No al sottopasso, sì al muretto...

Ara Pacis - agg. rassegna stampa

Restyling. Ara Pacis, cade il Muro - Corsa contro il tempo per il Mausoleo di Augusto. Il muretto verrà abbassato per consentire la visuale delle chiese. Alemanno: sarà l'ingresso del Tridente. Doppia fontana per l'Ara Pacis - Recupero del Mausoleo di Augusto: 12 milioni e due anni di tempo.

La «Fontana del Navigante» con il relativo «idrometro», dove venivano segnate le piene del Tevere, prenderanno il posto del famoso e contestatissimo «muretto» dell'Ara Pacis in blocchi di travertino voluto da Richard Meier. Una fontana e una colonna che oggi, quasi invisibili perché coperti dalle auto, distano solo qualche decina di metri da dove verranno collocati, dalla parte opposta di via Tomacelli: il trasloco e l'abbattimento del muretto costeranno 1,4 milioni di euro. I lavori dovrebbero cominciare a ottobre. Così «una fontana galleggerà sull'altra - spiega Nigel Ryan, il corrispondente dell'architetto americano a Roma - e l'idrometro andrà a sostituire l'obelisco che non è mai stato realizzato». Una novità che, dimenticato il sottopasso di Passeggiata di Ripetta è inserita all'interno di un più ampio progetto per la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore ed il restauro del mausoleo di Augusto.

Una doppia fontana per l'Ara Pacis. Via il famoso e contestatissimo «muretto» in blocchi di travertino del museo di Richard Meier, al suo posto arriverà la «Fontana del Navigante» con il relativo «idrometro», dove venivano segnate le piene del Tevere. Una fontana e una colonna che oggi, quasi invisibili perché coperti dalle auto, distano solo qualche decina di metri da dove verranno collocati, dalla parte opposta di via Tomacelli: un breve trasloco, compreso l'abbattimento del muretto del costo totale di 1,4 milioni di euro, che avverrà con l'autunno, probabilmente da ottobre. Così «una fontana galleggerà sull'altra - spiega Nigel Ryan, il corrispondente dell'architetto americano a Roma - e l'idrometro andrà a sostituire l'obelisco che non è mai stato realizzato».

Una novità che, dimenticato il sottopasso di Passeggiata di Ripetta (anche se il sindaco ieri ha detto «forse un giorno se ne riparlerà, ma se ne parlerà per realizzarlo prima e non dopo ponte Cavour») è inserita all'interno di un più ampio progetto per la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore - ora ridotta, come scritto dal Corriere, ad una specie di lavanderia a cielo aperto ad uso e consumo degli immigrati - ed il restauro del mausoleo di Augusto.

E si vuole far presto perché nel 2014 scatta il bimillenario della scomparsa del primo imperatore romano (che morì a Nola il 19 agosto del 14 d.C.): così i lavori per la risistemazione della piazza, secondo il progetto del preside di architettura di Roma Tre Francesco Cellini, partiranno (con gara) all'inizio del 2013. La risistemazione, per cui sono previsti 17 milioni di euro, prevede due grandi scalinate che partiranno subito dopo la fontana del museo di Meier in largo san Rocco e risaliranno dalla parte opposta verso l'abside di San Carlo. Al centro, una grande piazza (dove verrà conservata parte dell'antica pavimentazione romana venuta alla luce con gli scavi) esattamente di fronte l'ingresso del mausoleo e con una lunga parte coperta dove potrà essere sistemata anche una caffetteria o un bookshop: «Gli scavi sono stati molto importanti - ha detto Francesco Cellini - perché abbiamo ritrovato l'esatta collocazione dei due obelischi di fronte al mausoleo». Sarà circondato da più verde e da un grande prato. Anche il mausoleo verrà completamente restaurato: per farlo sono necessari 12 milioni di euro, che arriveranno in parte da Roma Capitale (4 milioni), in parte dal Mibac (altri 4 milioni) e in parte dai privati (gli ultimi 4). 

