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PROGRAMMA LEONARDO DA VINCI
Programma di azione comunitaria
di una politica di formazione professionale della comunità
europea (1995 – 99)
RIFERIMENTI NORMATIVI
Decisione Del Consiglio 94/819/Cee del 6.12.1994, che istituisce
il programma d’azione comunitaria Leonardo ( Gazzetta Ufficiale
delle
Comunità Europeee L340 del 29.12.1994)
OBIETTIVI
Il programma Leonardo si prefigge di :
-
sostenere le azioni intraprese nei paesi membri dell’unione
Europea , volte a migliorare la qualità della politica
per i problemi di formazione, al fine di individuare nuovi procedimenti
di apprendimento;
-
promuovere la cooperazione tra gli stati membri , al fine di
realizzare una politica di formazione e di qualificazione professionale
dell’Unione Europea;
-
migliorare i sistemi di formazione professionale degli Stati
membri;
-
migliorare i provvedimenti in materia di formazione professionale
anche nell’ambito della cooperazione fra imprese e università;
-
sviluppare la possibilità di comunicazione , apprendimento
e diffusione dell’innovazione nel campo della formazione.
AZIONI PREVISTE
-
elaborazione messa a punto e sperimentazione di progetti pilota
transnazionali, per la realizzazione di moduli comuni di formazione,l’adattamento
di contenuti metodi, la formazione dei formatori, le previsioni
dei bisogni, le competenze linguistiche, la messa in opera di
progetti di demoltiplicazione per la diffusione di conoscenze
ed esperienze,
-
realizzazione di programmi di collocamento e scambi che consentano
a isoggetti interessati (giovani in formazione iniziale, studenti
universitari, responsabili delle risorse umane) di seguire una
parte della loro formazione in un altro Stato membro e ai formatori
e specialisti della formazione di migliorare, tramite scambi,
la qualità delle loro azioni;
-
sviluppo delle conoscenze in materia di formazione professionale
tramite le indagini e le analisi realizzate a livello comunitario.
Le azioni sono suddivise in 4 settori:
-
supporto al miglioramento dei sistemi e dei dispositivi di
formazione professionale negli Stati membri;
-
supporto al miglioramento delle azioni di formazione professionale
anche mediante la cooperazione Università – impresa riguardanti
le imprese e i lavoratori;
-
supporto al miglioramento delle competenze linguistiche, delle
conoscenze e della diffusione delle innovazioni nel settore
della formazione professionale;
-
misure collaterali finalizzate a facilitare l’attuazione del
programma.
I tipi di misure che verranno privilegiati sono:
Progetti Pilota per creare approcci, contenuti e strumenti
nuovi di formazione. Per progetti pilota si intendono azioni svolte
nel quadro di una partnership transnazionale, compresa la cooperazione
tra le imprese e le università, miranti alla progettazione,
alla messa a punto e alla sperimentazione di contenuti, metodi e
modelli di formazione iniziale e continua e di orientamento professionale,
nonché alla trasparenza e al riconoscimento delle qualifiche
acquisite negli stati membri, all’anticipazione delle competenze
alla valutazione e al trasferimento di prodotti, metodi e risultati
e strumenti di formazione.
I progetti pilota dovrebbero mirare a:
-
sviluppare la qualità e la capacità di innovazione
dei sistemi e dei dispositivi per la formazione professionale
dei paesi partecipanti
-
supportare l'innovazione della formazione professionale
a livello nazionale, regionale, locale o settoriale (Settore
I o II),
oppure
-
sviluppare la conoscenza linguistica,
-
supportare la disseminazione dell'innovazione nel campo della
formazione professionale (Settore III)
I risultati dei progetti pilota potranno essere verificati da programmi
di collocamenti e scambi transnazionali. I progetti pilota potranno
durare fino a tre anni.
I progetti pilota a partnership transnazionale offrono l'opportunità
di conoscere la diversità dell'esperienza europea e di sperimentare
nuove idee ed approcci alla formazione professionale. I partenariati
transnazionali possono individuare una soluzione europea a problemi
condivisi da molti se non da tutti gli Stati membri. I risultati
dei progetti pilota accompagneranno i cambiamenti giocando il ruolo
di catalizzatori, e dovranno essere adattabili e trasferibili per
poter essere utilizzabili in diversi contesti a seconda dei diversi
sistemi e prassi europee.
Un progetto pilota è un'azione condotta da una partnership
transnazionale al fine di concepire, sviluppare e collaudare:
-
la progettazione di metodologie, contenuti e materiali
per l'istruzione e la formazione professionale;
-
modalità di previsione dei fabbisogni di formazione
e/o di valutazione dei prodotti e/o metodi e/o risultati e strumenti
relativi alla formazione;
la diffusione, l'adattamento, e il trasferimento nei sistemi
e dispositivi di formazione professionale di metodi, prodotti, risultati
e strumenti relativi alla formazione professionale che derivano
da progetti pilota transnazionali (sia nell'ambito di LEONARDO che
nei programmi precedenti).
