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Progettazione sostenibile e
certificazione energetico-ambientale

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14/03/2016: quesito

Buongiorno
è possibile avere informazioni sulle metodiche per il post redazione
di una certificazione energetica in regione Lazio.
Basta spedirla all’indirizzo indicato sul sito della Regione,
o esiste un portale telematico di inoltro?
Grazie
paolo bigi
ARCHITETTO

Confermo che le Attestazioni di Prestazione Energetica vanno presentate personalmente allo sportello del Genio Civile della Provincia competente per territorio, nel caso di Roma presso lo sportello dell’Area Genio Civile di Roma Città Metropolitana, ubicato in Via Felter n. 16. Presso tale sportello è attivo il servizio di ricezione e controllo formale degli APE.
Inoltre possono essere anche inviate con Raccomandata A/R all’indirizzo di seguito riportato:
REGIONE LAZIO
Direzione Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative
Area Infrastrutture Energetiche
Via Capitan Bavastro, 108 00154 – Roma.
Cordiali Saluti
Architetto Bruno Salsedo

19/02/2016: quesito

Buongiorno Arch. Salsedo
Ho conseguito la Laurea in Architettura con il vecchio ordinamento nel 1982 e sono iscritto all'Ordine nella sez. A dall'anno successivo. Da quello che leggo,posso quindi redigere un APE senza la necessità del corso di abilitazione per la certificazione energetica. Me lo conferma, cortesemente? Grazie, Fabrizio Ena

Egregio architetto,
per le Lauree conseguite ai sensi del Vecchio Ordinamento il Decreto Interministeriale 5 Maggio 2004 equipara la Laurea in Architettura alla Classe di Laurea Specialistica 4/S.
Pertanto Lei dispone di una Laurea equiparata alla Laurea Specialistica 4/S, e rientra nell’art. 2 comma 3 del DPR 75, e non necessita quindi, per poter effettuare un APE, della frequenza del corso di 80 ore, con superamento dell’esame finale,
Cordiali saluti
Arch. Bruno Salsedo

05/02/2016: quesito

Buonasera, sono un architetto e sono stato chiamato a redigere un APE per un locale dove in quota parte risulta proprietario mio cognato (marito di mia sorella tra i quali intercorre un regime di separazione dei beni). Vorrei una conferma sulla non conflittualità di tale rapporto di affinità e non di parentela nel rispetto del DPR 75 del 16 aprile 2013.
Cordiali saluti

Come già anticipato telefonicamente, richiamo il fatto che requisito fondamentale del certificatore è l’indipendenza.
L’art. 4 del DPR 75/2013 richiama tale requisito all’art. 4 lett. b):
“nel caso di certificazione di edifici esistenti, l'assenza di conflitto di interessi, ovvero di non coinvolgimento diretto o
indiretto con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonche' rispetto ai vantaggi che possano derivarne al
richiedente, che in ogni caso non deve essere ne' coniuge ne' parente fino al quarto grado”.
Viene ribadito tale requisito fondamentale “l'assenza di conflitto di interessi… rispetto ai vantaggi che possano derivarne al
richiedente”; a tale prescrizione generale si aggiunge poi una prescrizione specifica “che in ogni caso non deve essere ne' coniuge ne' parente fino al quarto grado”. Per quella che è la mia interpretazione tale prescrizione, introdotta dalla espressione “in ogni caso”, sembra di tipo esemplificativo, e pertanto non esclude altri situazioni di conflitto di interessi che si possono verificare in ambito familiare, quale quella nei confronti di un cognato, che costituisce un affine e non un parente, ma che può rientrare in una situazione di conflitto di interessi.
Tuttavia il fatto che, come lei indica, ci sia un regime di separazione di beni tra suo cognato e sua sorella potrebbe escludere il conflitto di interessi.
Trattandosi comunque di una materia non strettamente attinente alla certificazione energetica, le confermo la mia indicazione di effettuare una ulteriore verifica con un consulente, facente sempre riferimento alle consulenze online, ma per gli aspetti di natura specificamente legale.
Per quanto riguarda l’ulteriore quesito da lei posto, riferito al DM 26.6.2015 “Linee guida sulla Certificazione Energetica”, in vigore dal 1.10.2015, relativamente alla certificazione energetica di un immobile ad uso non residenziale privo di impianto di riscaldamento, la questione è regolamentata dall’Allegato 1 al DM, che le Allego. In particolare il paragrafo 2.1 fornisce le seguenti prescrizioni:
“Il calcolo della prestazione energetica si basa sui servizi effettivamente presenti nell’edificio in oggetto, fatti salvi gli impianti di climatizzazione invernale e, nel solo settore residenziale, di produzione di acqua calda sanitaria che si considerano sempre presenti.
Nel caso di loro assenza infatti, si procederà a simulare tali impianti in maniera virtuale, considerando che siano presenti gli impianti standard di cui alla Tabella 1 del paragrafo 5.1 con le caratteristiche ivi indicate”
Pertanto nel suo caso lei dovrà simulare l’impianto di climatizzazione invernale standard secondo quanto prescritto dalla Tab 1 “Generatore a combustibile gassoso (gas naturale) nel rispetto dei requisiti di cui alla tabella 8 dell’Appendice A all’Allegato 1 del DM requisiti minimi e con relativa efficienza dei sottosistemi di utilizzazione di cui alla tabella 7 della stessa Appendice”
Le allego inoltre la tab. 7 e 8 dell’Appendice A all’Allegato 1 del DM requisiti minimi, appena citate nella tab 1 del DM “Linee guida sulla Certificazione Energetica”, che le servono per simulare l’impianto di climatizzazione invernale
Le ricordo inoltre di calcolare nella certificazione anche l’impianto di illuminazione, trattandosi di un edificio ad uso commerciale, calcolo che lei farà con un software conforme alle norme UNI/TS 11300 PARTE 2, edizione 2014.
Cordiali saluti
Arch. Bruno Salsedo

