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 Piero Maria Lugli 
(Roma 13 settembre 1923 – Roma 2 luglio 2008)

Volontario nel Corpo di Liberazione Nazionale, finita la guerra, si laurea a Roma in Architettura nel 1947 con 110 e Lode. Appartiene a quella generazione che, come ha scritto Tafuri, "terminava i propri studi nel primo dopoguerra ... caratterizzata ... da un notevolissimo disorientamento culturale cui si univa, negli elementi migliori, una rara energia e una notevole volontà costruttiva, ... convinti di dover ricominciare tutto da capo, immersi nell'analisi della realtà oggettiva ... nella ricerca di una moralità nuova che si esprimesse nell'aderenza ai problemi concreti della società ... una classe tormentata di intellettuali... che sentiva di doversi porre come protagonista di un processo di liberazione ... [che]... andava compiuto e portato a compimento nell'opera di ricostruzione". In questo clima del secondo dopoguerra partecipa con i giovani più vivi dell'APAO ... che facevano così la loro prima esperienza professionale, al progetto "neorealistico" del Tiburtino III (1949), dove la reazione alla vuota magniloquenza del "regime" si univa alla scoperta dell'edilizia "spontanea" e all'interesse per l'architettura residenziale scandinava (che aveva studiato con un soggiorno come borsista del governo in Svezia nel 1947). A questa esperienza fa seguito nel 1951 quella del nuovo borgo della Martella a Matera che con la sua esegesi del "paese " è il "tentativo urbano in antitesi con la campagna" lucana e le sue condizioni di vita di lavoro. Sono queste due esperienze iniziali nelle quali, con caratteristiche differenti e non prive di contraddizioni, si manifestava il tentativo di "esorcizzare" un certo tecnicismo cultural progettuale cogliendo nuovi elementi vivificanti in un rapporto proficuo con la storia e la tradizione. Rapporto questo che trovava nella preparazione culturale di Lugli un tratto distintivo e caratterizzante, cui non è estranea la figura e l'influsso del padre, il grande archeologo romano Giuseppe Lugli. Si delinea così un approccio al progetto urbanistico in cui è preponderante l'attenzione all'ambiente storico italiano come palinsesto guida nella responsabilità di formare nuovi ambienti strutturalmente e funzionalmente validi, in cui l'intervento è valorizzazione ed esaltazione delle preesistenze storiche paesistiche (contributo in tale direzione sono, nel 1966, il libro L'AMBIENTE STORICO ITALIANO e nel 1967 il libro STORIA E CULTURA
DELLA CITTA ITALIANA edito da Laterza). Confluisce nei progetti dei quartieri INA CASA e GESCAL a Rimini, del Porto e di Via Campana, rispettivamente nel 1952 e nel 1956, la riflessione e l'esperienza progettuale sulla città moderna, legate ai due anni di studi in Svezia e all'attività di urbanista associato negli uffici tecnici di Stoccolma e Gótemborg (194748).
Lugli non visitò la Svezia e Stoccolma secondo una visione, successiva, del viaggio d'obbligo nella formazione dell'urbanista che includeva negli anni '50 Matera, Amsterdam e Stoccolma, ma trasse da un lungo e proficuo studio di due anni alla fine degli anni quaranta (come borsista e come urbanista associato negli uffici delle due principali città svedesi) una concezione in cui l'urbanistica non era solo quartieri funzionalistici, rigido controllo delle industrie, dei servizi pubblici e privati, standard urbanistici e abitativi, il celebre piano di Sven Markehus, ma piuttosto l'esito di una vicenda di costruzione tecnica, scientifica, politica e culturale. (Contributo alla conoscenza dell'Urbanistica svedese in Italia è il numero monografico di Rassegna critica di Architettura ASPETTI DELL'URBANISTICA SVEDESE del 1949). Dalla seconda metà degli anni cinquanta, con il Piano intercomunale del 1958, Roma entra prepotentemente nelle esperienze di studio e di progettazione