Liberalizzazioni. Cosa cambia per i professionisti

In vigore dal 24.01.2012, ma in attesa di conversione in Legge, il Decreto Liberalizzazioni pone all'attenzione dei professionisti alcuni interrogativi non risolti sulla sua efficacia. Pubblichiamo il commento dell'arch. Enrico Milone richiesto dall'Ordine di Roma, e una circolare del CNAPPC sull'argomento, in attesa di futuri e probabili sviluppi.

 


Decreto-Legge 24.1.2012 n.1 - LIBERALIZZAZIONI

di Enrico Milone.

In vigore dal 24 gennaio, ma da convertire il legge entro 60 giorni.

L'art.1 tratta in linea generale della liberalizzazione delle attività economiche.
Volendo restringere il campo di attenzione ai problemi delle professioni intellettuali protette e specialmente degli architetti, le norme di liberalizzazione sono nell'art.9.

 

Articolo 9 - Disposizioni sulle professioni regolamentate

  • comma 1: abroga le tariffe professionali.
    Commento. Le tariffe professionali erano già state investite dalle liberalizzazioni di Bersani legge 248 del 2006, che però le aveva mantenute in vita, eliminando soltanto la inderogabilità dei minimi di tariffa. Il Governo precedente stava operando per un parziale ritorno alla inderogabilità: il DPR 207/2010 Regolamento lavori pubblici stabilisce che nel sistema di gara dell'offerta economicamente più vantaggiosa i concorrenti non possono fare ribassi maggiori di quello massimo stabilito nel bando di volta in volta dall'amministrazione.
     
  • comma 2: stabilisce che nel caso di vertenza giudiziaria il compenso del professionista sarà stabilito dal giudice sulla base di Parametri definiti dal Ministero. I Parametri non possono essere utilizzati nei contratti tra professionista e cliente. Saranno definiti anche Parametri ministeriali per stabilire oneri e contributi per le Casse di previdenza.
    Commento. Sarebbe opportuna una modifica del comma 2 per stabilire che i Parametri possono essere applicati dalle pubbliche amministrazioni per calcolare l'importo della parcella professionale da porre a base di gara. Ciò è essenziale anche per stabilire se un incarico per lavori pubblici è sopra o sotto la soglia europea.
     
  • comma 3: Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito al momento del conferimento dell'incarico. Il professionista deve:
    • rendere noto al cliente il grado di complessità dell'incarico,
    • indicare i dati della polizza assicurativa,
    • la misura del compenso, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e deve essere previamente resa nota anche in forma scritta se richiesto dal committente; deve indicare, per le singole prestazioni, le voci di costo comprensive di spese, oneri e contributi.
    L'inottemperanza a quanto disposto al comma 3 costituisce illecito disciplinare del professionista.
    Commento. Il testo è piuttosto confuso. Appare necessario che il comma venga modificato per chiarire che la pattuizione deve essere fatta sempre per iscritto. Infatti il testo stabilisce che la misura del compenso deve essere scritta, solo se richiesto dal cliente. La formulazione potrebbe interpretarsi nel senso che la pattuizione può essere non scritta, cioè meramente verbale. Ciò appare illogico e renderebbe impossibile il controllo dell'Ordine sulle inottemperanze al comma 3.
    Inoltre il comma introduce l'assicurazione obbligatoria a carico del professionista per il singolo lavoro. Tale obbligo c'è da anni, ma solo per gli incarichi di opere pubbliche. L'assicurazione del professionista qualifica la categoria professionale e garantisce il cliente. Pertanto è un valore di crescita, sarebbe sbagliato opporsi. Tuttavia graverebbe in maniera pesante per quei professionisti che operano saltuariamente (generalmente giovani o disoccupati) e che sono la maggioranza degli iscritti agli Ordini. La soluzione del problema potrebbe essere la eliminazione dell'obbligo di assicurazione per progetti di lavori di manutenzione di piccola entità. In alternativa, la creazione da parte delle società di assicurazioni di polizze a basso costo per lavori di minima entità. Tale risultato potrebbe essere favorito da trattative fra Consiglio Nazionale Architetti PPC e Società assicuratrici.
     
