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Appalti, concorsi e gare

leggi le risposte alle domande più frequenti.

19/03/2017: quesito

Sono un giovane architetto, ho sempre svolto questi tipi di attività:
- progettazione in studi professionali in cui risultavo come collaboratore e non come titolare firmatario del progetto
- direzione di cantiere per imprese edili con nomina ufficiale
- coordinamento della sicurezza con nomina ufficiale per enti pubblici e per committenti privati
Ho intenzione di farmi certificare gli incarichi ricoperti dai diversi committenti per acquisire requisiti professionali.
Le domande sono:
1. E' possibile/utile certificare le collaborazioni alla progettazione pur non essendo titolari firmatari dei progetti?
2. Quali requisiti si ottengono certificando gli incarichi di Direzione di cantiere? In quali categorie professionali può essere inserito tale incarico?
3. Posso certificare anche gli incarichi di sicurezza per committenti privati?

E' buona norma e sempre opportuno far certificare le attività professionali che un professionista svolge.
A questo proposito mi sembra essenziale riportare quanto previsto dal Regolamento di esecuzione del Codice dei Contratti pubblici DPR 163/2006, in larga parte tuttora vigente, che circa lo specifico aspetto dei requisiti tecnico-professionali stabilisce:
- sono valutabili anche i servizi svolti per committenti privati documentati attraverso certificati di buona e regolare esecuzione rilasciati dai committenti privati o dichiarati dall'operatore economico che fornisce, su richiesta della stazione appaltante, prova dell'avvenuta esecuzione attraverso gli atti autorizzativi o concessori, ovvero il certificato di collaudo, inerenti il lavoro per il quale è stata svolta la prestazione, ovvero tramite copia del contratto e delle fatture relative alla prestazione medesima.
(DPR 207/2010 art. 263 co.2)
Ovviamente da tali certificazioni dovrà desumersi il tipo di incarico svolto e le categorie di lavori a cui tale servizio appartiene.
L'eventuale possibilità di utilizzare tali requisiti sarà legata allo specifico bando e servizio richiesto.
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

09/03/2017: società

Sono una giovane iscritta, lavoro per una concessionaria pubblicitaria, mi hanno chiesto di diventare direttore tecnico SOA OG2 perchè vogliono partecipare alle gare di appalto con un'altra società che hanno. Vorrei sapere tutti i rischi professionali, perché mi hanno detto che dovrei solo figurare, loro pensano a tutto e mi hanno proposto 200 euro. Il tutto mi sembra assurdo.

La figura del direttore tecnico comporta l'assunzione di molte responsabilità, sia nei confronti di eventuali dipendenti dell'azienda che si trova a dirigere, sia nei confronti di eventuali committenti o amministrazioni, sia infine nei confronti dell'azienda stessa. Un elenco preciso di quelli da lei definiti rischi professionali è quindi legato all'ambito di attività dell'azienda ed alla sua composizione e costituzione.
Una esaustiva risposta ad analogo quesito è stata formulata dall'ing. Michele Di Pasquale al seguente link:
www.architettiroma.it/sportello/risposte/08222.aspx
al quale quindi si rimanda.
Cordiali saluti
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

14/02/2017: quadro economico

Il quadro economico viene redatto dal progettista o dal RUP?
Non trovo risposta nella normativa di riferimento.
Grazie

Per quadro economico si intende generalmente la quantificazione dei costi di realizzazione di un'opera. Pertanto una tale valutazione viene precisata in base al livello progettuale corrispondente e può assumere quindi varie denominazioni di volta in volta meno approssimative. Nella normativa viene comunemente riferito al progetto preliminare (che nel Codice degli Appalti n. 50/2016 attualmente in vigore ha assunto la definizione di progetto di fattibilità tecnico economica) e quindi spesso viene elaborato direttamente dagli Uffici tecnici della stazione appaltante.
Architetto Flavio Vitale
(Commisssione Concorsi e Gare)

06/12/2016: assicurazione sostitutiva di requisito

In una nota dell'ANAC, apparsa su Edilportale di settembre 2016, si diceva che il fatturato a dimostrazione per partecipare ad un concorso di progettazione poteva essere sostituito da una polizza assicurative che garantiva per l'importo richiesto dal bando. Vero, falso, in che misura è attuabile?

