Parcheggio del Pincio, via ai lavori

Roma - rassegna stampa

Parcheggio del Pincio, via ai lavori. La durata della realizzazione sarà di 30 mesi e le prime auto entreranno nel parking nel marzo del 2010. Il 26 ottobre sarà spostata la giostra e si aprirà il cantiere.

Parcheggio sotterraneo del Pincio, cominciano i lavori. L'ultimo ostacolo all'apertura del cantiere, lo spostamento della storica giostra di piazzale del Pincio, è stato infatti superato. Il prossimo 26 ottobre l'impianto verrà trasferito e lascerà libera l'area dove subito dopo entreranno in funzione le ruspe. Da allora la durata dei lavori sarà di 30 mesi e le prime auto entreranno nel parking nel marzo 2010.

Nei piani del Campidoglio, in primis nelle intenzioni del sindaco Walter Veltroni, il parcheggio multipiano del Pincio, per un totale di 726 posti, è la chiave di volta della pedonalizzazione del centro storico. Appena attivata la struttura, tutta l'area del Tridente, attraversata dal Corso, via del Babuino e via di Ripetta, sarà chiusa alle auto. Una pedonalizzazione che si allargherà progressivamente con l'entrata in funzione della metro C, in particolare del tratto centrale San Giovanni-piazza Venezia, nell'ottobre 2013.

Ad aggiudicarsi la gara europea bandita dall'Atac è stata nell'agosto scorso l'impresa Sac, del costruttore Claudio Cerasi, con un'offerta di 29 milioni di euro, che però verranno corrisposti solo alla fine dell'opera, primo caso in Italia. Un escamotage per evitare ritardi, anzi per sollecitare un eventuale chiusura anticipata dei lavori.

I posti auto del parking avranno una diversa utilizzazione: il 70% potrà essere acquistato dai cittadini che risiedono entro un chilometro di distanza dal Pincio. Per fissare queste indicazioni è stata votata una specifica delibera in consiglio comunale. Si tratta infatti di regole nuove rispetto a quelle dei parcheggi definiti "pertinenziali", che prevedono l'acquisto del box solo da parte di chi abita entro un raggio di 500 metri dalla struttura. In questo caso, la distanza di un chilometro riguarda solo la ztl del centro storico ed esclude la zona di piazzale Flaminio, fuori delle Mura Aureliane. Facilitazioni sono state previste per i diversamente abili e altre categorie svantaggiate. Un altro 20% sarà destinato all'affitto, svolgerà cioè le funzioni di un garage a lunga permanenza. Il restante 10% sarà destinato alla sosta a rotazione.

Per realizzare i sette piani di parcheggio si scaverà fino a 25 metri di profondità. Il cantiere non interesserà il belvedere di piazzale del Pincio, che rimarrà aperto e fruibile.

 

di Cecilia Gentile
da La Repubblica del 11.10.07 


L'APPALTO - Un'impresa romana per il parcheggio del Pincio. Appalto vinto dalla Sac. Il via alla sosta nel marzo 2010. Parcheggio del Pincio a un'azienda romana. Vento (Atac): pagheremo a lavori conclusi.

È stata assegnta a un'impresa del tutto romana la costruzione del parcheggio del Pincio: «Ci abbiamo messo un pizzico di cuore in più», spiega Emiliano Cerasi, amministratore delegato della Sac, la vincitrice. Prime auto nella collina a marzo 2010.

Nella gara per il parcheggio del Pincio «abbiamo messo un pizzico di cuore e di passione in più, perché Roma è la nostra città». Un «pizzico di passione in più» che per Emiliano Cerasi, ingegnere quarantenne, amministratore delegato della Sac, Società appalti e costruzione Spa, è la chiave di volta che ha portato l'impresa di famiglia a vincere un appalto al quale hanno partecipato ben 46 società, delle quali 12 a capitale straniero. E che è stata assegnata alla Sac una settimana fa, perfino in anticipo sui tempi che si era data l'Atac, l'ente appaltante, ai primi di settembre. «Siamo un'azienda romana da generazioni - aggiunge Emiliano Cerasi, che è anche neo-presidente del Comitato promotori dell'Acer, l'associazione dei costruttori - e ci teniamo a realizzare i progetti importanti della nostra città, come il Maxxi, il museo dell'arte contemporanea, che stiamo costruendo con l'"Italiana costruzioni" dei fratelli Navarra».