«Questa è la chiusura di una lunga vicenda - afferma Gianni Alemanno - che toglie il museo dell'Ara Pacis dall'isolamento urbano: così tutto si ricuce e sarà un nuovo ingresso al Tridente». Il sovrintendente comunale Umberto Broccoli e la sua collega, la direttrice regionale Federica Galloni parlano di «operazione condivisa», mentre gli «oppositori» al sottopasso, Italia Nostra con Carlo Ripa di Meana e il Comitato Ripetta con Benedetta Borghese, ricordano la battaglia. Il coordinamento residenti città storica annuncia battaglia con un esposto alla Corte dei Conti. Come peraltro l'ex assessore all'Urbanistica Roberto Morassut, oggi deputato del Pd: «È anche questa delle due fontane un'operazione irrealizzabile ed è pronto il ricorso alla Corte dei Conti per l'abbattimento del muro». RIPRODUZIONE RISERVATA

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 29.05.12


Presentato il restyling di piazza Augusto Imperatore. La fontana dei Naviganti trasloca all'Ara Pacis - E in ottobre giù il muro della teca - "A ottobre giù il muro dell'Ara Pacis". Al via il restyling di piazza Augusto Imperatore, trasloca la fontana dei Naviganti.

Il primo passo sarà quella demolizione. Poi verrà il restyling della piazza e, solo alla fine, il restauro del mausoleo. Il tutto, entro il 2014, data in cui sarà celebrato il bimillenario della morte dell'imperatore Augusto. 

La rivoluzione urbanistica di piazza Augusto Imperatore inizierà tra non meno di sei mesi, ma il sindaco Gianni Alemanno ha voluto anticipare i vari passaggi del progetto, quasi per ufficializzare quello che, in fondo, è stato un suo "capriccio architettonico" sin dall'inizio del mandato. «A ottobre inizieranno i lavori per l'abbattimento del muro della teca di Meier dell'Ara Pacis» ha dunque annunciato Alemanno. L'operazione costerà un milione e 400 mila euro e il progetto è stato curato dallo studio di Richard Meier. La parte del muro interessata dall'abbattimento sarà quella di fronte alle chiese di San Girgolamo e di San Rocco. Dei 33 metri che costituiscono il muro, dunque, gli ultimi 17 1,5 metri di altezza invece degli attuali 2,7. Nel piazzale d'accesso all'Ara Pacis, poi, verrà spostata la fontana del Navigante, che ora si trova sul lato opposto della teca. «Era stato ipotizzato un progetto diverso - ammette Alemanno - avevamo già bandito la gara per la realizzazione del sottopasso, ma alla fine l'abbiamo annullata perché ci siamo resi conto che l'opera non era compatibile con il contesto».

Il secondo passo sarà il restyling di piazza Augusto Imperatore. Il bando è stato vinto dall'architetto Federico Cellini e il cantiere inizierà nei primi mesi del 2013. Costo dell'opera, 17 milioni di euro, che saranno reperiti dai fondi per Roma Capitale. Non si tratta, però, di un progetto nuovo: fu già presentato all'epoca della giunta Veltroni e oggi viene riproposto con qualche aggiustamento. In pratica, la nuova piazza Augusto Imperatore sarà costituita da due grandi rampe di accesso laterali che condurranno al Mausoleo di Augusto. Questo secondo livello conserverà la pavimentazione del I secolo d.C. scoperta dai recenti scavi archeologici e il Mausoleo sarà circondato da un ampio giardino fruibile dai visitatori. Il cantiere durerà almeno 18 mesi e sulla superficie della piazza diminuiranno i posti auto.

Infine, verrà restaurato e riqualificato il Mausoleo di Adriano, ma il progetto del ministero dei Beni culturali è ancora in fase di realizzazione. Il restauro costerà 14 milioni di euro, di cui 4 verranno recuperati tramite sponsorizzazione, come avvenuto per il Colosseo.

di Laura Mari
da La Repubblica del 29.05.12


L'architetto dello studio Meier - Ryan: "Il Comune è un cliente, noi ci adeguiamo"

«Basta polemiche, abbiamo lavorato alla ricerca di una soluzione e alla fine l'abbiamo trovata». Cerca di non alzare nuovi polveroni e, dopo anni di polemiche, Nigel Ryan dello studio di architettura di Richard Meier mettere un punto all'infinita saga del "muro della discordia".

  • La teca è stata progettata e costruita con quel muro che, al di là delle polemiche, ne è parte integrante. Abbatterlo significa snaturare l'opera di Meier? «Abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra le teca e il suo contesto, tentando di soddisfare le richieste del cliente, ovvero il Comune di Roma. Non si poteva continuare a discutere, era necessario trovare una soluzione e alla fine ci siamo riusciti. La parte finale del muro, circa due terzi, sarà ridotta di altezza».
  • L'Ara Pacis ha già, all'esterno, una sua fontana. Che senso ha spostare quella dei Naviganti di fronte all'accesso della teca? «Inizialmente si trovava in quella posizione e così abbiamo pensato di riportarla alla luce perché, dove è ora, è oscurata dalle auto in sosta. Le due fontane saranno bacini d'acqua in caso di incendio - ironizza - Ora bisognerà studiare come farle dialogare tra loro perché, di fatto, rappresentano un diverso modo di concepire l'acqua e le opere. La fontana dei Naviganti è il passato, da custodire e tutelare. Quella davanti alla teca di Meier, invece, è viva, è uno spazio in cui bambini possono entrare e i turisti possono anche rinfrescarsi i piedi».

