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Appalti, concorsi e gare

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19/10/2017: compatibilità

Sono stato invitato ad un bando di gara per la fornitura di servizi di ingegneria e architettura con criterio di valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Vorrei costituire una RTP in cui inserire un collega esperto in risparmio ed efficentamento energetico che attualmente con lo stesso Comune che mi ha invitato ha un contratto a tempo determinato e part time. Il collega non svolge la sua attività nell'Ufficio Lavori pubblici ma presso l'Ufficio Viabilità. Esistono condizioni di incompatibilità che potrebbero pregiudicare la partecipazione?

La questione che lei pone può rivelarsi delicata. Nel Nuovo Codice dei Contratti pubblici (dlggs 50/2016), anche nelle ultime versioni ed integrazioni, un'esplicita incompatibilità con quanto da lei rappresentato è indicata per le procedure previste dall'art. 156 (concorso di idee), ma in molti altri articoli si fa riferimento a situazioni di conflitto di interesse o di posizioni di vantaggio.
Oltre quindi ad una attenta lettura del bando di gara, che potrebbe comunque indicare tali incompatibilità, si suggerisce di porre uno specifico quesito al RUP.
Inoltre dovrebbe essere pienamente accertata la reale possibilità per il dipendente con contratto a tempo determinato di svolgere attività professionale in forma autonoma, con le dovute autorizzazioni, se previste, da parte dell'amministrazione.
Architetto Flavio Vitale (Commisssione Concorsi e Gare)

11/09/2017: quote raggruppamenti temporanei

Sono un giovane architetto che ha partecipato ad un raggruppamento temporaneo per una gara d'appalto che abbiamo vinto. Vorrei ora sapere se c'è una percentuale minima a cui fare riferimento per stabilire la quota del giovane professionista o, comunque, come fare in questi casi per calcolarla.
Grazie, Cordiali saluti.

Gentile Collega,
La normativa attuale (DM 2.12.2016 n. 263 di attuazione del DL 50/2016) prevede tuttora che nei raggruppamenti temporanei che concorrono a procedure per l'affidamento di servizi di architettura ed ingegneria sia presente un giovane professionista (laureato abilitato da meno di cinque anni all'esercizio della professione). La stessa normativa però non da indicazioni dirette circa una percentuale minima di partecipazione del giovane professionista, ma sarebbe bene che, qual'ora questa percentuale dovesse essere indicata nello specifico bando oppure comunque al momento della costituzione formale del raggruppamento tale percentuale venisse stabilita di comune accordo fra i partecipanti al fine di chiarire fin dall'inizio dell'incarico i rapporti all'interno del gruppo. Ciò, oltre che fissare un aspetto basilare della collaborazione fra professionisti, agevolerà l'individuazione della percentuale di partecipazione anche ai fini del riconoscimento dei requisiti tecnico-economici il cui possesso sarà utile dimostrare in successive procedure di gara.
Cordiali saluti
Archietto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

07/09/2017: figure professionali

Ho ricevuto da parte dell'ICE (Istituto Commercio Estero), in quanto iscritta all'Albo fornitori, la richiesta di presentare un'offerta di parcella per l'assegnazione dell' incarico di Direttore dell'Esecuzione del contratto per l'allestimento della Fiera PLMA che si terrà ad Amsterdam a maggio 2018.
Avrei bisogno di chiarimenti in merito a tale ruolo ed eventuali indicazioni sull'aspetto economico, inoltre vorrei sapere da quanto tempo è diventata operativa questa figura professionale di Direttore dell'Esecuzione del contratto.
Se fosse possibile vorrei anche sottoporre alla vostra attenzione il testo della lettera che mi è stata inviata.
Vi chiederei di rispondere in tempi brevi, perchè i tempi per la presentazione dell'offerta sono strettissimi.
Grazie!