Un parcheggio contestato non poco dalle associazioni ambientaliste, ma «noi siamo contrari alla cultura del "no"», taglia corto l'amministratore delegato della Sac, e un appalto vinto in base all'offerta economicamente più vantaggiosa. Che nel caso della Società appalti e costruzioni è stata anche quella di proporre un «prezzo pari a 29 milioni di euro - come spiega il presidente di Atac, Fulvio Vento - e una modalità di pagamento che prevede una unica soluzione a completamento dei lavori». Nessun anticipo, dunque, per l'impresa: un'unica rata alla fine. Conviene? «È stata una scelta imprenditoriale - spiega Emiliano Cerasi - abbiamo presentato un ribasso più contenuto e preferito il pagamento in un'unica soluzione per avere un miglior punteggio. Ci tenevamo talmente tanto a vincere, e abbiamo potuto fare un accordo con una banca che ci supporterà durante i lavori». «È anche una garanzia il pagamento alla consegna, così i cantieri chiuderanno presto, entro i 30 mesi previsti afferma con un pizzico di ironia il presidente di Atac Fulvio Vento Ma soprattutto abbiamo giudicato il progetto della Sac valido dal punto di vista tecnico, sia per la qualità architettonica che per la sicurezza, e corrispondente alle specifiche richieste del bando di gara».

L'area di cantiere, secondo il presidente dell'Atac, sarà assegnata ai primi di settembre sul piazzale del Pincio: si dovrà spostate il giostraio ma l'impatto sulla circolazione sarà minimo: così anche in basso lungo la rampa, nella curva dietro il bar Canova, dove è previsto l'ingresso al parcheggio. Da marzo 2010 le macchine potrebbero dunque sostare nella struttura all'interno della collina, dove sono previsti 730 posti auto, parte dei quali a rotazione. «Siamo soddisfatti - conclude Fulvio Vento - di avere rispettato i tempi che ci erano stati indicati dal Comune e di avviare un'opera strategica che permetterà di realizzare un'ampia zona pedonale nel centro storico».

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 18.08.07


MOBILITÀ - Parking Pincio vince l'offerta da 29 milioni. I lavori della Sac da settembre.

Aggiudicato per 29 milioni di euro l'appalto per il parcheggio del Pincio: a vincere è la Sac, Società appalti costruzioni, del gruppo Cerasi. Lunedì, nella sede di Atac, si sono conclusi i lavori della commissione di aggiudicazione: su 10 concorrenti, è prevalsa l'offerta con la miglior offerta tecnica e un'unica soluzione di pagamento a fine lavori. Come anticipato da Repubblica, i cantieri si apriranno a settembre e dureranno 30 mesi circa, per finire, con l'ingresso delle prime auto, nel marzo 2010.

«Siamo molto soddisfatti - dice il presidente di Atac, Fulvio Vento - per la conclusione dei lavori della commissione di aggiudicazione, per avere rispettato i tempi che ci erano stati indicati dal Comune e, perché si da avvio a un'opera strategica per il futuro della città». Da Vento il richiamo per rispettare i tempi anche realizzare l'opera: «I presupposti - dice - ci sono».

La Sac è già impegnata anche nella ristrutturazione dell'ex vetreria Sciarra di San Lorenzo e del Palaexpò di via Nazionale, oltre che nella realizzazione del Maxxi in via Reni.

 

di (g.i.)
da La Repubblica del 08.08.07


Parking Pincio assegnato l'appalto  

Passo in avanti verso il parcheggio del Pincio, con i cantieri che partiranno a settembre e dureranno 30 mesi. Ieri è stato assegnato l'appalto: ad aggiudicarselo, in via provvisoria, tra 10 concorrenti, è stata la società Sac (Società appalti costruzioni) di Roma. «La società - comunicano da Atac - ha presentato la miglior offerta tecnica, ha proposto un prezzo di 29 milioni di euro, una modalità di pagamento in un'unica soluzione a completamento dei lavori, che garantisce la corretta esecuzione delle opere, nel rispetto dei tempi». «Siamo molto soddisfatti - ha affermato il presidente di Atac, Fulvio Vento - per avere rispettato i tempi indicati dal Comune e perché si da avvio a un'opera strategica per il futuro della città».

 

di L.Bru.
da Il Messaggero del 08.08.07 


«Al Pincio la domus non c’è». Il soprintendente: «Inutile usare l'archeologia per combattere il parcheggio».