di Lugli. Tappe significative di questo percorso restano il PIC e il PRG di Roma. Il PIC (Piano intercomunale del 58, piano di redazione composto da I.Guidi, P.M.Lugli, L.Moretti, P. Rossi de Paoli) in cui si affermavano alcune linee e assetti strategici del futuro PRG del '65: il sistema dei cunei verdi, la visione territoriale dell'Asse Attrezzato e dei Centri direzionali, la salvaguardia del territorio di Roma e il suo riequilibrio con tre sistemi integrati residenza produzione situati nella Valle del Sacco, del Tevere Nord e nell'agro Pontino, e il primo studio sui beni storico archeologici, antenato della successiva Carta dell'Agro. Il PRG del 1962 (Comitato dei "5 padri": M. Fiorentino, V Passarelli, P.M. Lugli, L. Piccinato, M. Valori) che del PIC fu "un figlio naturale se pur non legittimo ... è per molti aspetti uno stralcio, di cui eredita l'impostazione generale, il sistema del traffico, la programmazione e il dimensionamento dell'espansione e infine la delimitazione delle aree di protezione verde e di quelle di protezione storico ambientali". Furono elementi centrali del PRG del '62: le soluzioni strategiche per il traffico, la direzionalità e il terziario, i grandi interventi territoriali volti all'alleggerimento sulla pressione del centro storico e i nuovi criteri e metodi di pianificazione destinati a divenire elementi di leggi nazionali come: i Programmi di attuazione del PRG, gli standard urbanistici, le categorie di tutela per il centro storico. Sono di questo periodo, sempre a Roma, due interessanti realizzazioni architettoniche: il quartiere di via Giacinta Pezzana (1963) e l'edificio di Porta Maggiore (1967).A proposito dei centri storici, che sono tanto parte della copiosa attività progettuale degli anni 70 Tivoli (1975), Belluno (1978), Siracusa e Nettuno(1979), Marino e Albano (1980) scrivendo "l'opera dell'architetto deve essere libera e responsabile purché rispettosa di alcune pregiudizi essenziali che rappresentano la necessaria tutela dei valori unitari e della continuità morfologica. spaziale e formale dell'ambiente", Lugli colloca nella giusta prospettiva le differenti specificità: quello del rilevamento sistematico (storico bibliografico) cioè del catalogo dei manufatti, quella della lettura critica dello spazio cioè dei caratteri morfologici dell'ambiente ("come invasi visuali, ... emergenze materiali, elementi seriali, barriere e aperture percettive, episodi di avvicinamento, punti di vista particolari, figurazioni dello Skyline') e quello infine del contributo autonomo e originale dell'architetto cioè la definizione e l'organizzazione spaziale dei contenuti figurativi e funzionali della nuova strutturazione fisico urbanistica. In quegli stessi anni, nel quadro di una proficua continuità culturale di salvaguardia dell'ambiente italiano, dalla scala del centro storico a quella del territorio, Lugli, in un quadro nazionale scarsamente proficuo in questo settore fino alla metà degli anni '80 e alla nuova legge Galasso, redige quattro esperienze di Piani paesistici: nelle Marche, l'Alta valle del Tronto e del Conerò (1972); in Toscana, il litorale di Grosseto e il Monte Argentario (1978); nel Lazio il comprensorio di Fondi e Terracina. Sempre nella metà degli anni settanta Lugli è uno dei quattro capogruppi della progettazione di un quartiere di edilizia economico popolare, Corviale, che segna come il Tiburtino III per gli anni '50, un'esperienza centrale del decennio in esame, sicuramente molto controversa e foriera di accesi dibattiti, per la quale però Zevi rivendica una qualità architettonica rara tra le opere dell'Istituto Case Popolari di Roma. Sicuramente la delusione sugli aspetti attuativi del PRG di Roma, incentrati nella vicenda del Sistema Direzionale Orientale e dell'Asse Attrezzato, punto forza di un modello originale di strutturazione urbanistica