Gentile Collega,
la figura del Direttore dell'Esecuzione del Contratto (DEC) è prevista nell'attuale normativa sui Contratti pubblici (dlgs 50/2016) agli artt. 101 e 111 come figura tecnica che coadiuva l'attività del RUP (Responsabile Unico del Procedimento), qualora non sia con lo stesso identificata, durante la fase di esecuzione dei contratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture.
In questi articoli tale attività viene individuata come: "controllo tecnico, contabile e amministrativo" , la cui definizione viene rinviata alle Linee Guida, di recente emesse dall'ANAC, relative alla figura del Direttore dell'Esecuzione, alle quali si rimanda (facilmente reperibili sul sito dell'ANAC e che per comodità le verrà inviata a breve in estratto dagli Uffici dell'Ordine sul suo indirizzo e-mail).
In tali linee viene ampiamente indicato l'ambito di applicazione e le funzioni conesse a questa figura professionale.
Per quanto riguarda infine il compenso per tale servizio, esso rientra in quanto stabilito dall'art. 113 co2 "incentivi per le funzioni tecniche", rientrando nell'apposito fondo risorse finanziarie che le amministrazioni aggiudicatrici debbono destinare per le funzioni tecniche.
Qualora vi sia la previsione che tale servizio sia svolto da figure professionali che non risultino dipendenti dell'amministrazione ma sia quindi posto a base di una gara rivolta a liberi professionisti, per il relativo compenso si potrebbe fare riferimento a quanto stabilito dal DM 17.06.2017 (ex DM 143/2013) per quanto riguarda la fase di esecuzione dei lavori.
Cordiali saluti
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

26/07/2017: adeguamenti

Abbiamo ricevuto incarico a seguito di regolare gara d’appalto di servizi di redigere un progetto definitivo ed esecutivo.
In fase di elaborazione del progetto l’importo dei lavori rispetto a quello indicato in fase di gara, e sulla cui base è stata calcolato importo posto a base di gara, è più che raddoppiato.
Volevamo sapere se in questi casi ci sono gli estremi per richiedere un aggiornamento del corrispettivo adeguandolo all’effettivo importo dei lavori progettati.

Il disciplinare di gara nonché il contratto di incarico, o altri vincoli contrattuali sottoscritti, dovrebbero prevedere una tale evenienza, sia in merito alla previsione dei costi dellle opere progettate, sia in merito ai compensi al professionsita, anche in relazione all'importo lavori complessivo e quindi alla corrispondenza con il tipo di procedura adottato.
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

14/07/2017: deroga requisiti

Per una PROCEDURA di AFFIDAMENTO a professionisti esterni, gara ad inviti con più di 5 partecipanti, ho una LETTERA di INVITO a mio nome, come architetto iscritto negli elenchi appositi.
E' richiesto il possesso da parte dell'OPERATORE ECONOMICO del requisito, tra gli altri, di ISCRIZONE negli ELENCHI del MINISTERO degli INTERNI, ex "818", OGGI D.Lgs. 139 del 08/0372006.
Io NON HO tale requisito, ma ho intenzione di COSTITUIRE RTP (raggruppamento temporaneo di professionisti) con collegaabilitato in tal senso (antincendio).
Nell'avviso è possibile la partecipazione anche di professionisti NON ANCORA COSTITUITI in RTP.
La Sua opinione?
Potrei incorrere in osservzioni o mancata aggiudicazione?

Sarà necessario verificare, con la massima attenzione, se tale requisito possa essere integrato eventualmente costituendo un RTP. In mancanza di precise indicazioni nel bando/avviso suggerirei cautelativamente di porre uno specifico quesito al RUP.
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

08/06/2017: requisiti

Dovendo partecipare ad una procedura di gara pubblica relativa a progettazione su beni vincolati, che richiede l'attestazione di servizi in categoria E.22, avrei bisogno di delucidazioni sulla corrispondenza tra le categorie delle opere del DM 31-10-2013 n. 143 e le classi e categorie della legge 143/49.
Avendo svolto servizi consimili (Opere vincolate) attestati come Classe/Categoria ID, è possibile (e secondo quali determinazioni) far corrispondere questi servizi alla attuale classe e categoria E.22?

