Quale sarà il destino degli Ordini?

Ddl Mastella - Riforma delle professioni

RIFORMA MASTELLA: QUALE SARA’ IL DESTINO DEGLI ORDINI?

Una proposta di legge del Ministro Mastella stabilisce i punti essenziali della riforma di tutte le professioni intellettuali e delega il Governo ad emanare, entro 18 mesi, decreti legislativi che disciplinino le singole professioni.

La legge appare impostata secondo il principio che la materia delle professioni debba essere riorganizzata da zero. Con la conseguenza che tutte le professioni esistenti dovrebbero essere riconsiderate a seconda che rispondano o meno ai nuovi criteri.

Vengono individuate due categorie di professioni: quelle di interesse generale che dovranno essere rappresentate da Ordini, e le altre che dovranno essere organizzate in Associazioni Riconosciute. La bozza di decreto non precisa quali siano le professioni che rientrano nelle due fasce e rinvia la selezione ai decreti delegati che il Governo dovrà emanare. E’ in gioco la sopravvivenza di alcuni degli attuali 27 Ordini e Collegi professionali. Mentre ritengo rispondano certamente ad interesse generale professioni come il medico, l’avvocato, l’architetto e l’ingegnere.

 

Le osservazioni del CUP

Il CUP, comitato unitario delle professioni, presieduto dall’arch.Raffaele Sirica, ha espresso preoccupazione per l'eccesso di delega al Governo. Inoltre ha rimarcato che nel testo non c'è nessuna norma che garantisce la sopravvivenza delle attuali professioni.

Gli emendamenti presentati dal CUP rivelano una intenzione conservativa, di mantenimento dell’esistente. Sembra che la preoccupazione maggiore sia di difendere non tanto la professione, quanto  i Consigli nazionali e gli Ordini. Manca una spinta a rilanciare  una concezione più moderna delle professioni e a fare proprio il criterio diffuso  in Europa di puntare sulla qualità dell’attività professionale attraverso la concorrenza e la apertura al mercato sia nazionale che estero.

Infatti i principali emendamenti chiedono:

  • il mantenimento di tutti i 27 Ordini a prescindere da giustificazioni di interesse pubblico;
  • la fissazione di tariffe sia nel campo privato che in quello pubblico  (evidentemente obbligatorie, visto che le tariffe esistono dato che la legge Bersani non le ha cancellate, ma solo rese non obbligatorie)  per prestazioni per attività riservate o di evidenza pubblica;
  • che i Collegi vengano trasformati in Ordini;
  • che non sia concessa agli iscritti agli Ordini la libertà di costituire Associazioni Riconosciute. Infatti alcuni temono che le Associazioni possano acquistare più credito degli Ordini presso l’opinione pubblica, e la classe politica. Le Associazioni potrebbero un domani essere usate come cavallo di Troia per la soppressione degli Ordini.

 

Gli emendamenti di Ordini, Associazioni e Sindacati

Gli Ordini degli Architetti PPC di Ascoli Piceno, Biella, Cuneo, Latina, Monza, Oristano, Pisa, Roma, Savona e Torino, insieme a ALA Assoarchitetti e Inarsind (sezioni Roma) e Federarchitetti, hanno trasmesso al Ministro un documento con emendamenti al progetto di legge.

Nel documento si chiede di mantenere gli Ordini esistenti, “in tutto o in parte”. Il CUP invece ha chiesto la conferma di tutti gli Ordini, e quindi anche di quelli meno rilevanti sotto il profilo dell’interesse generale, come, tra gli altri, quelli degli spedizionieri doganali e degli agenti di cambio (38 iscritti in tutta Italia).

Tra le richieste degli Ordini è significativa l’intenzione di accentuare l’autonomia degli Ordini provinciali rispetto al Consiglio nazionale. A tal fine viene chiesto che le procedure per la elezione dei consigli degli Ordini siano soggette al controllo del Ministero e non del Consiglio nazionale. Infatti visto che il Consiglio nazionale è eletto dagli Ordini, è possibile (e non è escluso che sia già avvenuto) che a livello nazionale si cerchi di condizionare la elezione di un Ordine provinciale.

Inoltre, si chiede di prevedere adeguate modalità di controllo democratico dell’attività degli Consigli nazionali da parte degli Ordini territoriali. Tale controllo è attualmente impossibile con la legislazione esistente.

In merito alle Associazioni Riconosciute si chiede di garantire agli iscritti all’albo la libertà di costituirle.

Un ruolo è riconosciuto ai Sindacati dei professionisti, dei quali viene richiesto il parere sui decreti delegati che il Governo dovrà emanare.

 

di Enrico Milone, architetto
del 20.11.06

 

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  • Emendamenti CUP
    Ddl Mastella - Riforma delle professioni - rassegna stampa

 

 


 

Commenti

22/12/2006 00:13: immane disuguaglianza trà professionisti
La nefandezza più grande e premeditata di cui il CUP e ADDEP non trattano mai, è la costrizione subita dai 90.000 medici pubblici dipendenti, derivante dalla iscrizione all'ordine ,ad avere pensioni, in virtù della legge Dini, molto più basse dei liberi professionisti ai quali devono versare, per legge, contributi ENPAM.Non solo.I medici ospedalieri dovranno rinunciare, gioco forza, al TFR in virtù degli effetti devastanti della Legge sulle loro pensioni calcolate col contributivo e non a ripartizione come ai liberi professionisti.Faremo di tutto per scardinare questa porcata in sede di riforma libere professioni..Come saprete, ma nessuno ne parla, le Casse dei liberi professionisti sono Enti con personalità giuridica di diritto pubblico-:Consiglio di Stato, sez VI, sent. n° 182, del 23/1/06 e Direttiva CEE 92/50.Perciò, come possono sfuggire alle regole generali AGO della Legge Dini?. L'equazione iscrizione all'ordine= iscrizione alla Cassa di Previdenza và abolita o resa facoltativa per i già iscritti all'INPDAP o INPS. Manteniamo pure gli ordini se servono a certificare qualcosa di serio, ma non insistiamo troppo sulla loro "licenza" per poter lavorare, perchè con questa, se statuita dalla legge,si assumerebbero responsabilità del professionista, che invece non hanno Dott Vignali Fabrizio.U.O.Rianimazione Osp. di Massa
Vignali F.

vedi anche:

Emendamenti CUP

Ddl Mastella - Riforma delle professioni

Emendamenti Ordini-Associazioni-Sindacati

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Testo del Ddl-Mastella sulla Riforma Professioni

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data pubblicazione: lunedì 20 novembre 2006
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