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Prevenzione Incendi

leggi le risposte alle domande più frequenti.

22/05/2018: centrali termiche

Buongiorno.

Il mio committente mi ha chiesto di eseguire un cambio di destinazione d’uso da C/2 a C/6 per un locale seminterrato, ora adibito a deposito, facente parte di un condominio. L’accesso a tale locale è costituito da un vialetto largo circa 2,5 m attualmente pedonale, di proprietà condominiale e protetto da paletti il quale conduce, oltre al suddetto deposito, anche alle cantine ed alla centrale termica dell’edificio, tramite due porte. La centrale termica non è in contatto diretto con il deposito, in quanto tra loro vi sono le cantine.

Premesso che, a voce, il tecnico del municipio ha dato parere favorevole al cambio di destinazione d’uso con SCIA (dovrebbe trattarsi, come da Circolare esplicativa del Comune di Roma 191432 del 14/11/17, di MdU2.1), l’Amministratore di Condominio fa resistenza in quanto, se il locale diventasse un parcheggio privato, il vialetto di accesso ora pedonale diventerebbe carrabile e quindi si avrebbe un aggravio di passaggio ed una maggiore difficoltà nel raggiungere la Centrale Termica. L’Amministratore porterà quindi l’argomento all’ordine del giorno della prossima Assemblea straordinaria.

Quindi la mia domanda è: collocare un box auto in vicinanza della centrale termica, seppur quindi non confinante direttamente con essa, potrebbe costituire un aggravamento del rischio di incendio? Che tipo di verifica va effettuata per stare al sicuro?

Vi ringrazio e porgo cordiali saluti.

Pregiatissimo collega, do risposta al Suo quesito e preciso quanto segue.

Nella lettura del quesito non si evince se la rampa immetta in un solo box o in un locale adibito a box con superficie superiore a 300 mq. (vedi elenco attività soggette alle verifiche antincendio).

Se il locale ha una superficie superiore a 300 mq. e rientra tra le attività soggette alle norme antincendio, la rampa di accesso di metri 2,50 è sottodimensionata rispetto alle prescrizioni di prevenzione incendi per le autorimesse.

Per quanto riferito al rischio incendi e caratteristiche delle autorimesse confinanti con attività a rischio specifico, consulti le norme sulle autorimesse:

D.M. 01/02/1986,

D.M. 22/11/ 2002,

D.M. 21/02/2017,

D.P.R. 01/08/2011 n.° 151

Norme sugli impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido, gassoso.
Cordiali saluti
Architetto Gaetano Callocchia

01/03/2018: riferimenti normativi

Egr. Architetto G. Callocchia
l'installazione di un serbatoio fuori terra di capacità 20 mc di gasolio a servizio di struttura di scuola di formazione di pubblica sicurezza, necessario per il rifornimento degli autoveicoli in dotazione, rientra nell'ambito dell'attività 12 o 13 dell'allegato I del DPR 151/2011?

Preg.mo collega,
do risposta al Suo quesito precisando che l’installazione e l’esercizio di contenitori-distributori, ad uso privato, per l’erogazione di carburante liquido è regolata dalla tegola tecnica di prevenzione incendi approvata con D.M. 22 novembre 2017.
I serbatoi, individualmente, non possono avere capacità superiore a 9 metri cubi. Detti contenitori rientrano nel punto 13 dell’Allegato 1 del D.P.R. n.° 151/2011.
Cordiali saluti
ArchItetto Gaetano Callocchia

01/12/2017: Alternative a iscrizione o reintegro in Elenchi Prevenzione Incendi?

Buongiorno, la mia richiesta riguarda l'iscrizione agli elenchi professionisti per le pratiche antincendio.
Sono regolarmente iscritto presso l'Ordine da 35 anni, il mio numero di iscrizione è 6234 e ho visto che non c'è il mio nominativo nell'elenco dei professionisti per la 818.
Trovandomi oggi fuori Roma, stamattina una mia collega è passata presso i vs uffici per informarsi e ho saputo che oramai anche nel mio caso non vale l'anzianità di almeno 20 anni.
Entro il mese di dicembre mi è stata chiesta una pratica antincendio per un albergo che sarà prossimamente oggetto di ristrutturazione, di cui io sarò Progettista e Direttore Lavori, cosa posso fare quindi?
La collega mi diceva che c'è un corso che però inizia a febbraio prossimo, altrimenti c'è un aggiornamento che possa "abilitarmi" almeno temporaneamente? Attendo di conoscere indicazioni in merito, grazie e buona giornata!