Progetti di demoltiplicazione: dovrebbero essere strutturati
al fine di provvedere alla diffusione e al trasferimento nei sistemi
e dispositivi di formazione professionale di metodologie, prodotti,
risultati e strumenti di formazione professionale derivati da progetti
pilota transnazionali e/o dei risultati delle indagini e analisi
condotti nel settore della formazione professionale. Lo scopo dei
progetti di demoltiplicazione è di promuovere, all’interno
di sistemi e di dispositivi nazionali di formazione, l’applicazione
dei risultati dei progetti pilota e dei programmi di indagini e
analisi nell’ambito del programma Leonardo da Vinci o dei precedenti
programmi di formazione COMETT, EUROTECNET, FORCE, PETRA, LINGUA
(Azione III) e rete IRIS, o altre iniziative di formazione professionale
promosse da altri programmi comunitari.
Le proposte di progetti di demoltiplicazione dovrebbero sviluppare
nuove reti o ampliare e rafforzare quelle già esistenti.
Questi progetti possono proporre l’uso di reti telematiche e sistemi
di apprendimento aperto e a distanza. I progetti di demoltiplicazione
DEVONO coinvolgere almeno tre Stati Membri, e almeno un partner
dell’Obiettivo 1 o una regione dell’Obiettivo 6.
Inoltre, le metodologie, i prodotti, gli strumenti, o i risultati
da disseminare devono aver ricevuto l’approvazione della Comunità
sulla qualità, originalità e livello di interesse
derivante dalla disseminazione.
I progetti transnazionali di demoltiplicazione saranno di due tipi :
-
mediante reti nei sistemi e dispositivi degli Stati membri,
queste proposte dovranno includere un piano dettagliato dei
target groups, risorse, calendari, programmi di lavoro, ruolo
dei partners, budget, specificando la previsione dell’impatto
sui sistemi degli Stati membri ;
-
mediante rete a livello regionale, locale o settoriale, queste
proposte devono riunire gli operatori più importanti
nel campo della formazione e dell’educazione nelle località,
regioni e settori rilevanti, e che cercano di realizzare e promuovere
l’uso di metodologie, prodotti, strumenti e risultati di progetti
pilota e di indagini e analisi.
Queste proposte dovrebbero dimostrare come le cooperazioni transnazionali
contribuiscono alla realizzazione di politiche di formazione nelle
località, regioni o settori interessati.
Programmi di collocamento e scambi, ossia stage lavorativi
per i giovani e confronti tra responsabili della formazione. Si
tratta di azioni di mobilità transnazionali che intendono
rafforzare la dimensione europea nei contenuti della formazione
professionale iniziale e continua, promuovere esperienze lavorative.
Per collocamento si intende l’esperienza di formazione e lavoro
che un giovane realizza presso un organismo di formazione o un’azienda
di un altro stato europeo allo scopo di accrescere le proprie competenze
professionali e sociali. Ne possono beneficiare i giovani in formazione
iniziale o in transizione nella vita attiva, anche di livello universitario,
giovani in cerca di prima occupazione o in inserimento nel mondo
del lavoro.
Con scambio si intende invece il confronto di esperienze, competenze
e know-how tra docenti, formatori, pianificatori regionali e responsabili
aziendali della formazione delle risorse umane appartenenti a differenti
Stati Europei.
I progetti di Collocamenti e Scambi sono destinati ai giovani in
formazione professionale iniziale o che affrontano un periodo di
transizione alla vita lavorativa, inclusi gli studenti universitari,
giovani lavoratori , responsabili dello sviluppo di politiche e
della pianificazione di programmi di sviluppo delle risorse umane
incluse le parti sociali.
I Collocamenti e gli Scambi sono azioni transnazionali che tramite
la mobilità di alcune persone mirano a:
-
rafforzare la dimensione europea nelle politiche e nei contenuti
della formazione professionale iniziale e/o continua;
-
promuovere l'esperienza lavorativa pratica nel contesto di
formazione iniziale;
-
sviluppare le competenze linguistiche e formative ;
-
promuovere la cooperazione tra diverse organizzazioni e settori
coinvolti nella formazione;
-
facilitare il trasferimento di tecnologie alle imprese tramite
la formazione.
Entrambe i programmi sono basati sulla mobilità delle persone,
a livello transnazionale, che si spostano da un partner all'altro
all'interno della partnership. E' importante notare che il supporto
comunitario è possibile soltanto se i collocamenti e gli
scambi avranno luogo in un paese che non sia quello in cui la persona
è occupata o impiegata, in formazione, cittadini o residenti
legalmente.
Per Collocamento si intende il libero collocamento di un beneficiario
presso un altro partner. Accordi reciproci sono preferibili ma non
obbligatori.
Per Scambi non si intende necessariamente che ci sia un accordo
reciproco di mobilità tra due specifici partner però
nel contesto di una proposta di formazione professionale gli scambi
di persone devono essere rilevanti ed adeguati. Per Scambi si intendono
anche scambi di esperienze e di conoscenze (trasferimento di nuove
tecnologie) o di contenuti di formazione (per esempio moduli di
formazione) tra i partner. Questo tipo di informazione deve essere
inclusa nella candidatura. Le proposte dovranno determinare un programma
consistente che sviluppi un obiettivo generale per i singoli Collocamenti
e Scambi e non una serie di scambi e collocamenti ad hoc. I programmi
di Collocamenti e Scambi dovrebbero essere considerati come strumenti
per lo sviluppo della formazione professionale per le organizzazioni
e/o Stati membri che vi prendono parte.
