monitor/d
 Mario Manieri Elia 
(Roma 2 aprile 1929 – Roma 26 luglio 2011)

Il percorso di studi di Mario Manieri Elia negli anni ’50 è caratterizzato dalla presenza di alcune importanti figure dl riferimento: il giovanissimo Leonardo Benevolo, per la critica storica e l’iniziale impianto ideologico: Ludovico Quaroni, per la cultura progettuale con approccio, diciamo già relativista; Pierluigi Nervi, per I'intuizione tecnologica e strutturale. Negli stessi anni inizia con Italo Insolera una sintonia che durerà sino agli anni ‘60, e lo stesso accade con un allievo, Manfredo Tafuri, grande riferimento fino agli anni ‘80. Prima della laurea, nel ‘53, Mario Manieri Elia vince con Maurizio Calvesi (un altro maestro della prima formazione) il premio Lecce per una Monografia sul Barocco leccese, assegnato da un’illustre giuria: Lionello Venturi, Cesare Brandi, Emilio Lavagnino, Adriano Prandi, Bruno Zevi. Subito dopo la laurea (1954), a Cortina d'Ampezzo interviene all’Hotel Savoia (Salone delle Feste) e diviene subito dopo assistente volontario di Leonardo Benevolo, con Italo Insolera, Arnaldo Bruschi e Vittorio Franchetti (poi, Giusa Marcialis). Negli anni dell’impegno, è attivo nell'INU e, dal ,58, in Italia Nostra. In chiave professionale, con diverso Indirizzo, inizia l’attività progettuale nello studio di Ugo Luccichenti con le realizzazioni del Belsito Bar (“Public Interiors”, 7, 1960) e dell’Ufficio postale modello a p.le Medaglie d’oro, nel ‘56-58; del negozio Arflex al Babuino, nel ’59 ( “L’Architettura”, 89,1963); ma anche, in studio con Manfredi Nicoletti, dei complessi INA Casa a Lucera, Margherita di Savoia, San Marco in Lamis, nel ’56-58 ("Costruire" 1-2, 1964). Sempre nel ‘57-58 realizza una palazzina a Roma (“Casabella” 247, 1961), due ville in mattoni a Monte Porzio e, nel ‘60, a Casal Palocco. Risale alla fine degli anni ‘50 il primo importante atto di politica culturale sui centri storici: la Carta di Gubbio, scritta con Antonio Cederna nel 1958. Infine, il Concorso per la Biblioteca Nazionale a Castro Pretorio (1959) con Giuseppe Vaccaro e Nicoletti (1° premio per la sistemazione urbanistica).
Degli anni ‘60 è la libera docenza in Urbanistica (in commissione: Quaroni, Piccinato, Dodi, Chiodi e Fuselli), seguita dalla nomina ad assistente ordinario di Giuseppe Nicolosi nella Facoltà di Ingegneria e poi dall’incarico di Storia dell’Architettura. Sempre nel ‘60 fonda, con un folto gruppo di colleghi 'impegnati' la SAU (Società di Architettura e Urbanistica). Realizza, nel comune di Nardò la Chiesa Parrocchiale di S. Maria al Bagno (’61-62) e vince, con Aldo Calò, il 1° premio per il Monumento alla Resistenza di Cuneo. Infine, per Laterza, cura e introduce un antologia di scritti: “William Morris, architettura e socialismo” (1963). Nel ‘64 Federico Gorio lo nomina come uno dei quattro direttori di ricerca (con A. Bruschi, Elio Piroddi, Eduardo Salzano) del Centro Studi della GesCaL. Nel '65 e nel ’66 escono due libri: per la CEAC, “Personalità e strutture caratterizzanti il Barocco leccese”, scritto con Calvesi; e per Cappelli, “L’architettura del dopoguerra in USA” che riceve il Premio Nazionale INARCH per la critica. Sul versante della progettazione, fonda, con j giovani Giorgio Ciucci, Massimo D’Alessandro e Maurizio Morandi lo STASS, con sede in via del Tempio, che entra nel novero delle ricerche di quell'avanguardia metalinguistica romana che precede il ’68 e che in tale data perviene allo scioglimento dei gruppi. Tra i progetti realizzati ( ’66-68): il Residence alla Camilluccia ("Casabella” 273, 1973); la palazzina alla Serpentara ("Palatino” 4, 1967); il Ginnasio-Liceo di Spinaceto (con Vittorio De Feo). Di questo stesso periodo è il Concorso per la Camera dei Deputati, ancora con De Feo, nel 1962. Dall’ottobre ‘68 inizia con Tafuri, come professore incaricato di Storia dell'Architettura I, una pendolarità con Venezia che durerà 14 anni.