14/01/2016: quesito

Gent.imo Arch Salsedo
sono iscritta all'odine sez. A dal 2005. Laurea di dottore in Architettura coseguita nel 2002.
Vorrei sapere se per poter firmare l'APE e affrontare la materia dell'energetico devo essere abilitata attraverso il corso di certificazione energetica di 80 ore con esame finale.
Grazie per la disponibilità.
I Migliori saluti
Luisa Anguillara

Nel suo quesito lei non specifica con esattezza il tipo di Laurea da lei conseguita
Le Lauree sono identificabili con un breve codice, composto da la una o due cifre, e da lettere dell’alfabeto (LM= Laurea Magistrale, S= Laurea Specialistica), come richiamato anche dal DPR 75/2013 sui requisiti dei Certificatori. Solo le Lauree conseguite ai sensi del Vecchio Ordinamento non venivano originariamente individuate da detto Codice. Considerando che lei si è laureata nel 2002, e che pertanto all'uscita del DM 28/11/2000, che ha definito le classi di laurea specialistica, lei era già iscritta all'Ordinamento allora Vigente, deduco che possiede una Laurea ai sensi del Vecchio Ordinamento
Per le Lauree conseguite ai sensi del Vecchio Ordinamento il Decreto Interministeriale 5 Maggio 2004 equipara la Laurea in Architettura alla Classe di Laurea Specialistica 4/S.
Pertanto Lei dispone di una Laurea equiparata alla Laurea Specialistica 4/S, e rientra nell’art. 2 comma 3 del DPR 75, e non necessita quindi, per poter effettuare un APE, della frequenza del corso di 80 ore, con superamento dell’esame finale,
Cordiali saluti
Arch. Bruno Salsedo

11/01/2016: quesito

Vorrei cortesemente sapere se, per redigere l'attestato di qualificazione energetica bisogna come per l'attestato di prestazione energetica, avvalersi di programmi certificati itc.
Siccome col nuovo docet non è possibile esportare AQE, mi potete indicare una modalita' alternativa all'acquisto di un software?

Cordialmente
Cristiana Fiani

Le confermo che con il nuovo DOCET non è possibile produrre l’AQE. Inoltre, come chiarito nel Manuale d’uso del DOCET, nella prefazione alla pag.6, nonché nelle Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici, di cui al DM 26/6/2015, in particolare nell’All. 1, punto 3.3 Criteri per l’applicazione delle procedure di calcolo, comma 2, ai fini della redazione dell’AQE si adotta la procedura di calcolo di progetto o di calcolo standardizzato.
Dal momento che il DOCET è un “metodo semplificato”, non è in grado di applicare la procedura di calcolo di progetto o di calcolo standardizzato.
Pertanto, ai fini della redazione dell’AQE, è necessario utilizzare un software commerciale.
I costi di tali software, che devono naturalmente essere conformi alle norme UNI/TS 11300, sono molto variabili, anche in dipendenza di chi li produce (software house, associazione ecc.). Va fatta una valutazione non tanto sulla qualità, in quanto tutti devono essere conformi alle UNI/TS, quanto sulle utilities associate, e sul costo.
Cordiali saluti
Arch. Bruno Salsedo