Una zampata della Soprintendenza. Perché finora sulla vicenda parcheggio del Pincio hanno parlato tutti tranne gli archeologi. Perché il soprintendente Angelo Bottini dice che «quando l’archeologia viene usata per combattere una certa opera, io non ci sto».

Il messaggio è per Italia Nostra e per quanti avversano la realizzazione del megaparking da sette piani e 724 posti auto. «Noi la tutela continuiamo a farla, ma una cosa dev’essere chiara a tutti: fino a prova contraria cosa si scava in Italia lo decidono le Soprintendenze. E la domus non c’è, non esiste. Quel poco che è stato rinvenuto sarà conservato».

Non si arrocca su una cieca difesa del passato, sulla presunzione di sapere se ci sia una preesistenza archeologica. «Davanti al perenne problema della coesistenza tra antico e moderno, non facciamo battaglie di principio, ma andiamo a vedere, volta per volta. E a settembre, quando apre il cantiere, noi ci saremo. Il nostro è un parere fortemente vincolato, mica un via libera assoluto. Lo sanno che devono andare avanti con cautela».

Le decisioni si prendono sul campo insomma. E finora quanto venuto in luce permette la «coesistenza di resti archeologici e parcheggio. Ancor più che i resti saranno conservati e valorizzati nel piano più alto del parcheggio, mentre il parking passerà di sotto».
Bottini tiene a ricordare che «non esistono vincoli particolari finora, ma c’è invece la necessità di completare gli scavi. Come addiamo detto di sì, potremmo trovarci a dire di no». E tocca tutti i passaggi dell’operazione: «Siamo stati i primi a segnalare l’altissimo interesse archeologico dell’area del Pincio, il famoso collis hortulorum, dove si concentravano le splendide ville dei personaggi più ricchi di Roma antica. Siamo stati noi, a porre come condizione per verificare la fattibilità, l’esecuzione di una serie di indagini preliminari. Ma finora dagli scavi, che coprono solo 1/5 della superficie interessata, non sono emersi resti archeologici di rilievo». Cunicoli e canalizzazioni, piccoli ambienti in opus reticulatum: «Strutture murarie di età romana relative a qualche fabbricato, padiglioni di servizio all’interno di questi orti, niente che sia identificabile con un edificio preciso, una domus riconoscibile in quanto tale».

Piuttosto la Soprintendenza ha subito espresso preoccupazioni per le uscite veicolari lungo via D’Annunzio, «per le conseguenze negative che avrebbero avuto sulla passeggiata del Pincio» e chiedendo di studiare soluzioni alternative, d’impatto più delicato a tutela delle progetto architettonico del Valadier. Insomma la Soprintendenza è in attesa che riprende lo scavo, per completare le indagini. «Cantiere e sondaggi ripartono insieme. Ma nessuno ci strapperà divieti assoluti. Anche perché tra conservazione e interesse pubblico non è detto che debba prevalere la prima per forza». Messaggi forti per un Soprintendente ai beni archeologici nientepopodimeno che di Roma. Che aggiunge: «In generale, quante più automobili togliamo dalla superficie stradale di Roma, meglio è. Anche per questo sono favorevole alla realizzazione delle metropolitane. E’ vero il sottosuolo è molto particolare ma basta, quando si intraprendono opere pubbliche, prevedere con largo anticipo, risorse, indagini e progettazioni che tengano conto delle preesistenze. Per una Roma soffocata da traffico e inquinamento, la soluzione non è l’immobilismo. Non è una buona cosa nemmeno per la conservazione dei monumenti: il nostro impegno è trovare la soluzione migliore, mettere veti significa scaricare il problema su qualcun altro. Avremo qualche metro cubo di muro romano in più sotto terra ma all’esterno meno danni all’ambiente e alla conservazione del patrimonio...». 

  • Antico e moderno possono convivere. Quel poco che è stato trovato sarà valorizzato nel piano più alto
  • Il nostro è un parere fortemente vincolato non un via libera definitivo. E a settembre saremo lì quando apre il cantiere

 

di Raffaella Troili
da Il Messaggero del 01.08.07


Il parere del Soprintendente - Parcheggio del Pincio. Bottini: per adesso nulla giustifica un «no».