Negli anni ’70 nell'agitato clima post-sessantottino, l'attività progettuale - sempre esercitata accanto a quella storica - ha un deliberato arresto, e si intensifica la ricerca in campo teorico-politico. La critica delle ideologie si coniuga con l’impegno nel PCl (dal 1969) con Cacciari, Tafuri e Dal Co. A Venezia, la ricerca storica e la saggistica privilegiano il tema del Contemporaneo e gli Stati Uniti d’America. Pubblica in questo periodo vari libri: “Louis H. Sullivan epigono di un ideologia” (Officina, 1970); “Architettura barocca a Lecce e in Terra di Puglia" (Bestetti, 1970), con M. Calvesi; “La città americana dalla guerra Civile al New deal" (con Ciucci, Dal Co e Tafuri), e in essa il saggio “Per una città ‘imperiale’” (Laterza, 1973), poi tradotto in inglese per il MIT Press e in spagnolo per G. Gili; cura e introduce il testo di G. Samonà “La casa popolare degli anni trenta” (Marsilio, 1973). Infine, ormai cattedratico a Venezia, pubblica tre libri che ripropongono, ma con notevoli ribaltamenti critici, temi già trattati: “William Morris e I'ideologia dell'architettura moderna”, (Laterza, 1976); “L'architettura del dopoguerra in USA”, (Cappelli, 1976), edizione ampliata; “Le città capitali del XX secolo” (Fratelli Fabbri, 1978); “L’architettura salentina tra innovazione e continuità”, in: AA.VV. "’Barocco’ leccese da Lepanto a Masaniello” (Etecta, 1979).
Negli anni ‘80 diviene membro del Comitato di Settore per i Beni Architettonici (dal 1981 al ‘93 con rielezione dal ’98 in poi). Prima della ‘chiamata’ a Roma (1983), progetta l’allestimento della Pinacoteca nazionale di Pistoia (1982-83), con Sergio Polano e Nicola Marras, mentre prosegue, negli ultimi anni veneziani, un'intensa attività saggistica. Torna sul Barocco leccese con “Architettura barocca”, in: AA.VV. “La Puglia tra Barocco e Rococò” (Electa, 1982) e con Giovanna Curcio, quale esito dei corsi tenuti a Venezia, scrive “Storia e uso dei modelli architettonici” (Laterza, 1982).
Rientrato in Roma, è attivo nel dibattito sulle aree archeologiche. Carlo Aymonino, neoassessore al centro storico, gli affida nell’84 la sistemazione dell'Area Sacra Argentina e viene chiamato dalle Soprintendenze della Basilicata a coordinare i progettisti impegnati nel FIO ’85 Matera/Cultura. In tale quadro operativo realizza, con Mauro Saito, la Sistemazione di piazza Ridola a Matera (’85-‘86) e più tardi, la Sistemazione museale del Convento San Francesco a Ferrandina (’85-‘96). Realizza anche, con paolo Rocchi, la Sistemazione del Castello Svevo di Acerenza (‘85-‘91 ). A Roma esegue, con Paolo Fiore, il progetto per il Restauro del Tempio di Romolo sulla Via Sacra (‘84-‘89) e, nel Salento, guida, come capogruppo incaricato, il piano di Recupero del Centro storico di Nardo per il comparto del Castello (‘87-‘89). Sono dell’89 altri due libri per le edizioni Laterza (che riprendono il testo dell’82): “Architettura : mentalità, dal classico al neoclassico” e, con G. Curcio, “Architettura e città”.
Nel '92, diviene membro della Commissione per il Restauro del Colosseo. Il D.M. del 1995 lo nomina Coordinatore per la Ricerca storica. L’attività universitaria s’intensifica con un nuovo corso per il 1° anno: Fondamenti di Storia dell’Architettura nell’Università di Roma Tre, di cui è tra i fondatori. Con I'elezione a sindaco di Roma di F. Rutelli, è investito del ruolo di consulente per il patrimonio storico-urbano (1994). In tale ambito, affianca la Società Metropolis negli interventi alla Stazione Termini tra cui il percorso coperto in piazza dei Cinquecento (1995) nonché, con Alessandro Anselmi, la fila di lampioni che citano il profilo della pensilina. Nel ’94 è eletto presidente dell’Associazione per il Recupero del Costruito, ARCo, da lui fondata con Antonino Giuffrè, Giorgio Croci e Paolo Marconi. Pubblica “Louis Henry Sullivan (Electa, 1995) mentre l’attività progettuale, nella nuova sede di via Ettore Rolli, si sviluppa in collaborazione con Maria Margarita Segarra Lagunes e più tardi, dal '95, con il figlio Giovanni Manieri Elia. Con loro progetta tre interventi di restauro e sistemazione museale riguardanti: il Convento di S. Francesco in Deruta con il Museo Regionale della Ceramica ('91-'97) in collaborazione con Enrico Da Gai, la Chiesa di S. Francesco a Nocera Umbra per il mMuseo Civico (‘94-‘97) e il Complesso delle ‘Cento Camerelle' a Villa Adriana (’97-‘99). Per Villa Adriana, l’incarico si estende alla realizzazione degli ingressi e dei centri di accoglienza nonché al restauro e sistemazione museale dei Casalini settecenteschi. Rientra in questa fase anche il progetto del restauro e centro di accoglienza della Villa di Orazio a Licenza.

