Accessibilità e barriere architettoniche

 un modo creativo di ri-pensare l'accessibilità

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contributo dell'arch. Fabrizio Vescovo

PREMESSE
Da più parti si ritiene che occorra modificare l'attuale livello d'attenzione dei tecnici professionisti nei confronti delle garanzie dei diritti della collettività relativi alla mobilità agevole ed al superamento degli ostacoli architettonici da parte delle categorie deboli (anziani, bambini piccoli, persone incidentate, con disabilità motorie o sensoriali, ecc.).

L'Ordine può mettere in atto azioni finalizzate alla realizzazione di spazi urbani o, più in generale, azioni per creare le condizioni affinché il territorio sia accessibile e fruibile agevolmente da tutti.

Tali azioni devono essere condivise e diventare atti formali per i quali ogni soggetto coinvolto, per quanto di sua competenza e responsabilità, assuma impegni precisi.

La normativa nazionale
L'insieme dei provvedimenti vigenti a livello nazionale per perseguire l'accessibilità costituisce una ottima base per ottenere un habitat molto più fruibile di quanto non lo sia attualmente.

Essi sono: la Legge 118/71, la Legge 41/86, la Legge 13/89, il DM 236/89, la Legge 104/92, il DPR 503/96, il DPR 380/2001- Testo Unico edilizia, ecc.

I contenuti e le prescrizioni delle citate leggi non riguardano solo la materia edilizia ma risultano trasversali ad altre discipline di settore quali: urbanistica e governo del territorio, parchi ed aree naturalistiche (vedi legge quadro 394/91), mobilità e trasporti, codice della strada (vedi Disciplinare Tecnico, ecc.), antinfortunistica e sicurezza ( vedi legge 626/94), normativa antincendio (vedi vari provvedimenti), normativa sul lavoro, ecc.

Anche secondo gli indirizzi contenuti nella "Risoluzione sulla Qualità Architettonica dell'Ambiente Urbano e Rurale" nonchè nel disegno di legge nazionale sulla Qualità dell'architettura si fa comunque riferimento all'obbligo di progettare "accessibilmente"

Occorre comunque evitare che si continui a costruire e ristrutturare immobili o impianti realizzando ancora oggi, contro ogni logica , ostacoli architettonici e/o facendoli permanere, limitando quindi una agevole possibilità d'uso ad una ampia fascia di popolazione, (circa il 20%) peraltro in crescita (persone anziane,ecc.).

Da questo punto di vista occorre elevare il livello generalizzato di attenzione e spingere verso una "normale" e diffusa Cultura dell'accessibilità.

Occorre chiarire con forza che tutte le prescrizioni legislative derivanti dai numerosi provvedimenti esistenti in materia di superamento delle barriere architettoniche non costituiscono un ulteriore "vincolo" alla buona progettazione. Si configurano invece come un valore aggiunto alla stessa finalizzato ad una migliore qualità dell'opera in quanto maggiormente godibile e certamente più sicura.

E' necessario altresì far emergere che le prescrizioni e gli obblighi non debbano produrre soluzioni "dedicate" solo alle persone disabili ma devono invece avere come "target" di riferimento la intera cittadinanza, con conseguenti benefici generalizzati.

Deve essere effettuata una costante opera di sensibilizzazione e di convincimento sulla importanza di questo nuovo approccio alla progettazione secondo i principi dell'Universal Design. Quest'ultimo inteso come progettazione responsabile per un prodotto/progetto finalizzato e utilizzabile da parte di una "utenza ampliata".

Ai sensi della normativa vigente sull'eliminazione delle barriere architettoniche, reiterata ulteriormente dal Testo Unico dell'edilizia (in particolare dall'art. 77 al 82), per le progettazioni di tutte le opere ed in particolare per quelle pubbliche o private aperte al pubblico, ogni professionista ha l'obbligo di corredare la presentazione di qualsiasi progetto con la "Dichiarazione di conformità", ad integrazione degli elaborati tecnici.

Va ricordato, al proposito, che dal 1992 (L.104, art.24) gli Ordini sono tenuti ad applicare, nei confronti di professionisti inadempienti, specifici provvedimenti sanzionatori.

Normativa regionale

BUR 20/06/01 n.17, S.O. n.4

BUR 10/03/03 n. 7, S.O. n.3

 

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