di Laura Mari
da La Repubblica del 29.05.12


Ara Pacis, giù il muretto - Sarà ridimensionata l'opera di Meier davanti alle chiese barocche. Il piano di riqualificazione di piazza Augusto Imperatore: un parco intorno al mausoleo. Niente tunnel, giù il muretto un parco intorno all'Ara Pacis. Piazza Augusto Imperatore: ecco il nuovo progetto

Addio sottopasso, parking interrato, terrazza sul fiume. Saranno una nuova piazza Augusto Imperatore e un restaurato Mausoleo ad abbracciare l'Ara Pacis e a raccordarsi con tutta l'area. E sarà del tutto ridimensionato in altezza e larghezza il muretto della discordia, di lato alla teca di Meier in modo da rendere visibili le chiese di San Girolamo e San Rocco. Davanti all'Ara Pacis tornerà la fontana del Navigante che ora si trova dall'altro lato della strada.

Una volta terminati i lavori, tutt'altro peso avrà piazza Augusto Imperatore. Tutto sarà pronto entro il 2014, bimillenario della morte di Augusto, ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno, illustrando il nuovo progetto che ricucirà l'area che dall'Ara Pacis si estende verso piazza Augusto Imperatore.

Addio sottopasso, parking interrato, terrazza sul fiume. Saranno una nuova piazza Augusto Imperatore e un restaurato Mausoleo ad abbracciare l'Ara Pacis e a raccordarsi con tutta l'area. Ricucitura il termine esatto usato da quanti, dal sovrintendente ai Beni culturali Umberto Broccoli al sindaco Gianni Alemanno, hanno illustrato il nuovo progetto realizzato dallo studio dell'architetto Richard Meier. Al massimo entro il 2014, bimillenario della morte dell'imperatore Augusto dev'essere tutto pronto. Sarà del tutto ridimensionato in altezza e larghezza il muretto della discordia, di lato alla teca di Meier in modo da rendere visibili le chiese di San Girolamo e San Rocco. Davanti all'Ara Pacis tornerà la fontana del Navigante che ora si trova dall'altro lato della strada.

Una volta terminati i lavori, tutt'altro peso avrà piazza Augusto Imperatore. L'intento del progetto dell'architetto Francesco Cellini è quello di evocare un'immagine di teatralità urbana, con esplicito riferimento alla settecentesca scalinata del Porto di Ripetta oggi scomparsa. A far da sfondo le due chiese, collegate da un unico livello di pavimentazione che poi salirà fino al livello stradale. Tutto il mausoleo sarà cinto da un più ampio giardino. «Una porzione di pavimentazione imperiale molto bella - ha annunciato Cellini - rinvenuta durante gli scavi si integrerà in alcuni tratti con la pavimentazione moderna. Un unico spazio a sinistra, al piano terra del più triste dei palazzi che circondano la piazza e che costeggia via Tomacelli, ospiterà spazi per caffetteria, bookshop, informazioni, anche una mostra degli oggetti rinvenuti».

Il progetto intende sottolineare le due quote della piazza: «quella più bassa dove è nato il monumento e quella della città dal Rinascimento in poi». Non tutta la pavimentazione del I secolo dopo Cristo sarà calpestabile; messa in rilievo la presenza degli obelischi, lasciando in vista i resti della fondazione.

Si modificherà anche l'assetto di piazza antistante l'Ara Pacis, come ha spiegato Nigel Ryan, corrispondente di Meier con lo spostamento della fontana del navigante nei pressi della posizione originaria, il ridimensionamento del muro, la creazione di una panca, l'estensione della piazza. «Si chiude una lunga vicenda, si mette la parola fine a una polemica che dura da tanti anni, finalizzata a eliminare quest'area dall'isolamento urbano - ha ricordato il sindaco - in particolare sarà abolito il muretto che ostruiva le chiese barocche di fronte all'Ara Pacis. Non nascondiamo che avevamo ipotizzato un progetto diverso, con un sottopasso sul lungotevere. Ma non c'erano le condizioni urbanistiche, ambientali e trasportistiche. Annullata la gara, avremo ora una soluzione che rappresenta una nuova porta di accesso per Roma e che verrà inserita nel complessivo progetto della pedonalizzazione del centro storico».