16/11/2015: quesito

Gent.imo Arch Salsedo
Vorrei sottoporle un quesito circa l'elaborazione di un' A.P.E. :
Sono iscritta all'ordine nella sezione A settore paesaggio; la mia classe di laurea è 3/s. Volevo avere conferma che per poter firmare un APE con il mio timbro da paesaggista, devo seguire un corso di certificazione energetica di 80 ore con esame finale?
Grazie per la disponibilità, cordiali saluti
Arch. Chiara Sottosanti

Gentile Arch. Sottosanti,
le confermo quanto già anticipato nel corso della odierna telefonata.
Il DPR 75/2013 non contempla la Laurea di classe 3/S, Architettura del Paesaggio, tra quelle che consentono la redazione dell’APE. Tale disposizione si applica anche nel caso di frequenza di corsi previsti a conformi al DPR in questione, con superamento dell’esame finale, che non possono abilitare il Paesaggista alla redazione di APE.
Più in generale il Paesaggista non è abilitato alla effettuazione di progettazione di edifici e impianti ad essi asserviti, e viene quindi meno la condizione di ordine generale espressamente prevista all’Art. 2 comma 3 del citato DPR.
Cordiali saluti
Arch. Bruno Salsedo

10/10/2015: quesito

Buongiorno, devo aprire tre nuove finestre in una villa unifamiliare, nellla Dia mi chiedono l'attestato di qualificazione energetica secondo le norme stabilite dalle leggi in vigore. Essendo un intervento di R.E. pesante che non supererà il 25% dell' involucro edilizio in teoria non dovrei farlo, oppure si ?, inoltre dato che devo rifare l'impianto termico, generatore e radiatori, l'intervento mi obbliga alla redazione del documento di cui sopra?. Nel caso debba produrre la documentazione e nei calcoli individuo delle dispersioni limite, devo imporre interventi edilizi atte a riportare l' efficienza del l'involucro entro la normativa in vigore?...
Cordiali saluti
Arch. Davide De Gregori

Il suo progetto, come da lei giustamente rilevato, rientra nella categoria della Riqualificazione Energetica, dal momento che viene investita una superficie inferiore al 25% dell’involucro edilizio (potrebbe addirittura trattarsi di un intervento su una superficie dell’involucro inferiore al 10% del totale, quindi non rilevante ai fini energetici)
Attenendosi all’ipotesi dell’intervento di riqualificazione energetica, le verifiche riguardano “Singoli componenti di involucro o impianti”, cioè la verifica della trasmittanza delle finestre e dell’efficienza dell’impianto termico.Non è pertanto prevista una verifica sull’intero edificio, e pertanto non è previsto un AQU.
Cordiali saluti
Arch. Bruno Salsedo




14/09/2015: quesito

Salve, sono Alfredo Paolangeli, architetto della provincia di Roma.
Sono iscritto all’ordine degli Architetti PPC di Roma, sezione A,settore Architettura, laurea specialistica classe 4/S.
Vorrei essere certo che rientro tra i soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici ed esentati dalla frequenza, con superamento dell'esame finale, di specifico corso di formazione per la certificazione energetica degli edifici.
Vorrei inoltre sapere se, con tale titolo di studio posso ritenermi abilitato totalmente e senza limitazioni alla certificazione energetica e non parzialmente, senza quindi obbligo di dover operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui e' richiesta la competenza, come recita il comma 3 dell’art.2 del Decreto Presidente della Repubblica 75/2013 : Il tecnico abilitato di cui alla lettera b) del comma 2, deve essere in possesso di uno dei titoli di cui alle lettere da a) ad e) del presente comma, iscritto ai relativi ordini e collegi professionali, ove esistenti, e abilitato all'esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell'ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente. Il tecnico abilitato opera quindi all'interno delle proprie competenze. Ove il tecnico non sia competente in tutti i campi sopra citati o nel caso che alcuni di essi esulino dal proprio ambito di competenza, egli deve operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui e' richiesta la competenza.
Grazie
Alfredo Paolangeli

Le confermo che, in quanto in possesso di laurea specialistica classe 4/S, lei può rilasciare APE senza dover seguire uno specifico corso di formazione.
Cordialmente
Arch. Bruno Salsedo

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