Le S.P.A. entrano nel mercato dei progetti

Lavori Pubblici

LA STRETTO DI MESSINA SPA ENTRA NEL MERCATO DEI PROGETTI E DEI LAVORI PUBBLICI

La progettazione e l’assistenza tecnica sta diventando un business. Più cresce il settore più insistenti sono i tentativi di sottrarlo a quelli che sono stati educati ed abilitati a progettare, cioè agli architetti e agli ingegneri.

Sulla G.U. dell’11 gennaio è stato pubblicato il DL 10.1.2006 n.4 intitolato “Funzionamento della pubblica amministrazione”. All’art.21 c’è una sorpresa: la Società Stretto di Messina è autorizzata a svolgere attività di “progettazione, promozione, realizzazione e gestione di infrastrutture di trasporto e opere connesse, nonché ad espletare, quale organismo di diritto pubblico, compiti di assistenza tecnica a pubbliche amministrazioni per l’appalto di infrastrutture di trasporti.”

La realizzazione (e non solo) di opere pubbliche interessa molto, ovviamente, i costruttori che assumono una posizione che potrebbe essere sottoscritta anche dai progettisti liberi professionisti. Claudio De Albertis, presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, denuncia (su “l’ANCE informa” gennaio 2006) il fatto che la Stretto di Messina assume in questo modo “i ruoli che nel soppresso sistema delle partecipazioni statali furono di Italstat. Si tratta, è evidente di un tentativo di riproporre l’anacronistica presenza dello Stato imprenditore nel settore delle opere pubbliche.”

Non possiamo permettere, continua l’ANCE, che subito dopo il varo di una legge finanziaria che ha tagliato drasticamente le risorse per le infrastrutture, si introduca un ulteriore elemento di lesione del mercato. “E’ per questo che abbiamo chiesto con forza al Governo di tornare sui propri passi. Altrimenti si rischia di ritrovarsi in uno scenario in cui un operatore pubblico contende, per di più con il potenziale vantaggio competitivo della sua struttura proprietaria e dell’ambigua duplice natura di organismo pubblico e di impresa di diritto comune, gli spazi già insufficienti a disposizione degli operatori privati.”

 

di Enrico Milone, architetto
del 01.02.06

 

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Commenti

02/02/2006 10:37: e gli altri?
Caro Architetto Milone non ritiene che dovremmo prima opporci e tentare l'eliminazione dagli obbiettivi statutari delle SPA romane (a partecipazione pubblica) i riferimenti alla progettazione, almeno per quella parte che si sovrappone alle competenze dei proggettisti. Insomma, non possiamo trovare un modo per depurare il "libero" mercato dalle SPA che godono di un vantaggio di posizione indiscutibile almeno in casa nostra? Ponte di Messina... per noi, per la maggior parte di noi, è un altra storia
Arch. Roberto Zompì

02/02/2006 16:36: società pubbliche
società con capitali pubblici o semipubblici e gestite in maniera veramente competente e con criteri manageriali indirizzati la beneficio della collettività potrebbero anche in italia contribuire a riequilibrare o meglio riattivare un mercato delle costruzioni a dir poco statico. La generalitat de catalunya, attraverso societa semipubbliche dotate di capitali pubblici e risorse discretamente ampie, compete nel mercato con promotori ed imprenditori privati nell' aquisizione e trasformazione di terreni e parti di città svolgendo un ruolo stablizzatore. Con gli utili che derivano da operazioni immobiliari di natura tipicamente impernditoriale, gestiona e investe in edilizia residenziale e servizi per la collettività. sapere che l' enorme guadagno derivante dall' aumento di cubatura realizzabile su un determinato terreno non finisca nelle tasche del più o meno politicamente influente palazzinaro, ma nelle casse pubbliche, mi rende decisamente sereno. Che vi sia un possibile conflitto di interessi in esso non mi impedisce di vederne i benefici. il problema è chi sta a vertici di queste società e da che interessi è mosso?
m pavia

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data pubblicazione: mercoledì 1 febbraio 2006
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