Programma di lavoro

1. Informazione - Formazione

 

1.1 Formazione universitaria

Nelle Facoltà di Architettura ad oggi sono in pochi ad occuparsi di Progettazione Sostenibile.
Gli impatti ambientali delle costruzioni interessano un ampio raggio di aspetti, che includono i cambiamenti climatici, l’uso delle risorse naturali, la riduzione dell’ozono e la produzione di rifiuti. Le modalità con le quali una struttura edilizia viene progettata, costruita, usata, manutenuta e riparata, modernizzata e infine dismessa o demolita (e riciclata), costituisce il ciclo completo delle attività di costruzione sostenibili.
Questi temi sono presenti nei corsi di Architettura Europei da molti anni che comporta anche un problema di competitività con gli altri paesi europei che già dispongono di liberi professionisti e dipendenti pubblici informati e sensibili all’impatto ambientale di settore.
Occorre quindi migliorare la formazione degli architetti in materia di sostenibilità del costruire, promuovendo una nuova generazione di professionisti, sia nel privato che nel pubblico, consapevoli e sensibili alle tematiche dell’ambiente e dell’energia, in grado di pensare quotidianamente in termini di “valutazione del ciclo di vita” del prodotto (LCA – Life Cycle Assessment).
La Consulta intende contribuire alla diffusione e anche, se necessario, a rendere obbligatorio l’insegnamento sull’efficienza energetica e sull’impatto ambientale dell’edilizia a partire dalle facoltà di architettura, anche attraverso azioni propositive al Parlamento ed ai Ministeri competenti. 
Una eventuale proposta di legge dovrà avere l’obiettivo di aumentare, aggiornare e migliorare, laddove già presente, l’insegnamento delle tematiche della progettazione eco-sostenibile nella formazione universitaria, inserendole sia come insegnamento specialistico nell’ambito delle discipline tecnologiche, sia come argomento e requisito di verifica progettuale nei vari insegnamenti di carattere compositivo architettonico e urbanistico.
A questo fine e per meglio definire una proposta di legge che raccolga il più ampio consenso, la Consulta promuoverà  seminari e incontri informativi tra esperti, cultori della materia, docenti delle facoltà di architettura romane, operatori del settore.
Come prima azione di sensibilizzazione la Consulta proporrà all’Ordine un protocollo di intesa con i Presidi e i Presidenti dei Corsi di Laurea in cui l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e l’Università stabiliscano insieme come impostare una formazione adeguata sui temi della sostenibilità di settore fin dai primi anni di università da proseguire in tutto il percorso formativo e non solo nei Master e nei  corsi post laurea.

 

1.2 Formazione postuniversitaria

Per ottenere la massima diffusione dei temi della sostenibilità del settore edilizio non ci si può limitare all’ambito Universitario.
E’ necessario coinvolgere la fascia di tecnici già laureati ed operanti come liberi professionisti e come tecnici interni delle Pubbliche Amministrazioni (Municipi, Assessorati, altri Enti pubblici come ATER, Provincia, Enti Parco ecc.) oltre che le imprese edili.
D’altronde un dipendente pubblico ha diffido\ltà a seguire un Master Post Universitario di 1000 ore con frequenza di due volte a settimana per un anno, mentre rimane indispensabile il coinvolgimento degli Enti Pubblici come fattore di volano per la promozione di progetti e di pianificazione urbanistica sostenibile.
Un più intenso e continuo rapporto con i progetti ed esperienze già in atto a livello Europeo, permetterà alla Consulta di dimostrare che esiste in Europa un linguaggio architettonico del progettare sostenibile sviluppato e maturo, che contribuisca ad acquisire maggiore consapevolezza, sia all’interno delle pubbliche amministrazioni che negli ambienti professionali.
Sarà necessario organizzare Workshop di progettazione applicata delle nuove strategie energetiche in sinergia con Università, Amministrazioni Locali, Cooperative Edilizie e imprenditori industriali e dell’edilizia.
Non andrà tuttavia trascurata la peculiarità della nostra tradizione architettonica, che dovrà andare oltre la mera imitazione di modelli esteri,  e re-interpretare questi esempi nell’ambito del contesto economico, sociale e culturale italiano.
Andranno anche sviluppati rapporti con culture più mediterranee e quindi con climi più vicini ai nostri, tramite la promozione di incontri pubblici e scambi di esperienze.
Si propone infine, attraverso una offerta formativa a vari livelli di approfondimento, di valutare l’attribuzione di crediti formativi e creare facilitazioni di accesso per i Master ai corsisti.

