Accessibilità e barriere architettoniche

 un modo creativo di ri-pensare l'accessibilità

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LA CASA AGEVOLE

articolo pubblicato sulla rivista "Paesaggio Urbano" n.1/2000

a cura del Prof. Arch. Fabrizio Vescovo.

 

 

Perché vi sia un reale cambiamento ed una necessaria condivisione di questo obbiettivo è quindi necessario compiere una vasta opera di sensibilizzazione e di formazione in primis nei confronti degli architetti e dei progettisti in genere, così come già accade ad esempio al Royal College of Art di Londra.

È determinante che, come potenziali utenti le persone anziane e quelle disabili vengano coinvolte, in modo consultivo, nelle fasi di progettazione e successivamente in quelle di verifica del prodotto finito.

"È stato riconosciuto che la tecnologia può essere progettata in maniera da prendere in considerazione le necessità delle persone disabili in quanto normali clienti fin dalla fase iniziale, mentre è generalmente più costoso adattare i prodotti ad uno stadio successivo.

Con la crescente consapevolezza della necessità di una legislazione antidiscriminatoria per le persone disabili in Europa, i fabbricanti dovranno garantire di non applicare discriminazioni riguardo ai prodotti e ai servizi".

Tutti dobbiamo pertanto prendere atto dell'importanza complessiva dell'accessibilità, urbana ed edilizia, nella logica e nell'esercizio delle pari opportunità e del diritto alla partecipazione in tutte le sfere della società civile.

Occorre avviare programmi operativi volti a rendere fruibile l'ambiente fisico e possibile l'accesso alla informazione ed alla comunicazione per tutti.

Occorre riconoscere il principio, ed attivare le azioni conseguenti, per cui anche le persone svantaggiate devono poter essere messe in condizione di esercitate i loro diritti, di potenziare la loro autonomia e di raggiungere l'indipendenza economica.

In particolare poi, per quanto riguarda le unità residenziali, l'ordinamento legislativo italiano risulta particolarmente completo ed avanzato, disponendo di una normativa articolata e moderna. Essa purtroppo non è, ancora oggi, stata compresa appieno ed assimilata, in modo normale, da parte della maggior parte dei progettisti e degli imprenditori.

La normativa prescrive tra l'altro che tutti gli alloggi, nel caso di nuova costruzione o di ristrutturazione debbano almeno risultare "visitabili". Il requisito della visitabilità ''si intende soddisfatto se il soggiorno o il pranzo, un servizio igienico ed i relativi percorsi di collegamento interni alle unità immobiliari sono accessibili".

Si precisa anche che ogni alloggio "deve essere adattabile per tutte le parti per le quali non è richiesta l'accessibilità e/o la visitabilità".

Come precedentemente accennato le norme sono di tipo "prestazionale" e sulla base della individuazione delle esigenze prescrivono i criteri e le caratteristiche cui i progetti devono rispondere. Non si esprimono, quindi, in termini di rigida elencazione di misure e di valori dimensionali assoluti.

La ratio della legge, evidentemente, è quella di stimolare i tecnici professionisti ad effettuare studi, ricerche e sperimentazioni in grado di proporre sempre nuove ipotesi progettuali, anche con "soluzioni alternative", purché queste rispondano concretamente alle reali esigenze delle persone con mobilità ridotta.

Ed in questa direzione appare opportuno proporre nuove idee e spronare gli addetti ai lavori e gli utilizzatori. A tale proposito, quindi, appare interessante segnalare una recente esperienza "sul campo".

>> segue ...

Normativa regionale

BUR 20/06/01 n.17, S.O. n.4

BUR 10/03/03 n. 7, S.O. n.3

 

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