Lo schema a pagina 80 fornisce informazioni sulla durata minima
e massima dei collocamenti e degli scambi. I programmi di collocamenti
e Scambi vengono decisi annualmente in modo da poter organizzare,
pianificare le attività su base annuale.
Indagini e analisi su problemi e questioni relativi alla
formazione professionale, ossia ricerche svolte su base transnazionale
volte a potenziare lo sviluppo delle conoscenze nel settore della
formazione professionale.
L'obiettivo della Misura Indagini e Analisi in Leonardo da Vinci
e' quello di sviluppare nuove idee e approcci in grado di supportare
decisori e operatori nella realizzazione di politiche, misure e
dispositivi educativi e formativi di carattere e dimensione europei.
Si tratta, quindi, di generare, documentare e comunicare conoscenze
e definire paradigmi culturali che possano essere applicati sia
nella definizione delle strategie sia in ambito operativo.
CHI PUO’ PARTECIPARE
"Leonardo da Vinci" è aperto ai partenariati conclusi fra
gli operatori coinvolti nella formazione :
DESTINATARI
-
Giovani in formazione iniziale,
-
giovani lavoratori;
-
studenti universitari e laureati;
-
responsabili delle risorse umane ;
-
pianificatori e gestori di programmi di formazione;
-
formatori e tutori;
-
esperti della formazione;
-
gruppi di donne;
-
persone sfavorite.
CRITERI DI AMMISSIBILITA’
Per beneficiare di una sovvenzione ai sensi del Programma Leonardo
da Vinci le istituzioni/organismi devono provenire da:
-
uno dei paesi dello Spazio Economico Europeo: i 15 paesi membri
dell’Unione europea più Islanda, Liechtenstein e Norvegia;
-
uno dei paesi associati al programma Leonardo da Vinci e cioè
la Repubblica ceca, l’Ungheria, la Romania, la Polonia, la Repubblica
slovacca, l’Estonia, la Lettonia, e Cipro
I programmi di collocamento e scambi e i progetti pilota, ivi compresi
i progetti di demoltiplicazione, devono includere partner provenienti
da almeno tre paesi, uno dei quali deve appartenere obbligatoriamente
all’Unione Europea.
CRITERI DI SELEZIONE
Le proposte saranno valutate tenendo conto delle seguenti condizioni:
-
le proposte dimostreranno in cosa e in che modo esse migliorano
le metodologie, i contenuti, le pratiche e gli strumenti di
formazione esistenti
-
le proposte dimostreranno in cosa e in che modo il partneriato
transnazionale che è alla loro base contribuisce a rafforzare
le prospettive di occupazione e l’adattabilità dei lavoratori
rispetto, ad esempio, ai bisogni in costante evoluzione del
mercato del lavorio, alla mobilità transnazionale dei
lavoratori, alla trasparenza e al riconoscimento delle qualifiche,
alla lotta contro l’esclusione e ai bisogni di competenze delle
imprese.
-
all’interno di un parterniariato tutti i partner coinvolti
nella proposta devono svolgere un ruolo attivo e strutturato
-
le proposte preciseranno in che modo i risultati perseguiti
potrebbero essere trasferiti ad altri potenziali operatori della
formazione, compresi gli editori;
-
le proposte illustreranno in cosa e in che modo esse coinvolgono
attivamente partner rappresentanti diversi operatori della formazione
professionale a livello territoriale o settoriale;
-
le proposte illustreranno l’importo dell’operazione da realizzare
, occorrerà, ad esempio, precisare le spese e i ricavi
da destinare al progetto come pure le fonti di finanziamento
e puntualizzare le condizioni di una gestione transnazionale
nella sua attuazione, soprattutto per quanto riguarda il seguito
delle realizzazioni e degli obiettivi da perseguire.
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
PROCEDURA TIPO I: "invito a presentare LEONARDO" pubblicato
da paesi partecipanti
Tale procedura riguarda i progetti che hanno un legame diretto con
i sistemi e dispositivi di formazione iniziale e continua degli
Stati membri e intendono avere un impatto diretto su di loro (settori
I, III.1 e III.3 ed eventualmente III.2) in tale contesto i progetti
seguiranno il percorso seguente:
Fase 1
Sulla base di regole (priorità, modalità, calendario,
procedure di ricevimento e controllo di competenza delle offerte)
stabilite di concerto a livello comunitario, previo parere del Comitato,
ogni Stato membro organizza un "invito a presentare proposte" a
livello nazionale sotto la sua responsabilità e secondo le
regole citate, nello stesso periodo dell'invito a presentare proposte
comunitarie
.
Fase 2
Sulla base delle priorità annuali relative ai progetti pilota
del Settore I, stabilite dalla Commissione previo parere del Comitato
Leonardo, sono organizzati seminari di contatto sotto la responsabilità
delle INC e di concerto con la Commissione. Tali seminari, a carattere
eventualmente tematico, raggruppano vari promotori potenziali per
facilitare la costituzione di partnership trasnazionali.
