architetti romani

FORMA URBIS S&G architetti

 

 Servizi e Spazi Publici - Concorso Internazionale 

via delle Vigne - Roma

2008

Architettura per i Servizi

non realizzato

 

 

 

 

 

 

 

< tutti i progetti di Fabio SPERA

 

   
Componenti del Gruppo
arch. Fabio Spera (capogruppo)
arch. Giancarlo Guardia
arch. Stedano Luciano

L’impostazione di un buon progetto su scala urbana, non punta necessariamente alla ricerca delle esigenze funzionali, o alla creazione di luoghi celebrativi, bensì, deve mirare all’invenzione di luoghi ove le attività sociali, diventino spazi aggregativi per la collettività.
Nel caso specifico, il progetto di una piazza che accoglie il centro civico, le scuole d’infanzia, gli spazi riservati allo svago e al verde, rappresentano un’ottima opportunità di ricerca per stabilirne le relazioni fra loro.
Sebbene l’intervento si collochi in un’area circoscritta e ben definita, vuole apparire il frutto di un’edificazione spontanea e senza confini, sorto negli anni e in tempi diversi, che non appaia un progetto come tanti altri, seppure ben pensati, impersonali e senza memoria, bensì un pezzo di città a dimensione umana.
Il grande edificio del centro civico si articola su tre livelli, il primo interrato destinato a parcheggi pertinenti, il secondo al piano terreno alla stessa quota della piazza rialzata, da cui ci accede al piccolo teatro per rappresentazioni proiezioni per cineforum e sala conferenze, oltre ad una sala polivalente per esposizioni, audiovisivi, incontri, letture ed altro.
Al terzo livello, dalla terrazza belvedere situata al primo piano, si accede al centro per anziani, distribuito con una sala per le attività ludiche e ricreative di gruppo, sala informatica e letture, un ufficio amministrativo, oltre al locale mensa con relativa cucina.
Sulla grande terrazza antistante il centro anziani, è possibile soggiornare grazie alla grande copertura aerea che sovrasta l’edificio.
Posto come punto d’arrivo dal percorso che sale al primo piano, si erge un unico volume quasi sospeso, con vetrate e frangisole su tre lati, ove trova spazio un bar con terrazza panoramica che si affaccia sulla piazza e la valle sottostante.
La pianta del centro civico di forma triangolare, ha consentito di ruotare il fronte principale sul grande vuoto della piazza antistante, migliorando così la qualità dello spazio e la prospettiva della veduta verso la valle.
La piazza antistante il centro civico, a forma di trapezio, si articola su due livelli, una prima quota sullo stesso piano degli ingressi della sala convegni, dove una rampa pedonale circoscrive, tra le due salite al piano superiore, un’area di sosta con sedute intorno ad una vasca con fontana.
Tre pilastri metallici scandiscono i vertici della stessa vasca, a sostegno della sovrastante copertura dell’edificio, dalla quale filtra la luce da un impluvio situato in asse perpendicolare sulla stessa.
Il secondo livello della piazza digrada con un piano inclinato a gradoni, contenuto su un lato dal dislivello della piazza rialzata e dall’altro da un piano inclinato a verde, a contenimento del dislivello di confine con la scuola.
Nella parte bassa della piazza, una balconata belvedere, raggiungibile attraverso un ascensore panoramico ed una apposita scalinata, consente un affaccio sulla vallata sottostante.
Una serie di scalinate e sentieri, segnati da alberature a medio fusto che seguono le curve di livello, conducono ad un piccolo stagno luogo ideale per il relax, pensato come oasi naturalistica, ove la presenza di piante acquatiche e volatili da cortile contribuiscono a ricostruirne un habitat ideale.
I volumi, seppure frastagliati degli edifici scolastici, che si contrappongono al fabbricato del centro civico, giocano un ruolo determinante sul piano formale e morfologico d’insieme, mettendo così in risalto la dinamicità della piazza con i suoi cambi di quota e l’ampia prospettiva che si determina, grazie alla disposizione convergente dei due fronti edificati.
Per consentire un migliore arrivo e un’affluenza ordinata verso l’edificio scolastico, il progetto prevede gli ingressi lungo l’asse di confine al lotto attiguo, consentendo così una maggiore autonomia dei flussi pedonal