Finanziamenti per la formazione

> HOME - quaderni - Finanziamenti per la Formazione

 

 

 

FONDI STRUTTURALI PER L’ITALIA 2000 – 2006

Programmi Comunitari

INTERREG, URBAN, LEADER II, EQUAL

 

In occasione del Consiglio europeo di Berlino del 24 e 25 marzo 1999, i capi di Stato e di governo hanno concluso un accordo politico sull'Agenda 2000. Tale programma d'azione è il quadro di riferimento delle politiche dell'Unione europea per il periodo 2000-2006.

Per quanto riguarda i Fondi strutturali, l'accordo prevede un rafforzamento dell'efficacia dei Fondi grazie a una maggiore concentrazione tematica e geografica degli interventi. Assegnando ai Fondi strutturali 195 miliardi di euro per il periodo 2000-2006, il Consiglio ha confermato l'impegno finanziario dell'Unione in favore della coesione economica e sociale. Dopo il via libera del Parlamento europeo, il 21 giugno 1999 il Consiglio ha adottato formalmente i nuovi regolamenti dei Fondi strutturali.

Per avviare il nuovo processo di programmazione degli aiuti strutturali, il 1° luglio 1999 la Commissione europea ha adottato una serie di decisioni d'applicazione della nuova normativa. Sul piano finanziario, essa ha fissato gli stanziamenti per Stato membro e per ciascuno dei tre Obiettivi prioritari: Obiettivo 1 (regioni a sviluppo arretrato), Obiettivo 2 (regioni in fase di riconversione socio-economica) e Obiettivo 3 (istruzione, formazione e occupazione). Sul piano geografico essa ha definito l'elenco delle zone ammissibili all'Obiettivo 1 per il periodo 2000-2006 e i tetti massimi della popolazione per le zone ammissibili all'Obiettivo 2.

La politica strutturale dell'Unione ha stanziato per l'Italia 29,656 miliardi di euro (57.422 miliardi di lire) per il periodo 2000-2006 contro i 22,475 miliardi di euro per il periodo 1994-1999, con un incremento del 32%.


OBIETTIVI

Questo stanziamento verrà erogato attraverso i Fondi strutturali europei, ossia: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia - Sezione Orientamento (FEAOG-Orientamento) e lo Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP). I quattro fondi perseguiranno i tre obiettivi prioritari elencati qui seguito:

Obiettivo 1 : regioni a sviluppo arretrato

Obiettivo 2: aree in fase di riconversione socio-economica

Obiettivo 3: Istruzione, formazione e occupazione

 

LE INIZIATIVE COMUNITARIE

Oltre ai tre Obiettivi prioritari, i Fondi strutturali europei intervengono, per il periodo 2000-2006, attraverso quattro Iniziative comunitarie:

 

  • INTERREG: cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale intesa a promuovere uno sviluppo e un assetto armonioso ed equilibrato del territorio europeo;

  • URBAN: recupero economico e sociale dei quartieri in crisi delle città, per promuovere uno sviluppo urbano duraturo;

  • LEADER: sviluppo rurale;

  • EQUAL: cooperazione transnazionale per promuovere nuovi strumenti di lotta alle forme di discriminazione e di sperequazione nel mercato del lavoro.

INTERREG II

Obiettivi principali

L’iniziativa si articola in tre sezioni distinte:

  • cooperazione transfrontierale, con lo scopo di sviluppare la cooperazione transfrontierale e aiutare le zone di frontiera, interne e d esterne all’Unione europea, a risolvere i problemi derivanti dalla loro posizione di relativo isolamento nel contesto nazionale e dell’intera Unione;

  • completamento di reti energetiche con lo scopo di accelerare la realizzazione di infrastrutture per il ricevimento e il trasporto di gas naturale, ed eccezionalmente di energia elettrica, nelle regioni periferiche;

  • cooperazione transnazionale in materia di assetto territoriale con lo scopo di riequilibrare il territorio dell’Unione europea mediante interventi di ristrutturazione d interesse comunitario atti a rafforzare la sua coesione e economica e sociale ; facilitare la cooperazione transnazionale in materia di assetto del territorio; migliorare l’impatto territoriale delle politiche comunitarie; aiutare gli Stati membri e le loro regioni per far fronte ai problemi di gestione delle risorse idriche suscitabili dalle inondazioni e dalla siccità.

Azioni previste

Cooperazione transfrontierale:

  • pianificazione e realizzazioni congiunte di programmi transfrontierali;

  • introduzione di misure atte a migliorare il flusso transfrontierale di informazioni nell’ambito delle regioni di frontiera tra enti pubblici, organismi privati ed organizzazioni a carattere volontario presenti nelle zone in questione;

  • creazione di strutture istituzionali ed amministrative miste destinate a sostenere e promuovere la cooperazione.

