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Prevenzione Incendi

leggi le risposte alle domande più frequenti.

14/07/2017: adempimenti CSE e PSC

Sono CSE in pectore di un cantiere che aprirà in autunno, per il quale sto redigendo il relativo PSC. L'appalto consiste nel rifacimento delle facciate condominiali esterne di un edificio alto 35 metri e conseguentemente con l'obbligo (già assolto dall'amministratore, persona capace e competente) del rispetto della normativa antincendio.
Devo prevedere o assolvere compiti particolari, od obblighi, sia per iscritto nel PSC in fase di redazione che in cantiere come CSE, oppure è sufficiente il richiamo alle incombenze dell'amministratore ed il loro rispetto?

Da quanto si evince dalla lettura del testo del quesito, trattasi di restauro delle facciate esterne di un edificio con altezza in gronda di 35 metri il quale è, pertanto, soggetto alla normativa antincendio.
Se sono state assolte e rispettate tutte le norme in vigore, per il lavoro specifico non ci sono prescrizioni di merito.
Architetto Gaetano Callocchia

15/03/2017: idoneità

Sono un architetto iunior iscritto alla sezione B, proveniente dal corso di laurea in arredamento e architettura degli interni classe 4. Avrei bisogno di sapere se frequentando un corso sulla prevenzione incendi (es. corso ARRM1322, o corso base visto che quello citato è un aggiornamento) ho diritto ad acquisire la lettera G delle valutazioni di idoneità dei titoli di studio come da DM n. 37/2008.

Il titolo abitativo conseguito frequentando il corso sulla prevenzione incendi non è esaustivo per la dichiarazione di rispondenza impiantistica. Va integrato con un attestato che dimostri l’esercizio della professione nel settore specifico per almeno quattro anni consecutivi.
Architetto Gaetano Callocchia

15/02/2017: tempistica delle normative

Per la realizzazione di un fabbricato è stata presentata richiesta di permesso di costruire nel 2010. Il permesso è stato ottenuto nel 2013 e ne è succeduta una variante del 2014 e una scia del 2015. Il fine lavori è stata protocollato nel 2016. Vorrei sapere se l'autorimessa rientra nella normativa del DPR 151/2011 oppure se ricade nella precedente normativa autorizzativa.

Nel quesito esposto non si evincono le caratteristiche del fabbricato e dell’autorimessa.
In via generale posso considerare che nel 2010 per il fabbricato e per l’autorimessa è stato presentato il progetto di prevenzione incendi per il parere preventivo. Detto parere, se positivo, autorizzava la realizzazione dell’autorimessa e del fabbricato.
A completamento lavori, in considerazione che nel 2011 è entrato in vigore il DPR 151, per il completamento della pratica e l’espletamento delle procedure si attuavano le nuove procedure.
Se prima dell’entrata in vigore del DPR 151 il progetto non risultava approvato, tutto l’iter procedurale ricadeva nelle disposizioni prescritte dal nuovo regolamento.
Architetto Gaetano Callocchia

02/12/2016: piani di evacuazione

Buongiorno,
le mie richieste sono relative al piano di evacuazione di una scuola secondaria di secondo grado nel centro di Roma.
1) Il piano è del 2014 pubblicato nell'albo on line senza gli allegati planimetrici, né i verbali delle prove di esodo, né documentazione relativa ai controlli dei dispositivi. L'ultima prova di esodo sembra essere stata svolta un anno fa, ma nessuno ricorda bene. Quale di questi documenti deve essere a disposizione degli utenti e dei lavoratori? Inoltre i riferimenti del RSPP non sono reperibili in nessun posto (io ho potuto trovare nome e cognome leggendo il bilancio 2015, dove immaginavo trovare la spesa del suo onorario, ma ovviamente non è ovvio e molti non sanno neanche cos'è e che funzione ha, dunque non lo cercherebbero come ho fatto io).
2) Il piano non riporta il nome del RSL. Inoltre non è stato modificato per quanto riguarda un lavoro di ristrutturazione che è stato fatto nell'estate del 2015 per consentire l'accesso ad una nuova aula della scuola limitrofa, e le planimetrie disposte nella scuola non riportano tale modifica. L'aula acquisita inoltre non ha planimetrie che indichino le vie di esodo da percorrere in caso di emergenze.
3) Il piano non contempla valutazione di rischio sismico; tuttavia al suo interno ha un ballatoio a sbalzo a vetri, realizzato molti anni fa, di larghezza 1,20 e di lunghezza 37 metri distribuiti su tre lati, e rappresenta l'unica via di uscita di ben 9 classi e delle segreterie, per circa 200 persone. Anche se non determinata da obbligo di legge (mi servirebbe però il riferimento legislativo che stabilisce l'obbligatorietà o meno, io non l'ho trovato), non sarebbe tuttavia opportuno che il personale e gli studenti sapessero come comportarsi con tale tipo di struttura a sbalzo in caso di scosse sismiche? (l'edificio scolastico confinante ha avuto 2 aule interdette dopo i sopralluoghi a seguito del recente sisma, e ad una semplice domanda né docenti né studenti hanno saputo rispondere che fare in questa eventualità, né tantomeno se scappare o meno sul ballatoio).
4) Inoltre le vie di esodo indicate per raggiungere l'unica uscita sono arredate con armadi a vetrine. Non sono indicati ai piani luoghi sicuri di raccolta, le porte delle classi sono tutte ad aprire verso l'interno dell'aula e in legno. So che il piano di esodo viene fatto tenendo conto dello stato di fatto, tuttavia non devono essere messe in atto alcune modifiche (porte REI ad uscire, vie di fuga sgombre da armadi o altri arredi, etc)?
5) Il piano prevenzione incendi è in comune con la scuola limitrofa ed è in corso di discussione; al momento il liceo ha una sola via di uscita per tutti e due i piani e circa 800 persone + tutto il personale.
Io non sono abilitata per la prevenzione antincendio, ho letto quello che ho potuto trovare, ma ritengo che siano state commesse molte valutazioni superficiali e inadempienze gravi da parte del DS e del RSPP. Vorrei sapere se i miei ragionamenti sono corretti al fine di limitare il più possibile i problemi che si possono verificare durante un'emergenza, e vorrei anche i riferimenti normativi per le eventuali responsabilità e sanzioni. Inoltre vorrei sapere se in casi come questi le valutazioni della validità del documenti prodotti dall'Istituto debbano essere sottoposte al Comando Provinciale dei VVFF e all'Ispettorato del Lavoro, oppure semplicemente alla Città Metropolitana cui compete l'Edilizia scolastica degli istituti superiori.
Grazie infinite, architetto Livia Stampa

