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 Pietro Lombardi 
(Roma 30 luglio 1894 – Roma 5 febbraio 1984)

Pietro Lombardi compi gli studi presso l'Istituto Nazionale S. Michele e consegui nel 1920 il diploma di professore di Architettura presso I'Accademia di Belle Arti in Roma, diploma che fu poi equiparato a laurea l'anno successivo, quando fu istituita la relativa Facoltà universitaria. La cura del «disegno» fu da lui portata a livelli eccezionali, anche per la non comune estrosità del suo temperamento. All'inizio della sua esperienza professionale, egli frequenta, come collaboratore, gli studi di Armando Brasini e di Marcello Piacentini, ma ben presto senti il desiderio di realizzarsi autonomamente per dare libero sfogo alla sua visione architettonica tesa verso un’espressività il più possibile schietta e naturale. Tutto ciò era collegato all'estrema importanza che «il vero» e quindi, come si è visto, il «disegno dal vero», veniva ad assumere, secondo la prospettiva visuale del suo modo di intendere la progettazione, e che egli verifico nell'inserimento delle sue numerose fontane nei vari Rioni di Roma. Nel 1925 gli venne infatti assegnato, con il consenso generale della critica, il 1° premio nel Concorso nazionale per le fontane a Roma, con la « Fontana delle Anfore» al Testaccio, e nel 1927 la Sovrintendenza alle Belle Arti di Roma gli affido l'incarico della progettazione delle fontane per i rioni Monti, Campo Marzio, S. Eustachio, Pigna, Ripa, Trastevere, Borgo Vecchio e Borgo Vaticano e del Quartiere Tiburtino e ne! 1928 quelle dei rioni Regola, Ponte, Campitelli e Nomentano, pregevoli esempi di arredi urbani, correttamente ambientati ciascuno nel proprio contesto. Cosi ad esempio a Via Margutta, contrada di artisti, furono i cavalletti dei pittori e i trespoli degli scultori ad ispirarlo e nel rione Trastevere «tabernario », furono i barili e i mastelli, mentre, nella fontanella per il quartiere Tiburtino l'acqua che va a dividersi in cascatelle fra i monti, rammentava la suggestione delle vicine alture tiburtine. Nel 1926 Pietro Lombardi si aggiudicò anche il Concorso nazionale per il Monumento ai Caduti di Narni e nel 1927 partecipo a quello per il Monumento ai Caduti della Guardia di Finanza a Roma. Dal 1927 al 1929 fu chiamato ad assumere l'incarico, per conto del Ministero delle Colonie, di Architetto-Capo dell'Isola di Rodi; nel 1928 realizza a Torino il Padiglione delle Isole dell'Egeo all'Esposizione Internazionale Coloniale e nel 1929 vinse il Concorso a inviti per il monumento a Giannino Ancillotti a San Donà di Piave. Fra il 1930 e il 1940 continuò a partecipare a numerosi altri concorsi nazionali e internazionali di architettura e urbanistica, sempre aggiudicandosi premi e segnalazioni. Nel 1931 realizzò, per conto del Ministero delle Colonie, il Padiglione italiano di Rodi all'Esposizione coloniale Internazionale di Parigi. Dal 1932 al 1937 fu chiamato a curare l'assetto urbanistico e architettonico delle fiere annuali di Tripoli. Nel 1930 intanto era stato bandito il Concorso per la sistemazione della piazza della Cattedrale di Tripoli, e, fra i quattro progetti scelti fra i 21 presentati, quello di Lombardi ottenne il 2° premio ex-aequo con gli altri tre. Nell'immediato dopoguerra vinse ancora concorsi prestigiosi fra cui ricordiamo: del 1942 il 1° premio per il ponte sui fiume Pescara a Pescara, progettato unitamente all'ing. C. Cestelli Guidi; del 1949 il 2° premio per iI «completamento del fabbricato viaggiatori » della nuova stazione di Roma Termini; del 1951 il 2° premio per il mercato coperto di Pescara con E. Luzzatto e C. Pellizzari. Progettò e realizzò inoltre vari edifici pubblici e privati. Tra questi ci piace segnalare a Roma, la Clinica Villa Angela e la Palazzina Giammarusti e, ad Ancona, il palazzo Ascoli. Per la sua lunga attività nell'edilizia funeraria è nominato membro permanente della Commissione artistico-urbanistica del Verano. Nel 1965, a 62 anni, fa una scelta precisa. Il desiderio di tornare vicino ai giovani a trasfondere in essi le sue esperienze di vita e di lavoro lo inducono a partecipare al concorso per titoli come insegnante presso l'Accademia delle Belle Arti a Roma - Liceo Artistico. Ottenuto l'incarico, per 11 anni si dedica con passione e dedizione all'insegnamento senza tuttavia rinunciare a confrontarsi ancora con la professione aggiudicandosi premi e segnalazioni in numerosi concorsi. A 73 anni cesserà il suo rapporto con l'Accademia ma, maestro del "carboncino" e della "grafite", perfezionatosi con l'esperienza, continuerà a ritrarre dal vero, per molti anni, con tratto deciso e corposo, suggestivi "profili" delle fantastiche architetture di quella Roma che tanto amava e in cui ha sempre vissuto.


ARCHIVIO:

Consistenza
3 buste; 1 fascicolo di documentazione personale, biografie e curricula, incarichi; 35 fascicoli relativi all'attività professionale; il materiale è costituito essenzialmente da fotografie e fotoriproduzioni di progetti, articoli e recensioni (1926-1970)

Stato di conservazione
medio

Stato di ordinamento
riordinato (inventario a cura di F. Lorello)

Dichiarazione di notevole interesse storico
16 luglio 2001

Soggetto conservatore
Archivio Centrale dello Stato, Roma (dono 2001)

La scheda è tratta dal libro ”Guida agli archivi di architettura a Roma e nel Lazio. Da Roma capitale al secondo dopoguerra” Ed. Gangemi
Autore: Daniela Pesce, Elisabetta Reale, Margherita Guccione

 

 

   
 

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