Il Senato approva il decreto Bersani

ora passa alla Camera

IL SENATO APPROVA IL DECRETO BERSANI SU TARIFFE, PUBBLICITA’ E SOCIETA’ INTERDISCIPLINARI. ORA PASSA ALLA CAMERA.

Il Senato ha approvato il DL 4.7.2006 n.223 (Bersani)  con modifiche all’art.2. Il DL è passato all’esame della Camera per la definitiva conversione in legge.

La principale modifica è che, con il nuovo testo dell’art.2, sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono la “obbligatorietà di tariffe”. Nel testo iniziale era scritto «la fissazione di tariffe obbligatorie». In effetti non cambia il risultato, cioè che i minimi di tariffa non sono più inderogabili, però in questo modo viene chiarito senza ombra di dubbio che le tariffe restano in vigore.

In merito alla pubblicità, la sola modifica sostanziale è che viene affidata all’Ordine la verifica della veridicità del messaggio.

In merito al punto c) sulle società professionali interdisciplinari, l’unica modifica sostanziale è la precisazione che “l’oggetto sociale relativo all’attività libero-professionale deve essere esclusivo”.

Nel comma 2 è stato inserito che «Nelle procedure ad evidenza pubblica, le stazioni appaltanti possono utilizzare le tariffe, ove motivatamente ritenute adeguate, quale criterio o base di riferimento per la determinazione dei compensi per attività professionali». La norma facilita l’attività delle pubbliche amministrazioni e  conferma che la tariffa resta in vigore, anche se non è più inderogabile. 

 

Per aiutare i colleghi, utenti del sito web dell’Ordine, a comprendere l’evoluzione del provvedimento, ho provato a inserire nel testo originario del decreto le modifiche approvate dal Senato.

 

DL 4.7.2006 n.223 - art.2 - Testo coordinato dopo l’approvazione del Senato, 26.7.2006. In grassetto le parti aggiunte o modificate.

Articolo 2
(Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali)

1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al fine di assicurare agli utenti un'effettiva facoltà di scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, dalla data del presente provvedimento sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali:

a) l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;

b)  il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dall’ordine;

c) il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che l’oggetto sociale relativo all’attività libero-professionale deve essere esclusivo, che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità»;

2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l'esercizio delle professioni reso nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonché le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti. Il giudice provvede alla liquidazione delle spese di giudizio e dei compensi professionali, in caso di liquidazione giudiziale e di gratuito patrocinio, sulla base della tariffa professionale. Nelle procedure ad evidenza pubblica, le stazioni appaltanti possono utilizzare le tariffe, ove motivatamente ritenute adeguate, quale criterio o base di riferimento per la determinazione dei compensi per attività professionali».    

«2-bis. All’articolo 2233 del codice civile, il terzo comma è sostituito dal seguente: “Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali“»

3. Le norme deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 lettere a), b), c) e d) sono adeguate entro il 1 gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data sono in ogni caso mille per violazione di norma imperativa di legge.

 

di Enrico Milone, architetto
del 27.07.06

 

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data pubblicazione: giovedì 27 luglio 2006
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