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Un non-interno, qualcosa che dall’entrata stimoli il fruitore a deambulare per non sentirsi barricato in uno spazio chiuso; l’incombenza dello schiacciante controsoffitto dell’ingresso invita a spostarsi e a curiosare in giro.
Lo sguardo segue un continuum mai interrotto da pareti-barriere che precludono lo sguardo da pavimento a soffitto negli ambienti di nuova proposta progettuale.
La comunicazione tra gli ambienti è totale, perfino la camera da letto padronale presenta un taglio verticale della parete in prossimità della parete-libreria, che così mette in comunicazione gli ambienti letto-soggiorno.
Si è voluto dare risalto alle pure masse murarie, elementi plastici come il doppio armadio a muro nella zona ingresso-cucina, e nell’armadio spogliatoio della camera da letto padronale.
Il pavimento è unico ed uniforme in legno color miele dato da un’essenza sud-americana, ad eccezione dei bagni che presentano sia per il pavimento che per il rivestimento delle mattonelle rettangole bianche.
L’unico elemento di riflessione è dato dalle due porte a bilico senza telaio che offrono la possibilità di creare privacy, scandendo diversamente lo spazio secondo una libera interpretazione.
La luce naturale penetra, permea, parla e disegna lo spazio in un movimento inarrestabile; non più spazi simmetrici noiosi e castranti, ma il libero sfogo dell’asimmetria, soluzione più consona al nostro tipo di vita attento agli eventi esterni mutevoli proprio come il nostro inconscio.
Non più casa-rifugio dunque, ma casa-aperta comunicativa, estroversa, attuale, contemporanea.
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