Sportello consulenze on-line
Problematiche afferenti la programmazione, progettazione e attuazione Opere Pubbliche
leggi le risposte alle domande più frequenti.
Sono iscritto all'Ordine dal 1988. Mi è stato proposto da un'impresa di costruzioni di partecipare come progettista ad un bando del Ministero delle Infrastrutture per un progetto definitivo di importo a base d'asta pari a circa € 860.000 di cui circa € 33.000 per la progettazione - categoria OG/2 classe III. Al progettista è richiesta l'attestazione SOA oppure in sua mancanza " ... si qualificherà con servizi relativi alla classe e categoria individuata in base all'art. 14 L. 143/49 corrispondente alla tipologia dei lavori da progettare: classe I Categoria d."
Cosa vuole dire?. Visto che non possiedo attestazione SOA, posso fare una autocertificazione di qualche tipo, od altro ?
Al fine di avere garanzie sulla specifica esperienza ed idoneità professionale, sia il Committente che l'Impresa che deve eseguire un'opera in base ad una attestazione SOA richiedono al progettista cui affidare l'incarico di progettazione di autocertificare il possesso dei propri requisiti in base alle progettazioni già svolte e rientranti nella stessa classe e categoria di lavori. A volte, e non mi sembra che questo sia il caso, viene espressamente richiesto al progettista il possesso di specifici attestati rilasciati dai precedenti Committenti, relativi alle progettazioni già elaborate sempre per opere rientranti nella stessa classe e categoria dell'incarico atteso.
architetto Alessandra Montenero
23/09/2011: CERTIFICATO DI REGOLARE ESECUZIONE
Nel 2007 sono stato incaricato da una Amministrazione comunale del progetto di sistemazione esterna e della manutenzione dei prospetti, del sagrato e degli spazi adiacenti la via antistante.
I lavori sono stati consegnati alla Impresa appaltatrice il 23.05.2007 e sono stati ultimati in data 21.06.2007 con l'emissione del relativo certificato, con la liquidazione dell’Impresa esecutrice dei lavori e delle mie competenze professionali (progetto e direzione lavori).
In data odierna - 22.09.2011 - sono stato contattato dalla medesima Amministrazione comunale, che ora mi richiede il Certificato di Regolare Esecuzione dei lavori sopra indicati.
QUESITO:
Sono tenuto a emettere il Certificato di Regolare Esecuzione a distanza di quattro anni ?
(Mi è stato inoltre specificato che tale certificazione è necessaria per accedere a un finanziamento.)
Se sì, debbo essere retribuito per emettere eventualmente tale certificato ? In quale percentuale?
E' singolare che l'Amministrazione comunale non le abbia assegnato l'incarico di redigere il Certificato di Regolare esecuzione laddove l'importo dei lavori consentiva l'emissione di tale certificato e non quello di collaudo delle opere eseguite.
Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 207/2010, Regolamento di esecuzione ed attuazione del D.L.gvo 163/2006, prevede all'art. 237 che il Certificato di Regolare esecuzione debba essere emesso dal direttore dei lavori e confermato dal responsabile del procedimento entro tre mesi dall'ultimazione dei lavori .
Nel caso esposto ritengo sia possibile considerare la compilazione di detto Certificato come espletamento di un ulteriore incarico per un'attività assolutamente tardiva rispetto alla conclusione dei lavori medesimi.
architetto Alessandra Montenero
07/09/2011: QUOTE ROSA IN APPALTI PUBBLICI
Per una ricerca che sto effettuando vorrei sapere se in Italia esiste una norma che disciplina la partecipazione delle donne architetto (quote rosa?) nei contratti pubblici, così come riportato in un rapporto europeo, e, in caso positivo, se è rispettata o disattesa.
Non esiste norma che regoli un rapporto percentuale predefinito tra donne ed uomini architetto che partecipano a gare per appalti pubblici
architetto Alessandra Montenero
06/06/2011: MANUTENZINE STRAORDINARIA
Nell'estate del 2010 sono stato incaricato come progettista, DL e coordinatore sicurezza per lavori di manutenzione straordinaria di un plesso scolastico nello stesso Comune dove sono stato eletto consigliere di minoranza nelle ultime elezioni amministrative (15/16 maggio 2011); ora, poichè l'incarico è antecedente alla mia candidatura e successiva elezione, e poichè i lavori per cui sono stato incaricato sono prossimi alla conclusione (mancano solo le lavorazioni eseguibili solo durante la chiusura della scuola) non credo che ci siano problemi di incompatibilità con il mio ruolo di consigliere di minoranza, oppure devo dimettermi e non portatre a termine l'incarico?
Il quesito formulato ha carattere più deontologico che non normativo per la realizzazione di pubblici interventi.
