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arch. Giuseppe Pipita - GMP Progetti & C.
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Sistemazione area a verde
Ciampino (Roma)
2007
Arredo urbano
realizzato





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SCHEDA PROGETTOSCHEDA PROGETTO
OGGETTO :
Sistemazione Area a verde
tra Via Parigi e Via Bruxelles
PROGETTISTA D.L.:
Arch. Giuseppe Pipita
COMMITTENTE :
Comune di Ciampino (RM)
CRONOLOGIA : 2005-2007
Lo spazio oggetto dell’intervento, suddiviso allo stato originale in tre aree o isole, è collocato all’interno di una zona di edilizia intensiva, sul quale negli anni Novanta, si è intervenuto con arredi e sistemazioni a verde.
L’intervento progettuale mirato all’adeguamento delle preesistenze alle attuali esigenze di quartiere, con interventi puntuali che alterano in modo sostanziale l’impianto generale originario e ne modifichi il rapporto di fruizione.
La conformazione delle aree così concepite all’origine, apparivano come grossi spazi spartitraffico. Sensazione accentuata dalla mancanza di continuità tra un’area e l’altra, sia nei percorsi che nei rapporti visuali, rafforzato dal taglio trasversale delle strade secondarie di collegamento. Mentre l’assenza di funzioni aggreganti di richiamo come attività commerciali di svago o culturali, era causa della bassissima frequenza di pubblico-utenti.
Il progetto di recupero delle isole, è parte di un più ampio progetto preliminare che include la presenza di un edificio funzionale all’area ed al quartiere, progettato per attività dedicate ai giovani, approvato ma non ancora realizzato. Nell’attesa di vedere concretizzato l’intero intervento, il progetto delle aree è concepito con una sua autonomia, l’intera area è stata trattata come un unico grande spazio, le tre isole, una volta distinte, appaiono ora unite da rinnovati percorsi longitudinali che ne amplificano la coesione. Particolare attenzione è stata posta anche agli attraversamenti trasversali, presenti in maniera marginale nel progetto originale, ora decisamente più caratterizzati. L’intervento di recupero è stato fondato sulla necessità di apportare una caratterizzazione di spazio verde all’area, il tutto a scapito della geometrica suddivisione operata in origine tramite la ridondante presenza di superficie in calcestruzzo a faccia vista. La moltiplicazione delle aree verdi, unitamente alla demolizione di numerosi volumi in calcestruzzo, hanno permesso, da un lato di rompere la rigida simmetria che regolava le aree, dall’altro di rendere più piacevole la visione dell’insieme, avvicinandola alla concezione di giardino a rottura del semplice concetto di area non edificata. La totalità dei marciapiedi perimetrali, nonché le strade trasversali che tagliavano l’area, sono state pavimentate e portate a unico livello, la scelta del materiale è ricaduta sull’utilizzo di masselli in cls con finitura a colore per una resa cromatica che si distinguesse dall’uniformità del grigio asfalto stradale.
Il fronte basso delle isole su Via Bruxelles, prospicienti su uno degli assi stradali, originariamente poco connesso con il tessuto dell’area ha subito le maggiori trasformazioni, in particolarmente nella zona centrale. Agli alti gradoni in calcestruzzo alternati a scalinate, si è preferito realizzare larghe aiuole che seguendo gli originali declivi segnalano la presenza dell’area verde a quota stradale, restituendo continuità trasversale all’intervento. Le numerose scalinate, sono state svuotate della loro consistenza poi ricuciti con la posa di un tappeto erboso, lasciando individuare dei percorsi privilegiati per il passaggio.
Il fronte opposto delle isole, esibendo alla medesima quota il giardino e la strada parcheggio, conteneva la problematica inversa, la necessità di un filtro, gabbie in acciaio, mutate dall’ingegneria naturalistica, internamente colmati da pietrame calcareo e fasciate da Jasmine fructicans.
Nelle aree centrali ha trovato continuità l’opera di sostituzione delle aride superfici in calcestruzzo con i più vivi tappeti erbosi, creati piccoli e vari spazi di sosta e meditazione, a diversità delle dispersive ampie aree che ne caratterizzavano il disegno originale.
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