architetti romani

Officina del disegno srl

 

 Edifici per uffici e ristorante 

Lucca

2009

Architettura per i Servizi

realizzato

 

 

 

 

 

 

 

< tutti i progetti di Filippo FELLI

 

   
Gli spazi contemporanei della ristorazione prestano sempre una maggiore attenzione agli aspetti architettonici e dell’interior design.
Nello sviluppo del concept della ristorazione gli aspetti formali comunicativi e tecnologici rivestono un ruolo sempre più puntuale e determinante.
É in questa chiave che lo studio romano Officina del Disegno coordinato dall’arch. Firouz Galdo ha elaborato il design di Grano Salis, in un processo ideativo che va dal disegno delle facciate dell’edificio fino a tutti i particolari di arredo e fino alla creazione del logo e della comunicazione.
Partiti dalla definizione dei prospetti dei due fabbricati, la composizione si è articolata su una serie di volumi pieni, scalettati, alternati con dei vuoti vetrati, dove le bucature non hanno soluzione di continuità, la vetratura passa davanti ai solai e non c’è traccia del profilo degli infissi.
L’interpretazione del concept del multilocale si ribalta all’interno dell’edificio.
La lunga pianta rettangolare (60x10 mt) si sviluppa in un alternanza di parallelepipedi che delimitano le varie aree tematiche del locale.
In questo modo i vari banchi, la cella frigorifera vetrata, gli espositori, le cucine a vista con i commensali che mangiano intorno agli chef, creano una serie di episodi in grado di rendere il locale movimentato ed al tempo stesso creare viste e prospettive differenziate.
La scelta dei colori e dei materiali, esaltata dal disegno diverso dei tavoli e delle sedute, individua diverse tipologie: alla classica conformazione del tavolino da trattoria, si accompagnano alcune sedute a panca per il lato pizzeria, a ricordare la tipologia delle brasserie francesi, le sedute alte per poter consumare ai vari banchi, un paio di tavoli “sociali” per 10 o 14 persone che potranno anche essere utilizzati da single o gruppi di pochi commensali proprio in un ottica di maggiore socializzazione; una sala privè che infine completa la serie con una proposta utilizzazione per serate riservate ma anche per corsi, proiezioni e dibattiti.
I colori vanno dai bianchi sporchi delle farine al nero di seppia, passando per tutta la gamma del grano, delle tostature, delle vinacce, restituendo visivamente alcune delle suggestioni gustative.
I materiali sono prevalentemente legno, marmo e metallo, con una grande attenzione alle sensazioni tattili dei commensali, per restituire calore e confortevolezza pur in un design di linee pure ed asciutte.
Il progetto illuminotecnico (per gli interni e per gli esterni) infine cura con attenzione quasi teatrale le diverse sensazioni, cerca di creare intimità e convivialità esaltando la visione di aree più spettacolari come gli chef in sala e maggior concentrazione sui tavoli.
La scommessa era quella di creare un multilocale: un luogo con varie facce identificate non solo dal menu, ma anche e soprattutto dalle qualità spaziali ed ergonomiche; un luogo dove scoprire ogni volta nuovi aspetti, con il piacere di sperimentare nuove formule e nuove prospettive.