 

1.3 Progettazione partecipata

Dalla scala territoriale alla scala urbana, sino al quartiere e all’edificio, le strategie di sostenibilità presuppongono l’informazione e il coinvolgimento di tutti gli attori che partecipano alle trasformazioni fisiche del proprio ambiente.
La partecipazione per  la progettazione eco-sostenibile implica un approccio integrato e multiscalare, dal tessuto insediativo all’edificio, a seconda di come i gruppi sociali esprimono la loro identità a livello locale.
Nel quadro normativo italiano si sta introducendo sempre di più il ricorso all’attivazione di processi decisionali inclusivi; a Roma ad esempio è stato approvato il Regolamento alla Partecipazione  (Del CC 57 2 03 2006 allegato al NPRG) che detta principi e prescrizioni per il ricorso alla partecipazione nella progettazione di alcune opere pubbliche e nei programmi complessi (contratti di quartiere, progetti di centralità locali, programmi integrati di intervento, ecc).
Anche la diffusione dei forum di Agenda 21 Locale consente ad associazioni, attori economici e istituzioni di discutere, in un approccio partecipativo, di piani e programmi che implicano scelte in tema di energia, clima, rifiuti.
Se questa è una realtà, a volte poco nota ai progettisti, ai docenti di progettazione ed agli stessi abitanti, potenziali stakeholder o “portatori di interessi” in una trasformazione edilizia o urbana, [cioè coloro che determinano la domanda diffusa di qualità (o di non qualità) nell’ambiente costruito], la Consulta si propone l’innalzamento, in primo luogo nei progettisti e negli operatori del mercato edilizio, del livello di consapevolezza dei problemi ambientali (inquinamento, progressivo esaurirsi delle risorse) e al contempo si prefigge il raggiungimento di soluzioni, soprattutto tecnologiche, attraverso la progettazione eco-sostenibile.
Diventano perciò fondamentali gli strumenti per la comunicazione efficace della progettazione eco-sostenibile, per il coinvolgimento del pubblico, che è il primo necessario livello per la partecipazione.
Esistono tecniche e metodi complessi per i diversi livelli della partecipazione; ma prima ancora, e di questo progettisti e docenti di progettazione dovrebbe essere informati, c’è la necessità di farsi trasmettitori, di comunicare i progetti e di ascoltare le riflessioni degli attori partecipi, le loro osservazioni, in un intento maieutico di integrazione e scambio tra esperti tecnici ed esperti locali.
Ne è un esempio il Laboratorio Nord Ovest attivato nel 2006 a Bologna nei quartieri Reno e Porto che ha dibattuto in merito alla costruzione della centrale termica Segantini e all'ipotesi di localizzazione di una centrale di cogenerazione nell'area della Rotonda Romagnoli assumendo come imprescindibile la questione del rapporto fra qualità dell'aria e fabbisogno energetico.
La Consulta formulerà quindi indirizzi per la formazione di processi decisionali inclusivi nella progettazione eco-sostenibile che in sintesi potranno essere i seguenti:

  • la comunicazione mirata delle informazioni dei progetti e delle iniziative in corso. Si tratterà di trovare spazio per l’introduzione della pratica dei processi decisionali inclusivi nei vari “emittenti” pubblici e privati che promuovono la progettazione eco-sostenibile (attraverso diversi media tradizionali e digitali - siti, portali, collegamenti o link dedicati- : ad esempio nei siti dei dipartimenti del Comune, IX, X, XII, nei siti dei Municipi; nei siti delle associazioni di categoria: produttori, costruttori ecc. );
  • la ricerca e la sperimentazione dell’applicazione dei principi della progettazione eco-sostenibile nei metodi e nelle tecniche partecipative più diffuse o innovative;
  • l’accompagnamento delle pratiche di costruzione con l’attivazione di reti di attori sociali e animazione locale;
  • il monitoraggio dei processi decisionali inclusivi, la valutazione ex- ante e l’ascolto circa la rispondenza alle richieste degli utenti degli edifici realizzati;
  • la formazione di soggetti tecnici, pubblici e privati, che si occupino di costituire laboratori territoriali, di redigere guide per l’auto-progettazione eco-sostenibile, di istituire osservatori della qualità bioedilizia.

1.4 Informazione

Un programma così articolato ha senz’altro bisogno di un forte impegno in termini di informazione. A tale scopo, occorrerà definire un piano di comunicazione concreto, efficace e, al tempo stesso, praticabile con le risorse disponibili.
Nei programmi della Consulta c’è la realizzazione di un sito web linkabile dal  portale dell’Ordine.
La Consulta intende anche valutare la possibilità di attivare borse di studio o strumenti similari che, con la sua supervisione, costituisca una struttura snella, che si occupi di:

  1. Inserire le news sull’argomento;
  2. Mettere on line l’aggiornamento sulla normativa europea, nazionale, regionale, comunale ecc.;
  3. Organizzare un data base con la ricerca di materiali e tecnologie bioedili;
  4. Aprire il forum on line, organizzando le risposte a quesiti ed il dibattito su particolari tematiche;
  5. Organizzare uno spazio mostra permanente di materiali e tecnologie bioedili, da aprire a cadenza programmata, supportati dalla presenza dei produttori, per dare corretta informazione;
  6. Organizzare giornate informative monotematiche.

