Accessibilità e barriere architettoniche

 un modo creativo di ri-pensare l'accessibilità

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decalogo per una "città per tutti"

elaborato nell'ambito del progetto della Regione Lazio, Dipartimento Urbanistica e Casa, "Città per tutti: accessibilità, mobilità, comfort ambientale" dal Prof. Arch. Fabrizio Vescovo.

 

 

1) QUALSIASI CORRETTA AZIONE PROGETTUALE DEVE AVERE COME RIFERIMENTO UN'UTENZA AMPLIATA (UNIVERSAL DESIGN); occorre far riferimento non solo alle persone su sedia a ruote ma a tutte quelle con ridotta mobilità. Esistono diverse tipologie di svantaggi motori o sensoriali (affaticamento, ridotta autonomia, difficoltà di orientamento, ecc.);

 

2) LE DISTANZE DA PERCORRERSI A PIEDI COSTITUISCONO UN AFFATICAMENTO PER CHIUNQUE; PER ALCUNI UN OSTACOLO INSORMONTABILE. Occorre evitare di dover necessariamente percorrere eccessive distanze (anche se con tracciati privi di gradini) per raggiungere una meta. Si considera accettabile un percorso inferiore a 50ml;

 

3) IN COMPLESSI EDILIZI DI NOTEVOLI DIMENSIONI E' OPPORTUNO PREVEDERE ANCHE INGRESSI ALTERNATIVI, NELLE VICINANZE DI LUOGHI RAGGIUNGIBILI DALLE AUTO, OVE SIA POSSIBILE PARCHEGGIARE; sono comunque da evitare attrezzature "dedicate" o percorsi riservati esclusivamente alle persone disabili;

 

4) LE RAMPE NON SEMPRE RISOLVONO I PROBLEMI RELATIVI AL SUPERAMENTO DEI DISLIVELLI. Esse possono essere previste per superare modeste differenze di quota (1,00-1,50ml) e solo se realizzate con lievi pendenze;

 

5) PER DISLIVELLI MAGGIORI OCCORRE PREVEDERE ASCENSORI O PIATTAFORME ELEVATRICI, anche ricorrendo a "soluzioni alternative", come previsto dalla normativa vigente;

 

6) L'INSTALLAZIONE DI SERVOSCALA PER L'ADEGUAMENTO DI LOCALI APERTI AL PUBBLICO E' DA SCONSIGLIARSI per diversi evidenti motivi tecnici, gestionali e psicologici, costituisce solo "l'ultima ratio";

 

7) NEI LUOGHI APERTI AL PUBBLICO DEVE ESSERE REALIZZATO ALMENO UN SERVIZIO IGIENICO "ACCESSIBILE" non "dedicato agli handicappati", ma utilizzabile da tutti. Non deve essere un servizio in più;

 

8) Ove esista L'OBBLIGO DI SERVIZI IGIENICI DIVISI PER SESSO DEVONO ESSERE PREVISTI ALMENO DUE SERVIZI accessibili, anch'essi utilizzabili da tutti;

 

9) LE DIMENSIONI DI TALI SERVIZI IGIENICI POSSONO ANCHE ESSERE CONTENUTE PURCHE' SIA POSSIBILE LA FRUIZIONE DA PERSONE SU SEDIA A RUOTE, anche prevedendo la manovra della stessa nello spazio antistante (antibagno); inoltre per i servizi igienici "accessibili" non sono necessarie attrezzature o apparecchi "speciali" e quindi più onerosi - ma solo accorgimenti logici con oggetti "normali";

 

10) IN CONCLUSIONE IL RISPETTO DELLE NORME VIGENTI SI OTTIENE CON LA CONOSCENZA DELLE VERE ESIGENZE DELLE PERSONE REALI.

Normativa regionale

BUR 20/06/01 n.17, S.O. n.4

BUR 10/03/03 n. 7, S.O. n.3

 

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