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Deontologia

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28/06/2018: quesito

un committente vuole affidarmi un incarico relativo ad un immobile su cui un altro professionista ha svolto lavori di ristrutturazione. Ho chiesto ai committenti la documentazione urbanistica relativa, ed essendo sprovvisti, ho suggerito loro di chiederne copia al professionista.
Quest'ultimo si rifiuta sostenendo di aver già consegnato tutto. Poi sono venuta a sapere che i loro rapporti non sono sereni perché mancherebbe un saldo di parcella, a detta del professionista.
Mi chiedo se io sono in qualche modo tenuta ad informare il collega di un mio potenziale intervento nell'immobile visto che sono a conoscenza del contenzioso contrattuale e se è lecito che io proceda alla richiesta di una pratica di Cila non potendo visionare il collaudo e la fine lavori perché pur se risultano presenti e protocollati nel database del comune, non ne hanno copia cartacea.
grazie

L’art. 16 delle norme deontologiche entrate in vigore nel settembre 2017 nel n.2 prescrive : “Il Professionista chiamato ad assumere un incarico già affidato ad altro collega ha l’obbligo di preventivamente accertarsi con il committente che sia stato revocato formalmente l’incarico conferito al collega o che egli abbia formalmente rinunciato, informare per iscritto il collega stesso ed accertarsi del contenuto del precedente incarico..
Il Professionista prima di svolgere l’incarico dovrà verificare in contraddittorio con il collega esonerato le prestazioni già svolte al fine di definire le reciproche responsabilità e salvaguardare i compensi fono ad allora maturati. Il professionista in tal caso sostituito, salvo documentato impedimento, deve adoperarsi affinchè il subentro avvenga senza pregiudizio per il prosieguo dell’opera. Costituisce illecito disciplinare il rifiuto da parte del professionista sostituito o di quello subentrante di effettuare la predetta verifica in contraddittorio. Sono fatti salvi i diritti di autore.”
Da quanto sopra discende:
Il nuovo Professionista deve verificare se l’incarico si inserisca o meno in un precedente incarico.
Comunque accertarsi dal Committente che l’incarico sia stato revocato.
A quel punto prendere contatto, eventualmente anche per mail pec o raccomandata ( a scanso di future eccezioni sulla ricezione della lettera), con il precedente professionista chiedendogli se sia stato o meno saldato del suo avere e se esistano ostacoli all’accettazione dell’incarico.
Comunque, se risultano contestazione sul lavoro svolto, invitarlo a un sopralluogo per verificare insieme lo stato dei lavori nel momento dell’assunzione del nuovo incarico.
Se non è possibile arrivare ad un incontro il nuovo professionista scriverà al precedente comunicandogli l’assunzione dell’incarico con l’impegno a salvaguardare i suoi diritto e sollecitando in tal senso il committente.
Cordiali saluti
Enrico avv. Dante

19/04/2018: quesito

Buongiorno,
sono regolarmente iscritta all'Ordine da 9 anni, sono titolare di partita iva ed ho regolare copertura assicurativa in ambito professionale. Oltre alla libera professione, collaboro in modo costante con una società a responsabilità limitata, fornendo attività di consulenza di varia natura (senza necessità di apporre timbro e firma), con relativa emissione di fatture per le mie prestazioni.
Nella visura camerale di tale società, l'attività prevalente esercitata dall'impresa è PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA NUOVE EDIFICAZIONI, RIQUALIFICAZIONI IMMOBILI, ARCHITETTURA D'INTERNI. Sarebbe corretto se tale società emettesse a committenti privati incarichi di progettazione architettonica, direzione lavori e quanto occorre per, ad es., lavori di manutenzione straordinaria, esplicitando di ricorrere alla sottoscritta per tali prestazioni? L'incarico diretto sarebbe tra il Committente e la Società.
Sono a chiedere la compatibilità di tale situazione con il mio ruolo di professionista e come regolare dal punto di vista economico i rapporti tra committente-società-professionista.
Grazie

Non vedo problemi nell’emettere fatture a favore di una società a fronte di consulenza relativa all’esercizio della professione.
La società che riporta come oggetto sociale la progettazione architettonica, nuove edificazioni etc ovviamente non può assumere incarichi diretti di progettazione se non precisando il nome del professionista abilitato a svolgere questo ruolo.
Pertanto è corretto nel rapporto con il Committente precisare il nome del professionista che prenderà la responsabilità dello svolgimento dell’incarico che sarà non solo compatibile ma essenziale con il suo ruolo di professionista.
Per quel che riguarda la regolarizzazione dell’aspetto economico richiamo la necessaria osservanza dell’art. 20 n.2 delle norme deontologiche che vietano e prescrivono che “l’accettazione di compensi sensibilmente ed oggettivamente inferiori a quelli di produzione e di importo tale a indurre il committente ad assumere una decisione di natura commerciale falsandone le scelte economiche è da considerarsi comportamento anticoncorrenziale e grave infrazione deontologica”.
Enrico avv. Dante

16/06/2017: quesito

Buongiorno,
la presente per chiedere informazioni circa le azioni da intraprendere nei confronti di colleghi che nell'ambiente di lavoro adottano attegggaimenti e/o apprezzamenti denigratori
nei confronti dell'Iscrittto a codesto Ordine Professionale
ringarziando per il vostro prossimo riscontro
cordiali saluti
Arch. Federico Volteggiani

La norma deontologica all’art. 19 n. 3 prevede:

“l’Iscritto deve astenersi da apprezzamenti denigratori nei confronti di un collega.”

