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breve aggiornamento rassegna stampa

Codice-rinvii - Da luglio, sui bandi, le prime novità

Il primo effetto il Codice degli appalti – che entrerà in vigore il prossimo sabato – lo avrà sui bandi. L'articolo 253. comma 1 che regola il periodo transitorio dispone che il Codice si applichi solo ai bandi pubblicati dopo la sua entrata in vigore. In assenza di bandi pubblici, la data spartiacque è quella degli inviti a presentare le offerte.

Tutte le procedure iniziate prima del primo luglio continueranno quindi con il quadro di regole precedenti. Questo in ossequio al principio secondo cui il bando è la «legge speciale» della gara.

Dunque le prime ripercussioni della nuova normativa si avranno sulla preparazione dei bandi. E in questo senso la novità maggiore che le amministrazioni dovranno inserire negli avvisi è l'avvalimento. Dovranno quindi consentire in modo esplicito a un'impresa priva dei requisiti di qualificazione di partecipare a una gara (di lavori, servizi o forniture) utilizzando i requisiti di fatturato, organico o attrezzatura prestati da un'altra impresa. In realtà questa possibilità è riconosciuta già dalle direttive europee, che anche in questo campo sono già operative dal primo febbraio scorso. Ciò che cambia, da sabato, è la possibilità di inserire nel bando tutte le limitazioni all'avvalimento previste dal Codice. Che non sono poche. Ad esempio, scatterà la responsabilità in solido tra il concorrente e l'impresa ausiliaria nell'esecuzione del contratto. E Ancora: l'avvalimento sarà limitato a una sola impresa per ogni requisito e per ogni categoria di lavorazioni prestate. Questo per evitare che si riesca a raggiungere il totale richiesto attraverso il prestito da parte di una miriade di piccole imprese. L'unica cosa che invece non è ammessa è di inserire nel bando il divieto per l'impresa che presta i reqisiti di partecipare alla gara, sia come appaltatore che come subappaltore. Il divieto è una delle norme destinate a saltare con l'arrivo dell'emendamento di sospensione.

Sempre nella fase di preparazione dei bandi l'amministrazione deve ora decidere se prevedere o no l'esclusione automatica delle offerte anomale nelle gare sotto la soglia europea (5,278 milioni per i lavori, 137mila per i servizi aggiudicati dalle amministrazioni centrali, 211mila per gli altri servizi, 422mila per le forniture). Il Codice rende facoltativo questo meccanismo che dunque va indicato fin dalla preparazione del bando. Allo stesso modo l'amministrazione dovrà pubblicare i bandi sul proprio «profilo di committente», ovvero il sito internet della stazione appaltante stessa.

Procedendo poi nelle varie fasi di gestione delle gare, altre significative novità riguardano la formazione della commissione giudicatrice nel caso di offerta economicamente più vantaggiosa. La scelta dei membri non va più fatta per sorteggio ma in via diretta, seguendo però criteri di rotazione tra professori e professionisti esperti della materia.

Molto delicata è poi la fase delle verifiche sulle offerte risultate anomale. Scatta infatti un contradditorio con l'operatore che si svolge entro termini predefiniti e per lo più solo attraverso osservazioni scritte. La conclusione può comunque essere un ultimo momento di confronto diretto prima di procedere all'esclusione.

La progettazione. Dal primo luglio per affidare incarichi sotto i 100mila euro sarà obbligatorio fare una gara informale chiamando almeno cinque concorrenti. Oggi le indicazioni sono più vaghe: si ammette l'assegnazione semplicemente garantendo il rispetto dei principi comunitari di trasparenza, proporzionalità e non discriminazione. Più incerte le procedure per gli incarichi che si collocano tra la soglia dei 100mila e quella dei 211mila euro. Da un lato c'è chi ritiene applicabile la vecchia procedura della gara dettata dal Regolamento appalti (Dpr 554/1999), sfruttando la norma del Codice che salva le parti del Regolamento ritenute compatibili con il Codice stesso. Dall'altro c'è già chi suggerisce di utilizzare la norma che consente affidamenti in economia fino ai 211mila euro previa preprazione di un regolamento interno all'ente, diminuendo così le garanzie di trasparenza anche rispetto alla fascia di incarichi più bassi. Il punto è che su questo nodo, così come su tutte la valutazione della compatibilità del vecchio Regolamento appalti la responsabilità delle scelte ricade sulle singole stazioni appaltanti.

 

di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 24.06.06

 

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APPROFONDIMENTI IN BREVE

 

 

 

  • Codice appalti, al Senato voto di fiducia su rinvio: Il Senato questa mattina voterà la fiducia al DL 173/2006 sulle proroghe: nell'emendamento, il cui testo è lo stesso approvato il 24 giugno scorso dal Consiglio dei Ministri, è stato inserito anche lo slittamento di alcuni articoli del Codice degli appalti che comporteranno lo stop fino al 31 gennaio 2007 dell'appalto integrato e delle regole più flessibili per le trattative private nell'ambito dei lavori pubblici nei settori ordinari.
    fonte: Edilizia e Territorio on line 28/06/2006 - 12:01

 

 


vedi anche:

Codice appalti e Tariffa LLPP

Rinviato al 2007 l'appalto integrato

L'Ordine e il nuovo Codice degli appalti

Lettere inviate dall'Ordine

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data pubblicazione: mercoledì 28 giugno 2006
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