grazie

Al momento non risulta ancora una giurisprudenza affermata in merito al quesito che lei pone in relazione alla corrispondenza fra le nuove identificazioni delle opere previste dal DM 143/2013 e le classi e categorie della legge 143/1949.
Facendo riferimento alla Tabella Z-1, allegata al DM 16.06.2016 , possiamo solo sottolineare che con la nuova Id. E22 sono da ricomprendersi, oltre che gli edifici soggetti a tutela ai sensi del dlgs 42/2004 e quindi appartenenti alle opere di categoria I/e, anche edifici e manufatti (quindi anche di categoria I/d) qualora siano di particolare importanza.
D'altronde l'ANAC (ex AVCP) ha più volte raccomandato alle stazioni appaltanti di evitare interpretazioni eccessivamente formali in materia di comparazione fra le classificazioni individuate nel DM 143/2015 e le precedenti della legge 143/1949 che possano determinare ingiustificate restrizioni alla partecipazione.
In particolare nelle più recenti "Linee guida n. 1 di attuazione del dlgs 18/4/2016 n. 50" recanti Indirizzi generali sull'affidamento dei servizi attinenti all'architettura ed all'ingegneria (delibera 973 del 14/09/2016) disponibili sul sito ANAC, riprendendo numerose altre determinazioni, al punto 5 - Classi, categorie e tariffe professionali si precisa infatti: "Ai fini della qualificazione, nell'ambito della stessa categoria edilizia, le attività svolte per opere analoghe a quelle oggetto dei servizi da affidare (non necessariamente di identica destinazione funzionale) sono da ritenersi idonee a comprovare i requisiti quando il grado di complessità sia almeno pari a quello dei servizi da affidare".
E piu avanti: "il criterio enunciato (..) deve ritenersi esteso, ai fini della valutazione del possesso dei requisiti di partecipazione, anche ad altre categorie di opere, evidenziando come, in caso di incertezze nella comparazione, deve in ogni caso prevalere, in relazione alla identificazione delle opere, il contenuto oggettivo della prestazione professionale svolta".
Questo proprio in relazione al principio enunciato all'art. 1 della legge delega n. 11/2016 concornente il "Miglioramento delle condizioni di accesso al mercato degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, anche con riferimento ai servizi di architettura e ingegneria e agli altri servizi professionali dell'area tecnica, per i piccoli e medi operatori economici, per i giovani professionisti, per le micro, piccole e medie imprese e per le imprese di nuova costuituzione".
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

19/03/2017: quesito

Sono un giovane architetto, ho sempre svolto questi tipi di attività:
- progettazione in studi professionali in cui risultavo come collaboratore e non come titolare firmatario del progetto
- direzione di cantiere per imprese edili con nomina ufficiale
- coordinamento della sicurezza con nomina ufficiale per enti pubblici e per committenti privati
Ho intenzione di farmi certificare gli incarichi ricoperti dai diversi committenti per acquisire requisiti professionali.
Le domande sono:
1. E' possibile/utile certificare le collaborazioni alla progettazione pur non essendo titolari firmatari dei progetti?
2. Quali requisiti si ottengono certificando gli incarichi di Direzione di cantiere? In quali categorie professionali può essere inserito tale incarico?
3. Posso certificare anche gli incarichi di sicurezza per committenti privati?

E' buona norma e sempre opportuno far certificare le attività professionali che un professionista svolge.
A questo proposito mi sembra essenziale riportare quanto previsto dal Regolamento di esecuzione del Codice dei Contratti pubblici DPR 163/2006, in larga parte tuttora vigente, che circa lo specifico aspetto dei requisiti tecnico-professionali stabilisce:
- sono valutabili anche i servizi svolti per committenti privati documentati attraverso certificati di buona e regolare esecuzione rilasciati dai committenti privati o dichiarati dall'operatore economico che fornisce, su richiesta della stazione appaltante, prova dell'avvenuta esecuzione attraverso gli atti autorizzativi o concessori, ovvero il certificato di collaudo, inerenti il lavoro per il quale è stata svolta la prestazione, ovvero tramite copia del contratto e delle fatture relative alla prestazione medesima.
(DPR 207/2010 art. 263 co.2)
Ovviamente da tali certificazioni dovrà desumersi il tipo di incarico svolto e le categorie di lavori a cui tale servizio appartiene.
L'eventuale possibilità di utilizzare tali requisiti sarà legata allo specifico bando e servizio richiesto.
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

09/03/2017: società

Sono una giovane iscritta, lavoro per una concessionaria pubblicitaria, mi hanno chiesto di diventare direttore tecnico SOA OG2 perchè vogliono partecipare alle gare di appalto con un'altra società che hanno. Vorrei sapere tutti i rischi professionali, perché mi hanno detto che dovrei solo figurare, loro pensano a tutto e mi hanno proposto 200 euro. Il tutto mi sembra assurdo.

La figura del direttore tecnico comporta l'assunzione di molte responsabilità, sia nei confronti di eventuali dipendenti dell'azienda che si trova a dirigere, sia nei confronti di eventuali committenti o amministrazioni, sia infine nei confronti dell'azienda stessa. Un elenco preciso di quelli da lei definiti rischi professionali è quindi legato all'ambito di attività dell'azienda ed alla sua composizione e costituzione.
Una esaustiva risposta ad analogo quesito è stata formulata dall'ing. Michele Di Pasquale al seguente link:
www.architettiroma.it/sportello/risposte/08222.aspx
al quale quindi si rimanda.
Cordiali saluti
Architetto Flavio Vitale (Commissione Concorsi e Gare)

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