All’art.20 (concorrenza sleale) si legge :

“nell’esercizio professionale i seguenti comportamenti assumono rilevanza ai sensi dell’art. 11, comma 2( violazione del principio di legalità):….

c - la diffusione di notizie e apprezzamenti circa l’attività di un Professionista idonei a determinare il discredito dello stesso”.

Questi i parametri da tenere presenti per verificare se la situazione lamentata possa o meno rientrarvi.

In caso affermativo l’Iscritto potrà presentare una denunzia analitica eventualmente documentata al Consiglio di disciplina nei confronti dei Colleghi Iscritti all’Ordine di Roma e Provincia, illustrando la fattispecie con precisione.

Avv. Enrico Dante

03/02/2017: quesito

Dovrei procedere con una querela per diffamazione nei confronti di un collega.
Le norme deontologiche prevedono di informare preventivamente il Consiglio dell’Ordine.
Come devo procedere?
Grazie
Distinti saluti

Ai sensi dell’art. 19, n. 6 delle Nuove norme deontologiche l’Iscritto che intende promuovere una causa contro un Collega deve darne preventivamente notizia all’Ordine di appartenenza di questo ultimo.

Di conseguenza è giusta la osservazione e preoccupazione dell’Architetto.

Prima di depositare la querela dovrà comunicare all’Ordine la sua intenzione .

La comunicazione può avvenire nei modi ritenuti opportuni in modo che risulti ricevuta.

Non ritengo necessario e/o opportuno entrare nel dettaglio ma limitarsi a comunicare” l’intenzione di procedere avanti il Competente Magistrato nella sede opportuna nei confronti dell’arch………”

Cordialità

Enrico avv. Dante

21/11/2014: Direttore Tecnico- progettista e D.L.

Il Direttore Tecnico di una impresa che ha in appalto la ristrutturazione di un immobile può esercitare la funzione di progettista e DL per il committente e quindi redigere la CILA o DIA?
Grazie

Se si tratta di un lavoro non pubblico, ma privato, il tecnico può svolgere dette funzioni, sempre che ne abbia la competenza per legge e sia iscritto all’Ordine. Il committente deve essere a conoscenza del coinvolgimento del tecnico nell’impresa. Anche l’imprenditore deve essere a conoscenza dell’incarico conferito al suo Direttore tecnico. L’incarico deve essere formalizzato per iscritto secondo le regole di legge e del codice deontologico.
architetto Enrico Milone

11/03/2014: responsabile tecnico ditta impiantistica

Buon giorno. Vorrei sapere se facendo il responsabile tecnico ( che immagino sia una cosa diversa dal direttore tecnico?) di una ditta individuale che si vuole occupare, oltre all'informatica, anche d'impiantistica, posso certificare tutto quello che concerne l'impiantistica essendo un arch. del vecchio ordinamento, se questo mi comporta l'esclusività solo su questa materia con questa ditta per cui continuo la mia libera professione, in quanto non sono assunto dalla ditta individuale, ma solo reggistrato come responsabile tecnico. Vorrei sapere se ci sono dei minimali contrattuali in percentuale tra le parti e tutto quello che mi serve per perfezzionare un accordo contrattuale e lavorativo.

Il responsabile tecnico di una ditta impiantistica può essere un architetto ai sensi della legge 46/1990. In base alla sentenza del Consiglio di Stato del 19.2.2013, l’architetto è competente a progettare e dirigere lavori impiantistici negli edifici.

Le incompatibilità alla libera professione e ad altre attività possono essere definite nel contratto di lavoro. Se il contratto è di prestazione professionale il compenso va contrattato tra le parti, dato che non esistono tariffe.

