Detraibilità IVA autoveicoli

La Corte di giustizia europea, deliberando sul caso "Stradasfalti contro agenzia delle Entrate di Trento" (procedimento C-228/05) ha giudicato illegittima la deroga sulle limitazioni alle detrazioni IVA per le auto, in vigore in Italia dal 1979.

In realtà, la pronuncia del giudice comunitario non ha modificato i principi fondamentali del diritto alla detrazione IVA, ma ha sancito l'illegittimità del divieto assoluto, nella normativa nazionale, di detrazione dell'IVA sulle auto utilizzate per l'attività d'impresa (o di lavoro autonomo, nozione che non viene differenziata nella VI Direttiva IVA).

Più precisamente, oggetto del contendere è l'art. 19-bis del DPR 633/72 che riconosce il diritto alla detrazione dell'IVA sull'acquisto e sull'importazione di autoveicoli e di altre spese correlate nei soli casi in cui i beni acquistati formano oggetto dell'attività d'impresa o sono destinati ad essere utilizzati esclusivamente per l'attività d'impresa.

Solo dal 2001 per gli autoveicoli che non sono oggetto esclusivo dell'attività di impresa, cosiddetti a uso promiscuo, è stato introdotto un regime di detraibilità parziale dell'IVA al 10% (innalzato, per l'anno 2006, al 15% con la legge 23/12/2005 n. 266) e limitatamente al solo acquisto, permanendo quindi l'indetraibilità totale dei beni e servizi relativi agli autoveicoli stessi (spese di impiego, manutenzione, riparazione...).

Ora, invece, la sentenza del 14 settembre 2006 afferma il principio della completa detraibilità dell'IVA proporzionalmente all'effettivo utilizzo delle autovetture, sempre nell'esercizio di attività di impresa, e sia per quanto riguarda il costo di acquisto, sia per le altre spese connesse (spese di funzionamento e di manutenzione).

Nello specifico, il contribuente "deve poter ricalcolare il suo debito IVA", conformemente alle disposizioni della VI direttiva Ue, "nella misura in cui i beni e i servizi sono stati impiegati ai fini di operazioni soggette a imposta". Pertanto, la possibilità di detrarre l'IVA è riferita ai soli mezzi destinati a utilizzazioni inerenti a operazioni imponibili, effettuate nell' esercizio di attività di impresa o professionale. 

La decisione della Corte di giustizia Ue apre, quindi, ai contribuenti interessati la possibilità di esercitare la detrazione negata dalla norma illegittima.

Va in ogni modo considerato che la maggiore detrazione dell'IVA produce effetti di segno contrario sulla determinazione delle basi imponibili delle imposte sui redditi e dell'Irap (in termini di minori ammortamenti e minori spese di funzionamento e manutenzione deducibili).

Infatti, il costo ai fini dell'ammortamento diminuisce della parte di IVA che diviene detraibile.

Stesso discorso per i costi di gestione, costituiti da spese di funzionamento e manutenzione: a fronte dell'IVA detraibile, il costo deducibile ai fini delle imposte dirette diminuisce, così come il risparmio di imposta.

Questo effetto riguarda, in particolare, le ipotesi in cui il costo dell'autovettura e quello dei costi di gestione è integralmente deducibile: negli altri casi, l'effetto negativo potrebbe anche non verificarsi a causa del limite di deducibilità di 18.075,99 euro, da considerare poi al 50%.

Alla sentenza della Corte di Giustizia il Governo ha contrapposto il Decreto Legge del 15/09/2006 n. 258, "ritenuta(si legge nel preambolo)la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per l'adeguamento alla suddetta sentenza…". 

Il decreto stabilisce che il recupero dell'IVA indebitamente versata sull'acquisto e sui costi di esercizio delle auto utilizzate nell'attività di impresa o professionale non può essere effettuato direttamente nella dichiarazione IVA. Inoltre, sono vietate le compensazioni IVA a fronte dei crediti nati con la sentenza.

I contribuenti interessati devono, quindi, presentare in via telematica, entro il 15 dicembre 2006 (termine, quest'ultimo, che potrebbe subire una proroga all'esame del Senato), un'apposita istanza di rimborso, utilizzando uno specifico modello, da approvarsi con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate. Nella domanda di rimborso dovranno essere indicati anche gli altri tributi rilevanti ai fini della complessiva determinazione delle somme effettivamente spettanti.

Il decreto, infatti, "al fine di evitare ingiustificati arricchimenti" si propone di richiedere ai contribuenti tutti i dati contabili per gli anni interessati, per poter valutare e controllare anche il pregresso beneficio sotto il profilo delle imposte dirette originato dalla indetrabilità dell'IVA.

Si consiglia di prestare particolare attenzione alla ulteriore normativa e prassi che, presumibilmente, vedrà la luce nei prossimi giorni, nella considerazione che il Governo potrebbe apportare delle modifiche e/ o integrazioni.


 

Giancarlo RICOTTA
Dottore Commercialista


data pubblicazione: lunedì 25 settembre 2006
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Professione Detraibilità IVA autoveicoli