Fase 3
Ciascun coordinatore di progetti presenta la proposta nel quadro
dell'"invito a presentare proposte" del paese partecipante pertinente.
Va notato che i progetti sono presentati soltanto in una sola gara
d'appalto nazionale e che gli altri operatori associati alla proposta
pertinente da uno o più paesi partecipanti, non devono presentare
parallelamente la proposta. Tuttavia ai fini di una migliore trasparenza
della procedura, gli altri partner associati alla proposta dovranno
inviarne per conoscenza una copia all'INC del loro paese, che dovrà
convalidare la loro partecipazione in relazione alle loro priorità
in materia di formazione.
Fase 4
Ogni paese partecipante con l'aiuto di un gruppo di esperti aventi
una competenza o un'esperienza di formazione trasnazionale, effettua
una preselezione dei progetti che ha ricevuto e che sono ammissibili.
Tale elenco di preselezione stabilisce, per ogni tipo di misura,
una graduatoria in ordine preferenziale in base ai criteri stabiliti
di concerto a livello comunitario. Lo Stato membro redige anche
un elenco dei progetti non ammissibili. Nel corso della presente
fase le varie INC rimarranno in stretto contatto per verificare
in modo sistematico la pertinenza delle proposte.
Fase 5
Ogni paese partecipante trasmette l'elenco di preselezione alla
Commissione, allegando una relazione che indica le ragioni della
graduatoria preferenziale rispetto alle condizioni di ammissibilità
e agli elementi di valutazione già evidenziati. Per definire
la graduatoria preferenziale, i paesi partecipanti valuteranno il
modo in cui i progetti sostengono e completano e i sistemi e dispositivi
degli Sati membri e contribuiscono al quadro comune degli obiettivi.
Gli aspetti da mettere in evidenza a tal proposito saranno indicati
negli "inviti a presentare proposte" nazionale. Il paese partecipante
trasmette inoltre alla Commissione, per permettere una veduta d'insieme
e per eventuali ricorsi, l'elenco dei progetti non ammissibili.
Fase 6
La Commissione presenta una proposta di elenco di selezione al
Comitato di programma e stabilisce l'elenco definitivo di selezione
dopo il parere di quest'ultimo.
PROCEDURA TIPO II: "invito a presentare LEONARDO" pubblicato
dalla Commissione.
Fase 1
La Commissione organizza un "invito a presentare proposte" comunitario
sotto la sua responsabilità e secondo regole (priorità,
modalità, calendario, procedure di ricevimento e controllo
di competenza delle proposte) stabilite previo parere del comitato,
in modo coerente con le regole degli inviti a presentare proposte
della procedura di tipo I.
Fase 2
I coordinatori di progetto presentano la loro proposta direttamente
alla Commissione e ne inviano una copia all'istanza nazionale competente
del paese partecipante pertinente. Come nel caso della procedura
"invito a presentare proposte nazionali", gli altri operatori associati
alla proposta non presentano la proposta parallelamente.
Fase 3
La Commissione, con l'appoggio di un gruppo di esperti indipendenti
designati dai paesi partecipanti e nominati dalla Commissione, effettua
una preselezione dei progetti che ha ricevuto in base alle condizioni
di ammissibilità e agli elementi di valutazione aggiuntivi
citati in precedenza nella presente guida. Inoltre, in tale fase
di selezione preliminare la Commissione terrà conto del modo
in cui i progetti sostengono e completano le azioni dei paesi partecipanti
rivolte alle imprese e ai lavoratori, esaminando in particolare
gli aspetti seguenti: il grado di partecipazione e d'impegno delle
imprese e delle parti sociali in ciascuna proposta; il cofinanziamento
da parte delle autorità pubbliche o delle fonti private;
gli effetti attesi in termini di impatto sulle azioni di formazione
per i lavoratori e le imprese; la capacità di demoltiplicazione
ulteriore dei risultati del progetto; la capacità di sperimentazione
mediante scambi, per esempio nel contesto di ulteriori inviti a
paesi partecipanti, per valutare come il progetto sostiene e completa
le azioni rivolte alle imprese e ai lavoratori dello Stato membro
in causa.
Fase 4
La Commissione presenta il suo elenco di preselezione al Comitato
del programma e stabilisce l'elenco definitivo di selezione previo
parere di quest'ultimo.
PER INFORMAZIONI
Struttura nazionale di supporto Leonardo da Vinci
Isfol - Istituto per lo sviluppo della formazione professionale
dei lavoratori
Roma 00161 v.G.B.Morgagni, 33
Marina Rozera
tel. (06) 44.59.04.90 fax 44.59.04.75
Programma
di azione comunitaria di una politica di formazione professionale
della
comunità europea (1995 – 99)
RIFERIMENTI NORMATIVI
Decisione Del Consiglio 94/819/Cee del 6.12.1994, che istituisce
il programma d’azione comunitaria Leonardo ( Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europeee L340 del 29.12.1994)
OBIETTIVI
Il programma Leonardo si prefigge di :
-
sostenere le azioni intraprese nei paesi membri dell’unione
Europea , volte a migliorare la qualità della politica
per i problemi di formazione, al fine di individuare nuovi procedimenti
di apprendimento;
-
promuovere la cooperazione tra gli stati membri , al fine di
realizzare una politica di formazione e di qualificazione professionale
dell’Unione Europea;
-
migliorare i sistemi di formazione professionale degli Stati
membri;
-
migliorare i provvedimenti in materia di formazione professionale
anche nell’ambito della cooperazione fra imprese e università;
-
sviluppare la possibilità di comunicazione , apprendimento
e diffusione dell’innovazione nel campo della formazione.