Preg.mo Collega,
da quanto scrive desumo che, anche se da 35 anni è iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma, non ha mai fatto richiesta di iscrizione nell’elenco del Ministero degli Interni per abilitati alla certificazione antincendio.
Se così è, per poter certificare si deve abilitare nella forma prevista dalla legge, mentre per quanto attiene alla progettazione nell’ambito delle competenze della professione di architetto lei può redigere il progetto ed assumersi la direzione dei lavori.
Architetto Gaetano Callocchia

14/07/2017: adempimenti CSE e PSC

Sono CSE in pectore di un cantiere che aprirà in autunno, per il quale sto redigendo il relativo PSC. L'appalto consiste nel rifacimento delle facciate condominiali esterne di un edificio alto 35 metri e conseguentemente con l'obbligo (già assolto dall'amministratore, persona capace e competente) del rispetto della normativa antincendio.
Devo prevedere o assolvere compiti particolari, od obblighi, sia per iscritto nel PSC in fase di redazione che in cantiere come CSE, oppure è sufficiente il richiamo alle incombenze dell'amministratore ed il loro rispetto?

Da quanto si evince dalla lettura del testo del quesito, trattasi di restauro delle facciate esterne di un edificio con altezza in gronda di 35 metri il quale è, pertanto, soggetto alla normativa antincendio.
Se sono state assolte e rispettate tutte le norme in vigore, per il lavoro specifico non ci sono prescrizioni di merito.
Architetto Gaetano Callocchia

15/03/2017: idoneità

Sono un architetto iunior iscritto alla sezione B, proveniente dal corso di laurea in arredamento e architettura degli interni classe 4. Avrei bisogno di sapere se frequentando un corso sulla prevenzione incendi (es. corso ARRM1322, o corso base visto che quello citato è un aggiornamento) ho diritto ad acquisire la lettera G delle valutazioni di idoneità dei titoli di studio come da DM n. 37/2008.

Il titolo abitativo conseguito frequentando il corso sulla prevenzione incendi non è esaustivo per la dichiarazione di rispondenza impiantistica. Va integrato con un attestato che dimostri l’esercizio della professione nel settore specifico per almeno quattro anni consecutivi.
Architetto Gaetano Callocchia

15/02/2017: tempistica delle normative

Per la realizzazione di un fabbricato è stata presentata richiesta di permesso di costruire nel 2010. Il permesso è stato ottenuto nel 2013 e ne è succeduta una variante del 2014 e una scia del 2015. Il fine lavori è stata protocollato nel 2016. Vorrei sapere se l'autorimessa rientra nella normativa del DPR 151/2011 oppure se ricade nella precedente normativa autorizzativa.

Nel quesito esposto non si evincono le caratteristiche del fabbricato e dell’autorimessa.
In via generale posso considerare che nel 2010 per il fabbricato e per l’autorimessa è stato presentato il progetto di prevenzione incendi per il parere preventivo. Detto parere, se positivo, autorizzava la realizzazione dell’autorimessa e del fabbricato.
A completamento lavori, in considerazione che nel 2011 è entrato in vigore il DPR 151, per il completamento della pratica e l’espletamento delle procedure si attuavano le nuove procedure.
Se prima dell’entrata in vigore del DPR 151 il progetto non risultava approvato, tutto l’iter procedurale ricadeva nelle disposizioni prescritte dal nuovo regolamento.
Architetto Gaetano Callocchia

