Il codice degli appalti azzera la Merloni

approvato, in via preliminare, dal Governo

Il 13 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, il Codice degli appalti. Si tratta di un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2004/18/CE. Il Codice azzera quasi completamente la legge-quadro sui lavori pubblici, n.109/1994.

 

Abolite le gare per affidamento di incarichi

Il Codice stabilisce che tutti gli incarichi professionali sotto soglia UE, cioè sotto 211.000 euro, verranno affidati senza gara. La legge 109/1994 aveva stabilito, come condizione di trasparenza e correttezza amministrativa, che tutti gli incarichi dovessero essere messi a gara tra professionisti. Solo nel caso di incarichi di modesto importo fino a 20.000 euro, si poteva affidare senza gara. Tale limite fu ritenuto troppo basso da alcune amministrazioni locali. Perché le gare richiedono tempo. Ma anche per il desiderio di avere mano libera per ripristinare i vecchi rapporti clientelari. Perciò il limite per l’incarico senza gara venne aumentato prima a 40.000 e poi con la legge 166/2002, a 100.000 euro.

A seguito di ciò l’Unione Europea aveva contestato all’Italia che l’incarico fiduciario non consentiva la concorrenza. Allora con legge 62/2005 è stata approvata una modifica della legge 109, stabilendo che l’incarico fino a 100.000 euro potesse essere affidato senza gara, ma “nel rispetto dei principi di non discriminazione, parita' di trattamento, proporzionalita' e trasparenza“. Questa definizione di carattere generale non è stata integrata di alcuna disposizione governativa che le desse concretezza, pertanto molte amministrazioni la hanno facilmente aggirata, conferendo molto spesso incarichi con piena discrezionalità, cioè in maniera sostanzialmente fiduciaria. Andando contro lo spirito della contestazione dell’Unione Europea.

Se il testo del Codice verrà così emanato, a mio avviso sarà più difficile ottenere un incarico professionale per gli architetti che non abbiano rapporti personali o di colleganza partitica con chi ha il potere decisionale nelle pubbliche amministrazioni.

 

Progettazione alle imprese

Sia il progetto definitivo che il progetto esecutivo possono essere appaltati all’impresa di costruzione. Questa soluzione può essere applicata a qualunque tipo di lavoro, per qualsiasi importo dell’opera.

Attualmente la legge 166/2002 stabilisce che il progetto esecutivo può essere appaltato all’impresa che esegue i lavori solo in caso di lavori sotto 200.000 euro e sopra 10 milioni di euro. Il Codice invece non solo estende l’appalto anche al progetto definitivo, ma non fissa alcun limite all’importo dei lavori. Il ribasso di gara potrà essere fatto anche sulle spese di progettazione.

Conseguenza: la qualità della progettazione dipenderà, in qualche misura, dagli interessi economici e produttivi dell’impresa.

Per gli architetti liberi professionisti si apre un futuro con scarsa committenza pubblica. Aumenteranno gli incarichi da parte di quelle imprese che non sono dotate di proprio ufficio tecnico.

 

Cosa fare?

La procedura di approvazione del Codice prevede i pareri delle commissioni parlamentari, della Conferenza Stato-regioni e del Consiglio di Stato. Un intervento immediato presso il Parlamento e i partiti politici, anche se tardivo, costituisce la sola possibilità per ottenere delle modifiche al Codice.

 

di Enrico Milone, architetto

 

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Commenti

21/01/2006 19.20: La fine dell'architettura.
Se verrà approvato ognuno di noi sarà vincolato al volere delle imprese e quest'ultime purtroppo hanno presente solo l'interesse economico, finanziario. Se questo decreto fosse passato negli anni '50, architetti del calibro di E.N. Rogers, Albini, Mario Ridolfi, Ludovico Quaroni e altri grandi maestri, non avrebbero fatto nulla. Difatti all'interno delle imprese vanno avanti solo i contabili, il buon costruire è un'altra cosa, gli intellettuali e gli artisti vengono addirittura allontanati e tacciati. La prima impresa che iniziò i lavori all'Auditorium di Roma, voleva costruire la copertura della sale dei concerti in cemento armato, Renzo Piano disse "avete mai visto un pianoforte costruito in cemento armato?". Il mestiere dell'architetto deve rimanere indipendente, il nuovo mondo imprenditoriale vuole instaurare un nuovo modello di società feudale a forte oligarchia. L'architettura non è un semplice servizo tecnico. In altri paesi come la Francia, la Svezia e credo anche la Spagna, le cose vanno diversamente, correggetemi se sbaglio.
Di Loreto

21/01/2006 22.15: evidenza
se chi istituzionalmente è in grado di agire e non lo fà, abbiamo capito tutti il perchè. Mi pare del tutto evidente.... speriamo che chi doveva intendere abbia "inteso".
Claudio Flabiano

26/01/2006 12.19: dove eravate?
ma dove erano il presidente dell'ordine di Roma e tutto il consiglio degli architetti mentre veniva preparato il nuovo codice degli appalti? non avevano il minimo sospetto che questo governo, preparando il nuovo codice, potesse introdurre norme a favore delle Imprese a discapito della qualità? è forse la prima volta che succede da cinque anni a questa parte? SVEGLIA!
R.Ugolini

27/01/2006 13.31: risposta al commento di R.Ugolini
condivido la tua deplorazione. Però dovresti rivolgere la tua protesta verso il Consiglio Nazionale Architetti (ora CNAPPC) perchè il Codice degli Appalti è un disegno di legge nazionale che dà attuazione ad una direttiva europea. Il DLLgt 23.11.1944 n.382, legge istitutiva degli Ordini, all'art.14 stabilisce come compito del Consiglio Nazionale quello di "dare parere sui progetti di legge e di regolamento" che riguardano la professione. D'altrode mi risulta che il CNAPPC abbia avocato a sé i rapporti con il Ministero relativi all'elaborazione del Codice. Nè è facile sostenere che normalmente un Ordine possa intervenire a livello nazionale, se si tiene conto che gli Ordini hanno ambito provinciale e sono circa 100.
Enrico Milone

30/01/2006 10.12: lacrime di coocodrillo!
Con riferimento al commento di Enrico MIlone (sempre meritevole di rispetto!) mi permetto di chiedere se Egli sia così convinto che in regime di Merloni l'assegnazione degli incarichi sia stata conferita esclusivamente a colleghi "che non abbiano rapporti personali o di colleganza partitica con chi ha il potere decisionale nelle pubbliche amministrazioni". Quanto alla progettazione alle imprese questo è anche il bel risultato di una formazione universitaria che, al dià della proliferazione di nuovi corsi(cattedre) dai nomi altisonanti quanto vacui, non ha saputo/voluto adeguarsi alle esigenze dell'attuale mercato. Auguri !
Stefano D'Amico

28/02/2006 12.08: a risparmio
E' chiaro l'intento del Governo di voler risparmiare a tutti i costi...per contro noi ci dovremmo associare a un'impresa o aprirne una nostra (come se non bastassero le spese che sosteniamo o le tasse che paghiamo) per quanto riguarda la qualità dei lavori la Merloni parla chiaro...per quel che concerne l'Architettura...non so in cosa si trasfomerà forse in bruttura!
Alias

vedi anche:

L'Ordine di Roma contro il Codice degli Appalti

intervento del presidente Amedeo Schiattarella

Soltanto 16 le regole di derivazione Ue

nuovo codice degli appalti

Criteri di affidamento incarichi

Rotazione degli incarichi e non più di uno all'anno

Appalti, varato il nuovo codice

breve rassegna stampa


data pubblicazione: sabato 21 gennaio 2006
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