 

2. Ricerca e Innovazione

 

2.1 Ricerca teorica

Oggi più che mai occorre asserire che la necessità di qualità architettonica diffusa, coincide con la necessità di una qualità ecosistemica del progetto.
Sia nel processo di nuova edificazione che nell’ambito della manutenzione/trasformazione del patrimonio edilizio esistente, la professionalità dell’architetto deve evolversi ed acquisire le conoscenze necessarie a controllare ed a gestire tutti i fattori che concorrono a conseguire due obiettivi primari:

  • la diminuzione dell’impatto energetico/ambientale del manufatto
  • l’incremento di comfort/benessere per gli utenti del manufatto stesso

L’organismo architettonico va quindi definito tecnicamente ed esteticamente attraverso un approccio integrato in cui i fattori climatici/ambientali diventino essi stessi i “dati” di progetto.
In questo quadro va data centralità al tema della ricerca su materiali e tecnologie a basso impatto ambientale per un progetto architettonico sostenibile.
La Consulta si pone perciò l’obiettivo di  sollecitare i grandi enti di ricerca ad investire per lo sviluppo della ricerca e la diffusione dei materiali e delle tecnologie per l’edilizia sostenibile.
Andrebbe inoltre sviluppata la ricerca svolta da soggetti privati, che in questo settore, in Italia come nel mondo, svolgono tuttora un ruolo importante.
Ricerca pubblica e iniziativa privata, nell’attuale congiuntura delle risorse pubbliche, andrebbero coniugate e sviluppate sinergicamente.
Ad esempio la produzione di materiali non ecocompatibili per l’edilizia comporta spreco di risorse non solo energetiche ma anche idriche oltre che produzione di rifiuti, inquinamento indoor ed outdoor e dunque danni alla salute degli abitanti.
Nell’attuale emergenza data dall’entrata in vigore della L. 192/05 e sue successive modificazioni (D.Lgs. 311 del 29/12/06) sul risparmio energetico, l’unica strada percorribile da subito è quella della progettazione degli edifici con un razionale uso dei materiali coibentanti, il che aumenta la problematicità della qualità dell’aria interna, se non correttamente valutato in termini di progettazione della ventilazione e del ricambio.
E’ ovvio che per fare un progetto, il cui obiettivo è quello del risparmio energetico, il progettista deve avere un diverso approccio da quello usato fino ad ora.
Sarà necessario fare ricerche sui materiali da impiegare e sulle loro risposte alle esigenze finali in chiave energivora dell’involucro, conoscere le innovazioni tecnologiche immesse sul mercato dalle aziende più evolute che hanno fatto ricerca, conoscere i dispositivi di legge attualmente in vigore, aver individuato e compreso le esigenze dei committenti.
Va inoltre sottolineato che questo processo di approfondimento non deve coinvolgere esclusivamente i professionisti, da sempre “addetti ai lavori”, ma anche le Amministrazioni Pubbliche, poiché in alcuni casi  gli Uffici Tecnici possono essere un collo di bottiglia per quei progettisti che hanno come obiettivo la progettazione ecologicamente consapevole.
La Consulta potrà, anche in sinergia con altri organismi di ricerca che hanno già prodotto notevoli studi sulla materia (ENEA, Ict-CNR, Università), fornire il supporto didattico/scientifico a tutti coloro che intendono avviare nei loro ambiti di attività (professionisti, amministrazioni pubbliche, imprenditori) le “buone pratiche” di ecosostenibilità.
Sia attraverso seminari che con l’attivazione di informazioni dedicate sul sito web, la Consulta promuoverà intese con il mondo della ricerca per individuare i metodi di risanamento sugli edifici esistenti e le tecniche per progettare nuovi edifici in base allo specifico contesto in cui si interviene.