In seguito alle tante polemiche sulla costruzione del futuro parcheggio interrato del Pincio (ultimo, l'esposto alla Procura della Repubblica di Italia Nostra e l'appello alle soprintendenze: «dove siete?») Angelo Bottini, soprintendente all'Archeologia, ha inviato alla stampa una lunga lettera di precisazioni di cui si riportano alcuni stralci: «Valutata la documentazione archeologica delle indagini, la Soprintendenza rilasciava un parere preliminare (25.10.2004) in cui, nel ribadire l'importanza archeologica dell'area, rilevava che lo scavo non aveva fino ad allora evidenziato situazioni archeologiche tali da essere ostative alla fattibilità dell'opera, considerato che i resti rinvenuti sarebbero stati conservati nel piano più alto del parcheggio con una modifica di progetto. Si ricordava tuttavia che si era scavato solo un quinto dell'area, e che pertanto il nulla-osta sarebbe stato rilasciato solo dopo il completamento degli scavi, anche quelli previsti per le uscite veicolari lungo via D'Annunzio. Su queste ultime la Soprintendenza esprimeva peraltro forti riserve per le conseguenze negative che avrebbero avuto sulla Passeggiata del Pincio, chiedendo di studiare soluzioni alternative».


dal Corriere della sera del 24.07.07


«Quel posteggio è un crimine culturale». Carlo Ripa di Meana presenta un esposto
Parcheggio al Pincio, Italia Nostra in Procura

Il futuro parcheggio per 700 posti auto che il Comune di Roma vuol costruire nel cuore della collina del Pincio è «un crimine culturale» di cui si dovrà occupare la magistratura. A dichiarare guerra al sindaco Veltroni è l'associazione ambientalista Italia Nostra, da sempre schierata contro quell'opera giudicata uno scempio. Ieri, la notizia che la sezione romana dell'associazione, presieduta da Carlo Ripa di Meana, ha consegnato un esposto alla Procura della Repubblica «affinché verifichi le eventuali violazioni di norme dell'ordinamento giuridico italiano e internazionale». Il parcheggio è un «crimine contro Roma», un'opera che «non risolve il problema del traffico nel Tridente, ma lo attira», ha detto Ripa di Meana (Italia Nostra da tempo ha anche promosso una raccolta di firme contro l'intervento, primo firmatario Salvatore Settis). «Siamo ancora in tempo — ha spiegato il presidente — l'asta non è conclusa e il cantiere non è ancora aperto». Italia Nostra, nella speranza di bloccare il progetto, si è anche appellata a Giorgio Napolitano e Carlo Azeglio Ciampi. Nell'esposto si paventano rischi di danneggiamento al patrimonio archeologico, artistico e per le rampe del Valadier. Si cita inoltre un sondaggio archeologico realizzato nell'area (2004) e condotto dall'americano Allan Coen con la documentazione fotografica di una Domus romana. Nel mirino di Italia Nostra anche gli ascensori del Vittoriano e il ristorante sulla terrazza: «Sfregio insopportabile di un luogo sacro » (proposta per il 4 novembre una catena umana per difendere simbolicamente l'altare della Patria), le minacce di costruzione di un nuovo stadio del tennis nel complesso del Foro Italico, i progetti si «sbancamento» a Villa Ada e i parcheggi sui lungoteveri.

 

di E. Sa.
dal Corriere della sera del 20.07.07


CENTRO STORICO - Parking al Pincio dieci i big in gara. Italia Nostra insiste: "Sarà uno scempio". Aperte le buste del maxi-appalto da 30 milioni, a giorni si aggiudica. Ambientalisti, esposto alla Procura. Parking del Pincio, 10 big in gara Italia Nostra insiste: "Sarà un scempio". Atac spa accelera sulla realizzazione del parcheggio. Nessuna offerta straniera. Ripa di Meana: "Piazza del Popolo è sotto attacco. E al Vittoriano ascensore ripugnante".