«È da stimare quell'amministratore che sa tornare sulle proprie decisioni e sostituirle con gesti e progetti condivisi e lungimiranti», ha dichiarato Carlo Ripa di Meana a nome dell'intera sezione romana di Italia Nostra, rivelando come il sindaco il 24 febbraio, sotto la pioggia, appoggiato in incognito a un muretto davanti al traffico dell'Ara Pacis abbia preso la decisione giusta: «Qui il tunnel non si può fare». Per Umberto Croppi, responsabile culturale di Fli, intorno al muro si è costruita tutta un'invenzione ideologica. Le chiese erano nascoste un tempo».

Alemanno ha elencato tempi e costi dei tre progetti che «marceranno insieme»: un milione e 400mila euro per risistemare tra ottobre 2012 e inizio 2013 la piazza antistante l'Ara Pacis; 17 milioni di euro per riqualificare piazza Augusto Imperatore, a partire dai primi mesi 2013 con un cantiere che andrà avanti circa un anno e mezzo; 12 milioni per restaurare il Mausoleo, a partire da febbraio, marzo 2013, «quattro milioni di Roma capitale, 4 promessi dal Mibac, altri quattro reperiti attraverso un processo di sponsorizzazione.

Alla fine il Mausoleo di Augusto diventerà un punto di estrema importanza per il centro storico». Un progetto condiviso da tempo, «volto a mitigarne l'impatto, sin dalla variante del '98 - interviene Federica Galloni, direttore regionale dei Beni culturali per il Lazio - Il Mausoleo sarà una sorta di museo di se stesso, in grado di ospitare piccole manifestazioni». Rimane aperta, per Alemanno, la questione della discesa del porto di Ripetta: «Un'ipotesi a cui la città non rinuncia». RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Via posti auto e capolinea dei bus unite San Carlo e via di Ripetta. A piazza Augusto Imperatore è prevista la realizzazione di un'ampia cordonata, dall'abside di San Carlo al livello archeologico e da lì, inserendosi tra le due chiese di San Girolamo e San Rocco, fino a risalire verso il Tevere, al livello di via Ripetta. Protagonista, al centro, il Mausoleo di Augusto, circondato da un più ampio giardino, si ridurranno drasticamente posti auto e sede stradale (completamente pedonale via di Ripetta, riservati al passaggio dei mezzi pubblici ma rimuovendo i capolinea, gli altri due).
  • Chiese barocche più visibili si dimezza la barriera. Sebbene in base al progetto definitivo rimarranno 33 metri in lunghezza, del muro progettato da Meier che va da via Tomacelli al museo dell'Ara Pacis, i 17 metri antistanti le due chiese saranno abbassati fin quasi al livello della strada, lasciando una piccola parte dell'altezza, come se fosse una lunga panchina per delimitare la fontana dei Navigatori. Dall'inizio del 2014, i 2/3 di muro rimasti - quello che Meier confessò che non avrebbe mai fatto se avesse saputo che l'area si poteva pedonalizzare - non saranno più di 2,7 metri (altezza attuale) ma di 1,5 metri.
  • La vasca del Navigante all'angolo con via Tomacelli. Davanti all'Ara Pacis nella parte che delimita l'incrocio con via Tomacelli tornerà la fontana del Navigante che ora si trova dall'altro lato della strada nei pressi di palazzo Marescalchi Belli: verrà installata al posto della vasca con cascata che a sua volta sarà spostata sulla destra più vicino al museo dell'Ara Pacis. La nuova posizione della fontana segnerà l'ingresso occidentale di piazza Augusto Imperatore e della grande area del Tridente e di Campo Marzio. Attraverso la metafora acquatica offerta dalle due fontane si realizzerà una sorta di collegamento ideale con il fiume.

di Raffaella Troili
da Il Messaggero del 29.05.12


Ara Pacis, addio al sottopasso - Il sindaco: c'è un nuovo progetto. E torna l'ipotesi del muretto abbassato - Il caso. Lunedì la presentazione. «Si ricucirà la teca di Meier, il monumento e piazza Augusto Imperatore».