 

2.2 Ricerca applicata sui materiali e sulle tecnologie

La Consulta intende inoltre rappresentare un elemento di stimolo per lo sviluppo di  linee di ricerca originali, in sinergia con i soggetti interessati alla ricerca applicata.
Sotto questo profilo si costruiranno momenti di informazione e dibattito con le piccole e  medie imprese produttrici di materiali edilizi e di tecnologie  ecocompatibili,  per  stimolare la ricerca nel settore che, come è noto, produce nuova occupazione ed innovazione e prevede lo sviluppo positivo di filiera corta tra agricoltura ed edilizia, 
Va implementata e diffusa tra gli utenti finali, i progettisti e le imprese edilizie, la  certificazione  dei materiali - a garanzia del consumatore e come risposta alle esigenze del mercato di avere certezze e garanzie di affidabilità tecnica; va inoltre avviata una campagna di promozione con le imprese e le ditte produttrici.
La ricerca sui materiali e sulle tecnologie e tutto il mondo produttivo - industriale e artigianale - che ruota intorno alla produzione-invenzione di materiali e tecnologie per l’edilizia sostenibile, deve trovare una sua applicazione nello sviluppo di una nuova etica del costruire che riconosca il fondamentale rapporto tra l'ambiente costruito e l'ambiente naturale.
Al raggiungimento di questo obiettivo devono concorrono tutti: i committenti, i progettisti e il mondo produttivo, che in una auspicabile quanto virtuosa sinergia possono cambiare il mercato attraverso scelte che rispettino i principi della vita.
Materiali nuovi e tecnologie impiantistiche innovative e più compatibili con l’ambiente potranno avvalersi di tecniche e metodologie di recupero dei materiali fuori uso, con l’obiettivo di massimizzare il riciclo di materia e di energia sfruttando sempre di più il ciclo dei rifiuti per produrre edilizia.
Ciò premesso si tratta, anche in sede progettuale, di portare avanti una ricerca che miri all’integrazione di sistemi energetici attivi e passivi nelle varie tipologie edilizie residenziali e non, che punti ad adottare tutte le possibili soluzioni improntate al mix di energie rinnovabili perché, come in parte  è già dimostrato, in tal modo  si consegue la migliore resa energetica dell’edificio, il maggior abbattimento dell’uso di energia fossile e l’azzeramento di tutti gli sprechi e  dispersioni.

 

2.3 Materiali

La Consulta si propone di promuovere lo sviluppo di necessari strumenti conoscitivi che supportino architetti e tecnici del settore edilizio nella selezione di componenti edilizi e materiali secondo criteri di efficacia ed efficienza ecologica.
Nei casi di recupero edilizio debbono essere sollecitate scelte che favoriscano l’estensione del ciclo di vita degli edifici esistenti in loco attraverso il mantenimento, quando possibile, di strutture e/o involucri esterni ed il loro riuso per la realizzazione delle nuove architetture consentendo così sia la conservazione della matrice storica dei luoghi, sia la riduzione della produzione dei rifiuti e dell’impatto della nuova edificazione dovuto alla produzione dei materiali ed al loro trasporto.
Va favorita l’adozione di tecniche di integrazione reversibile sugli edifici di pregio storico, per poter operare senza interferire con la natura dei luoghi, garantendo la completa e totale reversibilità dei progetti alla fine del loro ciclo di vita.
Inoltre la selezione dei materiali deve essere fatta privilegiando materiali naturali ed elementi costruttivi che assolvano ai requisiti di disponibilità e reperibilità delle risorse, rapidità e facilità di costruzione-montaggio, reversibilità (dismissione).
La scelta di materiali tradizionali quali argilla, calce, pietra, fibre vegetali,  appare di fondamentale importanza, in quanto influisce sull'ambiente e sulla salute degli abitanti; il consumo di energia primaria infatti nella produzione è decisamente significativo nella valutazione ecologica dei materiali edili. I materiali comunemente usati oggi richiedono grandi consumi d'energia, esauriscono le risorse naturali e nella loro composizione si registra la presenza di innumerevoli sostanze nocive.
I materiali naturali invece sono facilmente riciclabili, producono poco o nessun inquinamento e, una volta terminata la loro funzione edile, vengono riassorbiti nei cicli naturali dell'ambiente. L'utilizzo di materiali naturali e di soluzioni tecniche coerenti, oltre a contribuire ad una maggiore qualità edilizia, garantiscono basse spese di gestione e manutenzione, nonché benefici in termini di salute.

 