  • comma 5: stabilisce la durata del tirocinio di non oltre 18 mesi. Per i primi 6 mesi può essere svolto durante il corso di laurea iunior o magistrale, in presenza di una convenzione tra Consiglio Nazionale degli Ordini e il ministero dell'Università.
    Commento. La disposizione si riferisce agli Ordini che hanno il tirocinio e non obbliga ad introdurlo presso gli Ordini che non lo hanno, come quelli degli architetti.
     
  • comma 6: elimina la remunerazione del tirocinio, che era prevista nella legge 148/2011, art.3.5.c)
    Commento: non è accettabile che il tirocinante non abbia alcun compenso. D'altronde è vero che gli studi sono restii ad ospitare tirocinanti. Perciò occorre istituire un compenso per i tirocinanti ed incentivi per gli studi professionali. Lo stesso comma 6 cancella la voce d) dell'art.3.5 legge 148/2011 che regolava il compenso professionale in maniera confusa e teneva in vita la tariffa, anche se solo per le vertenze giudiziarie e per casi marginali. (vedi su questo sito "Manovra bis e riforma delle professioni" 20.9.2011).

Enrico Milone
26.1.2012

 


Decreto liberalizzazioni: cosa cambia per gli architetti italiani

News CNAPPC del 27 gennaio 2012

Il D.L. 24 gennaio 2012 n. 1 incide profondamente sull'esercizio della professione.
Le novità introdotte, a far data dalla pubblicazione del Decreto, sono particolarmente significative e talvolta non chiare.
Di seguito si riepilogano le principali novità contenute nell'art. 9:

  • le tariffe fino ad oggi vigenti sono abrogate (nonché le disposizioni che ad esse rinviano),
  • con decreto del Ministero della Giustizia saranno definiti:
  • i parametri per le liquidazioni da parte degli organi giurisdizionali,
  • i parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionali e agli archivi basati sulle tariffe,
  • l'utilizzo di parametri (tariffari) nei contratti dà luogo a nullità della clausola contrattuale relativa alla determinazione del compenso,
  • il compenso è pattuito al momento del conferimento dell'incarico professionale (nella forma di un vero e proprio contratto tra le parti);
  • il professionista (nel contratto) dovrà rendere noto al cliente:
  • il grado di complessità dell'incarico;
  • tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico;
  • i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale;
  • la misura del compenso potrà essere previamente resa nota al cliente, anche in forma scritta, se da questi richiesta, sotto forma di preventivo, e dovrà essere:
    • adeguata all'importanza dell'opera;
    • pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi;
  • la durata del tirocinio non potrà essere superiore a diciotto mesi di cui i primi sei potranno essere svolti, previa definizione di apposite convenzioni (Consigli Nazionali - Ministero dell'Istruzione), in concomitanza con il corso di studi universitario,
  • altre convenzioni (Consigli Nazionali - Ministero della P.A.) potranno regolare lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni.

Poiché si prevede, al comma 3 del citato articolo, che l'inottemperanza di quanto sopra descritto costituisca illecito disciplinare del professionista, questo Consiglio Nazionale nella seduta del 25 gennaio 2012, ha in via d'urgenza adeguato le norme deontologiche interessate dal provvedimento relative a tutte le figure professionali (Architetto, Pianificatore Territoriale, Paesaggista, Conservatore dei Beni Architettonici ed Ambientali, Architetto Iunior e Pianificatore Territoriale Iunior).

Tali norme, a seguito di apposita revisione da parte dei nostri uffici legali, verranno inviate quanto prima nonché pubblicate sul sito internet www.awn.it.

[continua a leggere sul sito News CNAPPC]

 

vedi anche:

Riforma delle professioni: niente drammi

Ordine Arch Roma & DL liberalizzazioni - rass.stampa

Manovra bis e riforma delle professioni

di Enrico Milone - Legge 148/2011


data pubblicazione: mercoledì 1 febbraio 2012
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