Parcheggio del Pincio, l'Atac accelera. Questione di giorni, forse di ore e la decisione sarà presa: quale sarà l'impresa prescelta che, come recita il bando della gara d'appalto, realizzerà "al massimo entro 905 giorni dalla data di consegna dei lavori" una delle più delicate, attese ma anche contestate nuove opere pubbliche nel pieno centro cittadino. Già da qualche settimana, infatti, la commissione aggiudicatrice presieduta da un alto rappresentante di Atac spa, stazione appaltante dell'opera, ha aperto le buste con le offerte presentate da 10 diverse imprese. E chi è in corsa per costruire un'opera pubblica con base d'asta da maxi-appalto, oltre 30 milioni di euro (per l'esattezza 30.530.867,96 euro)? Molti big italiani, nessun europeo. La Sac di Cerasi, l'Italiana Costruzioni di Luca Navarra, la Cmc di Ravenna (con Bonifica-Core-Arc), la De Sanctis costruzioni (che già era arrivata 2° nella vicina gara d'appalto per la nuova stazione Flaminio), la Ccc di Salini Locatelli, il Consorzio stabile Italia di Fabrizio Navarra, il consorzio Busi-Gedi, Ghella (con Italprogetti e studio Valle), la Consta (di Mattioli, Sales e Ste spa) e l'Ati Intini-Seap Costruzioni generali. Concorrono tutti per realizzare, "con l'offerta economicamente più vantaggiosa", il progetto di massima elaborato dagli ingegneri dell'Atac e del Comune ed approvato lo scorso 1 marzo dalla giunta capitolina: 787 posti auto su sette piani scavati nel ventre della collina del Pincio che si affaccia su piazza del Popolo. Ma se ne riparlerà a lungo.

E intanto ieri Italia Nostra ha nuovamente attaccato il progetto, annunciando di aver presentato anche un esposto alla Procura della Repubblica. Scelta illustrata dal presidente Carlo Ripa di Meana, volta a scongiurare «un intervento inutile e gravemente dannoso». Il Pincio e Piazza del Popolo, ha insistito, «sono sotto attacco a causa di un progetto che rischia di danneggiare il patrimonio archeologico, storico e artistico della nazione». Il nuovo cantiere, secondo l´esposto, «comporterà lo sventramento di una delle due rampe realizzate dall´architetto Valadier». E ancora una volta Italia Nostra ha presentato le foto di uno scavo del 2004 effettuato da Allan Ceen, professore di Urbanistica della Pennsylvania University e direttore dello "Studium Urbis", che mostra una domus romana sotto il Pincio già nota alla soprintendenza. «Ormai Roma è senz'anima e senza tutele, è una città in cui si può far tutto» attacca l'associazione, «Dove stanno le sovrintendenze e la saggezza del Comune?». Per questo l'esposto chiede all'autorità giudiziaria di verificare se la valutazione di impatto ambientale è stata effettuata secondo le normative europee. Ma non solo il Pincio. L'associazione ha anche criticato, indirizzando una lettera all'ex presidente Ciampi, il nuovo ascensore sull'Altare della Patria, con annesso ristorante, definendolo «una ripugnante profanazione della tomba del Milite Ignoto»; il nuovo Museo del giocattolo a Villa Ada «progetto sconcertante»; una nuova struttura sportiva del Coni per i Mondiali di nuoto al Foro Italico, tra il "campo centrale" e la Casa delle Armi di Moretti. Progetto contro cui già si sono schierati architetti e urbanisti come Fuksas, Aymonino, Portoghesi e Insolera.

 

di Simona Casalini - Maria Elena Vincenzi
da La Repubblica del 20.07.07


Parcheggio del Pincio, slitta l'inizio dei lavori. Troppe imprese in gara, l'Atac chiede tempo per esaminare i progetti. Posteggio Pincio «troppi in gara». Slitta l'appalto. Aggiudicazione a settembre.

Tutti vogliono costruire il parcheggio del Pincio. Sono 46 le imprese, delle quali 12 a capitale straniero, che hanno risposto al bando: ne sono in corsa ancora dieci. E così l'Atac ha chiesto tempo, 60 giorni, per esaminare bene i progetti. «Contiamo di fare l'aggiudicazione ai primi di settembre - dice Fulvio Vento, presidente Atac -  e di far partire i lavori alla fine dello stesso mese».

La costruzione del parcheggio del Pincio fa gola alle imprese: hanno, infatti, raggiunto la cifra record di 46 le società, fra le quali 12 che fanno capo a capitale straniero, che hanno manifestato interesse alla sua realizzazione. Quasi un «ingorgo» di richieste che ha fatto sì che ci vorranno almeno altri 60 giorni per sapere chi sarà il vincitore del bando di gara. Perché sono tuttora in corso per la sua costruzione ancora dieci imprese.