Adesso è ufficiale: il sottopasso dell'Ara Pacis non si farà. Niente tunnel, dopo tante polemiche e contestazioni, ma una diversa soluzione che con ogni probabilità riguarderà la più volte annunciata volontà del sindaco di abbassare il «muretto» del Museo di Richard Meier. «Abbiamo un nuovo progetto di ricucitura tra la teca di Meier, il monumento e piazza Augusto Imperatore - ha annunciato Gianni Alemanno -. Un progetto condiviso, senza il tunnel, ma che avrà comunque un notevole significato di trasformazione di quell'area». E proprio per questo una delegazione dell'ufficio Città Storica, anche con Francesco Cellini, preside di Architettura a Roma Tre e vincitore del progetto di riqualificazione di piazza Augusto Imperatore, si è recata il mese scorso a New York per discutere con l'architetto americano. «Il nuovo progetto - dice Gianni Alemanno - sarà presentato lunedì all'Ara Pacis stessa».

Tramonta così, e per la seconda volta (la prima fu sotto l'amministrazione di Walter Veltroni, che definanziò il sottopasso nel 2006) l'idea di una galleria da ponte Cavour a Passeggiata di Ripetta per evitare il traffico lungo il monumento. A spiegare le motivazioni una nota dell'ufficio Città Storica: «Roma Capitale - è scritto - esaurito l'iter amministrativo, ha deciso di non procedere all'aggiudicazione della gara per l'affidamento di lavori per la progettazione e l'esecuzione di un sottopasso e per la costruzione e gestione di un parcheggio multipiano in Lungotevere in Augusta a Roma. La decisione - aggiunge la nota - è stata presa in quanto nessuno dei progetti presentati è conforme al progetto preliminare predisposto dall'ufficio Città Storica e posto a base di gara. In particolare tutti gli elaborati grafici presentati dalle imprese prevedono ingresso e uscita del parcheggio su via di Ripetta e non su via Federico di Savoia, come previsto nel progetto a base di gara e come prescritto dalla sovrintendenza».

Italia Nostra che si è a lungo battuta contro il sottopasso per la salvaguardia dei platani del lungotevere si affida alle poche parole del suo presidente Carlo Ripa di Meana: «Attendo la conferenza stampa, e in quella occasione commenterò il passato e il futuro di tutta la vicenda». E Benedetta Borghese, presidente del Comitato Ripetta nato proprio per contrastare il sottopasso aggiunge: «Per fortuna il sindaco ci ha ascoltato e ha preso la decisione migliore per salvare i platani e passeggiata di Ripetta».

L'ex assessore all'Urbanistica Roberto Morassut, oggi deputato del Pd, colui che dovette definanziare il primo progetto «trasferendo i 20 milioni di euro per lavori nel Tridente», incalza: «Che il progetto fosse irrealizzabile l'avevo detto già due anni fa. Invece si è voluto andare avanti, impegnando inutilmente gli uffici Città Storica e perdendo del tempo». Il Coordinamento residenti città storica annuncia un esposto alla Corte dei Conti e all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici per «un progetto nato male, gestito peggio e concluso con un disastro». RIPRODUZIONE RISERVATA

Le tappe

  • 1996 - Rutelli commissiona a Meier la sostituzione della teca progettata nel '38 da Vittorio Morpurgo
  • 2006 - La nuova Ara Pacis viene inaugurata da Veltroni dopo sei anni di lavori
  • 2008 - Alemanno la definisce uno «sfregio» per la città
  • 2009 - Viene lanciato il progetto di un tunnel di 600 metri da ponte Cavour a ponte Matteotti, un parcheggio sotterraneo da 308 posti nella passeggiata di Ripetta, la pedonalizzazione dell'intera area davanti all'Ara Pacis, l'abbattimento quasi completo del «muretto»
  • 2011 - Ad agosto Alemanno annuncia un nuovo piano. Muretto demolito e via al sottopasso entro un anno

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 25.05.12


Ara Pacis, il sottopasso non si farà - Il Comune annulla la gara d'appalto. "Proposte non rispondenti al bando". Il Pd: accertare le responsabilità.

Annullata la gara per i lavori del sottopasso dell'Ara Pacis. È l'ufficio Città storica a mettere un punto al tanto contestato tunnel con parcheggio multipiano sul lungotevere in Augusta. Così il Campidoglio, ancora una volta, è costretto a fare marcia indietro. Viene, dunque, riposto nel cassetto il progetto che aveva sollevato le critiche di Italia Nostra e dei comitati dei residenti. Tuttavia il Comune potrebbe presto dover fornire spiegazioni all'Authority, che avrebbe già chiesto chiarimenti.

