corso gratuito "Il Neoclassicismo e Roma - città e parchi"

Crediti formativi (CFP): richiesti 3

ATTENZIONE:

è cambiato l'orario del corso che inizierà alle ore 10.00

"Il Neoclassicismo e Roma - città e parchi"

Dipartimento di Architettura dell'Università Roma Tre, aula Adalberto Libera, L.go G.B. Marzi, 10- 21 Febbraio 2015- 10.00


È obbligatoria la registrazione online

REGISTRAZIONE per gli iscritti Ordine Architetti Roma


MODALITA DI EROGAZIONE: lezione/conferenza frontale.

DATA INIZIO CORSO:     Sabato 21 febbraio.

DATA FINE CORSO: Sabato 21 febbraio.              

DURATA IN ORE: Tre (3)

AREA FORMATIVA:  5 - storia - restauro e conservazione.

OBBLIGO DI FREQUENZA:        SI 

SEDE CORSO:     Dipartimento di Architettura dell'Università "Roma Tre", aula Adalberto Libera, L.go G.B. Marzi, 10.

ORARI: ore 10:00


PROGRAMMA CORSO:

Ore 10,00 

Registrazione partecipanti

Ore 10,30 - 11,45:

conferenza del prof. Paolo Micalizzi (Università "Roma Tre")
che tratterà l'argomento sotto l'aspetto storico-urbanistico, ponendo in evidenza la problematicità
del rapporto fra l'ambiente romano e la poetica neoclassica nel XVIII secolo;

ore 11,45 - 12,45:
conferenza della dott.ssa Carla Benocci che tratterà l'argomento ponendo attenzione
alle ville e ai parchi della Roma settecentesca;

ore 12,45 - 13,30:
dibattito.

 

ARGOMENTI PRINCIPALI: Fra Settecento e Ottocento, Roma, a differenza di altre città europee, come Londra, Edimburgo, Bath, Nancy, San Pietroburgo o Lisbona, non ha mai avuto una facies interamente o, almeno, prevalentemente neoclassica. D'altro canto, se è certamente vero che all'interno del raffinato entourage della Romana Accademia di San Luca il classicismo era comunque posto al centro del dibattito sulle "tre arti del disegno", è pur vero che il diffuso interesse per l'Antico (rivisitato in chiave neoplatonica) e la conseguente diffusione di un generale discredito per la pratica rispetto alla teoria dell'architettura, abbia prodotto tanti entusiasmi quante lacerazioni, contribuendo, in definitiva, all'interruzione di quel ciclo virtuoso che aveva fatto di Roma il più vitale dei laboratori europei in campo "urbanistico". Nel 1798, l'occupazione della città da parte dei Francesi e la deposizione del pontefice (Pio VI Braschi), costituisce l'epilogo di un simile processo involutivo, sancendo la definitiva e irreversibile interruzione del tradizionale primato artistico-culturale della città. D'ora in poi saranno, in genere, le città-capitali europee a raccogliere e condividere quel ruolo, offrendo alla cultura urbana moderna e contemporanea il campo per nuove sperimentazioni.

In questo contesto i giardini sono luoghi di sperimentazione di nuove soluzioni a carattere architettonico, urbanistico, ambientale ed artistico, spesso associate ad intenti etici e spirituali, all'insegna di una notevole libertà espressiva.

 

 


data pubblicazione: giovedì 19 febbraio 2015
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