, si trasformano sempre in vere e proprie speculazioni edilizie con cubature che vanno oltre le regole della "decenza" urbana. Basti vedere come poco più avanti, tra la via C. Colombo e la Piazza dei Navigatori, la costruzione di un megascheletro di cemento ha completamente deturpato il quartiere. Il mancato rispetto di un limite di cubatura ha, infatti, "oscurato" una serie di palazzine adiacenti alla struttura. E' un peccato che si permettano questi scempi spacciandoli per "riqualificazione". Spero che questa volta ci sia un maggior controllo e il rispetto delle persone che vi abitano, in maniera tale da evitare orribili gattacieli.
Andrea De Santis

vedi anche:

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data pubblicazione: giovedì 20 settembre 2007
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