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G.U. n° 7 del 11/01/2005 - Supplemento Ordinario n° 4

legge 30.12.2004 n.311

Ripubblicazione del testo della legge 30 dicembre 2004, n. 311 - legge finanziaria 2005

                      IL MINISTRO DELL'INTERNO

  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547, recante �Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro�;
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, recante �Approvazione del regolamento concernente l'espletamento
dei servizi di prevenzione e vigilanza antincendio�;
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n.
246,  recante  �Regolamento  di attuazione della direttiva 89/106/CEE
relativa ai prodotti da costruzione�;
  Visto il decreto legislativo del 19 settembre 1994, n. 626, recante
�Attuazione   delle  direttive  89/391/CEE,  89/654/CEE,  89/655/CEE,
89/656/CEE,    90/269/CEE,    90/270/CEE,    90/394/CEE,   90/679/CEE
riguardanti  il  miglioramento  della  sicurezza  e  della salute dei
lavoratori sul luogo di lavoro�;
  Visto  il  decreto  legislativo  del 19 marzo 1996, n. 242, recante
�Modifiche  ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994,
n.  626,  recante  attuazione di direttive comunitarie riguardanti il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo
di lavoro�;
  Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n.  37,  recante  �Regolamento  per  la  disciplina  dei procedimenti
relativi  alla  prevenzione  incendi,  a norma dell'art. 20, comma 8,
della legge 15 marzo 1997, n. 59�;
  Visto  il decreto interministeriale 10 marzo 1998, recante �Criteri
generali  di  sicurezza  antincendio e per la gestione dell'emergenza
nei luoghi di lavoro�;
  Visto  il  proprio  decreto  4 maggio  1998,  recante �Disposizioni
relative  alle  modalita'  di  presentazione  ed  al  contenuto delle
domande  per l'avvio dei procedimenti di prevenzione incendi, nonche'
all'uniformita' dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei
Vigili del fuoco�;
  Visto  il  parere favorevole espresso dal Comitato centrale tecnico
scientifico per la prevenzione incendi di cui all'art. 10 del decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29 luglio  1982,  n.  577,  nella
riunione n. 261 del 9 aprile 2003;
  Considerato che i dispositivi di apertura manuale posti sulle porte
installate lungo le vie di esodo delle opere soggette al rispetto del
requisito  essenziale  n.  2  �Sicurezza  in caso di incendio� devono
essere  conformi  a  quanto previsto dal decreto del Presidente della
Repubblica 21 aprile 1993, n. 246;
  Ritenuta  la  necessita'  di  provvedere  all'emanazione di norme e
criteri   per  l'installazione  e  la  manutenzione  dei  dispositivi
antipanico e dei dispositivi per le uscite di emergenza;
  Espletata,  con notifica 2003/186/I la procedura di informazione di
cui alla direttiva 98/34/CE, modificata dalla direttiva 98/48/CE;
                              Decreta:
                               Art. 1.
                   Oggetto - Campo di applicazione
  Il  presente  decreto stabilisce i criteri da seguire per la scelta
dei   dispositivi   di   apertura   manuale,  di  seguito  denominati
�dispositivi�,  delle  porte  installate  lungo le vie di esodo nelle
attivita'  soggette  al  controllo  dei  Vigili del fuoco ai fini del
rilascio  del  certificato  di  prevenzione  incendi,  quando  ne sia
prevista l'installazione.
  I  dispositivi  di  cui  al comma precedente devono essere conformi
alle  norme UNI EN 179 o UNI EN 1125 o ad altre a queste equivalenti,
secondo quanto disposto nel successivo art. 3.

      
                               Art. 2.
                             Definizioni
  Ai fini del presente decreto, si riportano le definizioni di cui ai
riferimenti in premessa, come segue :
    a)  via  di  emergenza  (o via di esodo, o di uscita, o di fuga):
percorso  senza  ostacoli  al  deflusso che consente alle persone che
occupano un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro;
    b) uscita di emergenza: passaggio che immette in un luogo sicuro;
    c)  uscita  di  piano:  uscita  che  consente alle persone di non
essere  ulteriormente  esposte al rischio diretto degli effetti di un
incendio e che puo' configurarsi come segue:
      c.1) uscita che immette direttamente in un luogo sicuro;
      c.2)  uscita  che immette in un percorso protetto attraverso il
quale puo' essere raggiunta l'uscita che immette in un luogo sicuro;
      c.3) uscita che immette su di una scala esterna;
    d)  luogo  sicuro:  luogo  dove  le  persone possono ritenersi al
sicuro dagli effetti di un incendio;
    e)  percorso  protetto:  percorso  caratterizzato da una adeguata
protezione  contro  gli  effetti  di un incendio che puo' svilupparsi
nella restante parte dell'edificio. Esso puo' essere costituito da un
corridoio protetto, da una scala protetta o da una scala esterna.