Ho letto il suo quesito con attenzione, riscontrando una sua spiccata sensibilità ai problemi di sicurezza antincendio e non solo per una struttura scolastica che, a leggere tutte le domande che lei mi fa, rilevo che forse non è stata sufficientemente adeguata negli anni passati.

Rispondere alle sue tante domande non è semplice in quanto lei, nell’esporre la situazione, mette in dubbio nell’insieme l’adeguamento della struttura. Pertanto mi permetto di darle i seguenti suggerimenti:

A. Reperire il progetto e la documentazione presentate al Comando provinciale dei VV.F.

B. Reperire la documentazione presentata al Comune per gli adeguamenti strutturali e distributivi.

C. Reperire il Piano di Sicurezza sicuramente elaborato in precedenza.

D. Verificare la rispondenza della struttura ai progetti approvati (VV.F., Comune, ASL, Soprintendenza).

Acquisiti tutti questi elementi, indispensabili per poter procedere ad impegnarsi professionalmente e dare le risposte all’incarico affidatole, lei procederà secondo le indicazioni di norma ed espleterà il suo incarico progettuale e non per ricondurre la struttura scolastica ai livelli di sicurezza previsti dalle leggi vigenti.

Norme di riferimento per edilizia scolastica:
DM 18/12/75.
Circolare P 954/4122.
DM 26/08/92.
Circolare P 2244/4122.
dlgs 81/2008.
Linee guida MIUR 2013.

Architetto Gaetano Callocchia

08/11/2016: rinnovo Cpi

Il mio caso riguarda il rinnovo di un Cpi di autorimessa ricadente in attività B. A suo tempo fu presentato progetto per la valutazione a cui fu allegata certificazione impianti elettrici ai sensi della 46/90. Con la presentazione della SCIA per il rinnovo è necessario redigere una nuova certificazione degli impianti elettrici ai sensi del DM 37/08?

Se tutto nell’attività è rimasto invariato, rimane valida la certificazione già presentata.
Se ci sono state variazioni è obbligatorio ripresentare le certificazioni ai sensi del DM 37/2008.
Cordiali saluti
Architetto Gaetano Callocchia

01/08/2016: obblighi antincendio

Per aprire una libreria in un locale al piano terra di un edificio residenziale, quali obblighi devono essere rispettati ai fini antincendio?
Pratiche o nulla osta?
Materiali impianti?
Il locale è commerciale e la superficie totale è circa 100 mq.

Un locale commerciale con superficie totale lorda inferiore a 400 mq non rientra tra le attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco ai sensi del DPR 151/2011 punto 69.
Architetto Gaetano Callocchia

31/07/2016: impianto antincendio

Per un palazzo costruito nel 1970-71 con destinazione uso ufficio, di tipo 2 e non dotato di impianto di protezione attiva antincendio (idranti o naspi) vi é comunque obbligo di esecuzione dell'impianto?

Per gli uffici di tipo 2 (da 101 a 300 persone) di nuova realizzazione la norma (DM 22 febbraio 2016) al punto 16 prescrive l’installazione di naspi/idranti livello 1 previsto dalla norma UNI 10779.
Per gli uffici esistenti soggetti ai controlli di prevenzione incendi la norma, al titolo IV punto e, riconosce la validità degli impianti naspi/idranti già installati, a condizione che siano assicurate le caratteristiche prestazionali e di alimentazione previste per la protezione interna dalla norma UNI 10779 con riferimento al livello di rischio 2.
Architetto Gaetano Callocchia

01/06/2016: mantenimento iscrizione ad Elenchi Prevenzione Incendi

Poiché allo scrivente non corre l'obbligo dell'aggiornamento di prevenzione incendi, in quanto ex dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, chiedo se è necessario comunicarlo e a chi va indirizzata la comunicazione.

Da quanto leggo lei dichiara di essere un ex dirigente del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, quindi desumo che attualmente è un libero professionista iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma.
Dal quesito devo dedurre che lei è già iscritto nell’elenco del Ministero dell’interno di cui all’art. 16 del D. Lgs. 8/marzo/2006 n. 139.
Se così è, così come prevede l’art. 7 (requisiti per il mantenimento dell’iscrizione negli elenchi del M.I.) del D.M. 5 agosto 2011 lei, come tutti i professionisti iscritti a detto elenco, deve effettuare corsi o seminari di aggiornamento in materia di prevenzione incendi, della durata complessiva di almeno quaranta ore, nell’arco di cinque anni dalla data di iscrizione nell’elenco o dalla data di entrata in vigore del suddetto decreto (D.M. 5 agosto 2011).
N.B.: non ho trovato un riferimento normativo che attesti che ex dirigenti del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco siano esentati dall’aggiornamento professionale. Ma se lei ha tali disposizioni in materia, le sarò grato se me ne invierà copia.
Architetto Gaetano Callocchia

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