Lo stop arriva perché «nessuno dei piani presentati è conforme al progetto preliminare predisposto dall'ufficio Città Storica e posto a base di gara». E in particolare perché «tutti gli elaborati grafici presentati dalle imprese partecipanti prevedono ingresso e uscita del parcheggio su via di Ripetta e non su via Federico di Savoia come prescritto dalla Sovrintendenza statale». Insomma: l'aggiudicazione provvisoria del project financing fatta nell'agosto 2011 è stata annullata. «Alemanno dopo un anno di annunci, di lavoro degli uffici, di propaganda, e dopo aver effettuato anche un'assegnazione preliminare della gara, annulla tutto perché si accorge che i progetti presentati non rispettavano le prescrizioni del bando - attacca il consigliere comunale del Pd, Athos De Luca - Ora il sindaco accerti eventuali responsabilità».

Il primo cittadino, però, annuncia di avere pronto un nuovo progetto che sarà presentato lunedì. «Sarà un'operazione di ricucitura tra la teca di Meier, il monumento e piazza Augusto Imperatore - spiega Alemanno - Non ci sarà il tunnel, ma la trasformazione dell'area sarà comunque notevole». L'idea sembra quella del progetto, in auge già da 4 anni, di restyling di piazza Augusto Imperatore. «Il sindaco tenta di confondere le acque, presentando la sistemazione della piazza e l'abbassamento del muretto di Meier come un nuovo piano - incalza De Luca - Smetta di fare il furbetto».

I residenti del centro storico vogliono andare però fino in fondo. Così il Coordinamento che raggruppa 18 associazioni, dopo la diffida, presenta un esposto sia alla Corte dei conti sia all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici per una indagine sul danno erariale. «Il tentativo di uscire dal vicolo cieco nel quale il Comune si è infilato non è indolore - spiega il portavoce Roberto Tomassi - Le motivazioni con le quali Roma Capitale ha giustificato la decisione di annullare la gara sono a dir poco contraddittorie. L'operato del Campidoglio è stato quanto meno superficiale ed inadeguato. Ha provocato e potrà provocare un grave danno erariale».

di Laura Serloni
da La Repubblica del 25.05.12


Sottopassi & Dintorni - IL (BEL) PAESE DOVE IL NO SUONA

I sottopassi, a Roma, non s'hanno da fare. Tutte le metropoli del mondo li hanno; la capitale d'Italia no. A Parigi si sfreccia lungo la Senna (talora anche troppo), Londra ha vie di scorrimento veloce lungo il Tamigi; sul lungotevere invece si deve andare in colonna, a passo d'uomo, in una nuvola d'aria irrespirabile. Più in generale, l'urbanistica, l'architettura, l'ingegneria non abitano qui. Siamo il Paese del No. E Roma ne è, coerentemente, la capitale.

Non s'ebbe da fare il sottopasso di Castel Sant'Angelo, ai tempi del Giubileo e di Rutelli; e così, ogni giorno e per chissà quanti anni in futuro, le auto e le moto si mettono in fila nel labirintico percorso di guerra che costeggia l'antica tomba di Adriano e i suoi giardini. Non si farà, sull'altra sponda del Tevere, il sottopasso dell'Ara Pacis. Un'opera che avrebbe dato respiro sia alle vestigia di Augusto sia al quartiere. Un progetto magari discutibile, come tutti, sicuramente da condividere con le istituzioni che vegliano sul patrimonio dell'Urbe e con gli abitanti del centro storico; in ogni caso, l'idea di liberare dal traffico uno degli angoli più belli di Roma e quindi del mondo non era affatto male. Invece non se ne farà nulla, con la curiosa motivazione che nessuno dei progetti presentati era conforme a quello preliminare predisposto dal Comune. Possibile che tutti i partecipanti alla gara abbiano capito male? Non c'è in Europa un'impresa o uno studio di architettura in grado di escogitare una formula indovinata?