Comunque ritengo che seppure i lavori hanno termine entro poco tempo potrebbe accadere, a seguito di riserve formulate dall'Impresa che ha realizzato l'intervento o a seguito di problemi per il necessario collaudo dell'opera, che si apra un contenzioso tra Impresa ed Uffici comunali e quindi il doppio incarico sarebbe immediatamente da evitare.
architetto Alessandra Montenero
Salve, nel 2008 ho avuto un incarico pubblico da parte del Ministero Interno per la progettazione, direzione lavori e coordinamento sicurezza, per un lavoro di ristrutturazione di una palazzina. Ho eseguito la progettazione, è stata indetta una gara , vinta da un'impresa, e a tutt'oggi dopo vari solleciti ed incontri non mi è stato ancora dato la possibilità di predisporre alla consegna lavori, anzi sembra in via ufficiosa che non se ne fà più nulla.
Ora la mia parte per quanto riguarda la progettazione ho emesso fattura a suo tempo e mi è stata liquidata, ma se non si fà più il lavoro come mi devo comportare con l'amministrazione? E devo richiedere ufficialmente una qualche notizia in merito? Anche perchè il tempo passa e non so se poi decadono dei termini. E quanto sarebbe calcolato il danno a mio carico per non aver espletato il lavoro a causa dell'amministrazione? Erano comunque soldi già stanziati.
Ritengo che se il contratto stipulato tra professionista e committente, oltre a contenere le modalità e l'ammontare del pagamento del professionista incaricato per le diverse fasi dell'attuazione dell'intervento, non ha previsto come tali emolumenti potrebbero variare in funzione di eventuali modifiche al programma realizzativo, sia oggi molto difficile richiedere un'integrazione al compenso già avuto per la progettazione.
E' comunque opportuno formulare una richiesta scritta anche per conoscere i futuri programmi dell'Amministrazione Committente.
Alessandra Montenero
05/05/2011: PREVENTIVO inerente MANUTENZIONE ORDINARIA
Su un preventivo riguardante la manutenzione ordinaria di un condominio (con un totale di € 114.500,00), su cosa si basa il costo della voce "Piano di sicurezza compreso fascicolo" (su computo presentato risulta un costo di € 3.916,80, è veritireo?!)
Il quesito non può avere una risposta derivante dall'applicazione delle leggi sui LL.PP., in quanto trattasi dell'esecuzione di lavori edili richiesti da un committente privato ma, se chi richiede questo parere è D.L., Lui stesso potrà essere in grado (attraverso l'esame degli elaborati presentati dall'impresa esecutrice dei lavori) di valutare sia l'ammontare degli oneri per la sicurezza sia il costo per la redazione del fascicolo del fabbricato.. Il costo della sicurezzaincide sull'ammontare complessivo dei lavori con percentuali molto diverse a seconda della tipologia degli interventi (pavimentazioni, tinteggiatura delle facciate, manutenzione di un tetto etc....
architetto Alessandra Montenero
04/05/2011: SCAVO A SEZIONE APERTA
Vorrei avere una delucidazione inequivocabile della differenza tra scavo a sezione aperta ed obbligata. Es. Scavo di 0,4 o 0,9m x un'area di 1000 per me e' aperto, mentre lo scavo di 0,7m di larghezza per una prof.variabile(fognatura) e' obbligata.
Si definisce scavo "a sezione aperta" quando la sua larghezza ed ovviamente la sua lunghezza è maggiore della sua profondità (ciò avviene generalmente nello sbancamento di un terreno per la fondazione di un edificio) mentre si definisce "a sezione obbligata" quando la dimensione della larghezza, a prescidere dalla sua lunghezza, è inferiore alla profondità ( ciò si verifica spesso negli scavi stradali per la posa di cavi per pubblici servizi di modesta dimensione).
architetto Alessandra Montenero
21/04/2011: PROCEDURE DI AFFIDAMENTO DA PARTE DI P.A.
Vorrei sapere se il limite di parcella per l'affidamento diretto di un incarico da parte di amm. pubblica al professionista è (ad oggi ed ai sensi del nuovo codice appalti) pari a 20.000,00 euro massimi, o se esista qualche deroga a questo limite.
Il DLgs 163/2006 e s.m.i. all'art.91, Procedure di affidamento, stabilisce che gli incarichi professionali di importo inferiore a 100.000 euro possono essere affidati dalle pubbliche amministrazioni- stazioni appaltanti nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento,proporzionalità e trasparenza e secondo la procedura prevista dall'art.57, comma 6l'invito deve essere rivolto. ad almeno 5 soggetti, se sussistono in tale numero apiranti idonei. Sempre lo stesso DLgs 163/2006 all'art. 125, Lavori, servizi e forniture, comma 11 prevede la possibilità di affidare incarichi diretti.
Anche il DPR 207/2010, all'art. 267, Affidamento dei servizi di importo inferiore a 100.000 euro, comma 10, stabilisce che gli incarichi con importo inferiore ad € 20.000 possono essere affidati direttamente. Non mi risulta che esistano altre possibilità legislative che consentano affidamenti diretti per importi superiori ad € 20.000.
architetto Alessandra Montenero
Riferimenti
Consulente:
arch. Alessandra Montenero
Referente di area: Rita Traversi
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