Criteri di affidamento incarichi

Rotazione degli incarichi e non più di uno all'anno

L'Autorità dei lavori pubblici con la determinazione 19.1.2006 (GU 14.2.2006), ha stabilito che per tutti gli affidamenti fino a 100.000 euro occorre fare una pubblica gara, anche se semplificata. In contrasto con il Governo che consente, nel Codice degli Appalti adottato ma non ancora approvato, di dare incarichi professionali, senza fare una gara, fino alla soglia UE (circa 200.000 euro).

La determinazione stabilisce che il bando di gara deve prevedere la consegna dell'offerta con un termine non inferiore a 26 giorni dalla pubblicazione. Trasmissione del bando anche agli Ordini professionali.

I requisiti richiesti ai partecipanti alla selezione devono essere proporzionali all'incarico da affidare, con ciò escludendosi la possibilità di richiedere i requisiti previsti per incarichi appartenenti a fasce superiori di importo.

Importantissimo il chiarimento che le capacità del professionista non devono essere valutate in base agli importi dei progetti già fatti, né in base ad altri aspetti quantitativi, bensì in base alle caratteristiche qualitative di progetti in precedenza redatti e affini all'opera da progettare per tipologia ed importo.

Vietato privilegiare coloro che esercitano nello stesso ambito territoriale in cui devono essere svolte le prestazioni. Vietata la partecipazione del professionista singolarmente e come componente di un raggruppamento di professionisti, nonché la contemporanea partecipazione a più di un raggruppamento.

L'amministrazione può istituire un elenco di professionisti a condizione che venga aggiornato ogni sei mesi. Molto importante anche la condizione che gli incarichi siano affidati  seguendo il criterio della rotazione. Divieto di cumulo degli incarichi, che può concretizzarsi nell'affidamento di non più di un incarico all'anno allo stesso professionista.

 

di Enrico Milone, architetto
del 27.02.06

 

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Commenti

27/02/2006 16.07: dov'è la fregatura?
da quello che sommariamente si legge sembrerebbe che anche noialtri figli di nessuno avremo qualche speranza? spero di sbagliarmi ma ho paura che alla fine ci saranno ancora sempre gli stessi sommersi e gli stessi salvati, speriamo bene
arch angela vicino

27/02/2006 16.43: non piu di uno
non piu di un incarico all'anno allo stesso professionista ? ah, così se uno prende un incarico da 5.000 euro ? che fa passa il tempo restante sotto la metro a chiedere l'elemosina ???? boh??? che bei criteri .... forse avrebbe più senso non poter prendere più incarichi del valore inferiore a 100mila per una somma totale massima annua di 100mila. Non mi pare di dire un eresia, e sappiamo poi quanto "costa" lavorare col pubblico. saluti.
arch. claudio flabiano

27/02/2006 19.25: per la legge bisogna nascere con l'esperienza
chi si attacca sono sempre i giovani architetti "che non hanno redatto progetti in precedenza" come titolari (ma magari hanno talento e capacità da vendere). In merito mi piacerebbe conoscere la posizione dell'Ordine e del presidente Schiattarella, neo-eletto anche da moltissimi giovani iscritti.
b

28/02/2006 09.51: RISPOSTA MILONE al commento di 'b'
Il responsabile di un ente pubblico che deve affidare un incarico deve scegliere il professionista in base alla documentazione della sua capacità. Egli gestisce danaro pubblico e deve investirlo al meglio. Per provare le capacità di un professionista si può fare un concorso di progettazione ovvero una gara. Nel primo si sceglie il miglior progetto, nel secondo si sceglie il miglior professionista sulla base dei lavori già fatti. La determinazione dell’Autorità riguarda le regole per fare le gare. Si tratta di un tentativo di migliorare l’attuale sistema che consente alle amministrazioni di affidare gli incarichi discrezionalmente. Sia il criterio della rotazione degli incarichi, sia quello di privilegiare la qualità rispetto alla quantità sono criteri che, indirettamente favoriscono, o almeno non danneggiano, i giovani. Altro criterio è quello del DPR 554/1999, art.51, che stabilisce che il gruppo temporaneo di professionisti che partecipa ad una gara deve includere un progettista abilitato da meno di cinque anni. Si potrebbero trovare altri modi per favorire l’accesso alla professione dei giovani, come concorsi riservati ecc. Ciò implica modifiche alle norme di legge, per le quali la competenza istituzionale non è dell’Ordine, ma del Consiglio nazionale architetti.
Enrico Milone

