Tirocinio rinviato al Ministero

Il parere del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato, in data 23.1.2006, ha rinviato al Ministero, per riesame, il testo del Regolamento sul tirocinio obbligatorio.

In pratica il decreto non uscirà almeno per ora. Infatti il parere del Consiglio di Stato è richiesto obbligatoriamente. Ma il Governo non è obbligato a rispettarlo. Qualora il parere fosse stato emesso, anche se negativo, il decreto avrebbe potuto in qualche modo essere approvato. Invece la sospensione del parere mette in difficoltà il Governo perché ora deve una risposta al Consiglio.

Il motivo principale del rinvio sta nel fatto che il decreto consiste in un regolamento mentre, in base alla Costituzione, in materia di professioni i principi fondamentali vengono stabiliti dalla Stato ma gli aspetti regolamentari spettano non allo Stato, ma alle Regioni.

Il Ministero, invece, ha ritenuto che il Regolamento sia tuttora rientrante nella competenza esclusiva dello Stato. Ciò è stabilito dal DLgs 30/2006 sui principi fondamentali delle professioni.

Ma il Consiglio di Stato non ha riconosciuto valido il riferimento al DLgs 30 perché si tratta  di un provvedimento legislativo ordinario, che non può né modificare né interpretare autenticamente una legge costituzionale e che comunque non è di agevole né univoca interpretazione. Né ha valore il fatto che la recente modifica alla Costituzione ha dato piena competenza allo Stato, dato che la "devolution" non è in vigore, dovendo prima essere sottoposta a referendum popolare.

Naturalmente il Consiglio di Stato non ha esaminato gli aspetti di "politica della categoria" che io, nell'intervento di gennaio su questo sito web, avevo rilevato come negativi:

 

  • non obbligo di retribuzione del tirocinante

 

  • insufficiente disponibilità di posti di tirocinante negli studi professionali; ad esempio a Roma non esiste la possibilità che gli studi di architetti possano ospitare gli oltre 500 laureati sfornati ogni anno delle tre facoltà romane;

 

  • di conseguenza, si rischia che il tirocinio venga svolto nell'Università, che è ovviamente inadatta a tale fine. Un tirocinio fatto dall'Università, con corsi in aule universitarie per decine se non centinaia di neo-laureati sarebbe una presa in giro.

 

di Enrico Milone, architetto
del 19.02.06

 

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Commenti

24/02/2006 08.32: Tirocinio
Gentile arch. Milone, ho letto il suo articolo su "diario" del 19/02/06, prendendo atto, con delusione, di quanto ci comunica. Ritengo, comunque, che là dove la legislazione è carente, le Istituzioni debbano prendere iniziative autonome nel rispetto dei dettami costituzionali. Più semplicemente voglio esprimere l'auspicio che l'Ordine degli Architetti continui nella sua opera di preparazione dei neo laureati all'esame di Stato, adottando, magari, misure sempre più appropriate a garantire il migliore inserimento delle giovani leve nel mondo del mercato. Cordiali saluti Carlo De Lorenzo (n° iscrizione Ordine 7679)
De Lorenzo Carlo

vedi anche:

Riforma e Antitrust

Breve rassegna stampa

Il codice degli appalti azzera la Merloni

approvato, in via preliminare, dal Governo

Arriva il tirocinio obbligatorio per i neo-laureati

Il provvedimento è in dirittura d’arrivo


data pubblicazione: lunedì 20 febbraio 2006
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Professione Tirocinio rinviato al Ministero