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Quando l'Abate di Montevergine Mons. Francesco P. Tamburrino mi affidò l'incarico di progettare l'arredo del nuovo refettorio del Santuario , rimasi per diverso tempo perplesso : era un compito difficile quello di coniugare le esigenze della funzionalità, in una vasta sala in precedenza adibita ad archivio e biblioteca monastica, con le cerimonie di rappresentaza e di convivialità monastica e religiosa ,estesa alla relazione con i fedeli, secondo lo spirito Benedettino , in una chiave di lettura attuale, contemporanea.
Dopo diverso tempo, mi venne l'idea di riprendere il motivo delle cornici lobate settecentesche (seppure in forma stilizzata) , proprie dell'architettura del Santuario e dell'Abazia di Loreto, del grande architetto Vaccaro,per farne il motivo di fondo , quasi un contrappunto musicale, dell'intera composizione : negli schienali delle sedie , nelle sagomature del leggio e dell' ambone.
Per l'illuminazione pensai a tre grandi lampadari a forma di cupola ricavata da tralicci metallici che lasciassero intravedere , quasi dialogando, le grandi aperture ad arco delle finestre esistenti : un modo per dichiarare la rilettura del passato attraverso la trasparenza della struttura moderna.
Non ho mai saputo se tutto questo sia stato espresso e capito , anche perchè il luogo , ubicato nella zona della clausura, non è aperto al pubblico.
Tuttavia una volta al termine di una cerimonia, con mia grande sorpresa, venne da me a stringermi la mano e a complimentarsi , sorpreso e ammirato , il Soprintendente dei B.A.A.A.S. Ruggero Martines .
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