Settanta modi per far bella Roma

Rassegna stampa inaugurazione mostra

L'INAUGURAZIONE - Esposte grandi foto di 70 nuove opere dal 1990 ad oggi 
Acquario Romano, una mostra e la riapertura del giardino

Settanta grandi foto per documentare altrettante opere di architettura costruite - o ancora in fase di costruzione - negli ultimi quindici anni a Roma, dal riordino di piazza del Popolo al cantiere del Maxxi, dal ponte pedonale di Villa Pamphili, alla stazione Tiburtina. È questo il clou della mostra "Architetture a Roma", all'Acquario Romano, che è stata aperta ieri dal sindaco Veltroni, dall'assessore all'urbanistica Morassut e dal presidente della Casa dell'Architettura Amedeo Schiattarella, che, in questa occasione, hanno inaugurato la nuova apertura del giardino dell'Acquario Romano, fino ad oggi non accessibile al pubblico.

La mostra, a cura di Giorgio Ciucci, Francesco Ghio e Piero Ostilio Rossi, è l'esito di una campagna fotografica promossa nel 2004 dal comune per documentare le più significative opere di architettura realizzate a Roma a partire dall'anno 1990. La scelta dell'anno è stata fatta in base alla rivoluzione urbanistica e architettonica iniziata con i Mondiali di calcio e proseguita con il Giubileo fino al nuovo Piano Regolatore.

«La casa dell'architettura - ha detto il sindaco - è esattamente come l'abbiamo immaginata: un centro vivo, un laboratorio per alimentare una nuova cultura dell'arte contemporanea. La città sta cambiando e abbiamo rotto una serie di barriere che impedivano all'architettura contemporanea di imporsi». Nella mostra sono esposte 250 fotografie di Andrea Jemolo, corredate da un database che di ogni opera rappresentata fornisce dati e informazioni. 

 

di Renata Mambelli
da La Repubblica del 03.03.06



Settanta modi per far bella Roma - Alla Casa delle Architetture «esperti» e bambini al vernissage delle opere più significative degli ultimi 15 anni.

LA CASA dell'Architettura racconta per un mese intero la storia di Roma dal 1990 ad oggi. Quindici anni di trasformazioni per una città che non dimentica la sua storia ma si proietta con coraggio verso il futuro. È stata una doppia inaugurazione ieri per il sindaco Walter Veltroni. Salutato da una folla di bambini che lo hanno accolto al suo arrivo intonando la canzone «We are the world», ha tagliato metaforicamente il nastro di «Architetture a Roma, oggi», una mostra promossa dall'Assessorato all'Urbanistica del Comune e dalla stessa Casa dell'Architettura, che illustra le opere più significative realizzate, o in corso di realizzazione, a Roma negli ultimi 15 anni.

Settanta opere in tutto, esposte da ieri fino al 31 marzo nell'Acquario Romano, sede della Casa dell'Architettura, in piazza Manfredo Fanti. Prima di «rendere omaggio» ad una ad una alle opere, Veltroni si è intrattenuto con i bambini in quello che da oggi sarà il loro parco: uno spazio rimesso a nuovo antistante la Casa dell'Architettura, fortemente voluto dai piccoli del quartiere. Poi, è stata la volta della mostra. Vicino agli organizzatori - Giorgio Ciucci, Francesco Ghio e Piero Ostilio Rossi - seguito dall'ambasciatore coreano Cho Young-Gai, il sindaco ha percorso l'anello superiore e inferiore della struttura che espone alcune delle immagini più rappresentative: scorci di Roma antica, chiese, palazzi di periferia, fino alle nuove futuristiche opere della capitale dei prossimi anni, dalla Fiera di Roma al nuovo Centro Congressi, dai Mercati Generali alla stazione Tiburtina.

«La mostra è strutturata in modo da esaltare le singole opere - spiega Francesco Ghio - Ciascuna di esse è documentata da una foto di grandi dimensioni. Le opere sono collocate all'interno delle strategie di sviluppo e di trasformazione che il nuovo Piano regolatore ha stabilito di adottare, sottolineando allo stesso tempo la particolare attenzione che esso ha dedicato alla città del Novecento e alle sue architetture».