02/03/2006 12.09: criterio della rotazione
"non più di un incarico all'anno allo stesso professionista". Sembrerebbe avere un ottimo impatto. Il fatto è che gli incarichi (più sale il compenso e più ciò è verosimile) possono durare anche più di un anno! Pertanto, forse, tale periodo ai fini della rotazione potrebbe essere facilmente vanificato... In ogni modo, visto che sono iscritto a TUTTI gli elenchi nell'ambito del Lazio, i cui bandi sono stati pubblicizzati nel tempo dall'Ordine, personalmente, con 15 anni di anzianità, non sono MAI stato chiamato da un ente pubblico tramite gli elenchi, anche avendo un curriculum che non credo possa definirsi pessimo. Spero che tale determinazione possa avere un effetto positivo...
arch. valerio vetriani

02/03/2006 19.06: perplessità
in merito a questa novità quello dìche mi viene in mente è solo una grande perplessità: la rotazione potrebbe sembrare giusta ma chi stabilisce i criteri di questa rotazione? nel comune in cui risiedo più incarichi pubblici sono stati affidati sempre alla stessa persona senza considerare noi nuovve leve che conoscendo la nostra realtà cittadina ed avendoci pure fatto una tesi sopra avremmo potuto, con il nostro entusiasmo contribuire alla modificazione dell'immagine della città con quell'entusiasmo e quell'ingeniutà che caratterizza i giovani laureati; per cui sicuramente non concordo con il divieto di parteciapre a selezioni nello stesso ambito in cui si professa (e chi lo dice che ci si riesca?). Il problema semmai è quello tipico tutto italiano delle connivenze che si ingenerano nel tempo ed acuii probabilmente la norma vuole mettere una fine: purtroppo non credo sia questo il modo. L'obbligo di pubblicità anche per questo tipo di incarichi pure dovrebbe essere una buona norma, di ausilio per noi giovani ma il problema resta se le autorità cittadinre disattendono tale impegno e di escamotage ne possonotrovare tanti: anch'io avrei preferito che per le opere sdi cui sopra avessero fatto dei concorsi di idee invece di nominare l'architetto di regime... Per quanto riguarda gli importi non lotrovo giusto perchè come al solito "non hai esperienza" significherà che se non c'è qualcuno che si fida della mia professionalità e mi legge in faccia la serietà morale e l'etica professionale, non ci sarà mai nessuno disposto a farmi fare questa benedetta "esperienza"! Infine ritengo giusto vietare al parteciapazione contemporanea a più gruppi o a proporsi come singolo solo però contestualmente alla stessa categoira di opere in appalto:faccaimo tanti corsi postlaurea che paghiamo apposta per crearci più competenze!!
A.V. architetto

02/03/2006 19.08: continua perplessità
Comunque negare più di un lavoro l'anno mi sembra un pò troppo: non ce n'è bisogno se si segue la politica della rotazione; il problema semmai è che gli incarichi, da parte di una P.A. vengono affidati sendo il peso politico dei professionisti in questione: più porti voti più grosso ed importante è l'incarico. Io ne so qualcosa. E questo non lo trovo giusto.
A.V. architetto

15/10/2007 18.49: titolo
I giovani si lamentano ... e hanno ragione. Credono che veramente si tratti soltanto della questione relativa al numero massimo di incarichi durante l'anno. La questione è un'altra ed è sempre la stessa. puoi avere tutti i titoli che vuoi nell'ambito di una categoria in cui sei iscritto per eventuali incarichi. Sono sulla soglia della pensione e possiedo un curriculum come collaudatore piuttosto nutrito, sia per opere di importo ingente che come presidente di commissione composta da più membri...Credete che sia riuscito ad avere qualche incarico di collaudo dai Comuni nei quali mi sono iscritto come collaudatore? E' sempre la stessa maledetta storia... anche nel settore tecnico, politici e amministrativi sanno dove mettere le mani per favorire gli amici e gli amici degli amici... una valutazione per titoli è pura illusione. Vediamo di non continuare a prenderci in giro... magari qualcuno dirà che si tratta di un discorso qualunquista, ma la verità è che questo è un paese di merda, dove il modello mafioso è applicato a tutti i livelli.
Arch. Roberto Marraffa n. 933

06/10/2008 17.13: o uno o l'altro
nella mia città ci sono due società di progettazione (soc. coop. a r.l.) e solo loro prendono incarichi pubblici: con quale sistema? L'amministrazione si inventa un project financig e la società affida solo a loro gli incarichi eludendo ogni norma di rotazione in merito. Facile vero? Basta considerare che una società fa capo a un professionista legato a un presidente di regione e l'altro al direttore generale del comune.
br

vedi anche:

Il codice degli appalti azzera la Merloni

approvato, in via preliminare, dal Governo

Appalti, varato il nuovo codice

breve rassegna stampa


data pubblicazione: lunedì 27 febbraio 2006
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