AZIONI PREVISTE
-
elaborazione messa a punto e sperimentazione di progetti pilota
transnazionali, per la realizzazione di moduli comuni di formazione,l’adattamento
di contenuti metodi, la formazione dei formatori, le previsioni
dei bisogni, le competenze linguistiche, la messa in opera di
progetti di demoltiplicazione per la diffusione di conoscenze
ed esperienze,
-
realizzazione di programmi di collocamento e scambi che consentano
a isoggetti interessati (giovani in formazione iniziale, studenti
universitari, responsabili delle risorse umane) di seguire una
parte della loro formazione in un altro Stato membro e ai formatori
e specialisti della formazione di migliorare, tramite scambi,
la qualità delle loro azioni;
-
sviluppo delle conoscenze in materia di formazione professionale
tramite le indagini e le analisi realizzate a livello comunitario.
Le azioni sono suddivise in 4 settori:
-
supporto al miglioramento dei sistemi e dei dispositivi di
formazione professionale negli Stati membri;
-
supporto al miglioramento delle azioni di formazione professionale
anche mediante la cooperazione Università – impresa riguardanti
le imprese e i lavoratori;
-
supporto al miglioramento delle competenze linguistiche, delle
conoscenze e della diffusione delle innovazioni nel settore
della formazione professionale;
-
misure collaterali finalizzate a facilitare l’attuazione del
programma.
I tipi di misure che verranno privilegiati sono:
Progetti Pilota per creare approcci, contenuti e strumenti
nuovi di formazione. Per progetti pilota si intendono azioni svolte
nel quadro di una partnership transnazionale, compresa la cooperazione
tra le imprese e le università, miranti alla progettazione,
alla messa a punto e alla sperimentazione di contenuti, metodi e
modelli di formazione iniziale e continua e di orientamento professionale,
nonché alla trasparenza e al riconoscimento delle qualifiche
acquisite negli stati membri, all’anticipazione delle competenze
alla valutazione e al trasferimento di prodotti, metodi e risultati
e strumenti di formazione.
I progetti pilota dovrebbero mirare a:
-
sviluppare la qualità e la capacità di innovazione
dei sistemi e dei dispositivi per la formazione professionale
dei paesi partecipanti
-
supportare l'innovazione della formazione professionale
a livello nazionale, regionale, locale o settoriale (Settore
I o II),
oppure
-
sviluppare la conoscenza linguistica,
-
supportare la disseminazione dell'innovazione nel campo della
formazione professionale (Settore III)
I risultati dei progetti pilota potranno essere verificati da programmi
di collocamenti e scambi transnazionali. I progetti pilota potranno
durare fino a tre anni.
I progetti pilota a partnership transnazionale offrono l'opportunità
di conoscere la diversità dell'esperienza europea e di sperimentare
nuove idee ed approcci alla formazione professionale. I partenariati
transnazionali possono individuare una soluzione europea a problemi
condivisi da molti se non da tutti gli Stati membri. I risultati
dei progetti pilota accompagneranno i cambiamenti giocando il ruolo
di catalizzatori, e dovranno essere adattabili e trasferibili per
poter essere utilizzabili in diversi contesti a seconda dei diversi
sistemi e prassi europee.
Un progetto pilota è un'azione condotta da una partnership
transnazionale al fine di concepire, sviluppare e collaudare:
-
la progettazione di metodologie, contenuti e materiali
per l'istruzione e la formazione professionale;
-
modalità di previsione dei fabbisogni di formazione
e/o di valutazione dei prodotti e/o metodi e/o risultati e strumenti
relativi alla formazione;
la diffusione, l'adattamento, e il trasferimento nei sistemi
e dispositivi di formazione professionale di metodi, prodotti, risultati
e strumenti relativi alla formazione professionale che derivano
da progetti pilota transnazionali (sia nell'ambito di LEONARDO che
nei programmi precedenti).
Progetti di demoltiplicazione: dovrebbero essere strutturati
al fine di provvedere alla diffusione e al trasferimento nei sistemi
e dispositivi di formazione professionale di metodologie, prodotti,
risultati e strumenti di formazione professionale derivati da progetti
pilota transnazionali e/o dei risultati delle indagini e analisi
condotti nel settore della formazione professionale. Lo scopo dei
progetti di demoltiplicazione è di promuovere, all’interno
di sistemi e di dispositivi nazionali di formazione, l’applicazione
dei risultati dei progetti pilota e dei programmi di indagini e
analisi nell’ambito del programma Leonardo da Vinci o dei precedenti
programmi di formazione COMETT, EUROTECNET, FORCE, PETRA, LINGUA
(Azione III) e rete IRIS, o altre iniziative di formazione professionale
promosse da altri programmi comunitari.