2.4 Nuove componenti tecnologiche

L’architettura convenzionale si è dimenticata del Clima, adopera materiali tossici o non appropriati, progetta le forme degli involucri delle proprie strutture e poi delega a posteriori la progettazione impiantistica, per garantire il suo “comfort termico“, spesso oppositiva al contesto storico ed all’edificio stesso.
Oggi l’architettura sostenibile non può essere solo un manufatto estetico ma dovrà essere molto di più. Essa dovrebbe essere “lo specchio” del processo delle dinamiche della tecnologia e della economia della nostra società e del nostro secolo.
Per costruire la struttura di una nuova Architettura Ecologica e Sostenibile non basta la sostituzione dei materiali tossici con altrettanti materiali naturali e appropriati, o la sostituzione di un impianto di climatizzazione non efficiente con uno più efficiente e più economico, oppure inserire  installazioni aggiuntive di captazione solare.
L’architettura si fonda su un complesso sistema di elementi strutturali, componenti funzionali e formali che costituiscono il repertorio del suo “linguaggio” connesso con le caratteristiche della identità culturale della società civile di appartenenza nei vari momenti storici.
Oggi, costruire la nuova “cultura del progetto” di tale architettura e del disegno urbanistico delle nostre città e del loro territorio significa fare una operazione di rifondazione della sua struttura, una grossa rivoluzione  in termini funzionali, distributivi, impiantistici, infrastrutturali e formali. 
Agli architetti spetta la responsabilità e la delega di tale operazione che consiste nella ideazione e creazione dei “codici”- componenti e tecnologie del suo vasto repertorio compositivo, linguistico e formale, secondo la “De Architettura” di Vitruvio in cui firmitas, utilitas e venustas” sono i parametri necessari e creati insieme, di una unica “opera architettonica.”
Il settore della ricerca teorica è oggi sufficientemente matura; ma per la ricerca applicata resta ancora molto da fare, nel nostro Paese.
La vera sfida oggi è la progettazione di queste importanti componenti ed il coniugarle con i sistemi complessi della struttura edilizia in un decalogo corretto, appropriato e consono al contesto ambientale e storico.
Le nuove componenti tecnologiche principali sono:

  • Componenti e sistemi della struttura verticale dell’involucro opaco:
  • pareti ventilate,
  • materiali termoregolatori,
  • permeabili, masse termiche,
  • materiali innovativi
  • Componenti e sistemi della struttura orizzontale:
  • repertorio dei solai di copertura, delle strutture di attacco al terreno,
  • solai radianti,
  • tetti ventilati
  • Componenti della struttura trasparente:
  • le infinite tecnologie del vetro (la trasparenza, la riflessione, la rifrazione, l’accumulo termico, la protezione, la diffusione della illuminazione naturale etc.)
  • i caratteri formali: colore,
  • i caratteri della organizzazione funzionale
  • Componenti e sistemi della termocircolazione dell’aria naturale. Costruire il passaggio dal sistema impiantistico convenzionale dell’odierna aria condizionata ad una nuova struttura integrata dell’autonomia e autosufficienza energetica.(Casa Clima, Passiv haus, Minenergy etc., torri del vento, camini di ventilazione effetto venturi corridoi del vento etc.)
  • Sistemi e tecnologie per una massimizzazione dell’uso di energie rinnovabili prodotte, distribuite e consumate in loco. Integrazione di tecnologie fotovoltaiche, geotermia, tecnologie termiche per l’acqua calda etc.
  • Sistemi e metodi costruttivi e infrastrutturali per la razionalizzazione della produzione e distribuzione funzionale ed economica delle energie rinnovabili locali. Dal modello decentrato dell’energia a modelli complessi di centralizzazione a piccola e media scala (sistema centralizzato a livello di condominio o di isolato, teleriscaldamento di quartiere)
  • Centralità edilizie ed urbanistiche in perfetta sincronia con il processo tecnologico di produzione distribuzione e consumo delle energie pulite. Edifici e polarità urbane come centralità delle tecnologie innovative e del sistema delle reti energetiche infrastrutturali della città (restauro del Bundestag di Berlino di Norman Foster, le Twins Towers di Stefan Behling a New York)
  • Struttura formale dell’architettura come messaggio della cultura del progetto e della nuova qualità della vita.

La Consulta cercherà di essere il tramite per:

  • una più stretta sinergia operativa di ricerca e sperimentazione delle nuove componenti con l’industria, il mercato di settore, e il mondo dell’imprenditoria edile
  • una promozione di creazione di prototipi, di marchi ecologici, brevetti etc.
  • una informazione e comunicazione contestuale ed a più largo raggio possibile.

Se i progetti di recupero urbano e di restauro bioclimatico ed ecologico nelle strutture storiche e monumentali sono un problema delicatissimo di integrazione tipologica, linguistica e formale, essa dovrebbe essere sostenuta da una ricerca approfondita del patrimonio storico del nostro Paese con una lettura di quelle componenti costruttive appropriate, sperimentate e consolidate attraverso secoli del processo evolutivo, della sua storia bioclimatica. e mettere in rilievo i parametri a disposizione di una complessa e ricca lezione di qualità della vita e di integrazione ambientale.
Nella cultura della nuova architettura e dell’urbanistica una particolare attenzione dovrà essere dedicata alla costruzione di un approccio olistico, sistemico e correttamente integrato, che sia in grado di coniugare nuove tecnologie, sistemi costruttivi e autonomia energetica  e di assicurare e soddisfare, nei limiti delle risorse ambientali ed energetiche locali, la domanda  del cittadino per il più efficiente “Comfort urbano”ed ilmaggiore benessere e qualità della vita.