Completamento di reti energetiche:

  • completamento dell’interconnessione tra le reti italiana e greca di distribuzione dell’energia elettrica.

Cooperazione transnazionale in materia di assetto territoriale:

  • assetto del territorio ed azioni di cooperazione transnazionale;

  • assetto del territorio e prevenzione delle inondazioni con cooperazione transnazionale;

  • assetto del territorio e lotta contro la siccità.

Aree ammissibili

Sono ammissibili alla cooperazione transfrontaliera le seguenti zone di confine terrestre e marittimo:

zone obiettivo 1: Bari, Brindisi, Lecce e Sassari;

zone obiettivo 2 : Gorizia, Livorno, Novara, Torino, Trieste, Udine, Valle d’Aosta, Varese, Venezia;

zone obiettivo 5b: Belluno, Bolzano, Como, Cuneo, Imperia, Livorno, Novara, Sondrio, Udine, Valle d’Aosta, Varese, Venezia, Vercelli

 

 

Strutture e modalità di funzionamento

L’amministrazione dei Lavori Pubblici ha elaborato le proposte programmatiche d’intesa con tutte le amministrazioni centrali e regionali. I programmi contengono le strategie, gli obiettivi e gli interventi previsti, i beneficiari delle azioni, le modalità di attuazione, nonché il piano finanziario

 

 

Per maggiori informazioni

Ministero dei Lavori Pubblici

Piazzale di Porta Pia 1 00198 Roma

Clara Collarile tel 06.44267294

Commissione Europea

Direzione Generale XVI – Politica regionale e coesione

Unità C/3 – Italia

Bruxelles B – 1049 Rue de la Loi, 200

Cecilia Campogrande te. 00.32.2.2957066

Internet

www.europa.eu.int/en/comm/dg16/guide/guid23.html

www.llpp.it

 

 

 

 

 

URBAN

Obiettivi principali

Contribuire alla ricerca di soluzioni per i problemi sociali derivanti dalla crisi socioeconomica di molti quartieri urbani, attraverso:

  • la promozione di interventi in favore delle infrastrutture ed ambienti;

  • la formazione personalizzata alle azioni in favore delle pari opportunità e dell’adeguamento dei servizi sociali;

  • il sostegno alle autorità comunali nel loro sforzo verso progetti intesi a migliorare le condizioni di vita degli abitanti dei quartieri più poveri e socialmente degradati.

Azioni previste:

  • avvio di nuove attività economiche (aiuti e servizi per le piccole e medie imprese, creazione di centri di affari e uffici di consulenza, forme di compartecipazione pubblico/privato);

  • promozione dell’occupazione a livello locale (formazione mirata, unità mobili di consulenza, progetti di riabilitazione professionale per disoccupati di lunga durata, progetti a forte intensità di manodopera);

  • servizi sociali, sanità, ordine pubblico (asili nido, strutture sanitarie, centri di recupero per tossicodipendenti, potenziamento delle misure di sicurezza e prevenzione della criminalità, illuminazione stradale);

  • miglioramento delle infrastrutture e dell’ambiente in connessione con le misure suddette;
    appositi seminari volti ad incentivare ed abilitare gli inquilini a provvedere alla manutenzione, alla pulizia ed alla sicurezza degli stabili di abitazioni;

  • sostegno al potere decisionale locale.

Aree ammissibili

Settori di città o di agglomerati urbani di oltre 100.000 abitanti. È riconosciuta una priorità alle zone urbane situate in regioni Obiettivo 1. il programma proposto dall’Italia prevede interventi nelle seguenti città: Bari, Cagliari, Catania, Catanzxaro, Cosenza, Foggia, Genova, Lecce, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Siracusa, Trieste e Venezia.

 

Strutture e modalità di funzionamento

Lo Stato ha proposto un programma urbano d’intesa con le competenti autorità locali. Il programma è stato trasmesso alla Commissione europea a cui compete la selezione e l’approvazione delle proposte nazionali. Le modalità operative sono contenute nel programma.

 

Per maggiori informazioni

Ministero dei Lavori Pubblici

Piazzale di Porta Pia 1 – Roma

Responsabile Clara Collarile

Tel. 06.44.26.72.94

Internet: www.llpp.it

Comuni di : Bari, Cagliari, Catania, Catanzaro, Cosenza, Foggia, Genova, Lecce, Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Roma, Salerno, Siracusa, Trieste, Venezia.

 

 

 

LEADER II

Obiettivi principali

L’iniziativa Leader II incoraggia particolarmente i progetti di sviluppo locale nelle aree rurali, attraverso la valorizzazione delle risorse endogene degli operatori e dei territori.