«La Casa dell'Architettura - ha aggiunto Veltroni - è diventata esattamente come l'avevamo immaginata, un centro vivo, un laboratorio che deve servire per mostrare il lavoro di una città che sta cambiando».

Nel corso dei 30 giorni di esposizione, la mostra si arricchirà di eventi quali convegni, presentazione di libri, dibattiti.

 

di Damiana Verucci
da Il Tempo del 03.03.06


Grandi progetti messi “ in posa”

E’ la Roma degli ultimi quindici anni. Quella che ha visto esplodere le periferie e ha ricominciato a costruire nel segno della qualità. La Roma che, dopo trent'anni di silenzio e di stasi, riprende in mano il rapporto con la grande architettura contemporanea, chiama intorno a sè i grandi della matita e del mattone, e si affida a loro per creare le nuove cattedrali della modernità.

Il cantiere dell'Ara Pacis di Richard Meier e i nuovi spazi del Macro pensati da Odile Decq, la nuova facoltà di giurisprudenza di Giuseppe Pasquali e il MAXXI, Centro per le arti contemporanee di Zaha Hadid. Ma anche il nuovo municipio di Fiumicino di Alessandro Anselmi e la chiesa di San Tommaso d'Aquino a Tor Vergata di Vittorio De Feo. Sono i nuovi monumenti della nuova architettura romana, nata a partire da quel 1990 che, con i tanti cantieri spuntati come funghi a ridosso dei Campionati del Mondo di Calcio, segnò uno spartiacque con lo stagnante profilo in cui la città si era adagiata dal 1960, anno delle grandi Olimpiadi che si svolsero a Roma e che avevano visto la nascita degli ultimi cantieri di grandi architetture.

Quindici anni che sono stati riassunti, rielaborati e interpretati dalle fotografie di Andrea Jemolo, fotografo dal '75 ma dall'86 completamente assorbito dalla passione per la foto architettonica. Oltre 270 fotografie che ruotano intorno a una settantina di grandi opere architettoniche realizzate negli ultimi quindici anni che oggi costituiscono uno straordinario archivio delle grandi trasformazioni della città e che da domani, e per tutto il mese di marzo, saranno in esposizione all'Acquario Romano di Piazza Manfredo Fanti per la mostra “Architetture a Roma, oggi”.

Una mostra, promossa dall'assessorato capitolino all'Urbanistica, curata da Giorgio Ciucci, Francesco Ghio e Piero Ostilio Rossi. «La mostra - spiega il fotografo Andrea Jemolo che ha dedicato gli ultimi due anni e mezzo a questo progetto - costituisce il cuore di un archivio promosso nel 2004 dall'amministrazione comunale ed è strutturata in modo da esaltare ciascuna della settantina di grandi opere esposte attraverso l'esposizione fotografie realizzate in largo formato con il banco ottico, poi scansionate ad altissima risoluzione per la realizzazione di archivio digitale che sarà messo a disposizione dei musei e delle università».

Ad integrazione delle fotografie un database attraverso il quale il visitatore potrà recuperare con facilità i dati e le informazioni necessarie per approfondire la conoscenza dell'opera. Molto originale l'allestimento di Alessandra Capanna e Francesca Romana Castelli che hanno voluto creare un parallelismo tra le opere in mostra e la loro reale collocazione nella topografia della città. Le opere realizzate al centro della città storica sono state così collocate nella sala centrale alla quale fanno da corollario tutte quelle architetture che, come in un ipotetico raccordo anulare, sono distribuite lungo l'anello del primo piano così come nella realtà circondano il centro storico.

«Della settantina di opere documentate - spiega ancora Jemolo - sette sono attualmente in costruzione. Si tratta dell'Ara Pacis, della Biblioteca Hertziana, i nuovi spazi del Palazzo delle Esposizioni, l'ampliamento del Macro, la nuova sede del MAXXI, della Stazione Tiburtina e della nuova Fiera di Roma. Ma sono soprattutto le grandi opere della periferia a colpire dimostrando una evidente vivacità nella possibilità di convivenza tra opere realizzate dai grandi maestri dell'architettura contemporanea e quelle ideate dagli studi dei giovanissimi architetti romani». 