In effetti si tratta delle Linee Guida n.1 di attuazione del dlgs 18 aprile 2016 n. 50 recanti "Indirizzi generali sull'affidamento dei servizi attinenti all'Architettura e all'Ingegneria", approvate con delibera n. 973 del 14 settembre 2016. Tali Linee "chiariscono", tra l'altro, quanto già contenuto in alcuni articoli del Codice in merito al possesso ed alla dimostrazione dei requisiti di capacità economica, e sarebbe senz'altro interessante estenderne il commento alla platea dei professionisti , per cui la ringraziamo se vorrà fornirci l'articolo di Edilportale a cui si riferisce.
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)
(nota della Segreteria: eventuali allegati possono essere inviati all'indirizzo

21/11/2016: requisiti

La mia domanda concerne i requisiti di carattere tecnico-professionale ed economico finanziario che vengono richiesti per la partecipazione a gare per appalti di servizi pubblici.
Sono un giovane architetto e lavoro da un anno con alcuni colleghi in un gruppo non formalizzato. Nessuno di noi ha finora mai accumulato requisiti. Ora ci troviamo di fronte alla possibilità di fare un lavoro di entità per noi considerevole (in collaboraborazione con un altro studio) per un privato. Ci stiamo chiedendo se formalizzare il gruppo. Studio associato (se esiste ancora)? Società tra professionisti (StP)? Srl? Raggruppamento temporaneo di professionisti (RtP)? Altra forma?
O se continuare come adesso facendo fare il contratto ad uno di noi che emtterebbe fattura, acquisendo così i requisiti.
Abbiamo infatti capito che la prova dei requisiti è essenzialmente la fattura emessa al cliente che documenta l’avvenuto lavoro.
Suggerimenti?
Ci chiedevamo inoltre cosa accade ai requisiti quando una società si scioglie. Vengono suddivisi tra i soci? Si perdono? Questa cosa cambia da società a società?

La sua domanda contiene alcuni aspetti che esulano dalle competenze di questo sportello. Le risponderò quindi sul tema specifico dei requisiti di carattere tecnico-professionale ed economico-finanziario richiesti per la partecipazione alle gare per appalti di servizi pubblici, come stabiliti dall'art. 79 del DPR 207/2010 Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice dei contratti.
In tale articolo viene specificato che < l'adeguata capacità economica e finanziaria > è dimostrata, tra l'altro, dalla cifra d'affari realizzata con lavori svolti e quest'ultima è comprovata da idonee fatturazioni. Si tenga presente che nella dimostrazione dei requisiti non si fa differenza fra lavori svolti per le pubbliche amministrazioni e lavori svolti per committenti privati, purché adeguatamente documentati.
Per quanto riguarda quindi l'assetto legale del soggetto che svolge i lavori, in tutti i casi di in cui vi è una formalizzazione giuridica del gruppo di professionisti (ATP o RTP) vi sarà uno statuto che fissa le quote di partecipazione dei singoli e quindi conseguentemente il ruolo svolto nello specifico incarico e la quota parte di compenso professionale attribuito per il servizio svolto.
Si tenga inoltre presente che il nuovo sistema di qualificazione AVCPASS prevede l'acquisizione telematica di dati relativi agli operatori economici che possono essere già disponibili presso le amministrazioni banditrici.
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

30/08/2016: figure professionali

In un bando di gara mi chiedono di indicare il ruolo principale relativo ad un lavoro svolto. Noi siamo studio associato di due architetti: mi chiedo quale sia la differenza tra progettista incaricato e progettista.

Non avendo a disposizione il bando non è molto chiaro il motivo del quesito.
In generale, qualora vengano richiesti requisiti tecnico professionali da attestarsi con lavori svolti, è sufficiente la qualifica di progettista (eventualmente progettista incaricato da distinguersi da progettista collaboratore), in particolare trattandosi di progettisti in associazione, metre il termine di "progettista incaricato" si utilizza al momento della sottoscrizione di un contratto di incarico per individuare con esattezza il nominativo del tecnico che intratterrà i rapporti con l'ammnistrazione banditrice.
Resto disponibile ad ogni ulteriore richiesta di chiarimento, possibilmente sulla scorta della consultazione del bando.
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

18/03/2016: autocertificazioni

Ho richiesto ad una Amministrazione pubblica la certificazione dell'attività di PROGETTAZIONE svolta. Mi è stato risposto che non sono più tenuti a rilasciare certificazioni e che devo dichiarare con autocertificazione la mia attività. Se un'altra amministrazione dovrà verificare la veridicità della mia dichiarazione dovrà richiedere direttamente a loro la certificazione.
Ma questo non vale per solo per le IMPRESE (i cui lavori devono essere inseriti sul sito ANAC)?