E quindi l'Atac ha bisogno di tempo per valutare bene le caratteristiche delle società e le relative offerte, facendo un po' slittare i tempi. In un primo momento si era parlato di inizio dei lavori a giugno. Adesso «contiamo di fare l'aggiudicazione entro i primi di settembre - afferma il presidente di Atac Fulvio Vento - E grazie ai "Poteri speciali" del sindaco di poter avviare i lavori per la fine di settembre». «Atac ci ha chiesto più tempo per valutare con attenzione qual'è l'offerta migliore e i progetti presentati - aggiunge il delegato del sindaco per i parcheggi, Fabrizio Panecaldo - E il fatto che vi siano così tante imprese in gara è un segnale positivo ».

La nuova tabella di marcia prevede quindi l'apertura del cantiere alla fine di settembre e da quel momento 30 mesi per la sua realizzazione. A vincere l'agognato appalto sarà la società che avrà presentato l'offerta «economicamente più vantaggiosa»: ovvero «un combinato tra economicità dei costi e qualità tecniche offerte - spiega Fulvio Vento - anche per questo è bisogna avere dei tempi adeguati per esaminare tutti i plichi che sono arrivati».

Il Pincio fa gola alle imprese, ma fa gola anche ai circa settemila abitanti del Tridente (destinato ad essere pedonalizzato) che si dovranno contendere i 700 posti all'interno della collina (dei quali il 70 per cento è destinato alla vendita, il 20 per cento ad un lungo affitto ed il 10 per cento sono a rotazione). Decine e decine di lettere di richiesta sono già arrivate all'azienda dei trasporti. Ma anche i futuri acquirenti dovranno, in un centro senso, partecipare a una gara: «Una volta iniziati i lavori - spiega Fulvio Vento - Noi pubblicheremo un bando di avviso per cui vi dovranno essere delle "manifestazioni di interesse" da parte degli acquirenti». Il prezzo? «Pubblicheremo anche quello nel bando di acquisto - risponde il presidente di Atac - Ma lo potremo definire solo dopo aver assegnato la costruzione all'impresa, perché allora i costi saranno certi».

E va avanti anche la «corona» di parcheggi a ridosso del centro storico. Primo fra tutti il «dirimpettaio » del Pincio, quello di lungotevere Arnaldo da Brescia all'altezza di ponte Margherita: «Qui sono terminati i sondaggi archeologici e sta iniziando la fase esecutiva - spiega Fabrizio Panecaldo - I lavori dureranno circa 18 mesi ed alla fine vi saranno altri 500 posti auto, dei quali la metà a rotazione». In piazza Cavour, invece, si sta completando il rifacimento dei sottoservizi: per veder terminato il maxi-parking di 300 posti pertinenziali e 400 sostitutivi della sosta su strada si parla di poco più di un anno e mezzo. Andrà, invece, in conferenza dei servizi entro la fine del mese quello sotto i giardini di Castel sant'Angelo.

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 13.07.07


Italia Nostra e il Wwf insieme contro il progetto da 719 posti. Pincio, appello contro il parcheggio: «Scempio ambientale e urbanistico»

Parlano di scempio ambientale ed urbanistico. E di rovina del patrimonio archeologico della capitale. Contro la costruzione del parcheggio del Pincio sono ieri, e per l'ennesima volta, scesi in campo i leader del Wwf Fulco Pratesi e di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana che ha addirittura ipotizzato la battaglia delle due «V», «Valadier versus Veltroni», come ha sintetizzato. Con loro i rappresentanti di Comitati cittadini, come quello per l'Ecomobilità. Il progetto dell'amministrazione capitolina che prevede uno scavo all'interno della collina per realizzare al di sotto del piazzale Napoleone I, un parcheggio per 719 posti auto su sette piani interrati sconvolge Fulco Pratesi: «È un'idea folle - attacca Fulco Pratesi - Ci troviamo di fronte a un'involuzione della nostra amministrazione comunale. Così non si fa altro che aumentare il traffico. Come sempre c'è la pressione di chi vuol costruire a tutti i costi». Ma il presidente del Wwf fa anche una proposta: «Modifichiamo almeno l'accesso al parcheggio e spostiamolo dalle rampe del Valadier all'ampio slargo che si trova sotto il Muro Torto».