 

di Maria Grazia Filippi
da Il Messaggero del 01.03.06


Architettura nella capitale: quindici anni di cambiamenti

Raccontare l'evoluzione di una città attraverso le sue opere architettoniche. È l'intento della mostra «Architetture a Roma, oggi» all'Acquario Romano, in piazza Manfredo Fanti - sede della Casa dell'Architettura - fino al 31 marzo. Un viaggio lungo 15 anni, che prende in esame 70 opere realizzate a partire dal 1990. «Si tratta - spiega Giorgio Ciucci, curatore dell'esposizione con Francesco Ghio e Piero Ostilio Rossi - della prima fase di un più ampio progetto che comprende la realizzazione di una documentazione fotografica e tecnica delle architetture cittadine che va ad alimentare un database multimediale a disposizione di studiosi, appassionati ma anche di semplici curiosi».

Il 1990 è stato preso come punto di partenza perché in quell'anno i mondiali di calcio hanno risvegliato l'interesse per le opere finalizzate agli eventi sportivi. Per questo motivo, nel percorso espositivo sono state inserite anche opere progettate anteriormente al '90 ma completate dopo. Articolato in 8 sezioni disposte su due piani,  il percorso si snoda attraverso le fotografie realizzate da Andrea Jemolo, modelli e plastici, tavole che indicano gli scenari dei diversi municipi per contestualizzare gli interventi fatti, e del nuovo piano regolatore, in previsione di quelli che ancora devono essere iniziati.

La sala centrale è dedicata al cuore storico della città. Qui si trovano le foto degli interventi di riqualificazione eseguiti al Museo Nazionale Romano, ma anche i cantieri aperti dell'Ara Pacis. Di quest'ultimo è, inoltre, esposto un plastico, accanto a quelli realizzati per la ristrutturazione di Palazzo delle Esposizioni e della Biblioteca Hertziana, per l'ampliamento del Macro progettato da Odile Decq e la realizzazione del Maxxi di Zaha Hadid, per la Stazione Tiburtina e la nuova Fiera di Roma a ponte Galeria. Citati anche i progetti per i futuri Centro Congressi Italia all'Eur di Massimiliano Fuksas, il ponte della Musica al Flaminio e quello della Scienza all'Ostiense.

Nei due anelli, inferiore e superiore,  dell'Acquario Romano, sono vari i tipi di interventi presi in esame. Dagli spazi verdi riqualificati al dialogo tra archeologia e architettura, dalla nuova identità delle periferie agli spazi universitari. Né mancano edifici firmati anche dal committente: Ikea, Smart Center, Radisson Es Hotel. Per tutta la durata della mostra, la Casa dell'Architettura ospiterà conferenze e dibattiti sulla città, il suo futuro e il nuovo piano regolatore.

«Architetture a Roma, oggi» è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.30. Sabato e domenica, dalle 10 alle 14. L'ingresso è libero. 

 

di Valeria Arnaldi
da Il Giornale del 04.03.06

 

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Commenti

22/03/2006 09:32: roma deve diventare la capitale del medterraneo
roma e gia conosciuta per il mondo guardando la sua maginfica istoria, ma stop! Roma deve diventare moderna, non allo stop alle grande opere e progetti. E il comune piu grande di Europa!!!! Sia una citta pulita, con un anello ferroviario piu grande...e anche un nuovo GRA. Il verde? C E assai....ma non dimenticarlo. Daniel da buenos aires, argentina
daniel gutierrez

22/03/2006 11:09: I potenti mezzi digitali
ammirevole l'iniziativa, ma se è stato creato un database fotografico digitale, consultabile alla mostra, come mai non è fruibile anche on-line?...se vado alla mostra di persona, che bisogno ho di ri-vedere foto e analisi dei progetti sul monitor proprio lì, mentre ce li ho davanti?...forse sarebbe più utile renderlo accessibile a tutti quelli che per varii motivi non potranno ammirare le bellissime installazioni di uno "stagnante" modo di fare cultura....
david righetti

vedi anche:

Architetture a Roma, oggi

Gli ultimi quindici anni in 70 opere


data pubblicazione: sabato 4 marzo 2006
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