Nel ‘98 pubblica il lavoro portato avanti dal ‘94 sul recupero urbano di largo Argentina: “Topos e progetto. Temi di archeologia urbana” (Gangemi, 1998) al quale collabora anche Maria Margarita Segarra Lagunes con la quale fonda anche la rivista “Topos e progetto”, che esce, in forma semi-monograf ica, con il sottotitolo: “Topos come meta'. Sempre con I'arch. Segarra Lagunes progetta e avvia il Corso di Perfezionamento Storia della Progettazione architettonica, con l’obiettivo di lavorare sul necessario, spesso disatteso, rapporto di integrazione tra lavoro storico e lavoro progettuale. Nel 1999 è eletto Accademico di San Luca. Escono nel 2000 due numeri di “Topos e Progetto”:"Il recupero del senso" e " La risignificazione". Il quarto numero, "L'attesa", esce nel 2003. Altri due numeri: “La mancanza" e “Il vuoto", sono di prossima uscita. Dal 2003 è istituito il Master internazionale ARCHITETTURA-STORIA-PROGETTO, come sviluppo del già affermato Corso di Perfezionamento che resta attivo. La Direzione, dall'ottobre 2003 (data del pensionamento), è condivisa con Francesco Cellini. Il lavoro progettuale dello studio prosegue con alcuni lavori concorsuali (in collab. con Alessandro Anselmi e con Francesco Cellini) nonché, in Umbria, con la realizzazione del restauro e recupero funzionale del complesso monumentale del Castello di Marsciano (2000-2004). La consulenza al Comune di Roma lo impegna, con Carlo Gasparrini, nella Commissione ufficiale per il Progetto di sistemazione dei Fori Imperiali e nel coordinamento, nell'Ambito Strategico di Programmazione del Tevere, del progetto esecutivo per la Sistemazione del basamento dell'Aventino e del progetto preliminare per la Trasversale del Gianicolo.


ARCHIVIO:

Soggetto conservatore
La documentazione relativa all'attività professionale è conservata privatamente presso lo studio professionale a Roma

 

 

   
 

progetti

profilo

elenco opere

 

 

credits