Per Vittorio Sartogo il mega- parcheggio non risolverebbe neppure il problema perché «dei 719 posti auto progettai 503 sarebbero destinati ai residenti, che però sono solo nel Tridente oltre 4000». E tocca le corde dell'amicizia personale con il sindaco Walter Veltroni Carlo Ripa di Meana che gli rivolge un appello personale affinché «non si caratterizzi per una profanazione e renda pubblica la relazione formulata dall'ex sovrintendente ai Beni archeologici Adriano La Regina, che criticò le frettolose indagini, durate appena 5 settimane», quando furono trovate «antiche mura definite semplicemente "di sostegno" e che, invece, rappresentano importanti testimonianze archeologiche». Se il suo appello cadrà nel vuoto, Carlo Ripa di Meana annuncia che Italia Nostra ricorrerà agli avvocati. A illustrare i «frettolosi scavi» anche il professor Allan Ceen, direttore di «Studium urbis» che parla di una domus romana all'interno della collina del Pincio.

Ma i residenti del tridente il parcheggio l'aspettano. Al punto che l'Atac di fronte alle richieste ha già annunciato che i posti auto saranno assegnati in base a un bando: «Abito in via del Babuino e la mia famiglia è romana da 13 generazioni - afferma Eleonora Di Marco - il parcheggio si deve assolutamente fare. Per la mia piccolissima auto pago 500 euro al mese in un garage dopo tre anni di attesa».

  • POLEMICHE - Parcheggio per 719 posti su sette piani interrati. Ma i residenti aspettano l'opera per sistemare le loro auto

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 23.05.07


LA DENUNCIA - Italia Nostra e Wwf contro il parking: "Ecco le foto dello scempio". Pincio, sos ambientalista "Gru contro una domus". La replica: "Quei resti degli Horti valorizzati dal progetto".

Nella lotta contro l'apertura dei cantieri per il parcheggio nelle viscere del Pincio, gli ambientalisti calano la carta della scoperta archeologica. Non freschissima, ma utile alla battaglia in difesa dell'ambiente dove saranno scavati sette piani di parcheggi per ospitare 726 auto. «Non profanate il Pincio: sotto piazza Napoleone I c'è una domus romana» hanno annunciato ieri Italia Nostra, Wwf e il comitato per Ecomobilità nella conferenza all'Associazione stampa estera. E sul tavolo esibiscono le foto scattate dal professor Allan Ceen. Nel 2004 lo studioso americano documentò i sondaggi archeologici realizzati sul piazzale. E ieri ha affermato: «Le scavatrici rischiano di abbattere non solo le splendide rampe del Valadier ma anche la domus romana».

Quegli scavi, in realtà, portarono alla luce, sul banco di tufo che a tratti affiora in superficie, strutture degli Horti di Lucullo: architetture per i giardini, anche di epoca augustea, accanto a murature realizzate nell'800, ai tempi degli interventi del Valadier.

Ritrovamenti non ritenuti di straordinaria importanza. E che non saranno abbattuti («il rischio è che facciano la fine della domus di Agrippina sul Gianicolo», teme Italia Nostra) perché, sottolineano dalla Soprintendenza archeologica, il progetto del parcheggio prevede che i resti siano in mostra all´ultimo piano.

Comunque «ritrovamenti archeologici importanti» li definisce Carlo Ripa di Meana, ora consigliere nazionale di Italia Nostra, che chiede al sindaco Veltroni «di sospendere il progetto». E Giovanni Losavio, neo presidente dell'associazione, ricorda l'articolo 10 del nuovo Codice dei beni culturali (Codice Urbani): «L´"oggetto della tutela", comprende tra i "beni culturali" (comma 4, lettera g) "le pubbliche piazze, vie, strade ed altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico". Si tratta dunque dei "vuoti" che, nella morfologia dei centri storici, costituiscono elementi essenziali e, al pari delle strutture edilizie, definiscono la forma e la qualità del complessivo organismo urbano, sono perciò inalterabili».

Nell'appello per la salvaguardia «di uno dei luoghi più belli del mondo», studiosi come Salvatore Settis, Italo Insolera, Pierluigi Cervellati, Marisa Dalai Emiliani, Fulco Pratesi, denunciano l'impatto che «griglie di sicurezza e impianti di areazione avranno sulla pavimentazione della terrazza». E contestato l'utilità del parcheggio: «I posti non sono sufficienti per i 30mila residenti del Tridente. Inoltre, il 70% verrà venduto sul mercato immobiliare e il 20% è destinato all´affitto per periodi lunghi: è evidente che verranno acquistati da coloro che lavorano in centro richiamando così ulteriore traffico automobilistico».