Al di là dei tecnicismi, resta un dato di fondo: la nostra epoca sarà ricordata come quello in cui costruire, cambiare, innovare era impossibile, almeno in Italia. Sta crescendo la prima giovane generazione della storia contraria alla velocità: dagli eccessi cinetici dei futuristi a quelli slow dei no-Tav. Le contestate norme berlusconiane per snellire l'iter burocratico delle grandi opere non hanno portato a molto più di nulla: l'Autostrada del Sole è di fatto una superstrada, la variante di valico ha richiesto più tempo della piramide di Cheope (ed è stata inaugurata molte più volte), i nuovi collegamenti da Civitavecchia verso Nord-Ovest e da Orte verso Nord-Est sono rinviati a data da destinarsi. Ora è il turno di Passera annunciare nuove grandi opere. Vedremo. Nel frattempo non sarebbe male sbloccare almeno i cantieri urbani. Pensare in grande, o almeno in bello. Invece, per ben che vada, le ambizioni sulla zona dell'Ara Pacis si ridurranno ad abbassare il famigerato muretto di Meier. Gli abusivi che occupano la zona con le loro masserizie ringraziano. RIPRODUZIONE RISERVATA

di Aldo Cazzullo
dal Corriere della sera del 25.05.12


Il caso - "Inutile e dannoso" per il sottopasso dell'Ara Pacis arriva l'ultimo no

L'ultimo capitolo del "caso" sottopasso dell'Ara Pacis starebbe per volgere al termine. «L'ufficio Città Storica ha pronta una disposizione dirigenziale che archivia il progetto, inutile e dannoso, che avrebbe trasformato il lungotevere in un'autostrada», spiega Athos De Luca, consigliere comunale del Pd. «È questione ormai di settimane - continua il consigliere capitolino - La disposizione annulla la gara perché non sono state rispettate le condizioni previste dal Comune».

Insomma sembrerebbe che tutte e tre le ditte, la Todini Costruzioni con Zeis e Cogeim che si è aggiudicata l'appalto, il secondo arrivato Claudio Salini così come il terzo Condotte e il quarto AstaldiVianini, non avrebbero presentato una proposta in linea con i requisiti richiesti dal Campidoglio. E più precisamente la disposizione delle rampe d'accesso sarebbe difforme, così come il numero di box da realizzare nel parcheggio interrato sarebbe troppo elevato, tanto da ridurre anche le dimensioni della terrazza che si affaccia sul Tevere. «Presenterò un'interrogazione - incalza Athos De Luca - Perché dopo aver assegnato l'appalto ci si accorge oggi della mancanza del requisiti necessari per aggiudicarlo definitivamente? Un modo di governare inaccettabile».

di Laura Serloni
da La Repubblica del 11.05.12


Sottopasso di via di Ripetta i residenti bocciano il progetto

Il coordinamento residenti della città storica chiede al Comune di prendere una posizione chiara sulla realizzazione del sottopasso del Lungotevere Augusta ed del collegato parcheggio sotterraneo di Ripetta. E lo diffida a concludere il procedimento avviato quando è stata indetta la gara «con un provvedimento che contenga le determinazioni dell'amministrazione e le motivazioni delle decisioni». Se il Campidoglio non dovesse esprimersi con un atto formale, c'è il rischio - avverte il coordinamento - che si arrivi «all'aggiudicazione definitiva della gara grazie al silenzio assenso». 

Non si capisce perché, denunciano i residente del centro storico, il Comune ritardi la chiusura del procedimento nonostante siano da tempo terminati i lavori della conferenza di servizi che avevano di fatto «bocciato» l'opera. A febbraio dello scorso anno il Comune aveva indetto una gara per la progettazione e realizzazione del sottopasso e del parcheggio. Vincitore era risultato il Gruppo Todini. 

Ma il verbale della conferenza di servizi riportava una serie di pareri, prescrizioni e richieste di modifiche al progetto di una tale entità ed importanza da stravolgerlo completamente e da renderlo di fatto irrealizzabile. Tuttavia, aggiunge il coordinamento, nessun parere espressamente negativo e contrario alla realizzazione del sottopasso e del parcheggio è stato espresso dagli uffici che hanno partecipato alla conferenza di servizi. «Del resto lo stesso Assessore all'Urbanistica Corsini ha pubblicamente dichiarato di credere alla possibilità che il sottopasso venga realizzato».

Il rischio - è la preoccupazione del coordinamento - consiste nel fatto che in mancanza di un provvedimento del Comune che chiuda il procedimento della gara e dichiari di rinunciare al progetto, possa scattare con un meccanismo equivalente al silenzio-assenso l'aggiudicazione definitiva della concessione dei lavori a favore della Todini, così come prevede l'articolo 12 del «Codice degli appalti pubblici».

Infatti, l'aggiudicazione definitiva deve avvenire entro i trenta giorni da quella provvisoria, termine che si è interrotto per i lavori della conferenza dei servizi. Senza un parere definitivo, c'è la possibilità per la Todini di chiedere al Comune un notevolissimo risarcimento danni (almeno 25 milioni di Euro) nel caso il progetto non venisse realizzato. 