Azioni previste:

- acquisizione di competenze :

  • assistenza tecnica a monte degli investimenti : diagnosi del territorio, sensibilizzazione della popolazione, messa in contatto dei partner locali, elaborazione di una strategia);

- programmi di innovazione rurale:

  • supporto tecnico allo sviluppo rurale

  • formazione professionale e aiuti all’assunzione,

  • sostegno al turismo rurale , alle PMI, all’artigianato

  • valorizzazione in loco e commercializzazione dei prodotti locali (agricoltura, silvicoltura e pesca);

  • conservazione e miglioramento dell’ambiente e del quadro di vita: rinnovamento dei villaggi, sostegno alla creazione culturale e alla diffusione della cultura, tutela e valorizzazione delle risorse naturali e dei paesaggi, eliminazione e riciclaggio dei rifiuti.

- Cooperazione transnazionale :

  • elaborazione di progetti comuni ad operatori locali di almeno due stati membri

- creazione di una rete europea di sviluppo rurale :

  • immissione in rete dei progetti Leader su scala europea, per fornire agli operatori interessati uno strumento permanente di scambio di esperienze.

Chi può partecipare

Per l’iniziativa Leader II la commissione ha individuato due categorie di beneficiari:

i gruppi di azione locale (Gal), cioè un insieme di partner pubblici e privati che elaborano congiuntamente una strategia e misure innovative per lo sviluppo di un territorio rurale di dimensione locale (meno di 100.000 abitanti);

altri operatori collettivi (OC) definiti come un insieme di operatori di natura pubblica o privata che elaborano una strategia di intervento più mirata che intervenga in una logica di sviluppo integrato in un territorio rurale.

Aree ammissibili

Leader II si applica nelle zone rurali che rientrino negli obiettivi 1 e 5b.

Strutture e modalità di funzionamento

Le regioni interessate elaborano dei programmi operativi sulla base delle indicazioni contenute nelle comunicazioni della Commissione europea. Ogni programma contiene le strategie , gli obiettivi e gli interventi previsti, nonché il relativo piano finanziario. La Commissione europea esamina e approva con decisione ciascun programma, che viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale delle Regioni. Sulla base di questo programma vengono presentati i piani di azione locali e selezionati i beneficiari.

 

 

Per maggiori informazioni

Ministero per le Politiche agricole

Direzione generale delle politiche comunitarie internazionali

Ufficio strutture

Via XX Settembre, 20 00187 Roma

Filippo Mozzarella tel 06.46555040

Francesca Cioncio tel. 06.46555042

Rete nazionale per lo sviluppo rurale

INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria)

Via Barberini 36 00187 Roma

Gerardo Delfino – Francesco Mantino tel 06.478561 fax 06.4741984

 

 

EQUAL

Obiettivi principali

L’obiettivo di Equal è di sviluppare una cooperazione transnazionale al fine di promuovere nuovi mezzi per combattere ogni forma di esclusione, discriminazione e ineguaglianza nel mercato del lavoro.

Equal sarà dunque un laboratorio per sviluppare buone prassi e metodi che potranno di seguito essere generalizzati tramite i Piani di Azione Nazionali e l’intervento del FSE.

L’iniziativa si basa sui risultati di Adapt e Occupazione che hanno mostrato il considerevole potenziale della cooperazione transnazionale, da un lato tra i progetti, dall’altro tra i decisori.

Equal assicurerà dunque la continuità del significato delle precedenti iniziative considerando però un nuovo contesto: quello della srtrategia europea per l’occupazione.

 

Azioni previste

A differenza delle precedenti Iniziative Comunitarie, Equal finanzierà in particolare grandi progetti che prevedano il parternariato tra più organismi (amministrazioni locali, parti sociali, imprese) sia a livello transnazionale che nazionale.

 

Struttura e modalità di finanziamento

È stata pubblicata la comunicazione della Commissione delle comunità europee che stabilisce gli orientamenti dell’iniziativa comunitaria Equal relativa alla cooperazione transnazionale per promuovere nuove pratiche di lotta alle discriminazione, alle disuguaglianze di ogni tipo in relazione al mercato del lavoro.

In seguito alla comunicazione il Ministero del Lavoro, d’intesa con le Regioni e le Parti Sociali, predisporrà una proposta di Programma Operativo contenete le linee strategiche in accordo con le priorità nazionali.

Sulla base di questa proposta partirà il negoziato bilaterale tra Italia e UE, e dopo l’approvazione , il Ministero del Lavoro definirà il relativo complemento di Programmazione.

 

     

     

    <Torna indietro

     

 

Finanziamenti per la formazione e scambi comunitari di professionisti in ambito U.E.

 

 

a cura di Cristina Colletti 

 

 

<Torna Indietro

 

 

diario: quotidiano di informazione sull'Architettura 
O
rdine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia 

Piazza Manfredo Fanti 47 - 00185 Roma - tel 06 97604560 - fax 06 97604561 - architettiroma@archiworld.it  

 affiliato Archiworld Networkpowered by MC-link