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 Annibale Vitellozzi 
Annibale Vitellozzi nacque ad Anghiari il 26 ottobre 1906; conseguì prima il titolo di Professore di Disegno Architettonico presso l'Istituto Superiore di Belle Arti di Roma nel luglio 1922, laureandosi poi, nel luglio del '27, presso la Scuola Superiore di Architettura di Roma.
L'anno seguente conseguì l'abilitazione all'esercizio della professione di architetto presso la Scuola di Ingegneria di Milano e divenne in seguito Accademico di San Luca. Dal '30 al '35 svolse attività autonoma, segnalandosi in numerosi concorsi, ma approfondi anche la pratica professionale , frequentando lo studio dell'arch. Vaccaro.
Di questi anni ricordiamo fra l'altro il 1° premio conseguito nel concorso per la « Casa del Fascio» ad Arezzo (non eseguito), del 1929; il 1° premio per la « Pretura al quartiere Appio» in Roma, con 1'arch. Castellazzi, del '31, la segnalazione nel concorso per la «Stazione di Santa Maria Novella» a Firenze del 1932, il 2° premio nel concorso bandito nel '34 per la nuova Stazione di Venezia S. Lucia, cui partecipa con l'arch. Castellazzi e l'ing. Pascoletti. Molti anni più tardi, nel '47, si sarebbe occupato della Stazione di Roma Termini, dopo aver vinto il concorso con gli arch.tti Castellazzi-Fatigati e 1'ing. Pintonello, ex-aequo con l'ing. Calini e 1'arch. Montuori e con i quali eseguì il progetto realizzato.
Ancora nel '35 Vitellozzi ottenne il 1° premio ex-aequo nel concorso per la sistemazione dell'imbocco e sbocco di Via Roma a Bologna, con 1'arch. Susini e 1'ing. Pini e negli anni seguenti il 2° premio ex-aequo nel concorso per la piazza Imperiale all'EUR a Roma, con gli archh. Castellazzi e Morresi, in seguito al quale gli fu affidato 1'incarico di costruzione del Museo Etnografico. Negli anni del conflitto mondiale e del primo periodo post-bellico collabora con 1'arch. L. Franzi, con il quale vinse il 1° premio nel concorso per la « Sistemazione della zona centrale di Salsomaggiore» e progetta alcune ville. Prima di occuparci della sua specializzazione progettuale per gli impianti sportivi, ricordiamo come egli si sia occupato sia di edilizia chiesastica, vincendo il 20 premio nel concorso per la Chiesa a Montecatini Terme, con 1'arch. Vaccaro, nel 1953; che di edilizia ospedaliera con il concorso per 1'Ospedale di Potenza, eseguito con 1'ing. Gigli e 1'arch. Vaccaro nel 1954; di edilizia scolastica, con il 1° premio conseguito nel concorso per una Scuola Media a Novara nel '67, di nuovo in collaborazione con l'arch. L. Franzi e con l'ing. Torri. Si occupa inoltre di edilizia residenziale, nell'ambito della quale conseguì il 1° premio, con realizzazione del progetto nel concorso-appalto «INA CASA via della Pescara », e « INA CASA via dei Filosofi» a Perugia, con l'ing. Castori, negli anni '54-'55, ed il 2° premio, con l'affidamento dell'incarico di realizzazione di un complesso, nel concorso-appalto INA CASA a Taranto, nel '58, con l'arch. Vaccaro.
Intanto, fino dai primi anni del dopoguerra era stato assunto al Ministero LL.PP. Direzione Generale dell'Urbanistica, per il completamento ed alla progettazione di numerose opere di carattere pubblico. Nel 1949 in particolare fu trasferito al CONI con l'incarico di completare lo Stadio Olimpico; nel '51 quindi si dimise dal Ministero LL.PP.
Tra il '56 e il '58 realizzo a Formia la Scuola Nazionale di Atletica Leggera «Bruno Zauli» sulla Statale Appia, fra Roma e Napoli per 44 atleti. In essa è già presente la ricerca di Vitellozzi per l'assoluta sincerità strutturale, per l'eliminazione di tutto ciò che non sia essenziale, per l'esaltazione dei materiali poveri, ricerca maturata tra il 1956 e il '63 nella zona sportiva dell'Acqua Acetosa di Roma.
Mentre il complesso dell'Acqua Acetosa, come lo stadio olimpico del nuoto al Foro Italico a Roma, avevano dato l'avvio alle costruzioni necessarie per le Olimpiadi, si programmava, per «Italia '61 » il palazzo dello Sport di Torino. II progetto fu iniziato da Annibale Vitellozzi ai primi di aprile del '60 e poichè l'opera doveva essere innaugurata a metà dell'anno successivo, l'architetto la concepì in due parti indipendenti: una zona basamentale (incluse le gradinate) in cemento armato in parte prefabbricato ed una copertura, con la relativa struttura portante in metallo, preparata in officina e assemblata in loco. In tal modo i lavori, iniziati il 1° settembre del '60, poterono essere ultimati il 15 maggio 1961.
Questo complesso, che rappresenta un tipico impianto poliuso, fu seguito da innumerevoli altre progettazioni di stadi, piscine, velodromi, centri sportivi e complessi turistici in ogni parte della penisola.
Ricordiamo ancora come l'arch. Vitellozzi abbia fatto parte della Commissione Edilizia del Comune di Roma dal '61 al '74, prima come rappresentante dell'Accademia di S. Luca ed in seguito dell'INU. Ebbe inoltre il premio IN/ARCH per il lazio nel '69 e fu nominato Direttore del Centro Studi Impianti Sportivi del CONI dal '61 al '76.

 

 

   
 

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