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 Luisa Anversa Ferretti 
Luisa Anversa Ferretti nasce a Milano l'8 ottobre 1926 e si laurea a Roma nel 1950. La sua attività didattica è intensa e continua nell'arco di cinquanta anni presso la Facoltà di Architettura "La Sapienza" di Roma: dapprima come assistente volontario poi ordinario nei corsi diretti da Ludovico Quaroni; in seguito dal 1972 al 2001, quale professore prima incaricato e poi ordinario di progettazione architettonica e urbana e membro dell'analogo Dipartimento. L'attività dì progettazione che ha accompagnato l'impegno didattico è stata caratterizzata dalla coesistenza dì interessi tanto in campo architettonico che in quello urbanistico in una fase della cultura nel nostro campo che tendeva a trovare una convergenza tra le due discipline: nell'azione di controllo sulla forma urbana e sugli aspetti fisici del territorio e nel legame con gli specifici valori dello spazio architettonico. Sotto questo aspetto, oltre a ricerche e proposte alla scala territoriale, si segnala la numerosa partecipazione a Concorsi e la realizzazione di insediamenti alla scala urbana. In modo particolare tra i concorsi premiati quelli per: il fondo Incremento Edilizio, un quartiere a Napoli bandito dall'ISES, la costruzione dell'università di Cagliari, il planivolumetrico dell'area direzionale fiorentina, il Centro congressi dell'EUR a Roma. A questa esperienza si è accompagnata la redazione di Piani di Zona nonché la progettazione ed attuazione di vari complessi edilizi quali: i Piani di Zona di Tor de Cenci, de "la Mistica" a Roma e dell'Università di Cagliari; i quartieri di edilizia economica e popolare, i villaggi Valtur di Ostuni, Isola Capo Rizzuto, Brucoli ed il Centro Studi di Majano, esperienze queste ultime che sono state occasione di specifica ricerca e positivo risultato del rapporto tra architettura e paesaggio. Non è stata inoltre secondaria la partecipazione a Concorsi (serie di Palazzi di Giustizia) e a realizzazioni nel campo: dell'architettura degli interni (succursali e sedi bancarie), di specifici edifici (chiesa di Gibellina), del restauro conservativo (fabbricati a Roma in via della Frezza e Botteghe Oscure).
Ha vinto nel 1969 il Premio Nazionale INARCH per un complesso edilizio realizzato in Puglia ed il Premio Regionale idem realizzato in Calabria. I suoi lavori inoltre sono stati esposti in Mostre Nazionali ed Internazionali e pubblicati in molti articoli e libri specialistici nonché in riviste tra le quali: "Urbanistica" (n. 14, 24, 25); "Casabella" (n. 231, 281, 434); "Werk" (n.1-1997); "Controspazio"; "Architecture d'aujourd'hui" 1975; "L'Architettura" (n. 121, 175, 182, 230, 261); "Parametro" (n. 63).
Nell'arco della sua attività è stata membro: del Consiglio Direttivo della Sezione Laziale dell'INU dal 1952 al 1958 e dal1968 al 1976; della Commissione Urbanistica del Comune di Roma dal 1962 al 1972 e dal 1982 al 1991; del Consiglio Direttivo dell'Istituto nazionale di Architettura dal 1990. E' stata inoltre Consigliere Regionale della Regione Lazio nella III Legislatura.
Nella successione di esperienze le occasioni sono state quindi mezzo per rispondere alle istanze che la cultura architettonica ed urbanìstica hanno posto in questo cinquantennio sul disegno e sui contenuti della
città, sul rapporto tra i suoi elementi e le sue parti, tra nuovo e preesistente e sui procedimenti richiesti dalla "dimensione" di un tema. In questa linea si è anche cercato di assumere impegni e criteri metodologici che, tenendo conto della complessità della disciplina e delle articolazioni del processo produttivo, ne potessero verificare la congruenza strumentale e le implicazioni in rapporto ai vari livelli di programmazione e di intervento.

 

 

   
 

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