 

3. Promozione delle Buone Pratiche

 

3.1  Utenza, costi e mercato

Per la promozione di una edilizia sostenibile sono necessarie regole cogenti (standard costruttivi obbligatori per legge) e approcci volontari, fondati su strategie di sviluppo, in cui si tenga conto di una domanda crescente di organismi edilizi con caratteristiche ambientali più avanzate.
Il ciclo economico del settore delle costruzioni, in particolare per l’edilizia residenziale, vede infatti come fonte economica primaria l’utente, che nel nostro paese coincide in massima parte con l’acquirente finale, consumatore di prodotto edilizio.
L’approccio europeo dell’Integrated Product Policy (IPP), così come lo stesso protocollo di Kyoto e le conseguenti normative sull’emission trading, fondano la loro azione per lo sviluppo sostenibile sugli stessi principi economici di mercato, attribuendo valore economico agli impatti ambientali, secondo meccanismi di incentivazione, regolazione, distribuzione di risorse e determinazione di prestazioni ambientali.
All’approccio cogente, andrà accompagnato l’approccio volontario e/o incentivante: gli incentivi che le regolamentazioni edilizie ed urbanistiche vorranno istituire dovranno infatti confrontarsi con la sostenibilità economica dell’adozione di requisiti avanzati, pena il fallimento di qualunque iniziativa basata sull’approccio volontario.
Occorrerà infatti che gli eventuali maggiori costi (iniziali, intermedi o finali) non siano sopportati solo dall’utente finale, ad esempio l’acquirente dell’unità residenziale, ma si distribuiscano equamente nelle varie fasi del ciclo economico, per arrivare, in prospettiva, a produrre meglio ed ecologicamente compatibile, ai medesimi o minori costi.
Una politica di diffusione cogente delle prestazioni ambientali dell’edilizia dovrà prevedere, e prevenire, gli eventuali fenomeni speculativi, che rischiano di abbattersi essenzialmente sull’acquirente, determinando un aumento dei costi difficilmente sopportabile, che già vede saliti alle stelle i prezzi di mercato delle abitazioni, con evidente rischio di sconvolgimento del tessuto sociale.
Sarà quindi necessario che la Consulta contribuisca a promuovere un circolo virtuoso all’interno del mercato edilizio, che valorizzi le migliori volontà imprenditoriali sui temi dell’edilizia sostenibile, considerando la sostenibilità economica come elemento fondamentale di successo di una politica per la sostenibilità ambientale, per arrivare, al termine di una fase di start-up, a produrre meglio agli stessi costi: per ottenere ciò, la Consulta crede che tutti gli attori debbano essere coinvolti: pubblica amministrazione, imprenditori, consumatori.
La Consulta intende promuovere una maggiore consapevolezza dell’utenza sui propri diritti  a fruire di una qualità più elevata nell’edilizia (residenziale e non, pubblica e privata) derivati dalle leggi vigenti e dalle possibilità tecniche sul contenimento dei consumi energetici (quindi, delle spese), sulla riduzione degli inquinanti indoor-outdoor (maggiore salubrità), sulla durabilità dei materiali e degli impianti (quindi, la manutenibilità). Ciò con  particolare riferimento ai costi effettivi di una “normale” produzione edilizia ed a quelli relativi ad interventi edilizi di più elevata valenza eco-logica (eco-nomica).
La Consulta impiegherà strutture di volontariato sociale esistenti nel territorio per avere un rapporto con cittadini, piccole imprese artigiane, “smorzi”. Verranno anche diffuse le pratiche dell’autorecupero (Legge Regionale Lazio 11.12.1998 n. 55) e dell’autocostruzione (balloon frame, adobe-pisé, bamboo).
La Consulta promuoverà inoltre, presso le istituzioni pubbliche e private:

  • iniziative per l’incentivazione di approcci volontari per una edilizia sostenibile, secondo la logica europea di Integrated Product Policy (IPP);
  • normative e politiche di incentivi per più avanzati prodotti edilizi, fondati anche su meccanismi “premianti” di tipo urbanistico, fiscale, ecc.;
  • programmi di informazione agli utenti (piccola proprietà edilizia, cooperazione abitativa, associazionismo immobiliare in genere, inquilinato dell’edilizia pubblica);
  • studio e sviluppo, di concerto con i diversi soggetti economici coinvolti (costruttori, banche, assicurazioni, associazioni di utenti/consumatori) di meccanismi di mercato innovativi, capaci di supportare efficacemente la fiducia dell’utenza/compratore finale;
  • diffusione di sistemi di attestazione e assicurazione della qualità edilizia, sia esistenti, sia da promuovere (certificazione dei componenti, certificazione delle abitazioni, approccio all’ecolabel europeo, dichiarazione ambientale di prodotto – DAP), secondo i più diffusi standard nazionali e internazionali.