Le proposte di progetti di demoltiplicazione dovrebbero sviluppare
nuove reti o ampliare e rafforzare quelle già esistenti.
Questi progetti possono proporre l’uso di reti telematiche e sistemi
di apprendimento aperto e a distanza. I progetti di demoltiplicazione
DEVONO coinvolgere almeno tre Stati Membri, e almeno un partner
dell’Obiettivo 1 o una regione dell’Obiettivo 6.
Inoltre, le metodologie, i prodotti, gli strumenti, o i risultati
da disseminare devono aver ricevuto l’approvazione della Comunità
sulla qualità, originalità e livello di interesse
derivante dalla disseminazione.
I progetti transnazionali di demoltiplicazione saranno di due tipi :
-
mediante reti nei sistemi e dispositivi degli Stati membri,
queste proposte dovranno includere un piano dettagliato dei
target groups, risorse, calendari, programmi di lavoro, ruolo
dei partners, budget, specificando la previsione dell’impatto
sui sistemi degli Stati membri ;
-
mediante rete a livello regionale, locale o settoriale, queste
proposte devono riunire gli operatori più importanti
nel campo della formazione e dell’educazione nelle località,
regioni e settori rilevanti, e che cercano di realizzare e promuovere
l’uso di metodologie, prodotti, strumenti e risultati di progetti
pilota e di indagini e analisi.
Queste proposte dovrebbero dimostrare come le cooperazioni transnazionali
contribuiscono alla realizzazione di politiche di formazione nelle
località, regioni o settori interessati.
Programmi di collocamento e scambi, ossia stage lavorativi
per i giovani e confronti tra responsabili della formazione. Si
tratta di azioni di mobilità transnazionali che intendono
rafforzare la dimensione europea nei contenuti della formazione
professionale iniziale e continua, promuovere esperienze lavorative.
Per collocamento si intende l’esperienza di formazione e lavoro
che un giovane realizza presso un organismo di formazione o un’azienda
di un altro stato europeo allo scopo di accrescere le proprie competenze
professionali e sociali. Ne possono beneficiare i giovani in formazione
iniziale o in transizione nella vita attiva, anche di livello universitario,
giovani in cerca di prima occupazione o in inserimento nel mondo
del lavoro.
Con scambio si intende invece il confronto di esperienze, competenze
e know-how tra docenti, formatori, pianificatori regionali e responsabili
aziendali della formazione delle risorse umane appartenenti a differenti
Stati Europei.
I progetti di Collocamenti e Scambi sono destinati ai giovani in
formazione professionale iniziale o che affrontano un periodo di
transizione alla vita lavorativa, inclusi gli studenti universitari,
giovani lavoratori , responsabili dello sviluppo di politiche e
della pianificazione di programmi di sviluppo delle risorse umane
incluse le parti sociali.
I Collocamenti e gli Scambi sono azioni transnazionali che tramite
la mobilità di alcune persone mirano a:
-
rafforzare la dimensione europea nelle politiche e nei contenuti
della formazione professionale iniziale e/o continua;
-
promuovere l'esperienza lavorativa pratica nel contesto di
formazione iniziale;
-
sviluppare le competenze linguistiche e formative ;
-
promuovere la cooperazione tra diverse organizzazioni e settori
coinvolti nella formazione;
-
facilitare il trasferimento di tecnologie alle imprese tramite
la formazione.
Entrambe i programmi sono basati sulla mobilità delle persone,
a livello transnazionale, che si spostano da un partner all'altro
all'interno della partnership. E' importante notare che il supporto
comunitario è possibile soltanto se i collocamenti e gli
scambi avranno luogo in un paese che non sia quello in cui la persona
è occupata o impiegata, in formazione, cittadini o residenti
legalmente.
Per Collocamento si intende il libero collocamento di un beneficiario
presso un altro partner. Accordi reciproci sono preferibili ma non
obbligatori.
Per Scambi non si intende necessariamente che ci sia un accordo
reciproco di mobilità tra due specifici partner però
nel contesto di una proposta di formazione professionale gli scambi
di persone devono essere rilevanti ed adeguati. Per Scambi si intendono
anche scambi di esperienze e di conoscenze (trasferimento di nuove
tecnologie) o di contenuti di formazione (per esempio moduli di
formazione) tra i partner. Questo tipo di informazione deve essere
inclusa nella candidatura. Le proposte dovranno determinare un programma
consistente che sviluppi un obiettivo generale per i singoli Collocamenti
e Scambi e non una serie di scambi e collocamenti ad hoc. I programmi
di Collocamenti e Scambi dovrebbero essere considerati come strumenti
per lo sviluppo della formazione professionale per le organizzazioni
e/o Stati membri che vi prendono parte.
Lo schema a pagina 80 fornisce informazioni sulla durata minima
e massima dei collocamenti e degli scambi. I programmi di collocamenti
e Scambi vengono decisi annualmente in modo da poter organizzare,
pianificare le attività su base annuale.
