Accade a San Lorenzo

Salviamo le Fonderie Bastianelli

Piovevano le bombe come neve, il 19 luglio del 43, a San Lorenzo.

Il quartiere romano "martire" della seconda guerra mondiale si trova ancora, oggi, sotto l'effetto di un "bombardamento".

Nonostante il Piano regolatore abbia individuato, all'interno della grande ansa urbana bordata dalla ferrovia, le mura e i perimetri della Sapienza e del Verano, diversi ambiti di valorizzazione.

Nonostante l'intera area del quartiere sia stata individuata all'interno della "Carta della Qualità", parte integrante dello stesso PRG;

Nonostante tutto questo: diversi interventi edilizi, destinati a realizzare case e ancora case, si stanno abbattendo come bombe in alcuni "vuoti" provocati dai bombardamenti del ‘43 e su antiche aree industriali oggi dismesse, ma censite quali esempi di archeologia industriale, dalla medesima Carta della Qualità.

 

La fonderia Bastianelli, situata all'angolo tra via dei Sabelli e via dei Reti, la cui esistenza è attestata da una documentazione certa che la data 1908, dove sono stati forgiati alcuni dei monumenti che hanno costruito l'immagine di Roma nel secolo passato, è ora interessata da un progetto che vuole alterare quell'equilibrio morfologico - che la Carta della Qualità intende conservare per attualizzarlo in modo unitario e coerente con l'intero quartiere - con un progetto di miniresidenze e livelli multipli di parcheggi sprofondati nel fragile terreno sottostante, che vedono l'opposizione dei cittadini di San Lorenzo e dei molti che amano e frequentano questo quartiere.

 

L'Amministrazione Comunale, sulla base della documentazione prodotta dai cittadini, che hanno saputo ricostruire, nelle carte e negli atti progettuali, la storia e la memoria del luogo, ha sospeso il permesso di costruire già rilasciato, reputando fondate le motivazioni di cui è venuta a conoscenza.

Trattandosi di una parte significativa della città; esistendo a San Lorenzo le condizioni storiche, ambientali e sociali per la redazione di un significativo Progetto Urbano, previsto dal P.R.G. e avviato con un processo partecipato, che risarcisca, almeno con la qualità architettonica, quel luogo offeso dalla guerra e dall'altrettanto devastante spregio rappresentato dell'arteria tangenziale in sopraelevata, gli architetti romani, chiedono all'Amministrazione Comunale, alla Soprintendenza, al Municipio III e a tutti i cittadini che si riconoscono nella necessità che la memoria sia parte integrante dei processi di trasformazione:

    • di far sì che venga attentamente valutato dalla Soprintendenza Comunale, cui questo compito è demandato, cosa disinvoltamente si vuole "demolire", nel rispetto di quanto alla normativa del PRG e della Carta della Qualità all'interno della quale la fonderia Bastianelli è riportata come esempio di archeologia industriale;
    • di costruire un percorso che integri le innovazioni architettoniche con il quartiere nel suo insieme e che risulti attento alle esigenze di chi vi abita o lo vive, tenendo conto, anche, dell'impatto socio-economico che le nuove costruzioni determineranno.

Solo così si otterrà di non compromettere, con progetti e interventi a macchia di leopardo, la possibilità di riqualificazione che il Progetto Urbano assegna a questa parte significativa della città.

Per questo insieme agli architetti chiediamo di firmare il presente appello a chiunque non voglia che a San Lorenzo sia apportata una nuova devastazione.

 

 

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data pubblicazione: lunedì 17 dicembre 2012
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