      
                               Art. 3.
                      Criteri di installazione
  Ai  sensi  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 21 aprile
1993, n. 246, i dispositivi di cui all'art. 1 devono essere muniti di
marcatura CE.
  In  particolare, fatti salvi gli adempimenti previsti da specifiche
regole   tecniche   di   prevenzione   incendi,  l'installazione  dei
dispositivi di cui all'art. 1 e' prevista nei seguenti casi:
    a)   sulle  porte  delle  vie  di  esodo,  qualora  sia  prevista
l'installazione  di  dispositivi  e  fatto  salvo  il disposto di cui
all'art. 5, devono essere installati dispositivi almeno conformi alla
norma  UNI  EN  179  o  ad  altra  a  questa  equivalente, qualora si
verifichi una delle seguenti condizioni:
      a.1)   l'attivita'   e'  aperta  al  pubblico  e  la  porta  e'
utilizzabile da meno di 10 persone;
      a.2)  l'attivita'  non  e'  aperta  al  pubblico  e la porta e'
utilizzabile da un numero di persone superiore a 9 ed inferiore a 26;
    b)   sulle  porte  delle  vie  di  esodo,  qualora  sia  prevista
l'installazione  di  dispositivi  e  fatto  salvo  il disposto di cui
all'art.  5, devono essere installati dispositivi conformi alla norma
UNI  EN  1125  o  ad altra a questa equivalente, qualora si verifichi
almeno una delle seguenti condizioni:
      b.1)   l'attivita'   e'  aperta  al  pubblico  e  la  porta  e'
utilizzabile da piu' di 9 persone;
      b.2)  l'attivita'  non  e'  aperta  al  pubblico  e la porta e'
utilizzabile da piu' di 25 persone;
      b.3)  i  locali  con  lavorazioni  e  materiali  che comportino
pericoli  di  esplosione  e specifici rischi d'incendio con piu' di 5
lavoratori addetti.

      
                               Art. 4.
  Commercializzazione, installazione e manutenzione dei dispositivi
  La  commercializzazione,  l'installazione  e  la  manutenzione  dei
dispositivi   deve  essere  realizzata  attraverso  l'osservanza  dei
seguenti adempimenti:
    a) per il produttore:
      a.1)   fornire   le  istruzioni  per  la  scelta  in  relazione
all'impiego per l'installazione e la manutenzione;
    b) per l'installatore:
      b.1)  eseguire  l'installazione osservando tutte le indicazioni
per il montaggio fornite dal produttore del dispositivo;
      b.2)  redigere, sottoscrivere e consegnare all'utilizzatore una
dichiarazione  di  corretta  installazione  con esplicito riferimento
alle indicazioni di cui al precedente punto b.1);
    c) per il titolare dell'attivita':
      c.1) conservare la dichiarazione di corretta installazione;
      c.2)   effettuare  la  corretta  manutenzione  del  dispositivo
osservando  tutte  le  istruzioni  per  la  manutenzione  fornite dal
produttore del dispositivo stesso;
  c.3)  annotare  le  operazioni  di  manutenzione  e  controllo  sul
registro di cui all'art. 5, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37.

      
                               Art. 5.
            Termini attuativi e disposizioni transitorie
  I  dispositivi  non  muniti  di marcatura CE, gia' installati nelle
attivita'  di  cui all'art. 3 del presente decreto, sono sostituiti a
cura  del  titolare in caso di rottura del dispositivo o sostituzione
della  porta o modifiche dell'attivita' che comportino un'alterazione
peggiorativa  delle  vie  di  esodo  o  entro  sei anni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.
  La  manutenzione  dei dispositivi di cui al comma precedente dovra'
comunque   garantire   il   mantenimento   della  loro  funzionalita'
originaria e dovra' essere effettuato quanto prescritto al punto c.3)
dell'art. 4.
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica  italiana  ed  entrera'  in  vigore novanta giorni dopo la
pubblicazione.
    Roma, 3 novembre 2004
                                                  Il Ministro: Pisanu