02/12/2016: piani di evacuazione

Buongiorno,
le mie richieste sono relative al piano di evacuazione di una scuola secondaria di secondo grado nel centro di Roma.
1) Il piano è del 2014 pubblicato nell'albo on line senza gli allegati planimetrici, né i verbali delle prove di esodo, né documentazione relativa ai controlli dei dispositivi. L'ultima prova di esodo sembra essere stata svolta un anno fa, ma nessuno ricorda bene. Quale di questi documenti deve essere a disposizione degli utenti e dei lavoratori? Inoltre i riferimenti del RSPP non sono reperibili in nessun posto (io ho potuto trovare nome e cognome leggendo il bilancio 2015, dove immaginavo trovare la spesa del suo onorario, ma ovviamente non è ovvio e molti non sanno neanche cos'è e che funzione ha, dunque non lo cercherebbero come ho fatto io).
2) Il piano non riporta il nome del RSL. Inoltre non è stato modificato per quanto riguarda un lavoro di ristrutturazione che è stato fatto nell'estate del 2015 per consentire l'accesso ad una nuova aula della scuola limitrofa, e le planimetrie disposte nella scuola non riportano tale modifica. L'aula acquisita inoltre non ha planimetrie che indichino le vie di esodo da percorrere in caso di emergenze.
3) Il piano non contempla valutazione di rischio sismico; tuttavia al suo interno ha un ballatoio a sbalzo a vetri, realizzato molti anni fa, di larghezza 1,20 e di lunghezza 37 metri distribuiti su tre lati, e rappresenta l'unica via di uscita di ben 9 classi e delle segreterie, per circa 200 persone. Anche se non determinata da obbligo di legge (mi servirebbe però il riferimento legislativo che stabilisce l'obbligatorietà o meno, io non l'ho trovato), non sarebbe tuttavia opportuno che il personale e gli studenti sapessero come comportarsi con tale tipo di struttura a sbalzo in caso di scosse sismiche? (l'edificio scolastico confinante ha avuto 2 aule interdette dopo i sopralluoghi a seguito del recente sisma, e ad una semplice domanda né docenti né studenti hanno saputo rispondere che fare in questa eventualità, né tantomeno se scappare o meno sul ballatoio).
4) Inoltre le vie di esodo indicate per raggiungere l'unica uscita sono arredate con armadi a vetrine. Non sono indicati ai piani luoghi sicuri di raccolta, le porte delle classi sono tutte ad aprire verso l'interno dell'aula e in legno. So che il piano di esodo viene fatto tenendo conto dello stato di fatto, tuttavia non devono essere messe in atto alcune modifiche (porte REI ad uscire, vie di fuga sgombre da armadi o altri arredi, etc)?
5) Il piano prevenzione incendi è in comune con la scuola limitrofa ed è in corso di discussione; al momento il liceo ha una sola via di uscita per tutti e due i piani e circa 800 persone + tutto il personale.
Io non sono abilitata per la prevenzione antincendio, ho letto quello che ho potuto trovare, ma ritengo che siano state commesse molte valutazioni superficiali e inadempienze gravi da parte del DS e del RSPP. Vorrei sapere se i miei ragionamenti sono corretti al fine di limitare il più possibile i problemi che si possono verificare durante un'emergenza, e vorrei anche i riferimenti normativi per le eventuali responsabilità e sanzioni. Inoltre vorrei sapere se in casi come questi le valutazioni della validità del documenti prodotti dall'Istituto debbano essere sottoposte al Comando Provinciale dei VVFF e all'Ispettorato del Lavoro, oppure semplicemente alla Città Metropolitana cui compete l'Edilizia scolastica degli istituti superiori.
Grazie infinite, architetto Livia Stampa

Ho letto il suo quesito con attenzione, riscontrando una sua spiccata sensibilità ai problemi di sicurezza antincendio e non solo per una struttura scolastica che, a leggere tutte le domande che lei mi fa, rilevo che forse non è stata sufficientemente adeguata negli anni passati.

Rispondere alle sue tante domande non è semplice in quanto lei, nell’esporre la situazione, mette in dubbio nell’insieme l’adeguamento della struttura. Pertanto mi permetto di darle i seguenti suggerimenti:

A. Reperire il progetto e la documentazione presentate al Comando provinciale dei VV.F.

B. Reperire la documentazione presentata al Comune per gli adeguamenti strutturali e distributivi.

C. Reperire il Piano di Sicurezza sicuramente elaborato in precedenza.

D. Verificare la rispondenza della struttura ai progetti approvati (VV.F., Comune, ASL, Soprintendenza).

Acquisiti tutti questi elementi, indispensabili per poter procedere ad impegnarsi professionalmente e dare le risposte all’incarico affidatole, lei procederà secondo le indicazioni di norma ed espleterà il suo incarico progettuale e non per ricondurre la struttura scolastica ai livelli di sicurezza previsti dalle leggi vigenti.

Norme di riferimento per edilizia scolastica:
DM 18/12/75.
Circolare P 954/4122.
DM 26/08/92.
Circolare P 2244/4122.
dlgs 81/2008.
Linee guida MIUR 2013.

Architetto Gaetano Callocchia

08/11/2016: rinnovo Cpi

Il mio caso riguarda il rinnovo di un Cpi di autorimessa ricadente in attività B. A suo tempo fu presentato progetto per la valutazione a cui fu allegata certificazione impianti elettrici ai sensi della 46/90. Con la presentazione della SCIA per il rinnovo è necessario redigere una nuova certificazione degli impianti elettrici ai sensi del DM 37/08?

Se tutto nell’attività è rimasto invariato, rimane valida la certificazione già presentata.
Se ci sono state variazioni è obbligatorio ripresentare le certificazioni ai sensi del DM 37/2008.
Cordiali saluti
Architetto Gaetano Callocchia

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