che ancora nel 1980 persegue come membro del comitato scientifico per la Direzionalità della giunta Argan, accentuano la consolatoria ripresa degli amati studi storici su Roma, con LA FORMA URBIS DI ROMA e con il libro URBANISTICA DI ROMA. TRENTA PLANIMETRIE PER TRENTA SECOLI DI STORIA (1998, Bardi editore) in cui si riversa quella sintesi personale Mentre sono due catastrofici terremoti, quello della Lucania negli anni '80 e quello dell'Umbria negli anni '90 a caratterizzare esperienze di coordinamento per i piani di ricostruzione in due città particolari, Potenza e Assisi, nelle quali si compendiano le molte esperienze di studi, piani regolatori e piani del centro storico, della sua lunga attività. Dal '46 ha insegnato iniziando la carriera universitaria come assistente volontario presso la Cattedra di Storia e stili dell'architettura dal 1946 al 1948 e presso la Cattedra di Urbanistica della Facoltà di Architettura dell'Università di Roma dal 1948 al 1952. Libero Docente confermato in Urbanistica dal 1956; poi Assistente Straordinario di Urbanistica presso la Cattedra di Urbanistica dal 1952 al 1963 e Assistente Ordinario, sempre della Facoltà di Architettura dell'Università di Roma, dal 1963 al 1970. Poi ancora professore prima di ELEMENTI DI ARCHITETTURA E RILIEVO dal 1963 al 1965, poi di RESTAURO dal 1965 al 1969, infine di URBANISTICA dal 1969 al 1970. Nel 1970 professore straordinario e dal 1973 al 1998, per venticinque anni professore ordinario di Urbanistica sempre nella Facoltà di Architettura dell'Università di Roma "La Sapienza ".
Visiting Prophessor presso la PENNSYLVANYA UNIVERSITY e la COLUMBIA UNIVERSITY nel 1965, presso la STOOKHOLMS UNIVERSITET e la TEKNISKA HOGSKOLAN di Stoccolma nel 1969, e presso la NEW SOUTH WALES UNIVERSITY di Sydney nel 1982.E' inoltre Membro Effettivo dell'Istituto Italiano di Urbanistica dal 1951.Membro Corrispondente dell'Accademia Nazionale di S. Luca dal 1972. Membro Straniero della Kunglika Kunst Akademien(Reale Accademia Svedese delle Arti) dal 1985. Membro di Commissioni ed Esperto Urbanistico presso Enti e Pubbliche Amministrazioni: Camera dei Deputati, Ministero dei LL.PP, Regioni Umbria e Lazio, Repubblica della Tunisia, Comune di Roma, Napoli, Bergamo e Viterbo, Albano Laziale; INACASA, GESCAL, ISES, Provveditorati alle 00.PP. dell'Umbria e del Lazio, Regioni, Sopraintendenze ai Monumenti e Archeologiche, etc. Consulente urbanistico del Commissario straordinario di Governo di Napoli per la ricostruzione della città 19801982. Esperto urbanistico dell'Associazione intercomunale "Colline dell' Albegna" per la tutela dei beni ambientali, dal 1980 al 1983. Consulente scientifico della Commissione Economica europea per la difesa dell'Ambiente e del consumatore 1980-1983. Membro della Commissione regionale per il nuovo Auditorium di Roma, 1984. Direttore di ricerca della Regione Lazio per lo studio "Sistemi insediativi dell'area romana", 1988. E' stato autore di numerose pubblicazioni.


ARCHIVIO:

Consistenza
60 buste ca.; 130 rotoli contenenti ca. 1200 disegni; 50 cartelle ca. di elaborati grafici relativi all'attività professionale e studi nel settore urbanistico; 6 volumi di documentazione riguardante partecipazione a concorsi; fotografie n.q. in parte sciolte, in parte contenute in 10 album e 50 scatole; 300 diapositive ca.

Stato di conservazione
buono

Stato di ordinamento
riordinato (inventario analitico, in corso di stesura, a cura di N. De Conciliis)

Dichiarazione di notevole interesse storico
9 giugno 1997

Soggetto conservatore
Archivio Centrale dello Stato, Roma (dono 2004)

La scheda è tratta dal libro ”Guida agli archivi di architettura a Roma e nel Lazio. Da Roma capitale al secondo dopoguerra” Ed. Gangemi
Autore: Daniela Pesce, Elisabetta Reale, Margherita Guccione

 

 

   
 

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