Dal 1 gennaio 2014 è entrato in vigore il regime obbligatorio previsto dal sistema AVCPass per la verifica dei requisiti di carattere tecnico-professionale ed economico degli operatori economici come previsto dalla deliberazione n. 11 del 20/12/2012 di attuazione dell'art. 6bis del dlgs 163/2006. Pertanto anche per i professionsiti che intendono partecipare a gare per l'affidamento di servizi di Ingegneria ed Architettura la documentazione comprovante il possesso dei requisiti è acquisita dalle stazioni appaltanti e dagli enti aggiudicatori presso la Banca dati nazionale dei Contratti pubblici, istituita presso l'Autorità nazionale Anti Corruzione ANAC e secondo le modalità disponibili presso il relativo sito
www.avcp.it/portal/public/classic/Servizi/Formazione/OperatoreEconomico.
Un vademecum sintetico è stato messo a disposizione dal CNAPPC ed è disponibile a questo link:
www.old.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/.../252451AWN0300
Si tenga presente che, come confermato dalla deliberazione n. 157 del 17.2.2016, il sistema AVCPass si applica a tutte le tipologie di contratti disciplinate dal Codice di importo a base d’asta pari o superiore ad € 40.000,00 per le quali è previsto il rilascio del CIG attraverso il sistema SIMOG.
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

26/02/2016: RTP

Devo partecipare, insieme ad altri professionisti, ad un concorso e dichiarare che ci costituiremo in RTP in caso di vincita. Come da normativa è richiesto che nel gruppo di partecipanti, e quindi nella RTP, sia presente almeno un abilitato da meno di cinque anni.
Domanda 01: un abilitato da meno di cinque anni ancora NON iscritto al proprio Ordine può essere inserito come membro di un costituendo RTP?
Domanda 02: Il concorso prevede anche la partecipazione di architetti/ingegneri abilitati e iscritti all'Ordine che possano essere dipendenti di Enti pubblici (autorizzati dagli stessi a partecipare). Nell'RTP possono partecipare membri che siano architetti/ingegneri abilitati e iscritti all'Albo ma PRIVI di partita IVA?

Il suo quesito è stato più volte affrontato già in passato. Secondo la normativa, la partecipazione ad un concorso è riservata a professionsiti iscritti ad un Albo professionale (come anche da lei riportato nel secondo quesito). Pertanto questo requisito dovrebbe essere posseduto anche dal professionista abilitato da meno di cinque anni partecipante al RTP.
Per quanto riguarda invece l'obbligo di possedere paritata IVA, questo requisito è stato più volte messo in discussione in altre procedure in quanto l'esercizio della Professione non è strettamente connesso agli obblighi di natura fiscale, impegnando il professionsita al possesso della stessa solo al momento dell'emissione delle fatturazioni per i corrispettivi dei servizi professionali svolti.
In ogni caso è opportuno accertarsi presso il RUP del concorso circa la concorde interpretazione di tale norma.

INTEGRAZIONE dopo nuovo quesito non trasmesso tramite Sportello:
Gentilissima collega,
ribadisco quanto già esposto:
- l'esercizio della professione di architetto, nei limiti e per le competenze stabilite per legge, è riservato esclusivamente a coloro che risultano iscritti al relativo Albo professionale;
- l'iscrizione a tale Albo, di per sè, non implica il possesso di partita IVA perchè tale professione può essere svolta anche in regime di rapporto di lavoro dipendente.
- l'obbligo di prevedere all'interno di un RTP un professionista abilitato da meno di cinque anni vige solo per la partecipazione a concorsi o gare per l'affidamento di incarichi per la realizzazione di opere pubbliche ( bandite ai sensi D.Lgs 163/06 - Codice dei contratti pubblici)
- per una puntuale definizione di RTP si riporta l’art. 253 D.P.R. 207/2010 che al comma 5 stabilisce che “5. Ai sensi dell'articolo 90, comma 7, del codice, i raggruppamenti temporanei previsti dallo stesso articolo 90, comma 1, lettera g), del codice devono prevedere quale progettista la presenza di almeno un professionista laureato abilitato da meno di cinque anni all'esercizio della professione secondo le norme dello Stato membro dell'Unione Europea di residenza. Ferma restando l'iscrizione al relativo albo professionale il progettista presente nel raggruppamento può essere: a) con riferimento ai soggetti di cui all'articolo 90, comma 1, lettera d), del codice, un libero professionista singolo o associato; b) con riferimento ai soggetti di cui all'articolo 90, comma 1, lettere e) e f), del codice, un amministratore, un socio, un dipendente, un consulente su base annua che abbia fatturato nei confronti della società una quota superiore al 50 per cento del proprio fatturato annuo risultante dall'ultima dichiarazione IVA. c) con riferimento ai soggetti di cui all'articolo 90, comma 1, lettera f-bis), del codice, un soggetto avente caratteristiche equivalenti, conformemente alla legislazione vigente nello Stato membro dell'Unione europea in cui e' stabilito il soggetto di cui all'>articolo 90, comma 1, lettera f-bis), del codice, ai soggetti indicati alla lettera a), se libero professionista singolo o associato, ovvero alla lettera b), se costituito in forma societaria”.
- Su questi temi si veda anche il Parere di Precontenzioso n. 209 del 19/12/2012 dell'ANAC ( Autorità Nazionale Anticorruzione) disponibile sul proprio sito web
Augurandomi di essere stato esaustivo, saluto cordialmente
Architetto Flavio Vitale (Commisssione Concorsi e Gare)

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