 

3.2 Concorsi

La Consulta ritiene che i concorsi siano un efficace strumento di stimolo e di accelerazione per lo sviluppo culturale della ricerca, dell’innovazione e della sperimentazione; essi  devono rappresentare il meglio della progettazione architettonica, la nuova frontiera dell’architettura realizzata; è quindi necessario che siano ispirati ad alcuni principi fondamentali:

  • assoluto rispetto, sia nei requisiti del bando, sia nei criteri di aggiudicazione, di parametri cogenti di sostenibilità, ovvero di uso razionale di energia e di uso di rinnovabili (comprensivi di raffrescamento, riscaldamento, acqua sanitaria, illuminazione), di contenimento del consumo di acqua, di permeabilità del suolo, di adozione di  materiali con basso impatto ambientale, corredati di calcoli e valutazioni, schede e quanto altro renda il giudizio obiettivo;.
  • integrazione architettonica di tali tecniche e delle tecnologie innovative;
  • individuazione nel bando, qualora possibile ed opportuno, di requisiti che vadano “oltre” la normativa, stabilendo nuovi orizzonti di prestazione ambientale ed energetica dell’edilizia;
  • istituzione diffusa di meccanismi premianti per le caratteristiche innovative dei progetti, praticabili e verificate, di carattere eco-sostenibile;
  • negli inviti per i concorsi a partecipazione ristretta, nei bandi per affidamento di incarichi, nei bandi di project financing, negli appalti integrati, oltre al rispetto dei requisiti elencati, va valutata l’esperienza maturata in merito.

La Consulta promuoverà al massimo lo strumento del concorso indirizzandone gli obiettivi verso una Architettura e una pianificazione urbanistica sostenibile.
La Consulta vuole costituirsi punto di riferimento culturale e tecnico, sia per offrire consulenza per la redazione dei bandi che per il controllo del rispetto delle richieste formulate; ritiene quindi fondamentale che i progetti siano valutati nel rigoroso rispetto dei requisiti del bando, in modo che questi ultimi non rimangano solo una dichiarazione di intenti.
La Consulta ritiene importante che nelle commissioni giudicatrici vi sia almeno un membro che abbia competenza in materia di sostenibilità ambientale dell’edilizia, e che la sua valutazione sia prioritaria  per l’assegnazione .
La Consulta ritiene fondamentale che nella valutazione il punteggio assegnato alle caratteristiche di sostenibiltà del progetto sia di peso equiparabile a quello assegnato alla qualità architettonica
La Consulta intende costituire un osservatorio permanente della qualità ambientale dei bandi di concorso e a questo scopo promuoverà lo sviluppo di diverse azioni:

1. Definizione del repertorio scientifico tecnico necessario ad una precisa formulazione di una serie di concorsi di nuova generazione:

  1. ampliando il campo d’azione ad una maggiore diversificazione tipologica (concorso d’idee, appalti concorsi, aste, ecc.), aprendo il più possibile alla collaborazione di operatori diversi (professionisti, costruttori, industria ecc );
  2. stimolando diversi livelli della progettazione, dall’edilizia al quartiere urbano, alla città, all’arredo urbano;
  3. fissare un parametro minimo di consumi mq/anno, ampliando e andando oltre le tabelle del D.Lgs 192, che considera solo riscaldamento e acqua sanitaria, inserendo gli altri parametri di consumi.   

2. Partecipazione attiva per un’assistenza e consulenza permanente alle Amministrazioni Locali riguardanti azioni di:

  1. promozione, sponsorizzazione di nuovi concorsi mirati all’innovazione e autonomia energetica ed ecologica;
  2. partecipazione alla formulazione tecnico scientifica legislativa dei bandi di concorso;
  3. partecipazione alle Commissioni di Giuria per la formulazione dei criteri di giudizio e per la selezione dei Concorsi, dei Premi Solari Nazionali ed Europei, degli Ecolabel, ecc.

3. Partecipazione attiva alla comunicazione dei risultati:

  1. selezione di modelli e operazione di confronto e discussione per lo sviluppo  culturale sostenibile;
  2. convegni e dibattiti nazionali ed esteri;
  3. pubblicazioni nazionali ed estere su riviste,  monografie, collane editoriali dedicate ecc.;
  4. mostre itineranti nazionali ed estere;
  5. pubblicazione su un proprio sito dedicato ai concorsi energetici ed ecosostenibili.