Indagini e analisi su problemi e questioni relativi alla
formazione professionale, ossia ricerche svolte su base transnazionale
volte a potenziare lo sviluppo delle conoscenze nel settore della
formazione professionale.
L'obiettivo della Misura Indagini e Analisi in Leonardo da Vinci
e' quello di sviluppare nuove idee e approcci in grado di supportare
decisori e operatori nella realizzazione di politiche, misure e
dispositivi educativi e formativi di carattere e dimensione europei.
Si tratta, quindi, di generare, documentare e comunicare conoscenze
e definire paradigmi culturali che possano essere applicati sia
nella definizione delle strategie sia in ambito operativo.
CHI PUO’ PARTECIPARE
"Leonardo da Vinci" è aperto ai partenariati conclusi fra
gli operatori coinvolti nella formazione :
DESTINATARI
-
Giovani in formazione iniziale,
-
giovani lavoratori;
-
studenti universitari e laureati;
-
responsabili delle risorse umane ;
-
pianificatori e gestori di programmi di formazione;
-
formatori e tutori;
-
esperti della formazione;
-
gruppi di donne;
-
persone sfavorite.
CRITERI DI AMMISSIBILITA’
Per beneficiare di una sovvenzione ai sensi del Programma Leonardo
da Vinci le istituzioni/organismi devono provenire da:
-
uno dei paesi dello Spazio Economico Europeo: i 15 paesi membri
dell’Unione europea più Islanda, Liechtenstein e Norvegia;
-
uno dei paesi associati al programma Leonardo da Vinci e cioè
la Repubblica ceca, l’Ungheria, la Romania, la Polonia, la Repubblica
slovacca, l’Estonia, la Lettonia, e Cipro
I programmi di collocamento e scambi e i progetti pilota, ivi compresi
i progetti di demoltiplicazione, devono includere partner provenienti
da almeno tre paesi, uno dei quali deve appartenere obbligatoriamente
all’Unione Europea.
CRITERI DI SELEZIONE
Le proposte saranno valutate tenendo conto delle seguenti condizioni:
-
le proposte dimostreranno in cosa e in che modo esse migliorano
le metodologie, i contenuti, le pratiche e gli strumenti di
formazione esistenti
-
le proposte dimostreranno in cosa e in che modo il partneriato
transnazionale che è alla loro base contribuisce a rafforzare
le prospettive di occupazione e l’adattabilità dei lavoratori
rispetto, ad esempio, ai bisogni in costante evoluzione del
mercato del lavorio, alla mobilità transnazionale dei
lavoratori, alla trasparenza e al riconoscimento delle qualifiche,
alla lotta contro l’esclusione e ai bisogni di competenze delle
imprese.
-
all’interno di un parterniariato tutti i partner coinvolti
nella proposta devono svolgere un ruolo attivo e strutturato
-
le proposte preciseranno in che modo i risultati perseguiti
potrebbero essere trasferiti ad altri potenziali operatori della
formazione, compresi gli editori;
-
le proposte illustreranno in cosa e in che modo esse coinvolgono
attivamente partner rappresentanti diversi operatori della formazione
professionale a livello territoriale o settoriale;
-
le proposte illustreranno l’importo dell’operazione da realizzare
, occorrerà, ad esempio, precisare le spese e i ricavi
da destinare al progetto come pure le fonti di finanziamento
e puntualizzare le condizioni di una gestione transnazionale
nella sua attuazione, soprattutto per quanto riguarda il seguito
delle realizzazioni e degli obiettivi da perseguire.
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
PROCEDURA TIPO I: "invito a presentare LEONARDO" pubblicato
da paesi partecipanti
Tale procedura riguarda i progetti che hanno un legame diretto con
i sistemi e dispositivi di formazione iniziale e continua degli
Stati membri e intendono avere un impatto diretto su di loro (settori
I, III.1 e III.3 ed eventualmente III.2) in tale contesto i progetti
seguiranno il percorso seguente:
Fase 1
Sulla base di regole (priorità, modalità, calendario,
procedure di ricevimento e controllo di competenza delle offerte)
stabilite di concerto a livello comunitario, previo parere del Comitato,
ogni Stato membro organizza un "invito a presentare proposte" a
livello nazionale sotto la sua responsabilità e secondo le
regole citate, nello stesso periodo dell'invito a presentare proposte
comunitarie
Fase 2
Sulla base delle priorità annuali relative ai progetti pilota
del Settore I, stabilite dalla Commissione previo parere del Comitato
Leonardo, sono organizzati seminari di contatto sotto la responsabilità
delle INC e di concerto con la Commissione. Tali seminari, a carattere
eventualmente tematico, raggruppano vari promotori potenziali per
facilitare la costituzione di partnership trasnazionali.
Fase 3
Ciascun coordinatore di progetti presenta la proposta nel quadro
dell'"invito a presentare proposte" del paese partecipante pertinente.
