Newsletter Bulgaria Luglio 2012

La Bulgaria investirà 50 mln di leva per la ristrutturazione di edifici residenziali

 

"Il progetto di ristrutturazione di 50 mln di leva finanzierà lavori di riparazione di edifici residenziali plurifamiliari in 36 centri storici, costruiti prima del 26 aprile 1999. Saranno sostituite le finestre, le pareti esterne e i tetti saranno isolati e gli impianti interni verranno riparati", ha annunciato Desislava Yordanova, direttore delle politiche abitative presso il Ministero dello Sviluppo Regionale e dei Lavori Pubblici.

Almeno 170-200 edifici saranno ristrutturati con questo progetto pilota, a fronte di un totale di 720.000 case che hanno bisogno di ristrutturazione. "Per la prima volta risorse pubbliche europee e nazionali raggiungeranno direttamente le case dei bulgari attraverso questo progetto", ha commentato il Vice Ministro per lo Sviluppo Regionale Nikolay Nankov. Solo gli edifici con struttura stabile saranno ammessi al finanziamento. Esperti altamente qualificati effettueranno le ispezioni tecniche e predisporreranno i pareri tecnici e gli audit energetici degli edifici.

 

Italia-Bulgaria: Ice, molte opportunità per imprese. Oltre 800 aziende presenti, interscambio pari quasi a 3,4 mld euro

 

Con oltre 800 imprese che operano in Bulgaria, in particolare nei settori manifatturiero, tessile, calzature, mobili e della meccanica, l'Italia nel 2011 e' il quarto partner del Paese balcanico, dopo Germania, Russia e Romania. L'interscambio complessivo e' tornato ben al di sopra della quota dei 3 miliardi raggiunta nel 2007, anno dell'adesione all'Ue, per attestarsi su quasi 3,4 miliardi di euro. Il saldo bilaterale - che all'inizio della crisi nel 2008 ha visto l'ampio avanzo italiano assottigliarsi fino a diventare un disavanzo nel 2010 - sta tornando in sostanziale equilibrio, ma la Bulgaria negli ultimi due anni vanta un surplus, di 93 milioni nel 2010 e di 53,7 milioni nel 2011.

A fornire i dati e' Fabrizio Camastra, direttore dell'ufficio dell'ICE in Bulgaria, convinto del fatto che a Sofia "ci siano ancora molte opportunita' per le imprese italiane" che intendono investire. Camastra non nasconde il fatto che dal 2009 ad oggi c'e' stata una tendenza da parte del governo bulgaro a "centralizzare" maggiormente alcune decisioni, creando "qualche collo di bottiglia", tuttavia a livello locale c'e' "grande interesse che queste opportunita' vengano colte sia da imprese bulgare sia dalla comunita' internazionale". A ragione di cio' Camastra cita il fatto che negli ultimi anni molte gare d'appalto nei settori strategici delle infrastrutture (strade e ferrovie) o investimenti nel campo delle energie rinnovabili siano state vinte o affidate a societa' straniere, anche in collaborazione e in consorzio con aziende bulgare, segno della dinamicita' del Paese. Tra le 800 imprese italiane, "spicca Unicredit, prima banca del Paese", e poi Italcementi, GCF (Generali Costruzioni Ferroviarie), CMC Ravenna, Impresa SpA, Unieco, Assicurazioni Generali, Iveco, Miroglio e - per l'energia - Acegas-Aps, Amga Udine, Riminigas Petrolvilla-Trentino Energia e tante altre, anche se il grosso - continua il direttore dell'ICE - e' rappresentato dalle pmi. In Bulgaria c'e' ancora un "vantaggio competitivo", con basse tassazioni e con un costo della manodopera almeno due-tre volte piu' basso rispetto alla Romania. "La corruzione e la criminalita' si trova solo a certi livelli e in certi appalti - confida Camastra - ma a parte cio' quello che gli italiani dovrebbero saper cogliere e' investire nel campo delle energie rinnovabili, non tanto sul fotovoltaico e sull'eolico, dove ci sono stati tanti investimenti in questo settore, ma verso il geotermico, e dove l'Italia ha una buona esperienza e anche nelle biomasse". Buoni risultati anche nel settore alimentare con il vino e il caffe', quest'ultimo "prima voce nelle esportazioni in Bulgaria, ancora prima della pasta e del formaggio". Camastra lancia poi un invito agli imprenditori nostrani a guardare a tutta l'area adriatico-balcanica. "Venite in Bulgaria anche per fare sperimentazioni, con progetti pilota per poi guardare a tutta l'area adriatico-balcanica, a cominciare da Serbia, Macedonia, Croazia e Albania".

Nel 2011 l'Italia risulta essere passata da secondo a quarto cliente della Bulgaria: la Turchia e la Romania hanno fortemente aumentato i propri acquisti per guadagnare rispettivamente il secondo e il terzo posto. Il primo invece e' tenuto dalla Germania.

 

La Bulgaria è uno dei Paesi più finanziariamente stabili dell'Unione Europea

 

La stabilità macro-economica e finanziaria della Bulgaria è stata preservata, si legge in una relazione del Ministero dell'Economia, dell'Energia e del Turismo bulgaro sui primi tre anni del nuovo governo. La relazione si concentra su alcuni aspetti fondamentali relativi alla stabilità finanziaria della Bulgaria. Attraverso questa nota si è anche reso noto che il Consiglio ECOFIN ha ufficialmente terminato la procedura per eccesso di deficit nei confronti della Bulgaria, dal momento che il Paese ha riportato il disavanzo al di sotto del 3% del PIL.

Nonostante i recenti dubbi di governo ed economisti, la Bulgaria è uno dei tre Stati membri dell'UE, non appartententi all'area della moneta comune, che soddisfa i criteri di adesione alla zona euro. Nel luglio 2011 l'agenzia di rating Moody ha aumentato il rating della Bulgaria, portandolo da "Baa3 - prospettive positive" a "Baa2 - prospettiva stabile". In tempi di crisi mondiale, l'indice del debito pubblico rispetto al PIL è pari al 16,3% (statistiche di fine 2011), uno dei dati migliori in Europa, secondo solo all'Estonia.

 

Le infrastrutture in concessione frutteranno 1 miliardo di leva in investimenti esteri

 

Il ministro dei Trasporti bulgaro Ivaylo Moskovski ha fornito stime preliminari che indicano che un totale di 10 infrastrutture date in concessione porteranno investimenti pari a 1 miliardo di leva nel paese. Lunedì, parlando ad un forum sulla capacità di attrarre investimenti esteri nei trasporti, nella logistica e nelle costruzioni, ha spiegato che i due aeroporti nelle città del Mar Nero di Varna e Burgas sono sulla lista dei siti che verranno dati in concessione. Moskovski ha annunciato che le procedure di concessione sono state preparate per una serie di siti importanti che potrebbero attirare gli investimenti stranieri, uno dei quali è l'aeroporto di Sofia. Ha elencato gli aeroporti di Plovdiv, Ruse e Gorna Oryahovitsa e i porti di Burgas, Vidin, Ruse e Lom come progetti di concessione in corso. "Il porto di Varna si sta preparando per le procedure di concessione ed iniziative analoghe sono state intraprese per una serie di stazioni ferroviarie" ha aggiunto Moskovski. "Poniamo grandi speranze sulla privatizzazione dell'unità di servizio al carico delle Ferrovie dello Stato bulgaro (BDZ), che è uno degli elementi chiave del piano di ristrutturazione della compagnia ferroviaria" ha dichiarato il Ministro dei Trasporti.

 

vedi anche:

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data pubblicazione: mercoledì 1 agosto 2012
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