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22/03/2017: quesito

Sono un giovane professionista di 25 anni sto lavorando in uno studio di architettura, il contratto è per prestazione d'opera, per un anno e prevede un rimborso di 500 euro al mese, quindi 6000 all'anno. Sono obbligata ad aprire partita iva?e se si sono obbligata ad iscrivermi all'inarcassa? Grazie

Dalla formulazione del quesito non si comprende bene cosa si intende per contratto per prestazione d’opera, ad ogni buon fine se il contratto da Lei stipulato prevede il rimborso di 500,00 euro al mese, farebbe escludere l’attività dalla tipologia dei compensi occasionali, perché la prestazione per dodici mensilità fa venire meno la caratteristica della occasionalità. Conseguentemente, a meno di inquadrarlo come borsa di studio o come collaborazione a progetto, inclusi tra i contratti assimilati a quello di lavoro dipendente, dovrà necessariamente aprire la partita IVA e iscriversi all’Inarcassa.
Studio Dr. Giancarlo Ricotta.

21/03/2017: quesito

Sono un architetto iscritto al'Albo da circa 35 anni e sono stato dipendente di una Pubblica Amministrazione fino al 30 settembre 2015 data in cui sono diventato pensionato. Ora sto riaprendo lo studio professionale e vorrei sapere che tipo di partita IVA richiedere e quali voci dovrò inserire nelle parcelle visto che sono già pensionato.

Lei scrive di voler “riaprire” lo studio professionale, pertanto si da per scontato che abbia già svolto l’attività libero professionale, motivo per il quale può aprire la partita iva esclusivamente nel regime ordinario. Se così non fosse stato, l’alternativa al regime ordinario è il regime forfetario il cui accesso richiede il rispetto di determinati requisiti ed il “non superamento” di un certo volume di affari che per le attività professionali è di 30.000 euro.
Il fatto di essere pensionato, inoltre, non influisce sulla normale modalità di fatturazione, pertanto il compenso dovrà essere assoggettato a contribuzione previdenziale oltre IVA se dovuta.
Studio Dr. Giancarlo Ricotta.

07/03/2017: quesito

Salve,
sono un architetto abilitato iscritto all'ordine. Poiché finora ho svolto esclusivamente l’attività di docente, non ho avuto necessità di aprire una partita Iva. Qualora mi chiedessero di redigere una pratica edilizia, posso accettare l’incarico come prestazione di lavoro autonomo occasionale, senza aprire partita Iva?
Ringrazio anticipatamente.

Gentile Architetto,
la invito a prendere visione del parere rilasciato in merito dal consiglio nazionale architetti, in risposta a due nostri quesiti in merito. il parere è scaricabile al link: ordine.architettiroma.it/avvisi-agli-iscritti/prestazioni-autonomo-occasionale/
Cordialmente

26/09/2016: quesito

Buongiorno,
sono un architetto che lavora in proprio, in locali di proprietà, non ho dipendenti né beni strumentali di particolare rilevanza.
Ho sempre pagato l'IRAP.
Era dovuta?
Cosa posso fare per chiedere un eventuale rimborso?
Grazie

Sulla base dell’attuale normativa fiscale l’IRAP è un tributo ancora in vigore e, pertanto, ancora dovuto da imprese e lavoratori autonomi.
Ciò non toglie che, se si ritiene che la propria struttura non possegga i requisiti di un autonoma organizzazione, si può presentare istanza di rimborso dell’IRAP versata negli ultimi 4 anni d’imposta (periodi i cui termini di prescrizione non sono ancora decaduti) all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente e alla Direzione Regionale, citando le ormai tante sentenze delle Sezione Unite della Cassazione che si sono pronunciate a favore del contribuente.
In caso di silenzio rifiuto da parte dell’amministrazione finanziaria, sarà possibile ricorrere dinanzi alle Commissioni Tributarie.
Studio Dr. Giancarlo Ricotta.

19/09/2016: quesito

Buongiorno,

Sto per iniziare un corso di inglese (livello base) della durata di otto mesi, pagato in una unica rata. E' possibile scaricarlo come formazione professionale?

Ringrazio anticipatamente.

Il principio sulla base del quale è possibile dedursi costi è quello dell’inerenza del costo relativamente all’attività svolta. Se Lei ritiene che il corso di inglese sia una spesa essenziale allo svolgimento della Sua attività potrà considerarlo costo deducibile, altrimenti no.
Studio Dr. Giancarlo Ricotta.

25/10/2015: quesito

Sono un architetto regolarmente iscritto all'ordine di Roma e ad inarcassa con partita iva, vorrei prendere in gestione un agriturismo con annessi 3 ettari di terreno e per svolgere questa attività dovrei iscrivermi ai coltivatori diretti,
-quest'ultima attività risulterebbe incompatibile con quella di architetto?
- potrei utilizzare la stessa partita iva che ho come architetto anche come coltivatore diretto? Se fosse possibile cosa dovrei fare?

