Decalogo del costruire sostenibile
Milano: in occasione del dibattito «Edilizia & sostenibilità. L'industria delle costruzioni verso la "green economy"», organizzato presso la Triennale nell’ambito della mostra "GreenLife - Costruire Città Sostenibili", ANCE Lombardia e Legambiente hanno presentato il decalogo, scritto congiuntamente, che riassume tutte le regole per un'attività edilizia di qualità, rispettosa del territorio e vicina ai cittadini:
1. Ricostruire le nostre città riutilizzando e sostituendo il vecchio
2. Sfruttare i nuovi vuoti urbani
3. Addensare in corrispondenza dei nodi
4. Sperimentare nuove soluzioni tecnologiche
5. Progettare in maniera integrata
6. Ricercare economie di scala
7. Innovare i processi aziendali
8. Usare materiali a basso impatto
9. Contribuire all'evoluzione del mercato
10. Educare alla qualità
Circa il 45% dei consumi energetici dell’Italia è destinato al settore civile, soprattutto a
causa della climatizzazione invernale ed estiva. Fondamentale, dunque, la consapevolezza di chi opera nel settore.
“Per la Commissione europea (Piano di Azione per l'Efficienza Energetica ) è l'edilizia il settore caratterizzato dalle maggiori potenzialità di risparmio, sia nel comparto abitativo (che presenta margini di riduzione dei consumi al 2020 pari al 27%), che in quello terziario/commerciale (pari al 30%).
La nuova Direttiva, che verrà definita nei prossimi giorni e passerà in seconda lettura al Parlamento Europeo, prevede che tutti gli edifici costruiti dopo il 2020 dovranno essere “nearly zero buildings” (grazie ad una efficienza energetica che deve portare a consumi quasi uguali alla energia prodotta da energia rinnovabile sul posto). Il settore pubblico dovrà anticipare questa scadenza al 2018 e promuovere la conversione degli edifici esistenti”
“Nell'economia low-carbon anche il tema del consumo di suolo è destinato ad accrescere la propria rilevanza: la comunicazione che accompagna il rapporto della Commissione Europea sulle interazioni tra suolo e cambiamento climatico (16 dicembre 2008) svela come i suoli europei contengano da 73 a 79 miliardi di tonnellate di carbonio, e pertanto, ogni sottrazione di superficie verde aumenta le emissioni di CO2. Anche per questo è importante che la politica si faccia carico di determinare condizioni che favoriscano l'edilizia del recupero e della ricostruzione, rispetto a quella che determina contrazione di superfici agricole a causa della espansione e dispersione degli insediamenti.”
“La sostenibilità nell'edilizia non è quindi un lusso, ma nuova politica dell'abitare, responsabilità sociale e, anche, socialhousing. Una simile prospettiva induce a porre notevole attenzione, soprattutto in fase progettuale, alle istanze del recupero dell’edilizia esistente, alla riduzione degli sprechi di energia, all'innovazione delle tecnologie costruttive, alla preferenza verso i materiali riciclabili, all'utilizzo di fonti di energia rinnovabili ed energia pulita ed, infine, alla collocazione di ampie zone verdi all'interno degli spazi edificati. Ecco allora che non si parla soltanto della costruzione del singolo edificio, ma soprattutto dell’intero ciclo di vita del prodotto edilizio (dalla progettazione alla dismissione del manufatto, passando attraverso la sua costruzione e la fase operativa), il concetto di “eco-design” (o design ecocompatibile), inteso come insieme di criteri di scelta, competenze, soluzioni tecnologiche e strumenti applicativi, diviene elemento portante delle strategie per la sostenibilità dell'ambiente costruito, nelle diverse fasi del processo costruttivo e alle diverse scale di riferimento”