 

4. Aspetti Legislativi e Normativi

 

4.1 leggi e normative per l’efficienza energetica ed ambientale nei piani e progetti

Rispetto ad un recente passato, l’attuale quadro legislativo e normativo può considerarsi abbastanza soddisfacente – ancorché in continua e progressiva evoluzione (vedi note al punto 4.1) – per una corretta produzione di edilizia sostenibile.
Disponiamo di istruzioni, direttive e protocolli, di contributi ed incentivi finanziari, anche se ciò avviene più nell’ambito della produzione edilizia che non in quello della strumentazione urbanistica.
Tuttavia molto c’è da fare affinché si crei un quadro omogeneo di disposizioni normative e finanziarie fra i tre livelli locali  - Regione, Provincia e Comune - che come Consulta ci interessano, anche in relazione agli obblighi del D.Lgs. 192/2005 e relative modifiche e a quelli entrati in vigore dopo l’approvazione della Finanziaria.
La Consulta opererà nei confronti del legislatore di competenza al fine di prevedere tali obblighi nella strumentazione edilizia ed urbanistica degli enti locali, con i dovuti aggiornamenti introdotti dalla più recente normativa riguardante la produzione edilizia. Poiché  l’obiettivo è quello di creare le condizioni giuridiche per far pervenire le comunità (i territori comunali), anche nella nostra provincia, ad un più elevato grado di autosufficienza energetica e di produzione da fonti energetiche rinnovabili, la Consulta promuoverà incontri con i vari livelli istituzionali (dalla Regione ai Comuni) per l’adozione di normative e strumenti avanzati di pianificazione e programmazione edilizia ed urbanistica.
Inoltre, al fine di favorire al massimo lo scambio di esperienze anche sperimentali, la Consulta promuoverà momenti di informazione specifici su esperienze già avviate nel Comune di Roma ed in altre realtà italiane, opportunamente re-interpretate nel contesto locale.

 

4.2  Le procedure tecniche del Comune di Roma

Nel frattempo vanno segnalate le innovazioni che il Comune di Roma ha già autonomamente introdotto nelle norme relative allo standard Minimo Prestazionale nei Programmi di Riqualificazione Urbana  e nei Programmi Integrati, nel Regolamento Edilizio con la Delibera 48/2006 che introduce l’obbligo di una quota del fabbisogno energetico soddisfatta con il ricorso a Fonti Rinnovabili, nelle NTA del nuovo PRG con l’art. 10.
In particolare, rispetto al Comune di Roma, la Consulta può avere un ruolo importante di implementazione della strumentazione tecnica e di accompagnamento ai progettisti e agli operatori di settore.
Infatti a seguito dei provvedimenti adottati nel settore del “risparmio energetico e utilizzazione di fonti rinnovabili di energia” l’Amministrazione Comunale di Roma ha predisposto una strumentazione tecnica di verifica energetica a supporto dell’attività di pianificazione e di progettazione (vedi note al punto 4.2.) nei confronti della quale la Consulta può assumere un ruolo di coordinamento delle Associazioni e dei vari soggetti che avranno un compito consulenziale, al fine di formulare un contributo organico ed operativo all’attività dell’amministrazione nei vari settori: life cycle, materiali biocompatibili, tecnologie energetiche, sistemi passivi, sistemi attivi, costi e mercato, normativa e  regolamenti edilizi, imprese, monitoraggio ecc..

L’esempio della legislazione europea sugli elettrodomestici è in tal senso illuminante: tramite l’obbligo di dichiarare ed esporre con chiarezza la prestazione energetica (quindi ambientale) di ogni modello in vendita, il mercato ha spontaneamente e significativamente orientato la propria domanda, in soli 5 anni, sui prodotti più performanti (la classe A), che sono passati da meno del 5% a oltre il 60% delle quote di mercato. Domanda e offerta hanno trovato, nel tempo, un equilibrio sostenibile per entrambi. Il fenomeno dell’emission trading di CO2 ha avuto la stessa, e più rapida, evoluzione: le prime quote di scambio valevano sul mercato, nel 2005, oltre 30 € per tonnellata di CO2, mentre ora sono scambiate a circa 8 €. I fenomeni speculativi, tramite un’accorta politica di rapida ma equilibrata espansione del mercato, sono stati ridotti nel breve tempo di un anno.

Il rischio è che, se l’offerta di tecnologie sostenibili diviene obbligatoria senza una politica di regolazione del mercato, si inneschino fenomeni di aumento dei prezzi delle medesime tecnologie, giustificate da crisi di approvvigionamento o, più facilmente, innescate da meri intenti speculativi.

Il recente “Rapporto sull’economia romana”, getta l’allarme sulla situazione abitativa a Roma: il raddoppio dei prezzi dal 2000 ad oggi (sia dei fitti che degli acquisti), rischia di favorire l’espulsione di intere fasce della popolazione.

 

Leggi il Programma in formato .pdf

Home Programma di lavoro
torna alla home page
www.architettiroma.it