 

di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 23.05.07


PIANO ANTITRAFFICO - Centro senza auto ecco i 13 maxiparking. Da Testaccio al Pincio i cantieri in corso. Sono nel cuore della città o nelle immediate vicinanze e già inseriti nella procedura dei poteri speciali del sindaco. Da Testaccio al Pincio a piazza Cavour: tutti i cantieri in corso. Una corona di aree sosta centrali o semi-centrali che dovrà fare di Roma una città con standard europei. Gran parte dei lavori sono a spese dei privati. Gli scavi sotto i lungoteveri I sette livelli dentro al Pincio.

Sono i magnifici tredici, i parcheggi, anche di scambio, che, in centro e intorno al centro, abitueranno i romani a lasciare la macchina ai bordi della città storica per poi prendere l'autobus o la metropolitana per entrarvi.

Da via della Moretta al Colle del Quirinale, da Testaccio al Pincio, da lungotevere da Brescia a via Reni e a piazza Verdi, tredici interventi, già inseriti nella procedura dei poteri speciali del sindaco, una corona di parcheggi che dovrebbe fare di Roma da questo punto di vista una città di standard europei. E vediamo come.

A partire da Testaccio, dove, sotto allo storico campo di calcio si stanno costruendo 320 posti auto che funzioneranno da parking di scambio, per un costo di un milione e 750 mila euro finanziati da privati. Altro parcheggio, pertinenziale e a rotazione, per 830 posti auto, nascerà sotto il colle del Quirinale, con un'entrata da sotto il traforo del Tritone e un'altra da via Milano. Sarà su quattro livelli interrati. Anche questo sarà costruito da privati con un costo di 5 milioni e 400 mila euro.

Ancora: a lungotevere Arnaldo da Brescia un parking sotterraneo su tre livelli sotto il lungotevere, dal lato del sottopasso. Qui i posti auto saranno 464, dei quali 290 a rotazione e 174 di proprietà. Anche qui sono privati a costruire la struttura per due milioni di euro.

Solo pertinenziale, cioè dedicato a chi acquisterà i posti auto, quello che si scaverà tra largo della Moretta e vicolo Perosi per 613 posteggi. Si sta studiando il progetto delle ditte che lo costruiranno.

Passiamo al Flaminio, via Guido Reni. C'è un progetto, già approvato nella conferenza dei servizi, che costerà 10 milioni di euro per realizzare un parcheggio interrato su due piani, sotto la strada, nel tratto compreso tra via Flaminia da un lato e le vie Panini e Piero della Francesca dall´altro. L'offerta sarà di 428 posti auto.

Sempre Roma Nord, piazza Verdi, al Pinciano. Stanno per nascere 295 posteggi sotto la piazza, mentre a piazza Mancini, anche qui sotterraneo, nascerà un parking, pertinenziale e di scambio, per 300 macchine.

Il progetto complessivo della corona di parcheggi intorno al centro prevede anche l'ampliamento di quello del Galoppatoio di Villa Borghese. Qui la ristrutturazione porterà non solo un nuovo deposito dell´Atac per ricoverare e ricaricare 100 mini-bus elettrici e un terminal per 80 pullman turistici, ma anche un aumento considerevole di posti a disposizione delle auto private: dagli attuali 1.800 a circa 2.100.

A piazzale della Radio, invece, il parcheggio interrato prevede 521 posti auto, di cui 310 a rotazione e 211 di proprietà, su tre piani che conterranno anche una multisala, supermarket e servizi pubblici e privati. Il costo dell'opera, a totale carico del concessionario, sarà di circa 20 milioni di euro.

Avanti con il parking di lungotevere Castello, per 5 milioni di euro e spazio per 300 macchine, tutto a carico di ditte private. E, sempre lungo il fiume, c'è poi quello di lungotevere de' Mellini, interrato, per 400 posti auto.

E veniamo a piazza Cavour. Ci sarà un ampliamento del parcheggio a rotazione che consentirà di arrivare a realizzare 400 posti auto. Per finire, quello sotto il Pincio, arrivato ormai, nonostante le polemiche, all'approvazione del bando di gara. Avrà sette livelli sotterranei e conterrà 787 macchine, di cui 200 a rotazione e 587 spazi destinati ai residenti. L'accesso per le auto sarà su viale D'Annunzio, mentre quelli pedonali da piazzale Napoleone I e ancora lungo viale D'Annunzio. 

 

di Paolo Boccacci
da La Repubblica del 13.05.07

 

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data pubblicazione: martedì 23 ottobre 2007
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