Approvato il Codice Appalti

purtroppo.

APPROVATO IL CODICE APPALTI.  PURTROPPO.

Codice degli Appalti approvato definitivamente dal Governo il 23.3.2006. Con effetto devastante per la qualità dell’architettura, visto che sia il progetto definitivo, sia il progetto esecutivo possono essere appaltati alla impresa che fa i lavori. Senza alcun limite né per l’importo di lavori né per la tipologia dei lavori. E’ stato così abbattuto uno dei pilastri della legge 109/1994 sui lavori pubblici voluta dopo tangentopoli: la separazione tra progettazione ed esecuzione dei lavori, la prima spettante ai liberi professionisti o ai professionisti degli uffici tecnici pubblici e la seconda alle imprese.

Si tratta di un decreto delegato, perciò spetta al Governo l’approvazione e non al Parlamento. Pertanto il “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture” deve solo andare al visto della Corte dei Conti e alla firma del Capo dello Stato. Poi in Gazzetta Ufficiale. La procedura potrebbe essere compattata riducendola anche a pochi giorni. Entrerà in vigore dopo due mesi.

Torno sull’argomento già trattato in questo sito il 20 gennaio, limitandomi solo ad alcuni punti.  D’altronde il testo è stato più volte modificato negli ultimi giorni. E’ disponibile un testo non definitivo, che precisa che sono in corso ulteriori modifiche.

Tra le modifiche dell’ultima ora è la cancellazione dell’innalzamento (dagli attuali 100.000 euro) a 211.000 euro della possibilità di affidare incarichi senza gara. Pertanto è stato ripristinato il limite di 100.000 euro per l’affidamento senza gara d’appalto di servizi. Su questo punto occorre tenere conto che il Codice fa un passo avanti in direzione di valori positivi come la concorrenza e la trasparenza, come richiesto dalla U.E. Infatti gli articoli 91 e 57 comma 6 prescrivono una gara semplificata che consiste nell’invitare a presentare offerta almeno cinque progettisti scelti dall’amministrazione con alcuni criteri generici e con uno preciso: il criterio di rotazione. Sarebbe opportuno, a mio avviso, che tali criteri siano integrati da quelli stabiliti dall’Autorità dei lavori pubblici (GU 14.2.2006) e che ho illustrato nella mia nota su questo sito del 27 febbraio

La controfaccia negativa del sistema di affidamento degli incarichi è che il Codice  ha inopinatamente eliminato la fascia da 100.000 a 211.000 euro, facendo in modo che le gare per gli incarichi oltre 100.000 euro abbiano le stesse regole degli incarichi sopra 211.000 euro (soglia europea). Tali regole sono tali che un professionista, sia giovane che anziano, non potrà, di fatto, mai partecipare ad una gara. Infatti per essere ammessi alla gara è necessario, tra l’altro, un fatturato negli ultimi 5 anni il cui importo globale sia da 3 a 6 volte l’importo a base di gara, nonché un numero medio di personale tecnico utilizzato negli ultimi 3 anni in misura tra 2 e 3 volte le unità stimate nel bando di gara.

Il fatto che per la ammissione alle gare possono essere considerati solo i lavori fatturati negli ultimi 5 o 10 anni esclude non solo i giovani, ma anche i professionisti che, pur avendo maturate molte esperienze nel loro curriculum, hanno subito un rallentamento dell’attività negli ultimi anni. Anche perché il perverso meccanismo della “attinenza” dei lavori fatti a quello da progettare, riduce ulteriormente le possibilità di ammissione. In taluni casi può succedere persino che vi siano pochissimi  professionisti o gruppi che possiedano i requisiti di ammissione alla gara. E in quei casi non si può escludere che la severità dei criteri definiti nel bando sia stata pilotata proprio per restringere il campo della concorrenza.

Non sto qui a ripetere  le critiche, riportate dalla stampa quotidiana, fatte al Codice dalla Conferenza delle Regioni che lo ha respinto in toto, né quelle del Consiglio di Stato che ha chiesto decine di modifiche che sono state accolte solo in parte.

 

di Enrico Milone, architetto
del 27.03.06

 

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Commenti

27/03/2006 22.07: E vaiiiii!!!! I nuovi vandali.
Alla grande e dico alla grande !!!!! Veramente favoloso, ora manca solo che l'impresa si paghi anche da sola così abbiamo chiuso il cerchio !!!! poi gli facciamo fare un bel PRG così potranno cementificare come xxxx gli pare !!! Bellissimo!!! Bravi !!! Architetto Italioticus : una specie in via di estinzione.... Bravi, vandali.
arch. Claudio Flabiano

29/03/2006 11.19: Un mondo che muore
Qualche sere fa, nella Casa dell'Architettura del nostro Ordine, c'è stata una bella chiacchierata sui temi della bellezza in Architettura, riferita alla città di Roma; uno dei relatori concludeva dicendo che Roma è la città più bella del mondo, un altro dicendo che questo era vero fino all'800, più esattamente, prima dell'avvento di Roma Capitale. Dobbiamo rimpiangere i piani regolatori dello Stato Pontificio, o il Bernini? , Architetti e Committenza che "costruivano per l'eternità", per ritrovare un'architettura degna di essere tale?. MOLTI SI CHIEDEVANO: PERCHE'? questa legge ce lo spiega: quando vince la logica del profitto e degli interessi di parte la qualità passa in secondo piano, anzi, neppure viene calcolata.
Rossana Manfron

vedi anche:

L'Ordine di Roma contro il Codice degli Appalti

intervento del presidente Amedeo Schiattarella

Soltanto 16 le regole di derivazione Ue

nuovo codice degli appalti

Criteri di affidamento incarichi

Rotazione degli incarichi e non più di uno all'anno

Il codice degli appalti azzera la Merloni

approvato, in via preliminare, dal Governo

Appalti, varato il nuovo codice

breve rassegna stampa


data pubblicazione: giovedì 30 marzo 2006
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