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 Giuseppe Samoną 
Giuseppe Samoną nasce a Palermo nel 1898
e vi si laurea in Ingegneria Civile nel 1922. Nel 1927 č assistente di Disegno alla Facoltą di Ingegneria di Messina, chiamatovi dal Prof. Enrico Calandra. Esegue in quella occasione una serie di rilievi dei monumenti del messinese.
Nel 1930 e a Parigi per la Mostra dei Progetti del Concorso per il Palazzo della Societa delle Nazioni, e studia il progetto di Le Corbusier, traendone una impressione profonda destinata a restare decisiva. Nel 1931č Professore Incaricato di Elementi di Architettura e Rilievo alla Facolta di Architettura di Napoli e continua il suo lavoro di Rilievo dei Monumenti disegnando edifici del XVI secolo di quella cittą.
In questo periodo partecipa a numerosi Concorsi, tra i quali quello per la Palazzata (1930) e le Chiese di Messina (1932), per il Ministero dei LL.PP. di Bari (1932) e per la Stazione di Firenze (1933), per i Palazzi Postali di Roma (1933), la Casa Littoria di Roma (1934-'37), l'Auditorium (1935) e le Preture di Roma (1936).
Questo gruppo di progetti delineano un'evoluzione del linguaggio di G. Samona, che volge verso una acquisizione sempre pił radicale del lessico «razionalista». Nel 1937, infatti, non era pił tempo di mediazioni. Farą eccezione, pił tardi, solo il progetto per il Palazzo dell'Agricoltura e Bonifiche all'E' 42 (1938-'39), redatto con P. Marconi e G. Viola.
Nel 1936 e chiamato all'Istituto Autonomo di Architettura di Venezia per insegnare Elementi di Architettura e Rilievo. Tra i numerosi progetti di questo periodo ricordiamo la villa a Baia (1938-'40) e il Ponte S. Paolo a Roma (1938).
Nel 1945 G. Samoną diventa Direttore dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia e inaugura una politica di chiamate che raccoglie in quella Sede i futuri protagonisti della cultura Italiana, allora ostracizzati dal mondo accademico, quali B. Zevi, C. Scarpa, M. De Luigi, L. Piccinato, F. Albini, L. Gardella, L. Barbiano di Belgiojoso, G. Astengo, G. De Carlo, L. Muratori; facendo cosģ dell'Istituto stesso una centrale operativa di rilevanza internazionale. Nel dopoguerra si intensifica anche il lavoro professionale, che tuttavia G. Samoną intende sempre come occasione per fare cultura_
Nel quartiere INA-CASA a San Giuliano, Mestre (1951.'56), guidando con L. Piccinato un vasto gruppo di progettisti, sperimenta l'ipotesi dell'«unita di vicinato» traendo suggestioni ambientali dalla Venezia dei Campielli. II Borgo Ulivia a Palermo (19561958), recepisce, invece, gli accenti dei vicoli palermitani. Ma gią la Sede INAIL a Venezia (1950-'56), con E. Trincanato, e gli isolati della Palazzata di Messina (19531958), dimostrano una possibile evoluzione della teoria delle « preesistenze ambientali» attraverso la piena assimilazione di un linguaggio europeo, nel quale si puņ cogliere una inflessione perrettiana. La sede della SGES-ENEL di Palermo (1961-'63), con A. Samoną e G. Marcialis Samoną, č ormai un episodio del «brutalismo» degli anni '60. II ciclo dei Concorsi, che lo vede, tra la fine degli anni '50 e tutti gli anni '60 e '70, dirigere tal volta gruppi di numerosi giovani architetti, dimostra, invece, la piena adesione di G. Samoną alla tematica della «grande dimensione », senza che per questo l'architettura mai si sciolga nell'urbanistica, acquisendo invece nuovi significati simbolici. Lo si puņ riscontrare nei volumi lecorbusierani del Progetto per la Biblioteca Nazionale (1959), che riprende il discorso della sistemazione dell'area del Crystal Palace del 1945; nelle piastre distese del Centro Direzionale di Torino (1962); in quelle impennate e sospese degli uffici della Camera dei Deputati a Roma (1967). Progetto, quest'ultimo, quanto mai emblematico di tutto il lavoro di G. Samoną.
Nel complesso progetto per il Concorso per lo Stretto di Messina, «Metropoli Futura dello Stretto », sembra potersi leggere, infine, quella istanza di « unita tra architettura e urbanistica », sulla quale G. Samoną ha a lungo meditato.
Gli ultimi due importanti impegni professionali, la Banca di Padova (1970-'74), con A. Samoną, e il Teatro Popolare di Sciacca, con A. Samoną, sono senza dubbio due "pezzi" dell'architettura italiana contemporanea.
Dal 1963 č membro Corrispondente dell'Accademia di S. Luca.
Ha sempre svolto un'intensa attivitą pubblicistica sulle principali riviste di architettura e urbanistica, tra le quali "Palladio", "Metron", "Casabella-Continuitą, "Urbanistica", "Edilizia Popolare", "l'Architettura, Cronache e Storia", "Zodiac", e in periodici quali "Rinascita", "Il Contemporaneo", "Il Mulino", "Astrolabio", "Belfagor".
E' stato animatore di numerosi Convegni e Congressi di Architettura e Urbanistica.
Ha scritto alcuni testi chiave per la cultura e il dibattito architettonico e urbanistico in Italia, tra i quali ricordiamo almeno: "La Casa Popolare" ( Napoli 1935-Padova 1972), "L'Urbanistica e l'Avvenire delle Cittą" (Bari 1960), "L'Unitą di Architettura e Urbanistica" (Milano 1975).
Nel 1975 la sua opera č stata oggetto di una importante Mostra personale al Palazzo Grassi di Venezia.

 

 

   
 

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