Va notato che i progetti sono presentati soltanto in una sola gara
d'appalto nazionale e che gli altri operatori associati alla proposta
pertinente da uno o più paesi partecipanti, non devono presentare
parallelamente la proposta. Tuttavia ai fini di una migliore trasparenza
della procedura, gli altri partner associati alla proposta dovranno
inviarne per conoscenza una copia all'INC del loro paese, che dovrà
convalidare la loro partecipazione in relazione alle loro priorità
in materia di formazione.
Fase 4
Ogni paese partecipante con l'aiuto di un gruppo di esperti aventi
una competenza o un'esperienza di formazione trasnazionale, effettua
una preselezione dei progetti che ha ricevuto e che sono ammissibili.
Tale elenco di preselezione stabilisce, per ogni tipo di misura,
una graduatoria in ordine preferenziale in base ai criteri stabiliti
di concerto a livello comunitario. Lo Stato membro redige anche
un elenco dei progetti non ammissibili. Nel corso della presente
fase le varie INC rimarranno in stretto contatto per verificare
in modo sistematico la pertinenza delle proposte.
Fase 5
Ogni paese partecipante trasmette l'elenco di preselezione alla
Commissione, allegando una relazione che indica le ragioni della
graduatoria preferenziale rispetto alle condizioni di ammissibilità
e agli elementi di valutazione già evidenziati. Per definire
la graduatoria preferenziale, i paesi partecipanti valuteranno il
modo in cui i progetti sostengono e completano e i sistemi e dispositivi
degli Sati membri e contribuiscono al quadro comune degli obiettivi.
Gli aspetti da mettere in evidenza a tal proposito saranno indicati
negli "inviti a presentare proposte" nazionale. Il paese partecipante
trasmette inoltre alla Commissione, per permettere una veduta d'insieme
e per eventuali ricorsi, l'elenco dei progetti non ammissibili.
Fase 6
La Commissione presenta una proposta di elenco di selezione al
Comitato di programma e stabilisce l'elenco definitivo di selezione
dopo il parere di quest'ultimo.
PROCEDURA TIPO II: "invito a presentare LEONARDO" pubblicato
dalla Commissione.
Fase 1
La Commissione organizza un "invito a presentare proposte" comunitario
sotto la sua responsabilità e secondo regole (priorità,
modalità, calendario, procedure di ricevimento e controllo
di competenza delle proposte) stabilite previo parere del comitato,
in modo coerente con le regole degli inviti a presentare proposte
della procedura di tipo I.
Fase 2
I coordinatori di progetto presentano la loro proposta direttamente
alla Commissione e ne inviano una copia all'istanza nazionale competente
del paese partecipante pertinente. Come nel caso della procedura
"invito a presentare proposte nazionali", gli altri operatori associati
alla proposta non presentano la proposta parallelamente.
Fase 3
La Commissione, con l'appoggio di un gruppo di esperti indipendenti
designati dai paesi partecipanti e nominati dalla Commissione, effettua
una preselezione dei progetti che ha ricevuto in base alle condizioni
di ammissibilità e agli elementi di valutazione aggiuntivi
citati in precedenza nella presente guida. Inoltre, in tale fase
di selezione preliminare la Commissione terrà conto del modo
in cui i progetti sostengono e completano le azioni dei paesi partecipanti
rivolte alle imprese e ai lavoratori, esaminando in particolare
gli aspetti seguenti: il grado di partecipazione e d'impegno delle
imprese e delle parti sociali in ciascuna proposta; il cofinanziamento
da parte delle autorità pubbliche o delle fonti private;
gli effetti attesi in termini di impatto sulle azioni di formazione
per i lavoratori e le imprese; la capacità di demoltiplicazione
ulteriore dei risultati del progetto; la capacità di sperimentazione
mediante scambi, per esempio nel contesto di ulteriori inviti a
paesi partecipanti, per valutare come il progetto sostiene e completa
le azioni rivolte alle imprese e ai lavoratori dello Stato membro
in causa.
Fase 4
La Commissione presenta il suo elenco di preselezione al Comitato
del programma e stabilisce l'elenco definitivo di selezione previo
parere di quest'ultimo.
PER INFORMAZIONI
Struttura nazionale di supporto Leonardo da Vinci
Isfol - Istituto per lo sviluppo della formazione professionale
dei lavoratori
Roma 00161 v.G.B.Morgagni, 33
Marina Rozera
tel. (06) 44.59.04.90 fax 44.59.04.75
E-mail: leoprojet@isfol.it
Struttura europea di assistenza tecnica Leonardo Da Vinci
Europs
Bruxelles B – 1230 Avenue de l’Astronomie, 9
tel. (00.32.2) 227.01.00 fax 227.01.01
E-mail: 101363,461@compuserve.com
Commissione europea
Direzione generale XXII Istruzione, formazione e gioventù
Unità B/1
Bruxelles B - 1049 rue de la Loi, 200
Marta Ferrera
tel. (00.32.2) 296.26.58 fax 295.57.04
Commissione europea
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Unità B/1
Bruxelles B - 1049 rue de la Loi, 200
Marta Ferrera
tel. (00.32.2) 296.26.58 fax 295.57.04
E-mail: marta.ferrera@dg22.cec.be
Internet
http://europa.eu.int./en/comm/dg22/leonardo.html
http://www.isfol.it
http://www.programmaleonardo.net
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