«L'inerzia degli uffici comunali, che ingiustificatamente ritardano la chiusura del procedimento di gara senza adottare un provvedimento di rinuncia al progetto, potrebbe causare un ingente danno erariale per le già provate casse comunali», scrivono i residenti. «Per questo motivo e per spingere il Comune a fare chiarezza sulle sue reali intenzioni, il coordinamento ha inoltrato una formale diffida agli uffici comunali affinché provvedano ad emettere il provvedimento di chiusura definitiva della gara e di rinuncia al progetto»

Inoltre, con un esposto verrà chiesto l'intervento della Sezione di controllo della Corte dei Conti e dell'Autorità Vigilanza Contratti Pubblici). Infatti per il progetto del sottopasso e del collegato parcheggio interrato, non è mai stato svolto uno studio di fattibilità completo ed approfondito per verificare la concreta realizzabilità dell'opera. Tutte le problematiche e criticità emerse in sede di conferenza di servizi avrebbero potuto essere rilevate prima di dare corso alla gara per la concessione dell'appalto, e sarebbe così emersa l'impossibilità di procedere ai lavori.

pag. 37 - Roma
da Il Messaggero del 09.05.12


"Stop al sottopasso dell'Ara Pacis o si rischia un danno da 25 milioni". I residenti diffidano il Campidoglio: rinunci subito al progetto.

Dalle proteste con le lenzuola appese alle finestre, il "caso" del sottopasso dell'Ara Pacis approda in tribunale. Il limite di 30 giorni fissato dalla legge per l'aggiudicazione definitiva dell'appalto sarebbe ormai scaduto, ma ancora non c'è stata da parte del Campidoglio una formale rinuncia al progetto né il procedimento sarebbe ancora stato chiuso. Per questo 18 associazioni del centro storico hanno presentato una diffida al sindaco: «L'inerzia degli uffici può causare un ingente danno erariale alle già provate casse capitoline: fino a 25 milioni di euro. Ora il Campidoglio faccia chiarezza». E c'è di più: con un esposto, è stato chiesto l'intervento della sezione di controllo della Corte dei Conti e dell'Avcp (Autorità di vigilanza sui contratti pubblici) perché per il progetto del sottopasso e del parcheggio interrato non è mai stato svolto uno studio di fattibilità completo ed approfondito.

I lavori della conferenza dei servizi sono stati chiusi lo scorso 21 febbraio. Il verbale riporta una serie di pareri e prescrizioni al progetto del gruppo Todini spa, che ha vinto la gara, con richieste di modifiche di tale entità ed importanza da stravolgere il piano originario. Dalla data di chiusura dei lavori, i trenta giorni per l'aggiudicazione definitiva sono ormai decorsi. Il rischio segnalato dalle associazioni è che, in mancanza di un provvedimento del Comune, che chiuda il procedimento e dichiari di rinunciare al progetto, possa scattare - con un meccanismo equivalente al silenzio-assenso - l'aggiudicazione definitiva dei lavori a favore di Todini spa, come prevede il Codice degli appalti pubblici. 

Il progetto, però, così com'è non può essere realizzato, visti i tanti pareri espressi dai diversi uffici tecnici e dalle Soprintendenze. «Il pericolo - sottolinea Roberto Tomassi, del Coordinamento residenti centro storico - è che si apra un contenzioso con la ditta appaltatrice, che può chiedere al Comune un notevolissimo risarcimento danni (almeno 25 milioni di euro) nel caso il progetto non venisse realizzato. Tutte le problematiche emerse in sede di conferenza di servizi avrebbero potuto essere rilevate prima di dare corso alla gara: sarebbe così emersa l'impossibilità di procedere ai lavori. Invece il Comune si è infilato in un vicolo cieco, e ha già speso notevoli risorse umane e finanziarie per un'opera irrealizzabile». A ribadire i "limiti fisici" del progetto è Antonio Tamburrino, ex consulente del Campidoglio per il piano strategico della mobilità: «La pendenza delle rampe del 10%, il collettore delle acque basse e i resti archeologici che insistono nell'area sono limiti invalicabili. Già con i lavori della teca il piano fu modificato all'ultimo momento perché furono trovati dei lastricati marmorei di epoca augustea. Lì sotto, con ogni probabilità, c'è il porto di Augusto».

di Laura Serloni
da La Repubblica del 08.05.12

 

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Sistemazione dell'area antistante il museo dell'Ara Pacis
[modifiche del progetto vincitore del concorso 2006]




 

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data pubblicazione: martedì 5 giugno 2012
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