architetto Enrico Milone

25/06/2013: adempimenti DL

Sono stata incaricata di progetto, DL e variazione catastale per la manutenzione straordinaria di un appartamento. Pochi giorni dopo la firma dell’incarico, il versamento dell’acconto di parcella da parte del committente e prima della redazione della pratica cila, accadono i seguenti fatti: il committente non risponde ai recapiti forniti e non intende ricevermi, neanche per la firma della delega necessaria al ritiro della regolarità urbanistica presso l'ufficio preposto; l’impresa incaricata della realizzazione dei lavori non fornisce il capitolato sulla base del quale dovrò effettuare la vigilanza, fornisce un progetto già redatto (probabilmente realizzato da un precedente tecnico), rifiuta di mettermi in contatto col committente, propone di farmi avere le firme della proprietà, senza che io abbia con essa colloqui di alcun tipo.
Posso chiedere un colloquio col cliente, tramite raccomandata, specificando che la firma dei documenti deve avvenire in mia presenza, affinché vi sia certezza che lo stesso autorizzi progetto e lavori e con lo stesso mezzo chiedere formalmente alla ditta di farmi visionare il capitolato, essendo responsabile della corretta esecuzione? Per essere sicura di rispettare le norme deontologiche nei confronti di eventuale collega che probabilmente ha redatto il progetto, posso chiedere al committente una dichiarazione in cui assume la paternità del progetto o dichiara di aver saldato il collega?
In caso di negazione ulteriore delle mie richieste, posso dimettermi o rischio che il committente si rivalga su di me, ritenendomi responsabile del mancato inizio dei lavori? Con quale motivazione posso restituire l’acconto, in caso di dimissioni?

Si presume che l'incarico sia stato dato dal Committente – Proprietario.
In tal caso fare una lettera racc.r.r. al Committente e alla Impresa dando un appuntamento presso il suo Studio con termine per :
1 – sottoscrizione della delega da parte del Committente per il ritiro della regolarità urbanistica
2 – consegna da parte dell'Impresa del Capitolato dei lavori in tale sede
3 – richiesta di spiegazioni sull'origine del progetto che, se intendo bene, dovrà servire di base per la direzione lavori, facendo venire quindi meno la prima parte dell'incarico a meno che non venga chiarito che il progetto deve essere altro. (spesso capita che il Committente si fa fare un progetto, non lo paga, cerca un altro professionista dicendo di eseguirlo)
Posso chiedere un colloquio col cliente, tramite raccomandata, specificando che la firma dei documenti deve avvenire in mia presenza, affinché vi sia certezza che lo stesso autorizzi progetto e lavori e con lo stesso mezzo chiedere formalmente alla ditta di farmi visionare il capitolato, essendo responsabile della corretta esecuzione?

Vedi sopra
Per essere sicura di rispettare le norme deontologiche nei confronti di eventuale collega che probabilmente ha redatto il progetto, posso chiedere al committente una dichiarazione in cui assume la paternità del progetto o dichiara di aver saldato il collega?

Se nell'incontro viene fuori che il progetto è di altro professionista DEVE informarsi che l'incarico sia stato revocato e il professionista saldato. Con queste assicurazioni si invia una lettera racc.r.r. al precedente professionista chiedendo se effettivamente sia stato sollevato dall'incarico e saldato.
Tenere presente che questa operazione va fatta prima dell'accettazione dell'incarico.

In caso di negazione ulteriore delle mie richieste, posso dimettermi o rischio che il committente si rivalga su di me, ritenendomi responsabile del mancato inizio dei lavori?

Se a seguito della convocazione presso il suo Studio nessuno si presenta o non adempiono a quanto prospettato sub 1, 2 e 3 allora va inviata una racc.r.r. nella quale si comunica che per la loro inadempienza non è possibile dare corso all'incarico ricevuto e si ritiene sciolta da ogni obbligo.
Nel caso che sia stata già data comunicazione agli uffici comunali, va comunicata anche l'immediata rinuncia.
Con quale motivazione posso restituire l’acconto, in caso di dimissioni?

Una volta che effettivamente succede quanto prospettato sopra, bisogna comprendere il valore dell'acconto rispetto all'ammontare complessivo .
C'è infatti da ricordare che il Professionista avrebbe diritto, in caso di interruzione non per suo inadempimento, al 25% del valore dell'incarico.
Quindi l'eventuale restituzione è tutta da discutere.
Avv. Enrico Dante

07/08/2012: competenze pianificatore

Buongiorno, sono iscritta alla sezione A come Pianificatore territoriale. Vorrei sapere se sono abilitata alla redazione di pratiche catastali (Docfa, Pregeo, Voltura ecc.).
Grazie

Dal 2001 con il DPR 328, si è regolamentata l'attività della pianificazione (che rimane sempre non riservata per legge). l'art. 16 comma 2 stabilisce le seguenti attività per la professione di pianificatore territoriale:
2. Formano oggetto dell'attivita' professionale degli iscritti nella sezione A - settore "pianificazione territoriale":
a) la pianificazione del territorio, del paesaggio, dell'ambiente e della citta';
b) lo svolgimento e il coordinamento di analisi complesse e specialistiche delle strutture urbane, territoriali, paesaggistiche e ambientali, il coordinamento e la gestione di attivita' di valutazione ambientale e di fattibilita' dei piani e dei progetti urbani e territoriali;
c) strategie, politiche e progetti di trasformazione urbana e territoriale.
Da quanto sopra, al momento dell'iscrizione all'Ordine nella sezione A settore B, il professionista deve rispettare le attività previste dal Decreto. Il quale non include pratiche di variazione catastale dei fabbricati, in quanto rientrante nelle attività edilizie.

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