Rinviato l'obbligo di installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

Con la conversione in legge del D.L. 194/2009 ( decreto-legge «Milleproroghe»), prorogati al 01/01/2011 i termini inerenti l'obbligo di installazione di impianti da fonti rinnovabili nelle nuove costruzioni.

Il comma 4-bis dell'art. 8 del D.L. 194/2009, introducendo una nuova proroga, rinvia al 01/01/2011 il termine previsto dall'art. 4, comma 1-bis, del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell'edilizia), momento in cui nei regolamenti edilizi comunali dovrà essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento. Per i fabbricati industriali, di superfie maggiore di 100 metri quadri, la produzione energetica minima è di 5 kW
L'obbligo è già vigente nei Comuni che abbiano adeguato in tal senso i Regolamenti edilizi.

Sono comunque numerosissimi i Comuni, che hanno già inserito nel proprio Regolamento edilizio delle norme che prevedono l’obbligo, la promozione e l’incentivazione dell’uso di energie rinnovabili, come evidenziato nel recente rapporto, elaborato da Legambiente e Cresme.

Il Comitato di Indirizzo di 16 Associazioni ambientaliste e del settore delle rinnovabili (AIEL, ANEST, ANEV, APER, ASSOLTERM, ASSOSOLARE, FEDERPERN, FIPER, GIFI, GREENPEACE ITALIA, GSES, ISES ITALIA, ITABIA, KYOTO CLUB, LEGAMBIENTE, WWF) manifesta la propria disapprovazione al rinvio dell'obbligo, in una lettera aperta, inviata al Presidente della Camera dei Deputati e agli Onorevoli della Camera dei Deputati:

"Ritenendo necessaria un’azione coerente per rispettare gli impegni assunti nell’ambito delle vigenti politiche energetiche europee, è nostra convinzione che l’ennesima proroga dell’obbligo per l’impiego delle fonti rinnovabili nella realizzazione dei nuovi edifici, introdotto con l’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008, determinerà un sicuro e non giustificato elemento di ritardo per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal pacchetto Energia-Clima al 2020 (17% dei consumi finali di energia coperti da fonti rinnovabili). Questo comporterà un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni a cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d’arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo (al 2020: creazione di almeno 250.000 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore, contributo all’incremento del PIL superiore all’1,5%)".
 

 

notizia dal sito del Kyoto Club 

 

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