Grazie

Come già indicato di recente in risposta ad un precedente quesito, le norme che disciplinano la professione di architetto non vietano agli stessi di svolgere altre e diverse attività oltre quella di libero professionista, tuttavia l'esercizio della professione di architetto può essere soggetto a limitazioni che determinano situazioni di incompatibilità.
Occorre però tenere presente anche che, per ottenere la qualifica di coltivatore diretto è necessario essere in possesso di determinati requisiti soggettivi ed oggettivi, e che questa attività deve essere svolta in modo abituale e prevalente, ovvero dovrà occupare il lavoratore per la maggior parte di tempo e dovrà costituire, pertanto, la fonte di reddito principale.
Qualora, quindi, il soggetto eserciti contemporaneamente più attività, andrà determinata quella prevalente, in termini di tempo occupato e reddito ricavato. Va valutata, inoltre, la compatibilità di una doppia contribuzione in relazione al tipo di attività svolta ed alla vesta in cui l’attività stessa viene esercitata.
Per quanto riguarda il secondo quesito, potrà mantenere lo stesso numero di partita IVA per svolgere entrambe le attività, chiedendo all’Agenzia delle Entrate l’apertura di un nuovo codice attività (ATECO 2007) specificando che è già titolare di partita IVA con codice attività di architetto. All’interno della modulistica che dovrà compilare per la richiesta del nuovo codice ATECO, dovrà indicare quale delle due attività è esercitata in modo prevalente e quale in via secondaria a livello di introiti.
Permangono, naturalmente, gli obblighi di redazione delle contabilità e di tutti gli altri adempimenti fiscali connessi all’esercizio di entrambe le attività.
Studio Dr. Giancarlo Ricotta.

15/10/2015: quesito

Buongiorno
vorrei fare un corso per amministratore di condominio che come attività non e' incompatibile con quella di architetto libero professionista.
Si pone il problema della fatturazione:, vorrei sapere se esiste un modo per continuare a fatturare con la partita iva da architetto e, quindi, continuare a pagare Inarcassa per le competenze da amministratore di condominio.
Grazie anticipatamente.
Saluti

E’ possibile mantenere lo stesso numero di partita IVA per svolgere entrambe le attività.
Deve richiedere all’Agenzia delle Entrate l’apertura di un nuovo codice attività (ATECO 2007) specificando che è già titolare di partita IVA con codice attività di architetto. All’interno della modulistica che dovrà compilare per la richiesta del nuovo codice ATECO, dovrà indicare quale delle due attività è esercitata in modo prevalente e quale in via secondaria a livello di introiti.
Permangono, naturalmente, gli obblighi di redazione delle contabilità e di tutti gli altri adempimenti fiscali connessi all’esercizio di entrambe le attività.
Per quanto riguarda la contribuzione derivante dall’esercizio dell’attività di amministratore di condomini è opportuno rivolgere il quesito direttamente all’INARCASSA.
Studio Dr. Giancarlo Ricotta.

29/09/2015: quesito

Buongiorno,
volevo conoscere la possibilità di applicare 'la procedura c.d. "Reverse Charge" alle fatture per servizi professionali svolti a favore di una impresa di costruzione (che realizza in proprio).
Grazie
Francesco Ferrari

Come già indicato in risposta a precedenti quesiti, la Legge di Stabilità 2015 ha esteso, nei confronti di imprese e lavoratori autonomi abituali, l’applicazione del meccanismo del “reverse charge” ad una serie di attività di servizi relativi ad edifici anche non in subappalto.
Brevemente, le attività coinvolte sono le prestazioni di servizi di:
1. pulizia di edifici (negozi- laboratori-studi professionali- etc.);
2. demolizione di edifici;
3. installazione di impianti elettrici- elettronici – idraulici;
4. completamento e finitura di edifici (intonacatura – posa in opera di infissi - etc.).
Le prestazioni sopra citate, se effettuate nei confronti di titolari di partita Iva, dovranno essere fatturate con questa indicazione: “Operazione soggetta a reverse charge-ex art.17, comma 6-lettera a-ter-DPR 633/72”, omettendo l’indicazione dell’aliquota e dell’Iva sulla prestazione.
Il soggetto che riceverà la fattura dovrà integrare il documento con l’indicazione della base imponibile, dell’aliquota e dell’iva ed annotarla sul registro acquisti e su quello delle vendite/corrispettivi , conteggiare nella liquidazione del periodo interessato sia l’iva a debito che quella a credito.
Studio Dr. Giancarlo Ricotta.

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